pensieri in libertà data titolo sottotitolo testo Massimino jisdi@tin.it Meda 29/01/2012 Gli Scenari Gli Scenari ed il loro campo di esistenza Ogni nostro atto è mosso da un programma derivante da uno scenario di cui avvertiamo l'Immagine, i contorni, le forme e l'ambiente di esistenza, di cui abbiamo una certa convinzione. Il perno è proprio il Campo di Esistenza: le circostanze per cui lo Scenario può essere realistico. Azimov, nella sua trilogia dove descrive una società aeriforme, asserisce che il lavoro del ricercatore consiste nella verifica del Campo di Esistenza dello Scenario immaginato ovvero la dimostrazione della Tesi ipotetica. I nostri errori derivano, generalmente, da una sommaria verifica del Campo di Esisitenza delle nostre ipotesi. Vuoi per pigrizia o errato metodo di raccolta ed analisi dei dati costitutivi siamo indotti a logiche fuorviate rispetto al reale Campo di Esistenza. Esercitarsi in questa ricerca, con ipotesi giocosi, ci fa acquisire esperienza che ci può essere utile di fronte a scelte importanti. Gli esercizi meditativi che svolgo quotidianamente mi aiutano a capire le varie difficoltà motorie. Con il procedere dell'esperienza meditativa raccolgo sempre più tecniche e metodi di approccio ai "problemi", che incrementano quasi in maniera esponenziale i risultati benefici, per la mente ed il corpo. Questi concetti richiamano i meccanismi attivati dall'Istruzione negli studenti fin dalle Elementari: l'estensione delle teorie nei vari campi adiacenti e similari, che il bambino percepisce molto più che l'adulto. In questo periodo di "crisi" facciamo fatica a capire il da farsi, proprio per la scarsa esperienza nell'analisi dei "termini" del problema che, nel caso specifico, ci vengono suggeriti in "forma" incomprensibile, se non falsa, nascondendosi dietro il dito dell'impoderabilità dei fattori determinanti la "crisi" stessa. E' l'occasione per dedicarsi ad una sessione completamente dedicata ai metodi di ricerca ed analisi dei fattori che determinano i Campi di Esistenza degli Scenari! Massimino jisdi@tin.it Meda 17/01/2012 Berlusconismo fantasia al Governo e finanza creativa La "Costa Concordia" è stata affondata dal "berlusconismo". Le accuse di "guascone" a Francesco Stettino, Capitano della C.C., rievoca una serie di spregiudicatezze inaugurata da Craxi, alla fine degli anni Settanta (1979), e continuate da Berlusconi, dopo la caduta di Craxi: "ci penso io", "faccio tutto io", "io so come si fa: guardate la Fininvest!", "gurdate come si fa ad imbonire gli italiani!" e via guasconando. L'ammutinamento della C.C. rievoca l'obbligo alle dimissioni di Berlusconi per far spazio a Monti, dopo il disastro. Il danno procurato all'Economia Turistica ed all'Italia dal disastro della C.C. evoca il danno procurato dalla filosofia berlusconiana alle Proprietà dell'Italia, con il disastro finanziario prodotto dale sue pratiche di governo. La nomina di Stettino a capo della C.C., come l'ascesa di Berlusconi a capo del governo sono "mosse" fatte dal "potere reale": la Costa Crociere in un caso ed il Sistema Economico nell'altro, l'economia fondata sul "consumismo" e lo sfruttamento dei più deboli. Massimino jisdi@tin.it Meda 09/01/2012 Il Perdono Le complesse filosofie carcerarie di Gherardo Colombo Dalla trasmissione "la Storia siamo Noi" sono stato indotto ad una riflessione sulla complessa questione della rieducazione dei "carcerati", sulla scorta delle riflessioni di Beccaria. Dai discorsi uditi, in trasmissione, ho concluso che si stava argomentando senza considerare le ultime conclusioni dei ricercatori di Neuroscienze, sullo sviluppo del cervello umano. In base a queste ultime conclusioni la strutturazione del cervello umano, tutto considerato, è una stratificazione di strutture e quindi le precedenti condizionano le successive: un cervello "malformato" o incompleto non potrà mai raggiungere stadi di sviluppo paragonabili ad un altro "compiutamente" formato. Ciò fa dedurre che gli sviluppi, successivi ad un "trauma" o struttura precedente, di un cervello risentiranno sempre delle conseguenze del "trauma" stesso: la forma mentale di un carcerato può essere riformata solo se fosse possibile azzerare gli effetti del "trauma" che ha determinato il carcere. Nel caso di condanna per un "errore" del carcerato si possono avere speranze di riabilitazione perchè il "trauma" è lieve e "superficiale" ma nel caso di un criminale "incallito", dove il "trauma" è remoto e "profondo", le speranze sono pressochè zero, a meno di conoscienze appropriate alla "ristrutturazione biofisica" di parti di cervello, ma quì si parla di Lavaggio (tutto da inventare) che non ha nulla a che vedere con la Neuropsichiatria conosciuta ai più. Se noi confrontiamo la struttura di una CPU 8080 con quella di una 80-486, o addirittura, con un Pentium, (stando sul semplice) ci si rende conto di quanto la struttura fisica (hardwear) sia determinante per la potenzialità del microprocessore. Passando al confronto tra un PC degli anni 80 ed uno del 2010 scopriamo che le strutture che determinano la potenza dei PC più recenti sono di tutt'altra natura (e tecnologia) rispetto a quelle dei PC di prima generazione: senza le ultime generazioni delle memorie RAM e quelle di massa sarebbe impensabile realizzare le prestazioni degli attuali PC. E' impensabile ristrutturare un M24 per conferirgli prestazioni anche solo somiglianti a quelle di un odierno PC: mancano addirittura le strutture meccaniche (ossa craniche) per alloggiare i componenti. Massimino jisdi@tin.it Meda 20/12/11 Non si vive di solo Pane 2 Le complesse Competenze Politiche Come per le Regole del Mondo del Lavoro dobbiamo riconoscere che la politica, assumendo M.Monti, ha dichiarato la sua incapacità ad affrontare la Situazione, nonostante il riconoscimento dei "professori" di una superiorità della Politica rispetto a loro (Filippo Penati sa bene che nove decimi degli ultimi governi non sarebbero stati neanche ammessi nelle Scuole). Non voglio fare il masochista ma sono dell'idea che la Politica deve trovare il coraggio di ammettere l'esistenza di una serie di verità che non si possono rivelare e dimostrare di essere all'Altezza di custodire un così pesante segreto. Gli Italiani sono convinti, dalla cicciolina in poi, che i politici sono prevalentemente disonesti, non saranno mica tutti "lupi di montagna"!!! Massimino jisdi@tin.it Meda 18/12/11 Non si vive di solo Pane Le complesse Competenze vitali Il bambino deve saper succhiare il latte e piangere quando ne vuole ancora oppure si sente "disturbato". Il "disturbo" del bambino è un fenomeno in evoluzione: con il ripetersi e l'avvicendamento dei "disturbi" il bambino inizia una loro catalogazione, che affina ed impara ad usare per comprendere e catalogare gli altri "disturbi". Questo è un complesso e variegato processo che abbiamo racchiuso nel concetto di crescita. Crescendo il bambino impara, imitando, come può, l'ambiente che lo circonda, creandosi dei metodi operativi, sempre più complessi, assemblandoli in strutture che usa per affrontare e risolvere ulteriori insorgenti "disturbi" anche senza piangere. I "disturbi" insorgenti sono strettamente correlati all'ambiante di crescita, che è cambiato, nel corso dei millenni, con l'evoluzione delle convivenze nelle società: basta confrontare la società italiana prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale ed oggi per rilevare le diverse concezioni del Senso della Vita. Prendiamone uno a caso: mentre pascolavamo le pecore, con gli altri ragazzi, si discorreva del nostro futuro, alla fine della Scuola, che per noi era la Scuola Elementare. Allora si pensava di andare con gli altri adulti a fare i vari lavori, tipici del mondo contadino, per intrapendere la strada che portava all'Età Adulta. Oggi i ragazzi delle Elementari ragionano sul sentito dire riguardo alla Scuola Media, che li aiuterà a decidere che indirizzo prendere nelle Scuole Superiori. Questo banale confronto ci da l'ordine di grandezza del cambiamento della società e quindi delle "strutture dei metodi operativi" dei bambini, cresciuti, tra Ieri ed Oggi. A parità di età il ragazzo di Ieri cercava di inquadrare l'organizzazione di una Vita Autonoma e tutte le competenze necessarie per affrontare la Natura, quasi immutabile, a mani nude. Il ragazzo di Oggi si organizza per affrontare La Società, incomprensibile e inafferrabile, mediante le varie "protesi" che ha conosciuto crescendo, dall'automobile all'IPad. Massimino jisdi@tin.it Meda 16/12/11 La Società Distinzione tra UomoInErrore ed uomodelinquente La competenza primaria di un tutore dell'Ordine dovrebbe essere la competenza per discernere tra l'individuo che commette l'errore trasgressivo della legge e l'individuo di indole delinquenziale. Una volta assodata questa competenza, nei Libri di Testo, si ottiene la distinzione tra due categorie di persone: una tendenzialmente onesta e l'altra tendenzialmente delinquente. Il concetto è chiarito assumendo per categoria tendenzialmente onesta l'elettorato disposto ai sacrifici e tendenzialmente delinquente i Berlusconii: eclettici, trasgressivi, imbonitori, di prestigio, "geniali", che catturano le simpatie degli elettori disposti ai sacrifici! La categoria tendenzialmente delinquente è irrecuperabile! La loro indole è soddisfatta solo dal soppruso sul Prossimo: senza la mercè del Prossimo sono delusi, irrealizzati ... insoddisfatti! Massimino jisdi@tin.it Meda 15/12/11 La Società 2 Marketing, in italiano significa: "costruzione dell'Opinione Publica" La padronanza del Marketing produce il Dominio delle menti. Il Dominio delle menti permette la trasformazione (già avvenuto nei primi anni del decennio 1980) da Direzione del Personale a Direzione delle Risorse Umane. Quest'ultima si prefigge di trattare le Maestranze, di una azienda, come le macchine che l'azienda usa per le produzioni. Con l'avvento dell'automazione Le macchine sono divenute automatiche e quindi programmabili, in campo o a distanza: telematicamente. Il Marketing permette la programmazione, come su esposto, telematica delle Risorse Umane; non solo in azienda ma in qualsiasi campo in cui ci si relaziona con le persone, anche in politica giacchè anche la politica è un "consumo" di idee, tanto per non smentire il vecchio concetto di giornalista, che è quello che fornisce l'idea, al cittadino, al mattino, senza farsene accorgere. Strappiamo i quaderni di questi scolari indisciplinati, che li usano per imbrogliare gli altri. Così facendo proteggiamo le nostre libertà! Non permettiamo loro di appropriarsi dello spazio della nostra Libertà. Massimino jisdi@tin.it 18/10/2011 13.55.19 La Barra a Dritta! La Natura assegna alla Donna il Ruolo di tenere la Barra a Dritta! Non so se sia giusto o sbagliato ma a giudicare dalla Storia, narrata da vari punti di vista delle tendenze umane, si deduce che in Natura la Donna ha il Ruolo di non perdere di vista il Senso della Vita. Una spiegazione nota a tutti è quella di Adamo ed Eva: fu Lei ad offrire il Pomo a Lui, non il contrario. Fu Eva che sentiva la necessità di assolvere al Compito naturale di dare seguito alla Specie umana. L'Uomo avvertiva solo la gravosità delle conseguenze che ne derivavano. E' per questo motivo che dichiarò frutto di un consiglio strisciante, l'Idea di Eva: solo un serpente avrebbe potuto ideare una siminle trappola! Legando un capo del filo ad un albero del Paradiso Terrestre e tendendolo fino ai Giorni Nostri vediamo, in prossimità del filo, una lunga serie di fatti, usi e costumi coerenti con la storia di Adamo ed Eva e le storie recenti. Parlo di storie recenti perchè quelle attuali sono già influenzate dal nuovo corso iniziato da Hitler con la Seconda Guerra Mondiale. E' evidente che, in questa riflessione, assume un ruolo determinante la maligna ambizione umana e che Hitler è solo quello che ha perso la battaglia per la primogenitura dell'idea di sovvertire l'Ordine Naturale delle Cose. Visto che la strategia di Hitler era fallita si pensò di adottarne un'altra: bisognava condividere con "tutti" un percorso "logico" in base ai fatti condivisi da "tutti", cioè gli sviluppi tecnologici, che facessero vedere un progresso di comodità ed agiatezze agognate da Tutti. E' possibile dimostrare questo concetto. Il primo passo fu quello della diffusione della "Emancipazione della Donna": senza la forza della Donna non si sarebbe potuto denaturarla e quindi procedere nella Ominidizzazione dell'Uomo, attraverso la Procreazione Artificiale. Anche questo concetto è dimostrabile. Gli sviluppi tecnologici e l'emancipazione della donna sono a fondamento dell'attuale condizione socio-economica dell'Umanità, la cui ultima caratterestica, aggiunta, è la virtualizzazione delle Cose del Mondo. Tornando ai Fatti Recenti. Da Bambino appresi il concetto della "sistemazione" a cui un giovane doveva tendere e quindi si doveva sposare, metter su famiglia: darsi un Progetto di Vita per cui valesse la pena di attivarsi. Si, mio figlio si è sistemato. Ha sposato una brava Donna! Riflettendo su queste frasi ho concluso che l'esuberanza giovanile del maschio doveva trovare sfogo in Qualcosa di costruttivo. Naturalmente! Questo Qualcosa era dato dal confronto con la Donna, capace di tenere La Barra a Dritta: ricondurre il Giovane alla realtà delle Cose del Mondo. Massimino jisdi@tin.it 23/09/2011 13.55.19 In compaggnia della scimmia Il retaggio culturale dell'Uomo Si sente dire spesso: "il bambino che c'è in te". L' evocazione del "Bambino" che ognuno di noi si porta dentro è un richiamo alla nostra Natura Migliore per scongiurare il ricorso a quella più antica che invece proviene dal nostro primate darviniano: la scimmia. Il Bambino è un richiamo all'essere intelligente ed alla Speranza; al scimmia è un richiamo all'essere primordiale lasciato nel suo brodo e nella giungla. Frequentemente, nella storia evolutiva dell'Uomo, le società hanno fatto ricorso alla scimmia, piuttosto che al Bambino. Ritroviamo questo fenomeno in varie letterature: la Bibbia e poi la storia con i suoi ricorsi, determinati, forse, dalla diatriba tra i due richiami tendenziali, quelli della scimmia e del Bambino. Può darsi che prorpio l'alternanza di questi due richiami abbia caratterizzato l'evoluzione umana, um pò come voler spiegare il senso del passo indietro per poi farne due in avanti: ricaricaricare la Molla. Massimino jisdi@tin.it 14/09/2011 13.55.19 Maschio o Femmina? Chi è più Bio-Logico? Il Femminismo si è deteriorato per l'abbandono della lotta da parte del Maschio. Il Maschio ha fatto i capricci, a causa del comportamento BioLogico della Donna, ed ha lasciato sola La Donna. La Donna come il maschio da soli combinano disastri. Insieme fanno Grandi Cose: persino Dio si contrariò alle prese con la loro alleanza. La presunzione è sempre fonte di disastri, ecco perchè il Femminismo era sbagliato e lo dissi, al pari del maschilismo! Dobbiamo riappropriarci dell'Amore Eterosessuale per ridare equilibrio all'esistenza dell'Uomo nel Mondo. Massimino jisdi@tin.it 14/09/2011 13.55.19 La Bio-Logica e quella Umana differiscono per il loro rapporto con La Natura delle cose La Biologia è generata dalla Natura delle Cose: le Cose con la loro matura determinano un reciproco rapporto bio-chimico e fisico che viene chiamato BioLogia, cioè Logica Naturale, del Bios. La biologia, nel tempo, si è trovata a confrontarsi con la logica umana, mano mano che quest'ultima si è sviluppata insieme all'evoluzione dell'Uomo. L'Uomo, data la sua ignoranza, ha sviluppato una logica derivata dalle sue scarse conoscienze delle Cose del Mondo e di conseguenza snatura il rapporto tra le cose determinando un Inquinamento, spesso grave, della Biologia. Massimino jisdi@tin.it 14/09/2011 13.55.19 L'Ignoranza è il peccato umano più disastroso. E' stato detto che l'ignoranza umana induce a logiche disastrose e nocive per l'equilibrio mondiale. L'ignoranza va distinta in due grandi categorie: una è l'ignoranza del non sapere, l'altra è quella dell'egoista arrogante e prepotente, che ignora per interesse: gli ignoranti che mentono sapendo di mentire. Della seconda categoria, ad esempio, fanno parte i nuclearisti, che conoscono benissimo i rischi concreti del nucleare ma li ignorano per interessi economici personali o di gruppo. Detta come in premessa sembra una questione banale ma se proviamo a riflettere su tutte le circostanze in cui un dirigente, sia pure protempore, della societa, come i politici, si trova nel prendere delle decisioni, ci si rende conto della gravità dell'ingnoranza di chi mente sapendo di mentire. Anche l'ignoranza dell'insipido è disastroso in quando facile preda ed alla mercè dell'ignorante che mente sapendo di mentire: il primo ignorante si fa ingannare dal secondo che riceve il consenso e quindi viene abilitato a perpetrare l'inganno mentre combina i disastri. Il più grande limite delle Democrazie politiche consiste proprio nell'inganno di una categoria di ignoranti sull'altra. Le Rgole nelle Democrazie servono a limitare i danni conseguenti Massimino jisdi@tin.it 08/06/2011 13.55.19 I maestri di Vita I maestri di Vita sono disabilitati dalle società Da bambino sentivo dire: "chi non frega rimane fregato". Stante il meccanismo dell'apprendimento basato sull'emozione, che induce la produzione di adrenalina essenziale nel processo di memorizzazione, discende la naturalezza, nei popoli, di lasciare che i bambini apprendano mediante la comprensione degli esempi e spiegando i "trucchi" ad apprendimento avvenuto. Probabilmente è dovuto a questa filosofia la tendenza delle società a degradare chi svela "le verità" alla base dei successi o gli insuccessi, nelle attività umane. La rivelazione dei "segreti della Vita" dovrebbe essere parte integrante dell'Istruzione e pertanto dovrebbero essere rivelate a priori. Probabilmente, a causa dei reconditi pensieri ancestrali degli uomini, si è presi dal sopravvento delle paure per le concorrenze e quindi si tende a imporre i "brevetti" sulle Idee secretando i segreti. Chi dice la verità viola la legge sui brevetti e quindi deve essere condannato alla "Cassandrite". Ne consegue che come Cassandra non sarà creduto e condannato all'Oblio, per conservare i "brevetti" per usi propri o di Casta. Massimino jisdi@tin.it 29/03/2011 13.55.19 L'Inno all'Ozio Stabilire una quota di tempo disponibile per ogni evenienza Attualmente (2011) non si ha tempo di sbrigare le faccende che dovremmo perchè il Grande Fratello ci ha occupato tutto il tempo a nostra disposizione, per interessi Suoi. E' per questo motivo che dobbiamo ribellarci e controbattere agli imbonitori; che vadano tutti a quel paese giacché non abbiamo bisogno di loro. Proteggiamo una quota congrua del nostro Tempo, come proteggiamo una quota congrua dei nostri Averi, per ogni evenienza! Non facciamoci prendere la mano da malfattori, imbonitori e imbroglioni! Proteggiamo il Nostro Ozio! Massimino jisdi@tin.it 15/02/2011 13.55.19 La famiglia 'Affarista' Gli affaristi erano quelli che non amavano partecipare alle feste organizzate dalle altre famiglie contadine. La mia impressione era che queste famiglie giudicassero misere e meschine le Feste che i loro vicini organizzavano per rallegrarsi a vicenda nei mesi d'inverno e nel periodo di Carnevale, nelle comunità contadine del mio Paesello. Non ho ancora risolto il mio dilemma sulla differenza tra la famiglia Affarista e quella Festaiola perché da bambino ero combattuto tra la disponibilità economica dei miei compagni di classe provenienti da famiglie Affariste e la 'serenità' di quelli come me, che frequentavano le Feste di Carnevale. Da adulto ho finito per privileggiare le teorie degli Affaristi ma con molta nostalgia per i climi festaioli . massimino jisdi@tin.it 15/02/2011 13.54.33 Il genitore Single Chi è il Single? Il Single, persona che preferisce vivere da sola, non riuscendo a convivere con un altro essere umano, mostra di non sopportare la presenza di altri esseri umani, almeno di quelli della sua stessa età, nella sua vita privata ed intima. Perché il Single non riesce a condividersi con gli altri? Esiste la capacità del Sigle di Crescere un Essere Vivente? Esistono eventi e fenomeni maturali che necessitano di un gruppo, per essere vissuti. L'Uomo di Neanderthal era tranquillo e certo che la moglie avrebba avuto cura dei figli, quando lui andava a caccia. Così le attività, nelle società tecnologiche, sono sempre più improntate al Lavoro di Gruppo e sempre meno possibili per il singolo individuo. L'Idea di onnipotenza delle giovani generazioni ignora i limiti fisici temporali della natura, delle cose del mondo. Questo atteggiamento deriva dalla cattiva interpretazione del Virtuale, della Vita umana, diffusa dall'uso dei mezzi tecnologici concepiti per 'lo scimmione' anziché per l'Homo Sapiens. massimino jisdi@tin.it 24/01/2011 13.36.10 Lo sfruttamento della Cattiva Educazione Premesso che la cattiva educazione mostra il peggio della nostra Ragione si conclude che la cattiva educazione ci espone allo sfruttamento da parte degli altri. Lo sfruttamento della Cattiva Educazione è una pratica molto facile e quindi più diffusa, giacché fa conseguire maggiori profitti. Di contro lo sfruttamento della Cattiva Educazione induce allo stimolo, negli altri, della cattiva educazione giacché ci fa conseguire maggiori profitti. Insomma è un circolo vizioso, un cane che si morde la coda! Questa dinamica è tra i principali principi dell'Automazione. Quando, in automazione, si sfruttano le dinamiche semplici, con poco impegno intellettuale, si commette lo stesso tipo di errore e quindi il 'Systema' va in oscillazione, cioè continua a ripetere la stessa sequenza all'infinito, anzichè svolgere un controllo del processo. massimino jisdi@tin.it 22/01/2011 2.14.02 L'infantilismo umano La stragrande maggioranza degli umani sono attenti solo a cogliere l'atimo per sorprendere il prossimo al fine di derubarlo di ciò che ambisce per se. Persino l'imprenditoria è ispirata da questa malattia: non si intraprende per il bene comune bensì per l'egoismo infantile. La ricaduta dell'impresa a favore della comunità è un effetto collaterale, indesiderato, dell'impresa stessa. La riprova di questa teoria è nell'idea del brevetto che serve a ad evitare che gli altri possano praticare le tecniche escogitate. Le tecniche non brevettabili, come le pratiche relazionali, stanno a dimostrare l'unico intento dell'imprenditore: depredare il prossimo. massimino jisdi@tin.it Sirmione 8-01-11 La Storia si ripete L'andikap del Sindacato in fabrica per acquisire commesse L'ultima vicenda FIAT del'accordo siglato con i sindacati, ad esclusione della FIOM-CGIL , riporta alla fine degli anni Cinquanta quando l'Ambasciatrice americana, con un nome strano kuk o qualcosa del genere, diceva che gli USA non potevano fare affidamento sull'industria italiana, governata con il Sindacato Comunista CGIL, per le sue produzioni industriali. Fu a seguito di quella posizione americana, per bocca della sua ambasciatrice, che si diede origine alla CISL e la UIL per controbilanciare l'importanza della CGIL nel Mondo del Lavoro. Ho sentito raccontare, da vecchi delegati sindacali, che la stessa CGIL suggeriva ai lavoratori di iscriversi alla CISL e alla UIL per favorirne la crescita e quindi fornire garanzie di controllo non comunista delle Organizzazioni Sindacali, agli USA per ottenere commesse per le industrie FIAT. Allora, l'Amministratore Delegato della FIAT era l'Ing. Valletta, famigerato oppressore dei lavoratori prorpio come Marchinne, oggi e sempre sotto legida USA. Pura coincidennza? L'unica variante fra gli anni Cunquanta ed oggi consiste nella mancanza dell'Unione Sovietica ad assistere le tesi di Libertà sostenuta dalla CGIL. E' cosa di poco conto? massimino jisdi@tin.it Meda, 18/12/2010 13.57.03 Te la do Io la prassi Riflettendo sulle vicende Politiche italiane, dei nostri giorni, mi colpisce un possibile messaggio di Berlusconi al "Palazzo" del potere italiano e che potrebbe essere il seguente. Adesso vi faccio vedere Io come si strutturano le regole democratiche per non farsi scalzare dal potere! L'affermazione potrebbe derivare dall'incidente occorso a berlusconi nel 1994, quando fu "tradito" dalla Lega Nord suo alleato di governo, e dovette dimettersi da Presidente del Consiglio. La nostra storia politica, dal 94 ad oggi, pare sia lì a dimostrarci quanto siano necessari gli aggiornamenti alla Costituzione Repubblicana per il democratico sviluppo della società italiana. Il guaio è che insieme al suddetto suggerimento, dalla storia patria ne viene anche un altro: nelle chiarezze non si possono nascondere gli intrighi e le malefatte. Che si potrebbe anche dire: "conservo la mia confusione così che gli altri non ci capiscano nulla!" Quest'ultima filosofia italica è quella vincente oggi! Poveri Noi! massimino jisdi@tin.it Meda 30-09-10 Il superamento delle code L'antica passione degli italiani Passare davanti agli altri in coda, raccomandarsi, non rispettare le regole, il timore di essere uno dei tanti e via dicendo sono i problemi del Popolo Italico. Il pudore, nella pratica della suddetta filosofia, ha salvato, nel passato, la nostra reputazione ma oggi si rischia di essere oltre la decenza. La furbizia può anche aver fatta la fortuna degli italiani, sin dalla notte dei tempi, ma il Furbo non si fa "beccare": la sua Immagine deve restare impeccabile. E' la vecchia questione del Telefono di Servizio: se lo usano tutti non fa più il servizio. Quando la furbizia arriva ai livelli di spudoratezza, come quelli attuali delle nostre classi dirigenti e tra le masse, conduce la società alla barbarie più gretta. Il superamento delle code è particolarmente nociva (per il popolo) in politica. In essa viene praticata mediante le correnti, all'interno dello stesso partito, e nel panorama generale con la formazione di nuovi partiti. I nuovi partiti vengono prospettati come "strumenti di mediazione" ma finiscono per diventare strumenti di ritardatari e ritardati che vogliono superare le code. Massimino jisdi@tin.it Meda 25-09-10 L'Elettronica La Passione che ha stimolato la mia attività lavorativa Elettronica, come è intuibile, deriva da elettrone che è un satelite del nucleo dell'atomo. L'Elettronica studia le caratteristiche fisiche dell'atomo e gli effetti che derivano dalle varie condizioni fisiche a cui può essere sottoposto. Anche l'Elettrotecnica si occupa delle manifestazioni elettroniche ma molto limitatamente, forse per le scarse conoscenze sull'elettrone, di cui hanno bisogno le relative applicazioni. Le applicazioni elettroniche sono state denominate anche elettrotecnica fine. Le grandi conoscenze sull'elettrone hanno dato impulso ad una antica pratica dell'Uomo: lo studio della logica delle cose del Mondo. E' filosofia questa? Un esempio notevole viene da Luciano De Crescenzo, Ingegnere specializzato in "tecniche elettroniche" ed ex dirigente di una famosa multinazionale di Elaborazione Dati, in pensione. Da pensionato, Luciano De Crescenzo, ha scritto libri di filosofia derivanti dalle sue letture dei grandi Filosofi della storia umana, alla luce della sua esperienza nell'applicazione delle tecniche elettroniche, specialmente nella sua derivazione informatica. In effetti nel mondo sviluppatosi dalle conoscenze elettroniche, telematica o come si chiama oggi, si sono adoperati e si adoperano le più antiche abilità intellettuali dell'Uomo: filosofia, matematica, fisica letteratura, psicologia e quant'altro la mente dell'Uomo crea nella sua virtualizzazione della vita. Un giorno un figlio di un mio cugino mi descrisse i suoi studi universitari di ottica, successivamente sentii parlare di studi sulla fattibilità di cervelli artificiali biologici: il cervello umano? Mi sentii defraudato di un brevetto, proprio dell'elettronica, il mio gioco preferito. Inoltre mi chiesi se fosse possibile confrontare le potenzialità dell'Elettronica con quelle dell'ottica e della biologia. In questo esercizio mi chiesi se non fosse un limite la mia concezione del flusso elettronico (corrente elettrica) come motore e veicolo delle informazioni da elaborare. Un qualsiasi circuito elettronico e riconducibile ad una rete elettrica. E' pensabile una rete fotonica simile ad una rete elettrica? E' pensabile una rete b-ionica simile ad una rete elettrica? La rete elettrica rimane stabile nel tempo la rete b-ionica ha una sua vita autonoma ed indipendente. Come ci si garantisce la stabilità? Risposta: bisogna conoscere la biologia del circuito! il controllo delle manifestazioni ambientali. Massimino jisdi@tin.it Meda 17-09-10 Ipiaceri della Vita E' bello svegliarsi e vedere un cielo azzurro, il sole nascente, un'aria gradevole ed una compagnia serena, con cui si andrebbe in capo almondo. Parlare con qualcuno che ti fornisca le risposte che stai cercando, magari senza saperlo. Che migliori i tuoi punti di vista senza smentirli. Che fornisca i suoi punti di vista come alternativa a Conferma dei tuoi. Che ritenga piacevole, onorevole dirti ciò che vuole. Massimino jisdi@tin.it Meda 17-09-10 La Sintonia La sincronizzazione del Pensiero con l'Organismo Quando, ascoltando, non si capisce a pieno ciò che si ode, significa che manca la Sintonia fra se stessi e l'Ambiente che si intende convivere o il discorso che si intende recepire. Quando, invece, si "capisce al volo" ciò che succede intorno a moi significa che si è in Sintonia con l'Ambiente e le sue manifestazioni. Spesso, per fortuna, ci capita di essere sereni e soddisfatti di ciò che stiamo vivendo e, analizzando bene la circostanza, la nostra partecipazione è profiqua oltre che attesa dagli altri. Analizzando ulteriormente si scopre che, i momenti belli della Vita sono quelli in cui siamo in sintonia con l'Ambiente ed il Tempo entro cui siamo. Più riteniamo importanti i momenti più è importante il suo valore. Massimino jisdi@tin.it Meda 12-09-10 Il Caffe' L'Essenza delle Cose Riempire la caldaietta, calarci dentro il filtro riempito di polvere di caffè, unire i due corpi della caffettiera avvitando bene, mettere sul fuoco ed aspettare che faccia glu-glu. Questo non è Caffè! Il processo appena descritto non produce Il Caffè bensi un po' di decotto di polvere di caffè. Il processo racchiuso nella Caffettiera, Bialetti, è molto complesso proprio come è complesso il processo di estrazione delle essenze delle cose del Mondo. Il Caffè è un processo di estrazione puntuale e selettivo: un po' come per la grappa dove si controlla tempo e temperatura per selezionare la Grappa desiderata. La magia della Bialetti risiede nello sgorgare del Caffè: perché sgorga come una sorgente? Chi soffia il caffè su per la caffettiera? Perché è importante la densità della polvere di caffè nel filtro? Non conoscendo le suddette risposte non è possibile estrarre il Caffè. Non si riesce ad estrarre il Caffè se non si è in grado di manovrare la caffettiera, come fa il barista napoletano con la maniglia di manovra della macchina del Caffè. Massimino jisdi@tin.it Sirmione 02-09-10 L'Ozio è Padrone dei Vizi! Le attività inconfessabili dell'animo umano Che l'Ozio, volgare, fosse all'origine dei vizi dell'Uomo è risaputo fin dalla notte dei tempi ma che oggi è una triste realtà è poco noto. Un presagio si ebbe negli anni 70 del Ventesimo Secolo ma no ebbe la consapevolezza perchè non si credeva veramente che l'automazione delle attività umane potesse raggiungere i livelli attuali. Tra i motivi per cui non si ebbe la comprensione del fenomeno a cui stavamo andando incontro c'era, prbabilmente, la mancata percezione del fenomeno dell'allungamento della Vita Media che con l'aumento delle comodità, nella vita, sarebbe stata inevitabile. Massimino jisdi@tin.it Sirmione 02-09-10 Cosa vuoi fare da grande La costruzione del proprio Progetto di Vita, il Proprio Ruolo La Coscienza di Se, forse, comincia proprio dalla banale domanda: "cosa vuoi fare da grande", fatta ai bambini. E' questa domanda che innesca il processo fantastico di costruzione della identità della persona, che sarà il bambino, da grande. Il gioco del cosa farai da grande, non fa solo nascere il piacere di avere un ruolo nella società, che incomincia a mostrarsi al bambino, ma lo aiuta a capire il gioco dei ruoli che realizza la Vita sociale degli esseri umani. Con il gioco del cosa farai da grande e la conseguente osservazione dei vari ruoli presenti nelle società di umane si ha modo di fare le "prove tecniche di Vita", calandosi, nella fantasia, nei vari ruoli sociali che di volta in volta affascinano il bambino. Con l'Istruzione ed il conseguente ampliamento delle conoscenze, il bambino affina sempre più il suo progetto di vita compiendo le sue scelte con maggiore oculatezza ed evitando alcuni errori e delusioni, forse anche perchè prevedibili grazie alle prove fatte precedentemente, per gioco. Massimino jisdi@tin.it Sirmione 25-08-10 Traduzione Letteraria La traduzione delle emozioni nei vari linguaggi umani La traduzione di un romanzo non è esauriente se non trasferisce, tutte le emozioni contenute nel romanzo o in una poesia, nel nuovo linguaggio. Ogni traduzione deve traslare da un linguaggio ad un altro tutte le proprietà del Dato traslato. Per traslare le proprietà bisogna conoscerle. Una traduzione ben fata dimostra la comprensione e la conoscenza delle proprietà dei Dati traslati. Massimino jisdi@tin.it Sirmione 25-08-10 Gestione Aziendale La gestione dell'azienda prima dei corsi di laurea in Ingegneria Gestionale qualche anno fa mi sono imbattuto in un signore che, insieme ad altri colleghi, si recava alla fiera del pescato a Vasto (CH). Questo signore lamentava il problema del genero che non aveva appreso le sue filosofie nella conduzione della sua attività di mediazione. A me, che consigliai di suggerirgli tutti i trucchi del Mestiere, rispose che ci sono delle filosofie che non si possono spiegare: "o le capisci o non le impari". Conclusi che quel signore, pur avendo imparato empiricamente il mestiere di Mediatore Commerciale, non aveva imparato il mestiere dell'insegnamento: la razionalizzazione delle nozioni apprese con la sua intelligenza e l'esempio degli altri, nel bene e nel male. Sulle sciagure altrui si possono costruire le proprie fortune! Massimino jisdi@tin.it Sirmione 18-08-10 Contro la forza la ragione non vale "Più che l'amor potè la fame" Le necessità biologiche dell'Uomo hanno sempre il sopravvento sulle sue ragioni frutto delle esperienze, finché la memoria lo assiste. Questo meccanismo è frutto della logica secondo cui bisogna prima superare le necessità contingenti per poi occuparsi delle prevenzioni ed il futuro. In coerenza con questi due principi naturali e fondamentali i lavoratori della FIAT di Pomigliano d'Arco, ad esempio, e non soli hanno deciso di sottostare alle imposizioni di Malchionne (A. D. della FIAT) sul modo di lavorare alla FIAT. Approfondendo il fenomeno di "Pomigliano d'Arco" si torna al fenomeno più diffuso nel Globo, oggi, provocato dal Neoliberismo rinfocolato dopo l'elezione di Ronald Regan a presidente degli U.S.A, Karol Woitilla a Papa Giovanni Paolo II e la conseguente caduta del Blocco Sovietico, nello scenario economico mondiale. L'obiettivo del duo Regan-Woitilla fu quello di stroncare la dilagante opinione, diffusa dalla presenza dell'URSS a testimonianza della Rivoluzione di Ottobre del 17, secondo cui prima degli interessi privati del singolo (sia pur imprenditore) venivano i diritti naturali e civili dell'Uomo. Resesi conto, inconsciamente, della battaglia persa, gli operai di "Pomigliano d'Arco", hanno concluso che conveniva resistere, resistere, resistere! In altre parole stringere i denti e superare la Nottata come direbbe il loro compaesano Eduardo De Filippo. Queste teorie sono molto diffuse nelle Filosofie di Vita delle Culture dei popoli del Regno delle Due Sicilie, che sono state esportate in tutta l'Italia dopo l'Unità della fine dell'Ottocento. In quanto Ghiotto Boccone, al primo assaggio, ne hanno fatto indigestione i popoli del Nord'Italia coniugando le nuove teorie con le loro vecchie tratte dal Carroccio di Alberto da Giussano e generando la filosofia "leghista" ottusa ed arrogante. L'ottusità delle teorie leghiste deriva dalla natura consumistica dei costumi umani d'oggi: non è pensabile che si possa chiudere gli altri fuori dall'uscio di casa propria e scambiare affiri con loro attrverso lo spioncino della porta. Prima o poi questi sfondano la porta. Massimino jisdi@tin.it Sirmione 14-08-10 la carenza di compagnia nell'Uomo perché dilaga l'uso degli "animali da compagnia" Il desiderio inconscio di compagnia, nell'uomo d'oggi, ha duffuso oltremodo il costume dell'animale da compagnia. I veterinari, sempre egoisticamente, hanno approfittato di questo fenomeno per trarne vantaggio economico e fare addirittura la figura della categoria avveduta e misericordiosa perché si dedica alla cura degli animali che si ammalano di eccessiva vicinanza con l'uomo. L'ottusità umana, oggi, è talmente grande e pericolosa che non ho mai sentito le suddette conclusioni, prima d'ora. Anzi c'è tutta una serie di attività economiche collaterali, al costume dell'animale da compagnia, simili e parallele alle attività umane miranti al soddisfacimento delle esigenze di Vita Umana "civilizzata". Se esiste l'associazione a delinquere questa ne è l'esempio principe: pur di fare qualche affare economicamente vantaggioso si accetta qualsiasi proposta o compromesso. Compresa quella di produrre "cosmesi" o divulgare "culture" Bestiali attraverso i potenti mezzi di informazione. E questa la chiamiamo civiltà! Oggi abbiamo, dicono i potenti mezzi di informazione, un grave problema di inquinamento della Terra, per via delle molteplici e dissennate attività umane, e nessuno si chiede quante tonnellate di "gas serra" sono prodotte delle attività superflue dell'uomo, come quelle generate dal costume smodato dell'animale da compagnia. Nessuno si chiede che fare per migliorare i Costumi umani e renderli sempre più consoni al Sistema Ecologico Terrestre cioè Dio. Neanche le religioni. Tutti, invece, cercano di approfittarsi dei vari malcostumi umani per ottenere vantaggi economici. Massimino jisdi@tin.it Meda 25/7/2010 L'Amore per i "difetti" del partner La differenza tra i difetti e le caratteristiche non comprese Un giorno rincontrai una conoscente a cui avevo fatto gli auguri per l'imminente matrimonio, aggiungendo le congratulazioni per l'amore che mostrava di nutrire per i difetti del suo fidanzato. Ebbene lei mi confidò di aver scoperto che alcuni pregi del suo fidanzato tendevano a mostrarsi come difetti dopo un po' che era divenuto suo marito. Gli spiegai che alla base c'è la volubilità dell'animo umano che tende all'assuefazione alle condizioni di vita. Un altro motivo è la scoperta delle caratteristiche delle cose del mondo, compreso il coniuge, che avviene con modi e tempi inversamente proporzionali all'emozione della prima vista: l'emozione fa focalizzare l'attenzione sui particolari che l'hanno destata, suscitando pensieri piacevoli o spiacevoli a seconda delle proprie predisposizioni, riguardo all'interesse per la cosa. Con calare dell'emozione della prima vista prende corpo l'analisi e le riflessioni sulle caratteristiche, oltre all'affioramento delle altre caratteristiche e le relative riflessioni ed analisi. Questo meccanismo può produrre ripensamenti sul valore, già attribuito alla caratteristica, sia positivi di consolidamento che negativi producendo dubbi e diminuzione della sicurezza di Se. Delle due l'una: o si accetta l'Emozione con le sue conseguenze o si rinuncia alle emozioni e si evita possibili errori. Sono noti i modi di dire circa l'Amore che sia cieco e per questo motivo molti sono spaventati dal possibile innamoramento, evitando situazioni a rischio. Ma siccome le vere esperienze, nella Vita, sono quelle che ci danno emozioni, piacevoli e spiacevoli, occorre correre i rischi. Tutto al più si può imparare il piacere dell'errore, procurato dalla correzione o dalla neutralizzazione degli effetti. Massimino jisdi@tin.it Meda 25/7/2010 La filosofia Il senso degli scritti dei grandi filosofi una mattina udendo mia figlia che discuteva con le sue compagne di classe dell'incombente lezione di filosofia dissi che la filosofia doveva essere intesa come un esempio di soluzione alle loro problematiche quotidiane. Loro mi zittirono perchè io non avevo mai studiato filosofia. Ribattei che che le idee filosofiche sono sempre correlate al tempo in cui si pronunciano. Sta ai posteri far tesoro delle conclusioni, precedentemente tratte, per formulare gli adattamenti ai tempi successivi. Massimino jisdi@tin.it Meda 17/7/2010 La massaia ed il gatto L'equivalente dell'"haker" in informatica La massaia contadina era sempre presa da mille impegni concomittanti, lasciandone qualcuno, in fase conclusiva, per occuparsi di un altro. Così facendo dimentica, di tanto in tanto, qualche pietanza a raffreddarsi sul tavolo e quindi alla portata del gatto, che nella casa contadina è libero, come tutti. Quando la massaia viene colta in fallo dal gatto monta su tutte le furie ed alla prima occasione si vendica "scopandolo" con la ramazza girata. Mio padre diceva che il gatto era il controllore della massaia. Massimino jisdi@tin.it Meda 17/7/2010 I difetti degli altri Cos'è il sale della Vita? L'esuberanza dei giovani è, spesso, definita come somma di difetti ma i difetti degli altri sono, un po', come le spezie in cucina. Prendiamo un piatto in cui il brio non guasta aggiungiamoci un quanto di peperoncino e serviamo. Il palato sensibile gusterà il piatto adducendo la specialità al peperoncino usato in misura giusta e quello meno sensibile, pur gustandolo, si stupirà perché convinto che il peperoncino non ci sia affatto in quel piatto. Le altre gradazioni di palato vanno in confusione perché non sanno a chi credere: per loro tutti i gatti sono bigi! Se noi modifichiamo il Quanto di peperoncino spostiamo i confini della quota di commensali che gradiscono il piatto: aumentandolo eliminiamo i palati sensibili e diminuendolo escludiamo i palati duri. Massimino jisdi@tin.it Meda 13/7/2010 La Storia Umana non è solo la storiografia Osservando un numero sufficiente di stereotipi umani è possibile dedurre una storiografie del gruppo sociale in osservazione. Gli scrittori, gli erori ed i Grandi Uomini sono un insegnamento determinante per le nuove generazioni ma sono gli esempi forniti da illustri sconosciuti, come i Genitori ed i Maestri il pilastro delle Società. Il bambino impara osservando. Siccome l'osservazione del bambino è praticata sulla madre prima, poi sul padre e successivamente sul resto della società più aderente, essi restano i maestri di Vita determinanti delle nuove generazioni. Massimino jisdi@tin.it Meda 13/7/2010 La Memoria biologica tende ad assopirsi Gli obblighi socio-economici del'individuo, in seno ad un gruppo sociale, determinano un'atrofizzazione della memoria biologica che comporta una serie di scompensi organici variabili da un individuo all'altro. la medicina ha catalogato queste malattie come psicosomatiche. La consapevolezza di questo meccanismo aiuta, l'individuo coscente, a rigenerare la memoria biologica mediante una serie di esercizi prevalentemente psicologigici. Massimino jisdi@tin.it Meda 13/7/2010 La Donna Piacente Perché mi pisaceva Brigitte Bardot Pensa che ti ripensa e scopri il perché delle cose. Brigitte Bardot ci piaceva perché era la Femmina a cui piaceva fare l'Amore! Indipendentemente dal fatto che fosse una trovata cinematografica o una dimostrazione dell'essere maschi, è certo che, alla luce di decenni di vita, la più bella Donna è quella che ci pare gratificata dal Fare l'Amore. E' la cosa più naturale e scontata che ci sia. Il dramma sta nel fatto che ce lo siamo dimenticati grazie, si fa per dire, alle castronerie lette e sentite dai malvagi e puttaneschi mezzi d'informazione. L'unica filosofia che mette al riparo da queste malvagità è quella del cammello! La femmina va "coperta" tutte le volte che ne hai voglia! Se necessario, anche con la violenza! (vedi i docuntari di Quark) Già il Prete dovette arrivare al: "quando ci vuole, ci vuole". Anche oggi siamo nella situazione del prete alle prese col gatto intrigante. Le misure sono colme! Non perché la Donna non dovesse avere rispetto, anzi la storia della Letteratura dimostra che ne ha sempre avuta: è Madre Natura! La questione è che la Donna d'oggi è quella voluta dalla filosofia "markettara" ed amerikana degli ultimi decenni. Cioè uno strumento di opressione di massa per reprimere il libero arbitrio: oggi chiunque si comporta come dettato dal "grande fratello", non come la propria esperienza insegna. Non c'è Senso Critico nelle facoltà Popolari. In sostanza, oggi, l'Uomo ha perso la capacità d'intendere la Sua Natura, a favore di altri obiettivi suggeriti dai Mas Media e che sono congeniali solo ai governanti sfruttatori. La Donna dovrebbe solo essere capace di discriminare i maschi meritevoli, nel senso che amano onorare la Donna, dai non meritevoli. Invece di avere un comportamento unico per tutti, che la fa diventare un aliena inutile, naturalmente, oltre che ostile. Se la donna vuole essere gratificata dalla sua utilità non può ignorare la necessità di essere utile, del maschio, se non vuole la scomposta e violenta reazione del maschio. Qualsiasi essere vivente diventa violento se viene offeso nel suo intimo, perché non dovrebbe esserlo il maschio umano? Forse perché ne è costretto? Non funziona perché, nella costrizione, come nella nescessità si aguzza l'ingegno che trova le soluzioni opportune. Se poi non piaciono si può solo fare "mea culpa". Massimino jisdi@tin.it Meda 13/7/2010 la filosofia Politica oggi Corsi e Ricorsi Storici La filosofia politica d'oggi (2010) è la stessa che per secoli ha supportata la Pastorizia. In effetti oggi, a livello mondiale la politica è praticata alla maniera dei pastori: si governa il grege! Che l'Umanità non sia altro che un grege lo aveva capito e descritto Cristo duemila anni fa. La uestione diventa eclatante perché dopo duemila anni, contutta la storia che si è vissuta, oggi si è tornati a dover riutilizzare quella filosofia perché l'umanità è ritornata grege, grazie alle Emancipazioni degli ultimi decenni, in particolare, che ha permesso agli spregiudicati governanti di utilizzare la filosofia pastorizia del governo. Massimino jisdi@tin.it Meda 21/6/2010 L'infiammazione Il metabolismo carente delle Il processo metabolico delle cellule produce delle scorie come quasi tutti i processi chimici, tranne l'acqua, ad esempio, che è il simbolo del processo perfetto. Anche il metabolismo delle cellule tende alla perfezione, tanto più quanto più è equilibrata l'alimentazione delle cellule stesse. La carenza di Ossigeno è la prima causa della imperfezione del processo metabolico perché determina una combustione incompleta e quindi con residui di combustione. Questo fenomeno ha molti altri fattori determinanti, derivanti dall'alimentazione, ma la carenza di ossigeno è la prima causa, e la più importante, perché l'ossigeno è l'elemento primario per la combustione. Le scorie del processo metabolico delle cellule, che si moltiplicano con una cattiva combustione, sono una ulteriore importante fonte di infiammazione, delle parti di organismo interessate. Per esperienza sappiamo che una ferita, ad esempio sulla pelle, crea una infiammazione localizzata nei pressi della ferita. Ciò è dovuto alla maggiore attività, delle cellule nella parte, per la rimarginazione della ferita, oltre alle parti estranee che entrano nell'organismo attraverso la ferita. In queste circostanze una maggiore quantità e qualità dell'ossigeno a disposizione delle cellule è di sicuro un importante fattore di efficienza nel metabolismo cellulare, che migliora fino ad accelerare il processo di disinfiammazione. Certo è che non fa male! Ma è più importante il contributo, sia pur piccolo, che si riesce a dare al miglioramento del metabolismo. Se poi si considera, a consuntivo e per esperienza, che il miglioramento è importante, ed a volte risolutivo, la ragione della dovuta attenzione alla respirazione diventa determinante per ogni aspetto della salute. Massimino jisdi@tin.it Meda 21/6/2010 L'Ossigenazione Funzione determinante nel metabolismo della cellula La combustione, determinante nel metabolismo della cellula, necessita dell'ossigeno per poter avvenire. Ne consegue che l'ossigenazione del sangue è una operazione importante e quindi va svolta con la massima cura. Per questa ragione bisogna sfruttare tutte le occasioni per effettuare cicli di respirazione profondi e lenti, con la massima tranquillità. Ciò è possibile se siamo allenati a questa attenzione. Molte persone hanno la respirazione "Quadrata", vale a dire completa in ogni aspetto. Il concetto è mutuato dalla "quadratura del cerchio": la perfezione. E' impossibile ma auspicabile. Massimino jisdi@tin.it Meda 18/6/2010 La Libertà 2 imparare a riconoscerne i limiti Oggi siamo liberi di fare ciò che si vuole, l'importante è non dare la sensazione di obbligare il prossimo: costruire il consenso. Evviva! Ho scoperto il Marketing. A_cqua_nd'è calda! Nel mestiere di costruzione del consenso bisogna indurre il prossimo a credere che Cristo morì di freddo. E' presto fatto, basta tagliare la lingua a quelli che raccontano la Storia. Se ripercorriamo lo sviluppo dei mezzi d'informazione dalla fine degli anni 70 ad oggi scopriamo come si fa a tagliare la lingua degli storici. Nei primi decenni del secolo scorso, data la "rozzezza" degli strumenti tecnologici, si usava la coercizione per incanalare l'informazione e quindi la costruzione del consenso, oggi si usano i diversi e poco noti approcci dettati o permessi dalle innovazioni tecnologiche. E' interessante come le coercizioni vengono parcellizzate e distribuite, in frammenti, tra i vari costumi fatti nascere dall'uso delle nuove tecnologie. In questa maniera la coercizione diviene invisibile perché appare solo riassemblando i frammenti, distribuiti fra i costumi, quando si riesce ad inquadrare l'insieme dei costumi umani d'Oggi. Massimino jisdi@tin.it Meda 10/6/2010 Lo sviluppo dell'Uomo 2 La relazione tra apprendimento e coscienza del sapere Fino ai primi anni 60 la società italiana era basata su un'economia prevalentemente agricola e, con risoluzione governativa di fine anni 50, proprio in quegli anni inizia la nostra trasformazione in società industriale, con profondi stravolgimenti sociali e culturali. In quegli anni frequentavo l'Avviamento al Lavoro (scuola media inferiore) e partecipai ad uno sciopero, guidato dagli studenti universitari del capoluogo, che mi pose una serie di interrogativi curiosi, per me vissuto sempre nei campi alle prese con le problematiche della società Contadina autonoma ed indipendente da tutto e da tutti, oltre la Natura: La Terra. I discorsi uditi in quel corteo, che seguii dalla mia Scuola a P.za S. Giustino, mi avrebbero fatto sorridere se non mi fossi chiesto perché quei ragazzi, che apparivano sapienti e consapevoli, facessero discorsi così astrusi: parlavano di società che li maltrattava mediante una scuola autoritaria ed irrispettosa dei giovani, come se fossero cose. Dovetti inventare il mio primo stratagemma per far recedere la scuola dall'informare la famiglia di questo mio sciopero (mio cugino, frequentava le superiori se ne lavò le mani), per fortuna ebbero pietà di me e non ebbi ripercussioni. In quegli anni sulle spalle dei lavoratori (contadini) ci campavano il Medico ed il Farmacista (che erano di zona), il Prete, un bar, due Cantine, due o tre negozi di alimentari due di abbigliamento ed i cani di corte, come diceva mio nonno: "quelli che vivono intorno al cenerario". Le cronache della Seconda Guerra Mondiale descrivono molto bene le difficoltà vissute da questi "sfruttatori". Oggi la situazione è molto diversa (l'esperienza insegna).Su dieci giovani impiegati meno di quattro svolgono un lavoro "produttivo" o direttamente collegato alla produzione di ricchezza, gli altri sei o sette svolgono pseudo servizi collaterali alle attività dei tre o quattro. Il commercio, oggi si compra tutto, persino l'amore ordinario, i servizi alla persona (anche il Priemer presiede un governo ad personam), la pubblicità, il turismo, inoltre le attività tradizionali si sono decuplicate, se non di più, a causa della parcellizzazione. Mi pare di vivere in quella barzelletta che descriveva l'incazzatura del "Lavoratore" che si era stufato di faticare per il mondo intero, e l'ho conosciuta da ragazzo, quando me la ricorderò bene ve la racconterò. Il medico ha moltiplicato le malattie da curare il veterinario si è inventato l'animale da compagnia, da amare curare ed igenizzare: ai miei tempi assistevo le mucche nel parto perché il veterinario non voleva sporcarsi le mani e noi non lo chiamavamo mai. Altri distribuiscono pacchi di fogli pubblicitari o "spot" per la propaganda di ogni genere di commercio, dall'alimentare ai "centri benessere" che sfruttano le carenze affettive degli individui, come il mestiere più vecchio del mondo. Insomma oggi esiste solo il Consumatore che con il Marketing viene tenuto sotto pressione per garantirsi i consumi. Il Cittadino è sparito dalla società umana e pensare che i Rivoluzionari francesi si fecero ammazzare per istituirlo. Di vecchio è rimasto solo il vezzo di farsi servire alla maniera del medico, il prete e gli altri pochi professionisti o impiegati pubblici di quando ero ragazzo. Ignari di tutto ciò che l'Uomo ha scoperto, da allora ad oggi, e che usa per soggiogare, prevaricare, imbonire, in una sola parola: sfruttare, il prossimo. Più si è ignoranti più si chiede servizi agli altri credendo di realizzarsi con quel costume. Il peggio è che gli sfruttatori, coscienti di ciò, fanno finta di niente. E' tutto regolare. E' normale che un individuo (non il cittadino) si goda la vita! Vedi Bilancio di un Epoca" di Anna Maria Travaglini in Note sui Serroni. Massimino jisdi@tin.it Meda 9/6/2010 Esercizio N. 11 La Zona Lombare Sdraiarsi con la schiena sul materasso, completamente distesi, braccia distese sui fianchi, viso rivolto verso l'alto e nessuno spessore sotto la testa. Iniziare con i respiri lenti e profondi: completi. Nella fase di inspirazione favorire al massimo l'espansione del torace e dell'addome, ruotando le braccia al di sopra della testa, tenendo i gomiti tra le mani e premendoli, lentamente, sul materasso al culmine dell'inspirazione. Contemporaneamente sollevare, lentamente, i lombi facendo fulcro sul bacino e le spalle. Nella fase di espirazione ruotare le braccia, sempre tenendosi i gomiti tra le mani, verso l'alto, al disopra del viso. Al culmine dell'espirazione spingere lentamente il bacino in avanti, verso l'alto, per riabbassarlo con l'inizio del ciclo successivo. In ogni momento dell'esercizio visualizzare, una dopo l'altra, tutte parti coinvolte nell'esercizio. In particolare i vari muscoli e le parti eventualmente dolenti, alfine di evitare dolore. Attenzione: l'ampiezza dei movimenti deve limitarsi a quella possibile senza fatica e senza fastidio. Anche solo lo stimolo del muscolo preposto al movimento è sufficiente a rendere valido l'esercizio. Con il proseguimento degli esercizi l'attività muscolare e l'ampiezza dei movimenti diventeranno sempre più intensi e più ampi. Naturalmente, l'evoluzione dei movimenti sarà commisurata alle condizioni iniziali del proprio fisico. Il principio fondante è quello secondo cui ogni degenerazione possa essere fermata, con le misure adeguate, e, con la dovuta pazienza, anche farla regredire. Anche questa teoria è relativa alle condizioni psicofisiche dell'organismo in oggetto. Massimino jisdi@tin.it Meda 8/6/2010 Lo sviluppo dell'Uomo La relazione tra apprendimento e coscienza del sapere Il bambino, dalla nascita in poi, memorizza le esperienze ordinandole in un catalogo congeniale alla sua personalità, in formazione parallelamente al suo apprendimento. L'utilizzo del catalogo però è del tipo "sensazionale": istintivamente il cervello utilizza le esperienze memorizzate nel catalogo per reagire ad una precisa sensazione o per soddisfare una precisa esigenza. Parallelamente all'apprendimento del linguaggio, il bambino arricchisce le proprietà (o caratteristiche) delle esperienze, o elementi, già memorizzate o nello stesso tempo che le memorizza. In questa fase prende corpo la coscienza e con essa il carattere, dal punto di vista dell'ambiente esterno cioè gli altri che lo osservano. La coscienza ed il carattere comunque sono entità vive e quindi in evoluzione, insieme a tutto il bambino. Questa dinamica rende possibile l'educazione intesa come passaggio, dall'adulto al bambino, di esperienze fatte da altri. Naturalmente, siccome il bambino nei primissimi anni di vita ha l'esigenza di vivere l'esperienza (apprendimento induttivo), ha bisogno di verificare per capire e questo lavoro consiste nella ripetizione dell'esperienza fino alla comprensione, da lui ritenuta completa. Nulla è in testa che non sia passata per i sensi, cioè le mani in quanto sensori eccellenti, secondo i latini. Questa dinamica dura per un tempo diverso per ogni bambino e si attenua man mano che cede il posto alla meditazione, o rielaborazione delle esperienze già memorizzate. L'apprendimento conseguente alla rielaborazione è detta anche di tipo deduttivo in quanto vengono dedotte ulteriori cognizioni dalle esperienze fatte. Le società evolute usano interferire, in maniera intensiva, sul bambino quando inizia la fase rielaborativa, intorno ai cinque anni di vita, ritenendo questa età quella giusta, mediamente. I cosiddetti ritardati e disadattati sono frutto, molto spesso, di questa interferenza. Infatti, sono celebri le bocciature, nelle scuole di vari gradi, di geni e grandi personaggi, nella storia dell'umanità. E' probabile che la rielaborazione sia conseguente a forti motivazioni individuali e quindi può succedere che per alcuni le occasioni offerte dall'ambiente di vita non forniscano motivazioni sufficienti per le rielaborazioni, in quanto di scarso interesse. Con la crescita ulteriore, cambiando il giudizio sull'ambiente, l'individuo può riformulare il suo atteggiamento, trovando anche l'interesse alla rielaborazione guidata (dalla scuola) amplificandola grazie alla rielaborazione personale che l'ha portato alla riformulazione dell'atteggiamento. Ecco spiegata la genialità. Nella prima fase dell'apprendimento, quella induttiva, il bambino si giova delle sue sensazioni corporali, cioè tramite i sensi del suo corpo, forse più dei cinque catalogati ufficialmente. Da bambino il SestoSenso è un altro Mondo pieno di energia vitale. Oltre la seconda fase, quella deduttiva, la rielaborazione o meditazione ricollega l'apprendimento al corpo aggiornando il primo catalogo con proprietà trascurate dall'elaborazione guidata, dalla scuola ufficiale. Massimino jisdi@tin.it Meda 7/6/2010 La Globalizzazione L'Umanità ama la moltitudine di Mondi L'Umanità ama la moltitudine di Mondi perché li vuole esplorare e conoscere, per gratificarsi. La Globalizzazione deprime l'Uomo giacché lo priva della gratificazione prodotta dalla conoscenza. Il mondo globalizzato, accomunando tutti, appiattisce il panorama che, di conseguenza, non permette di spaziare e sognare. Massimino jisdi@tin.it Meda 9/3/2010 La Donna La Donna nell'immaginario maschile La donna descritta dalle fantasie erotiche dei ragazzi, più grandi di me, non mi piaceva. Quella donna era simile alle femmine degli animali domestici che conoscevo ed io non mi riconoscevo in nessuno di questi animali. Da allora incominciai ad inventarmi una Donna a mia misura. Ogni bella ragazza diventava una Donna piena delle virtù che desideravo: intelligentemente innamorata della Vita anche se, naturalmente, intendevo la mia intelligenza. Comunque era un esempio da preservare e perseguire. Una espressione di volontà da soddisfare perché improntata alla conoscenza. Una conoscenza improntata alla ricerca della coscienza della Vita fatta di saperi, spiegazioni e quindi soluzioni, libere ma senza prevaricazione. Soluzioni basate su risorse costruite in proprio e non tolte, furbescamente, ad altri. Le riflessioni mi evocavano l'immagine dell'uccello intento a costruire il suo nido, con ciò che trova in natura. Le cerca e le sceglie secondo i suoi gusti ed il suo programma, condiviso amorevolmente con l'altro e per l'altro. Non ha senso costruire il nido per se stesso: non gli serve per dormire. Il nido è congeniale al progetto che sta' a cuore. Col passare del tempo mi rendevo conto che l'uccello aveva più fortuna di me. Facevo fatica a trovare ciò che cercavo. Di tanto in tanto realizzavo che forse alcune caratteristiche erano solo nel mio immaginario ed allora ridimensionavo il mio stereotipo e per ridimensionamenti successivi arrivai ad un compromesso, in un tempo in cui la donna pensava di perseguire ciò in cui avevo dovuto rinunciare. Il fatto mi poneva molti interrogativi a cui avevo già dato delle risposte personali e quindi mi chiedevo se ci fossero delle soluzioni diverse. Sono trascorsi oltre trent'anni che stanno dimostrando l'inutilità delle soluzioni adottate e l'azzeramento del problema: siamo punto d'accapo. Massimino jisdi@tin.it Meda 8/3/2010 La società italiana oggi La società italiana è tornata indietro di cento anni? Si. Confrontando gli eventi della fine del XIX con quelli della fine del XX secolo si trovano una serie di similitudini che depongono a favore della tesi secondo cui la società italiana sia tornata indietro nel tempo di cento anni oppure si sia fermata a cento anni fa. Questa tesi si basa sul presupposto che gli eventi socio politici siano determinati dal pensiero comune prevalente nella società e che permette ai detentori del potere di governare in una certa maniera lo Stato, ammesso che ci sia ancora. Già il Risorgimento Italiano aveva messo in risalto la caratteristica conservatrice della cultura italica, al punto che solo con "un colpo di mano", come la Spedizione dei Mille, si potette completare il Risorgimento. Un altro fatto importante capitò a metà del XX secolo, con la Seconda Guerra Mondiale. Anche in questo caso ci fu un fatto drammatico e devastante alla base della trasformazione del Regno D'Italia (già rinominato Impero da Mussolini) in Repubblica Italiana. Sembra proprio che il carattere italiano sia individualista e prevaricatore giacché solo la divisione in piccoli staterelli è durata molto tempo: da Federico Barbarossa al Risorgimento, circa 300 anni. Da dove nasce questa caratteristica individualista e prevaricatrice? Probabilmente dalla fondamentale indole meretrice dell'italiano medio: anzi che usare l'ingegno per produrre beni utili all'umanità preferisce comprarli al miglior offerente, pagandoli in natura. Incuranti dell'uso che il fornitore fa dei proventi, ottenuti dalla compravendita, questi italiani fanno proprio come facevano le proverbiali rivali in "amore": si accapigliano e si dividono, sempre in favore del loro protettore. Ai primi del secolo scorso anche Crispi, Primo Ministro dell'epoca, era alle prese con la giustizia per un divorzio e per lo scandalo della Banca di Roma, come l'attuale capo del governo italiano e con le stesse date! Lo scandalo della Banca di Roma è del 1893, il divorzio di Crispi è dei primi dieci anni del XX secolo. Tangentopoli, che vede coinvolto l'attuale capo del governo, per varie incriminazioni collaterali, è del 1992 ed in questi primi anni del XXI secolo è in ballo il Divorzio chiesto, secondo l'opinione pubblica, dalla Sig. Veronica, moglie del capo del governo attuale. Come alla vigilia della Prima Guerra Mondiale (1915-1918) gli italiani erano divisi tra Interventisti e Ant'interventisti, anche oggi siamo divisi tra berlusconiani e antiberlusconiani. Perché? Perché le attività commerciali si fondano sulla sorpresa. La sorpresa del concorrente, del fornitore e in definitiva del "mercato", il mercato composto dai sudditi, nonché elettori. Questo è il dramma! Dovremmo essere cittadini, elettori e democratici ed invece ci comportiamo come sudditi di un regno inesistente (almeno sulla carta) e quindi in competizione fra di noi ed a vantaggio dei detentori del potere. Come le meretrici litighiamo a vantaggio dei presunti protettori. Come le meretrici, che non avevano altre risorse, anche noi che abbiamo solo la forza lavoro ci vendiamo al miglior offerente, in competizione con il nostro amico: morte tua vita mea! Massimino jisdi@tin.it Meda 2/3/2010 Non farti Fregare! Quando il diavolo ti accarezza, vuole l'Anima! Quando cerco di capire l'insegnamento ricevuto da bambino "Non farti Fregare!" concludo che oggi, ancor più che allora, ci sono, nell'uomo, più comportamenti falsi che onesti, anche nei bambini solitamente più inclini alla bugia. Il dramma è che quando, poco più che adolescente, ho "conosciuto il mondo", la mia attenzione anche all'onestà degli altri veniva guardata con sufficienza. In effetti, devo registrare che nonostante la mia "ingenuità" dal quel mondo ricevetti più insegnamenti diretti e formali che indiretti, cioè fregature: "adesso ti insegno io". Oggi, in qualsiasi ambito, del lavoro o dell'informazione o in generale delle relazioni sociali (vedi bullismo nelle scuole) l'atteggiamento più evidente è la prevaricazione, l'approfittassi del più debole o del più distratto o incantato dalla proverbiale "bontà umana". Ad esempio si può andare anche a caso. Prendiamo il capo, come dice il pescivendolo napoletano, il capo del governo attuale: non apre bocca se non per provocare, deridere e perfino offendere questo o quel dissenziente rispetto alle sue azioni, che nella sua posizione dovrebbero essere di governo, oppure per descrivere la realtà con modi e forme spregiudicate come le sue giustificazioni nei vari casi clamorosi come le corna nelle fotografie, le battute pornografiche nei confronti degli altri capi di stato o le gaffe diplomatiche. Non mi si dica: pura ipocrisia! La storia è piena di guerre scatenate da atteggiamenti ancor meno irritanti. Ebbene! Il resto del pesce è peggio! Il più invasivo mezzo di comunicazione, oggi, va anche oltre! Come del resto insegnò a suo tempo lo stesso capo, il mezzo di informazione deve fornire al cittadino l'idea per vivere la giornata. Le TV italiane hanno imparato velocemente la lezione: trasmettere programmi a misura di spettatore e in perfetta corrispondenza con i sondaggi demoscopici. Prima di tutto nel rispetto delle proporzioni. Al dieci percento di pubblico con senso critico deve corrispondere meno del dieci percento di programmi sensati. Al novanta percento di pubblico senza senso critico deve corrispondere più del novanta percento di programmi insensati. Tutto questo per rispettare la regola secondo cui "se non son scemi non li vogliamo!". Tranne, poi, lamentarsi che gli immigrati fanno sciopero. La televisione fatta per gli scervellati come i cittadini consumisti "occidentali" non colpisce l'immigrato dal terzo mondo (MenoMale!). Loro hanno piazzato le parabole su tutte le capanne! Rifiutano la TV generalista! Le TV italiane coccolano gli sprovveduti con programmi che enfatizzano la semplicità perché la semplicità è più facile da raggirare. E' più assimilabile e, se opportunamente servita, diffonde la semplicità e quindi la lunga vita dell'imbonitore, ad iniziare dal capo. Poi vengono a lamentarsi per gli attacchi alla libertà di informazione! Hanno "oscurato" le trasmissioni scomode, dicono quando chiudono i programmi che fanno finta di diffondere senso critico. Mi sembrano le donne prima della rivoluzione femminista: allevavano i bambini contro la donna e poi se ne lamentavano, una volta diventati grandi. Così fanno i giornalisti: formano un pensiero semplice e senza senso critico e poi gli chiedono di essere sostenuti quando anche loro cadono vittime del potere nano, in tutti i sensi. In effetti, è miope il potere sostenuto dalla semplicità umana, prima o poi essa sarà sfruttata dall'avversario arrabbiato e ti fa fare la fine di tutti i dittatori, indipendentemente dal tipo di consenso avuto. Massimino jisdi@tin.it Meda 20/2/2010 La nostalgia il compiacimento per la propria posizione nel tempo. Da bambino mi capitava spesso, camminando nei saliscendi delle colline di casa mia, di guardare indietro ed osservare il tragitto percorso con tanta fatica, specialmente nelle calure estive. L'osservazione mi rinvigoriva perché mi faceva capire che la fatica non era stata vana: avevo percorso un notevole tragitto. Continua così che per sera sarai al traguardo della tappa di oggi. In effetti, ogni giorno, nelle varie stagioni, aveva il suo "proposito" (lu Staje il budget diremmo oggi) perché in ogni stagione la famiglia contadina ha "una produzione" da conseguire se vuole garantirsi la continuità. Queste riflessioni, nel tempo, si sono stratificate e contaminate nelle culture e sono state mutuate per ogni genere di consuntivo. Ogni individuo arrivato ad una personale quota di vita incomincia a chiedersi cosa ha concluso. È a quel punto (che occorre capire qual è e perché) che l'uomo incomincia ad invecchiare. Ma questa è un'altra questione. Nella mia infanzia ragionando, con i coetanei, sul cosa avremmo fatto da grandi ricordo in particolare che esprimevamo i nostri punti di vista su gli altri più grandicelli di noi. Avevamo costruito una graduatoria con i vari tempi, il tempo della scuola, quello del lavoro con i "grandi" e poi buio, qualcuno azzardava il mi sposo ma non saprei dire di che parlasse. Il lavoro con i grandi era ciò che vedevamo: zappare, mietere, falciare, i lavori agricoli. Questi ragionamenti erano confortati dai racconti degli adulti e dei vecchi, i nonni, che raccontavano e commentavano le loro storie, nei momenti di convivio durante le pause di lavoro o sotto il portico durante un temporale oppure nelle stalle d'inverno. Noi bambini coglievamo le differenze tra i racconti e le argomentazioni delle varie fasce di età e, anche se non sapevamo dare spiegazioni, formavamo le nostre categorie umane, che oggi magari sapremmo spiegare meglio. Anche questa è la nostalgia. Rivedere il filmato che non hai avuto tempo o voglia di rivedere prima e scoprire che quel Momento è molto lontano, da qualsiasi lato lo guardi. Fai fatica ad inquadrare i vari percorsi fatti per arrivare fino a Te, oggi. Alcuni li trovi risolutivi altri oziosi o superflui, altri ancora sbagliati ma prima di farli sembravano giusti. Bisogna sempre verificare le ipotesi. E' un costo del cammino: di fronte ad un bivio, in mancanza di esperienze precedenti, si è sempre di fronte a due Scelte ed una è meno idonea dell'altra. A questo punto ti chiedi in quale categoria, di quelle fatte da bambino, sei collocato. In nessuna. Quelle categorie erano fatte per gli altri. In verità quelle categorie sono strette per le nostre caratteristiche. Il divario è tale che non saremmo disposti a chiamare tecnologie quelle usate allora, mentre parliamo delle tecnologie attuali. Ti senti sparato fuori da quel mondo. Quello era piacevole, rasserenante, vitale, ti faceva sperare di crescere. Adesso sei quasi stufo, stanco, appagato, disilluso: vecchio. Ti pare impossibile anzi, allora non avresti potuto immaginare. Le fantasie di quel bambino non potevano fantasticare su cose così diverse, di un altro mondo neanche con l'aiuto della radio, che ho ascoltata da sempre. Le categorie di allora contemplavano un tempo a misura d'uomo: la vita umana era adeguata a quella misura. Adesso pare che il tempo umano sia un concetto inadeguato alla misura del tempo tecnologico. La distanza tra il massimo ed il minimo livello di cognizione di allora era sempre nell'ambito umano. Adesso tale distanza è superiore all'ampiezza dell0orizonte umano. Siamo nel tempo della "dicotomia". Un tempo in cui c'è chi si occupa dell'Umano e chi, divenendo altro, si occupa del Sovrumano. Lo stupore nostalgico adesso è dovuto al fatto che dobbiamo costruire nuove categorie umane per trovare una nostra collocazione. Gli amici che passavano davanti a casa mia sono morti tutti. Me ne rendo conto tutte le volte che li rincontro: sono altri. E la cosa più sconvolgete è che al loro posto trovo troppi nuovi, giovani amici. Il mondo da cui siamo stati sparati c'è ancora e continua a generare altri come noi. Anche se noi non lo sappiamo. per mia passione tecnologica, credo che neanche Emilio Salgari avrebbe fantasticato come fece a suo tempo. Massimino jisdi@tin.it Meda 19/2/2010 L'attuale situazione economica è ci vieta di risparmiare. Il concetto è che non bisogna frenare le attività economiche perché producono sostentamento per i nostri figli. Intendo dire che depositando i soldi in banca noi cediamo ad altri il potere di decidere quali attività economiche sostenere. Invece se li spendiamo noi siamo noi a decidere si sostenere questa p quell'azienda produtrice di beni. In sostanza i soldi vanno spesi per sostenere le attività dei nostri figli cioè i nostri giovani. Nella scelta delle attività da sostenere basta farsi guidare dal buonsenso e dalla parsimonia dei nostri nonni. Nel dubbio, le prime attività da osteggiare sono quelle basate sullo sfruttamento delle emozioni, che assomigliano al più vecchio mestiere del mondo. Massimino jisdi@tin.it Meda 19/2/2010 Il Prete di Campagna è un il tipico prete che predica bene e razzola male. A giudicare da come vanno le "cose del mondo" oggi il concetto del sottotitolo non presente nei pensieri della gente. Due esempi. La stragrande maggioranza dei programmi televisivi mostra di sviscerare le problematiche della vita presente ma per fare quella trasmissione applica le logiche pubblicitarie basate sulla "sorpresa" del telespettatore, sulla su scarsa malizia, la buona fede o la scarsa attenzione alle tecniche relazionali tra le persone. Lo stesso capo del governo attuale, pur essendo perseguitato dalla giustizia per svariati dubbi sul suo comportamento sociale ed economico, predica fior di teorie sui giusti comportamenti che bisognerebbe avere nella vita e le giuste istituzioni per controllarli. Ma contemporaneamente e proprietario della più grande industria italiana che trae profitto dalla vendita di chiacchiere, e teoremi per lo sfruttamento della commercializzazione di ogni bene di consumo e quindi a danno dei consumatori, cioè tutti gli italiani. Questi due esempi di buona predica e cattivo comportamento dovrebbero essere sufficienti per a dimostrare il dilagare del predicare bene e razzolare male persino nelle nostre esperienze private. Ciò accade per due ordini di motivi: primo a causa della scarsa attenzione nei rapporti che intratteniamo nelle varie nostre attività secondo per la smodata rincorsa al soddisfacimento delle nostre aspettative, generalmente dettate delle emozioni. Non so fare compiutamente un elenco di motivi e di risoluzioni atti a scagionare le possibilità di cadere vittime dei raggiri ma sono certo che se ci fermassimo a ragionarci insieme saremo capaci di individuare le tecniche per non cadere vittime dei raggiri e le modalità per combattere la diffusione dei cattivi comportamenti nascosti dalle buone prediche. Massimino jisdi@tin.it Meda 19/2/2010 La Medicina Occidentale è un metodo coercitivo. Lorganismo animale, come tutti gli organismi esistenti in Natura, è autonomo, spontaneo e quindi autoregolato. Come per tutti gli organismi esistenti in Natura, anche per l'Uomo, l'evoluzione ha sviluppato e 'messo a punto' un sistema di di autoconservazione che lo rende capace di vivere nell'ambiente naturale dove nasce. Fermo restanti la caratteristiche ambientali e comportamentali, tutti gli organismi non dovrebbero acquisire disfunzioni e quindi funzionare secondo natura. Alla minima contravvenzione, alle regole naturali, l'organismo incorre in incidenti che determinano disfunzioni di vari ordini e gradi di invalidazione. Alla gazzella può capitare lo scontro con il leone all'Uomo può capitare di finire contro un muro con l'automobile ma siamo sempre nel campo degli incidenti. Un altro un'altra disfunzione frequente, nell'uomo, è la malattia da raffredamento: il cattivo comportamento induce a trascurare, o non rilevare, il segnale dell'organismo che indica il disagio termico e la persistenza del disagio che favorisce l'azione dei virus a danno dell'organismo. L'attenzione dell'Uomo ai segnali dell'Organismo sarebbe sufficiente ad ovviare gli 'incidenti' ma ciò è contrastato da tutti i vizi delle civiltà che tendono a snaturare il comportamento che diviene non congeniale all'autoconservazione. Per sopperire a questi inconvenienti la medicina, occidentale, si avvale della chimica per svincolarsi dalla volontà e quindi coercire l'organismo ad una reazione che contrasta quella dei virus e degli altri organismi nocivi. Massimino jisdi@tin.it Meda 17/2/2010 L'Ambito Vitale L'Ambiente Vitale nelle sue molteplici forme Un ambito vitale è come uno spazio più o meno riservato in cui svolgiamo la nostra Vita. Paragonando quest'Ambito, al tempo delle caverne, con quello dei nostri giorni assume rilevanza la serie di protezioni e confini, con porte e serrature, che oggi caratterizza l'Ambito Vitale rispetto ai tempi delle caverne in cui i confini erano più labili e senza i cosiddetti Paletti di delimitazione. Forse sarebbe il caso di di dire che allora i Paletti erano concettuali mentre adesso sono formali. Se noi assumiamo come base di discussione il Paletto dobbiamo riconoscere l'ambito spaziale della posa del paletto: pianto il mio paletto di confine ed il mio vicino pianta il suo, che non può essere sovrapposto al mio bensi adiacente, secondo le sue esigenze. A questo punto si è creato uno spazio, sia pur piccolo tra i due paletti. Formalmente questo sapzio, se pur infinitesimale, esiste e, sempre formalmente, può essere occupato da altri, che "volando" sopra a questo interspazio spia l'attività dei due vicini e si attiva per escogitare un sistema di sfruttamento. Tra i due litiganti, vicini, il terzo se la gode. Le formalità testé menzionate sono i canoni giuridici, formali per definizione. Da questa considerazione scaturiscono tutte le ingiustizie della Giustizia. Massimino jisdi@tin.it Meda, 4/2/2010 Il Liberismo o Economia di Mercato La tecnica dell'adulazione per scaricarsi la coscenza La prima applicazione venne dalla Sig.ra Thacher, Lady di ferro del governo inglese dal 1977, contro i minatori inglesi ormai obsoleti ed improduttivi. Vinse perché era stata sancita in Vaticano la strategia mondiale per l'abbattimento dell'Impero 'Canaglia' dell'Unione Sovietica, e quindi nessuno, che avesse potere nel farlo, come la Società nata dai fiori nei cannoni degli anni Sessanta, prese le difese dei minatori. La ragione è sempre la stessa: a me che me ne viene? Questa domanda venne posta anche a Luciano Lama quando, al congresso della C.G.I.L. nell'autunno del 1976, avvertì che a furia di mungere la mucca l'avremmo uccisa e quindi proponeva I Contratti di Solidarietà nel futuro delle attività sindacali: se non stiamo bene tutti non sta bene nessuno! Tutti sappiamo come andò. I Contratti di Solidarietà furono sconfitti dai Crumiri e dai Padroni, uniti nella lotta! Vedi la marcia dei Quarantamila alla FIAT di Torino, nel 1979. La sinistra extraparlamentare, di allora, accusò Lama di 'cogestione' socialdemocratica. La questione è sempre quella: a me che me ne viene? Visto che mi troverei contro tutti? La società 'occidentale', negli anni settanta s.d.S.s., era opulenta, al di sopra delle sue reali possibilità ma lo negava spudoratamente ed ipocritamente e per questo cadde nel tranello dell'Omertà, complice del Capitalismo Occidentale, nell'attività di ripristino del liberismo, battuto con la Prima Guerra Mondiale del 1915 - 1918, dalla rivoluzione Sovietica. Ora sappiamo perché è nostro dovere santificare Papa GiovanniPaoloII, che ci ha liberato dalle tirannie staliniane. Massimino jisdi@tin.it Meda, 4/2/2010 La spregiudicatezza La tecnica dell'adulazione per scaricarsi la coscenza L'altro ieri al telegiornale abbiamo ascoltato la notizia dell'incriminazione di un giovane di 21 anni e dei suoi promessi suoceri (genitori della bambina), tutti mussulmani, rumeni credo, per violenza sessuale ai danni di una bambina di 13 anni. E' ipocrita e colpevole, in conclusione, anche se non lo sa, il genitore che 'emancipa' la figlia in tenera età, in particolare, e la da in sposa al migliore offerente, come è criminale lo Stato ed il suo governo che emancipano i giovani sapendo, perché non possono non sapere, che non sono sufficientemente formati alla lotta nella giungla della vita liberista. Credo che tutti gli ascoltatori si siano scandalizzati per queste pratiche sociali, presenti nel meridione d'Italia fino agli anni sessanta del secolo scorso cioè la nostra giovinezza, ma nessuno si è chiesto come sia possibile che ciò avvenga. Se i telespettatori si fossero posti l'interrogativo sarebbero arrivati alla conclusione che lo stato (italiano), che ha posto in essere l'incriminazione, è governato con la stessa filosofia con cui il giovane promesso sposo ed i promessi suoceri, della vicenda di cronaca, hanno commesso l'abbuso sessuale, ai danni di una bambina di 13 anni. Riflettendo sulle filosofie culturali storiche dell'umanità si scopre che le società, da sempre, hanno formato i giovani all'assunzione di responsabilità per poi poterli raggirare, vessare ed infine sfruttare. Il meccanismo psicologico è semplice. L'individuo responsabile è anche orgoglioso delle sue responsabilità, quando non è cosciente della sua irresponsabilità. Per questo motivo si colpevolizza di fronte alle sventure. Allo stesso tempo non riesce a prevenirle perché nessuno gli ha insegnato come fare. E già il gioco è tutto qui! E' per questa semplicissima ragione che il genitore e la famiglia sono responsabili della formazione dei figli. I genitori non vengono perseguiti a dovere perché se non ci fossero genitori incapaci ed irresponsabili, no ci sarebbero persone 'emancipate e non vaccinate' bell'è pronte da spennare: il "pollo" o, il pesce grosso mangia il piccolo. Questa logica fu ripristinata in Italia nel 1978, dopo l'incontro tra il neo eletto Papa GiovanniPaoloII, già Cardinale Woitilla, ed il Presidente USA Ronald Regan. L'Idea era gia stata 'licenziata', dall'inteligenzia mondiale, ma non trovava efficace applicazione per la presenza dell'Unione Sovietica come Seconda Superpotenza, sullo scenario mondiale. Massimino jisdi@tin.it Meda, 4/2/2010 La spregiudicatezza 2 La tecnica dell'adulazione per scaricarsi la coscenza Non è colpa sua (del Papa) se però noi poi siamo ricaduti, a causa della nostra incapacità di prevenire le disavventure, nelle fauci del liberismo, più rozzo di prima grazie alle tecnologie Telematiche, dell'automazione e delle comunicazioni, che nel frattempo sono divenute superlative ed affidabili. Che colpa ne hanno i genitori della bambina tredicenne, (che era stata prommessa sposa, dai genitori, ed affidata alla custodia dei futuri suoceri e quindi nel letto del futuro marito, praticamente) della cronaca dell'altro ieri? Così è il mondo! Un mondo che vive alla giornata. A testa bassa, per non vedere, determinato a perseguire il suo obbiettivo ed inconsapevole, per non distrarsi, di ciò che succede intorno a se. E poi ci lamentiamo dei giovani che non hanno speranze. Sono bamboccioni. Non continuano nelle nostre ipocrisie famigliari. Neanche il Papa riesce a costruire la Coscenza negli uomini, italiani e non, che pure l'adorano! Fuguriamoci se ci poteva riuscire il Partito Comunista Italiano! Eppure ci aveva speso tutte le sue energie, che ad un certo punto ci aveva fatto ben sperare. Invece oggi sono tutti concordi nel dire che era solo complice di una potenza straniera e dittatoriale. Un Partito stupido. si, perché aveva fraintesa l'aspirazione dell'uomo, anche dopo l'instaurazione del Fascismo di Benito Mussolini, socialista del P.S.I. che operava già da mezzo secolo, offrendogli un'altra occasione, giacché erano sorti ulteriori elementi a seguito di altre esperienze. Ma comunque credente nel buon senso, dell'Uomo che ama il prossimo. Massimino jisdi@tin.it Meda, 4/2/2010 Lalieno o L'Uomo La tecnica dell'adulazione per scaricarsi la coscenza La speranza deve essere sempre l'ultima a morire, specialmente nelle imprese Utopiche. Mi viene in mente Azimov e la sua trilogia. L'Uomo, frutto di uno dei tanti 'capricci' della Natura, massa organica contenitore di un terribile cervello biologico, continua la sua battaglia contro questo connubbio: il cervello biologico che si impossessa del corpo umano e lo sfrutta per i suoi scopi oscuri e sconosciuti all'uomo fisico che, proprio per questo, ne ha paura e gli si ribella. Allora il cervello lo punisce con delle atroci punizioni corporali, fisiche, per ridurlo alla ragione. Un concetto vecchio. Oltre ad Azimov l'hanno usato i registi dei films con gli Alieni formati da umanti occupati da 'entità altro' e che terrorizzano le società. Resta comunque una corsa per la trasformazione dell'Uomo in alieno: scevro dalle sensazioni organiche alla natura, le emozioni, e quindi puramente razionale. L'Ominide! I registi dei films, oggi, sono tutti Comunisti! Perseveranti nell'Idea di redimere l'Uomo. Affrancarlo dalle angherie degli alieni, che lo vuole sottomesso ad una loro legge. Il regista spera in una presa di coscienza che renda l'Uomo libero da tali angherie grazie ad una autonoma organizzazione che renda possibile la Vita 'naturalmente'. Non so cosa dico ma lo dico. Chiodo scaccia chiodo? Via una legge dentro un'altra? L'Uomo non sa essere Libero? Non ha paura della Libertà: non la conosce! Non la trova! Si deve rassegnare?! No! O si? Massimino jisdi@tin.it Meda, 4/2/2010 Loratore di Corte La tecnica dell'adulazione per scaricarsi la coscenza Sant'Agostino frutto della decomposizione dell'Impero Romano che aveva adottato il sistema degli Oratori di Corte per soggigare i sudditi. Anche in Italia, come in tutto l'Occidente, stiamo utilizzando gli 'Oratori di Corte'. Dai Bondi (bondi o bonzi ...?) alle agenzie pubblicitarie. Tutti oratori (hai capito gli oratòri?) congeniali alle politiche dei governi temporali e piacenti ai sudditi ignari e di conseguenza masochisti. Berlusconi lo disse ai giudici di Milano, qualche anno fa: "mi dovrete dare una medaglia per tutto ciò che ho fatto!". L'unica speranza è nella redenzione? Poi lo santificheremo! Insieme ai suoi bondi ed alle agenzie pubblicitarie. Come già si vuole fare per Craxi, poi sarà la volta di Mussolini, forse anche Hitler. Stalin, no! Lui era un comunista! E poi non si era dotato di Oratori di Corte. Orava da solo! Morto che fu Lenin. Massimino jisdi@tin.it Meda, 28/01/2010 l'Alienazione e Umanità La civilizzazione comporta l'Alienazione dell'Umanità Se dico, Alieno, il pensiero corre negli spazi intergalattici alla ricerca di uno stereotipo ma non trovo alcun ché. Allora ripiego nell'ambito più umano e terrestre cercando di capire l'origine del termine, che quasi certamente deriva da alienare, verbo che indica il dissolvimento di un qualcosa che ingombra. Cosa ha dissolto l'Alieno per diventare tale? La mia tesi è che l'Alieno ha dissolto l'Umanità. Che cos'è lUmanità? Se fosse l'insieme delle emozioni e dei sentimenti dell'Uomo oltre alle poche razionalità che costituiscono le proprietà umani si potrebbe asserire che l'Alieno è quell'Uomo impassibile, sempre in allerta senza mostrarlo, molto ragionevole, non perde mai la calma e la padronanza di se stesso, non cade mai in fallo, non irrita mai ma dice solo cose ovvie anche se non piaciono, irreprensibile, insomma, la perfezione agognata dai più, che sollitamente sono vitime di errori, anche piccoli. L'Uomo di successo! L'Alieno appunto, visto che non esiste in Natura. L'Alieno è capace di emozionarsi? Quelli che l'hanno immaginato nei vari films, che si sono visti da più parti, lo descrivono come essere senza emozioni, anche se qualche regista, non credendoci, ha messo in scena degli alieni imperfetti, che si inquinano nel rapporto con gli umani e si innamorano, anche. Daltra parte se confrontiamo l'Uomo odierno con il suo antenato di Neanderthal o delle caverne, percepiamo una differenza quasi di regno. Se poi prendiamo alcuni conoscenti saremmo addirittura certi che non fanno parte del regno animale, se non li vedessimo mangiare o andara in bagno. Massimino jisdi@tin.it Meda, 28/01/2010 Pizz' e Foje La cucina in relazione con la condizione e la cultura dell'Uomo Per preparare un buon piatto tipico bisogna conoscerne la storia. Pizz' e Foje viniva preparato la sera al ritorno dai campi di tutta la famiglia contadina. Si accendeva un buon fuoco che scaldasse anche il focolare, si appendeva il pajolo con l'acqua per cuocere la verdura campestre raccolta mentre si tornava dai campi, aspettando che l'acqua bollisse si puliva la verdura, nel frattempo l'acqua bolliva e si metteva dentro la verdura. Mentre la verdura faceva metà cottura si pelavano le patate che a quel punto si potevano mettere in qcqua anche loro. Mentre si aspettava si preparava l'impasto per la focaccia di granturco ed incominciava a pulire i peperoni secchi e rossi. A verdura cotta, si tirava giù il pajolo, si alimentava il fuoco, si scolava la verdura, conservandone l'acqua di cottura ancora bollente con cui si impastava la farina di granturco, precedentemente preparata sull'arch'e tavele, e gli si dava la forma a disco con un pollice di spessore. Badare che l'acqua bollente fa crescere e addensare la farina, rapidamente, per cui si consiglia di esere pronti a versare l'acqua necessaria a tenerla della giusta densità. E non scottarsi! Una bacinella di acqua fredda accanto era il ristoro delle mani scottate. Finito l'impasto si allargava il fuoco scoprendo la lastra di pietra, centrale, la si puliva dalla cenere, si spolverava con un moccio umido, si posava la focaccia e si copriva con la Coppe (di ferro) che veniva, a sua volta ricoperta riccamente con la brace. A questo punto ci si poteva rilassare finendo di pulire i peperoni e mettere a cavallo della Coppe il tre piedi grande (trppite no lu trappetuccie) e su la padella con l'olio. Mentre si scaldava l'olio si infarinavano le sarde salate (quando c'erano) preventivamente ripulite dal sale. L'olio era già bollente e quindi si friggevano prima i peperoni, velocemente altrimenti diventavano di colore marrone, e poi si le sarde che impiegavano più tempo per diventare color d'oro rosso. Finito con le sarde era cotta anche la focaccia e quindi, via il tre piedi (si appendeva su per il camino) si passava la tenaglia intorno alla Coppe per scansare bene la cenere, la si infilava nell'occhiello della Coppe e si rovesciava sul fianco la brace sovrastante. Compariva la focaccia color mattone, bella bollente. Si poggiava la focaccia sul tavolo e soffiandosi le mani si rimetteva sul fuoco treppiedi e padella con l'olio della fritture delle sarde. A quel punto si chiamava tutti specialmente quelli che erano ancora in giro per le stalle a rigovernare. Sempre soffiandosi le mani si rompeva la focaccia nel Vassoio (vazzie) insieme alla verdura e vi si versa l'olio della frittura ormai già bollente. Si sentiva il fragore dell'olio bollente sulla verdura bagnata. Era il segno che ci si doveva sedere a tavola e mangiare. Massimino jisdi@tin.it Meda, 28/01/2010 Cultura e Cucina La cucina in relazione con la condizione e la cultura dell'Uomo Il nostro modo di magiare, oggi, non è diverso da quello dei tempi passati se lo osserviamo in relazione al modo di vivere d'oggi. La fretta indotta dall'attuale velocità della vita ci fa mangiare in modo distratto, veloce, precario e meccanico perché in assenza di appetito. Ieri, la prima motivazione al mangiare era l'Appetito. La seconda era l'occasione per rinfrancarsi dalle fatiche fisiche sopportate e che avevano generato l'Appetito. Tutti e due i principali motivi, del mangiare, nascevano dal piacere. Il piacere di soddisfare l'Appetito ed il piacere di rilassarsi. Da ciò derivavano una lunga serie di piaceri derivati e benesseri, conseguenti alla serenità, prodotta dal soddisfacimento dei piaceri. Una catena complessa che ci sfugge, generalmente, ma che fonda la nostra Vita. La prima cosa che risalta, da queste osservazioni, è la similitudine alimentare tra le varie culture, anche se geograficamente distanti fra loro. Un contadino mangia allo stesso modo in tutte le parti del mondo, come anche la società "Industriale", anche se non sembrerebbe ma se consideriamo la breve vita dell'era industriale rispetto a quella agricola potremmo concludere che, come negli inglesi, il riflesso sulle abitudini alimentari si evidenzia notevolmente. Continuando nell'analisi si arriva alle comunanze, all'interno di vaste aree geografiche e sociali. Un esempio per tutti è il piatto unico, comprensivo di un consistente numero di sostanze necessarie al nostro organismo. Ad esso, relativamente alle condizioni economiche, si associano 'contorni' o accessori che, se non secondari, non sono basilari per la sopravvivenza: migliorano le capacità di vivere. In relazione a quanto detto vanno impostate le riflessioni sulle Cucine Tipiche. Badare che, sono affidabili giacché hanno fatto campare i nostri antenati, in condizioni difficili e solitarie: senza la medicina moderna. Certo che, se i metodi sono affidabili come filosofie sperimentate, bisogna relazionare anche le quantità di assunzione (anche la medicina ha la sua posologia). Nel gustare un piatto tipico si rivive la vita degli uomini che l'hanno adottato come base alimentare. Una 'Cazzeula' brianzola non la si gusta se non ci si immedesima nel brianzolo al freddo, nei campi o in 'bottega': ul 'Shiur Brambilla andava in bottega anche lui. Così i Pizzoccheri Valtellinesi sono buoni se si riesce ad immaginare il sapore del burro fuso, fatto in casa, usato dalla massaia montanara della Valtellina, che doveva preparare la cena per i famigliari che tornavano dai campi scoscesi, i pascoli o i boschi dove avevano fatto legna tutto il giorno, con un tozzo di pane secco. Anche la verdura con la focaccia di farina di granturco (pizz' et foje) è buona se si prepara come si preparava nelle grandi occasioni, dai nostri contadini abruzzesi. La focaccia di granturco ha solo il sapore dell'acqua della verdura la verdura ha perso i sapori nell'acqua di cottura, come si può pretendere sia un piatto saporito? Il problema si risolve aggiungendo al piatto una buona dose di Appetito, tratto dall'aver zappato tutto il giorno, un peperone rosso secco e passato nell'olio bollente per conferirgli sapore, una sarda salata fritta nello stesso olio dei peperoni, sempre per conferire sapore e l'olio, che a questo punto ha una tale intensità di sapore che solo la verdura e la focaccia di granturco riescono a lenire. Se poi aggiungiamo il piacere di sapere che i nostri antenati erano degli uomini dotati, se 'hanno campato' solo con quello, "pizz' è foje" è un piatto favoloso. Massimino jisdi@tin.it Meda, 21/01/2010 L'Enfatizzazione L'Enfatizzazione dei problemi dovrebbe indurre l'individuo a diffidare dell'enfatico La chiave universale dell'animo umano è l'enfatizzazione. La teoria è dimostrata da tutti i beni di consumo che hanno successo. Nei miei ricordi l'enunciazione di questa teoria risale ai primi anni dopo il 1980. A quel tempo c'era un fermento intorno alle nascite delle TV private ed alle teorie circa 'La migliore TV'. Il tutto promosso dall'applicazione delle idee neoliberiste nate a metà del decennio precedente. Osservando l'evoluzione delle Trasmissioni TV (i programmi) si evince chiaramente come il filo conduttore di questa evoluzione sia stato proprio l'Enfatizzazione, unita all'esagerazione, che poi, è un'altra faccia dello stesso concetto. Una volta inquadrata l'evoluzione degli ultimi trent'anni si capisce come mai Berlusconi vince ed il Centrosinistra (PD) perde. Gli individui nati dopo il Sessantotto, culmine del Boom economico italiano, sono cresciuti con l'evoluzione delle TV, promosse dal neoliberismo, e quindi nella normalità dell'esagerazione delle cose. Prima il giornalista si moderava nell'uso dei termini e degli aggettivi: era noto l'esempio dell'incidente con qualche morto, che non poteva essere chiamato strage altrimenti che come si sarebbe dovuto chiamare quello con il doppio dei morti? Dopo il Duemila la moderazione è diventata la pratica assassina dell'impresa che fa informazione Tornando ai giovani dopo il Sessantotto, è evidente il complesso di inferiorità che vivono: I giovani studenti di metà anni ottanta diedero luogo alla Pantera, per potersi distinguere dai Sessantottini che li avevano preceduti e furono chiamati 'I Ragazzi dell'85'. I governi craxiani di allora, sempre per esagerare, inaugurarono la vendita dei 'Gioielli di Famiglia' riferendosi al passaggio di mano delle attività economiche della Repubblica Italiana ai privati imprenditori (l'esatto opposto di quanto era avvenuto in tutto il dopo-Seconda-guerra-mondiale, compreso le attività dei primi governi di Centrosinistra dal 1960) per agevolare il passaggio al neoliberismo che veniva richiesto dal capitalismo mondiale e contravvenendo ad ogni buona regola economica, propria del capitalismo. Inizia negli anni Ottanta l'uso, immorale, dei sentimenti umani per il conseguimento dei propri obiettivi. E' nota la diatriba politica tra Enrico Berlinguer e Bettino Craxi sulle politiche di quegli anni. Grazie all'uso dei sentimenti umani, negli anni Ottanta, si sviluppa anche la teoria del Marketing necessaria al consumismo che doveva permettere lo sviluppo neoliberista che abbiamo oggi 2010. Tutta questa esagerazione fu messa in atto per fronteggiare l'economia Sociale che aveva dato onori alle Masse, le quali avevano conseguito un sostanzioso risparmio in banca. Nei telegiornali dell'epoca si sentiva spesso il riferimento agli italiani come popolo di formiche. E' in quegli anni l'aumento del numero dei proprietari della casa di abitazione. E' di quegli anni l'esagerazione del rastrellamento dei soldi dei cittadini attraverso i BOT, per fini neoliberisti, che ci porta al tracollo del 1992, anno in cui gli italiani persero un terzo del loro potere di acquisto nel giro dei tre mesi estivi, a settembre ci fu il decreto Amato (Giuliano) che prelevò direttamente sui Conti Correnti, con effetto retroattivo, il necessario per fare fronte agli impegni dello Stato. Quanto danno avevano fatto le intuizioni di Craxi al governo dell'Italia? E che oggi vengono rivendicate dagli amici di Berlusconi? Questa breve serie di esagerazioni fatte sotto gli occhi dei giovani li hanno alzata la soglia di percezione dell'esagerazione nei giovani rendendoli enfatici, eccessivi e quindi insoddisfatti. Questo stato, sopra descritto, della coscienza sociale produrrà grave danno alla nostra società. Il ricordo dello scandalo della Banca di Roma del 1893, cento anni prima di Tangentopoli (1992), ci fa associare a questa ricorrenza anche un'altra, quella della guerra del 1915-1918. La quale fu propedeutica all'ascesa del fascismo in Italia, la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Civile per la Liberazione dal fascismo, la nascita della Repubblica Italiana. Una conseguenza spiacevole per agli attuali fautori di questo ricorso storico che malvedono la Repubblica e non vedono che in questo ricorso storico c'è anche la Rivoluzione Sovietica del 1917, che poi è anche la cosa che odiano di più. Massimino jisdi@tin.it Meda, 16/01/2010 I Sogni la chiesa museo Ero sollevato dal suolo sopra un mezzo riservato, non so a chi, e vedevo l'apio spazio della chiesa museo, che faceva pensare alla Mole Antonelliana ma per un tratto ho pensato a San Pietro, nell'angolo sulla destra i resti di una chiesa precedente (derivante da un antefatto nel sogno, che non ricordo). In basso delle colonne. Una in particolare aveva il piano della sommità inclinato come se si dovesse scorgere da terra. Mentre cerco di capirne la logica scorgo inclinati anche i fianchi della colonna, nello stesso verso della sommità. Ceco di capirne la vista da terra ma non approdo a nulla. Nel frattempo i resti della chiesa diventano una parete, con le stesse fattezze della colonna (muratura in mattoni), sospesa in alto, come in levitazione, e tenuta su da quattro tiranti, ai due lati, tesi sui muri laterali, uno vicino (di fronte) e l'altro, dietro alle mie spalle, distante. La levitazione sostenuta dai tiranti deriva da una riflessione, nel sogno, sulla pericolosità del resto di muro sospeso in un luogo così frequentato. Mentre scrivo mi viengono in mente le varie situazioni di pericolosità che non avverto dovutamente, nel mio vivere. Il tubo del gas della cucina. Massimino jisdi@tin.it Meda, 16/01/2010 I Sogni la veglia funebre Ero alla veglia funebre di una persona cara. Momentaneamente rivolto verso una mensola per non so quale motivo. Ad un tratto qualcuno dice qualcosa (che non ricordo ma al momento del sogno avevo capito benissimo) che suscita l'ilarità di tutti. Io, girato, abbozo un sorriso ma un gruppo di signore, sedute sulla sinistra della bara, si abbandonano ad una fragorosa risata. Ho pensato che si potesse cosiderare sopportabile, il fatto, tanto era ilare la frase udita. Mi giro a guardarle e mentre torno, con lo sguardo, al mio da fare scorgo la testa della defunta alzata a guardare le donne come per dire: "ma ... mica siamo al teatro!?". Mi avvicino con l'intento di capire o chiedere qualcosa al defunto (come se stesse recitando, nel sogno pensavo di scoprire il colore del volto) e (distrattamente) la vedo sdraiata ma con le braccia, chiaramente, come a riposo dopo un atto di sostegno al corpo che da sdraiato alza la testa per guardare da un lato. In effetti il sinistro era leggermante piegato ed il destro era disteso sul fianco. Normalmente le braccia sono raccolte sull'addome . Non ero sconcerto per la scena ma il sogno finisce quì. Massimino jisdi@tin.it Meda, 01/01/2010 L'Equivoco il frutto dell'ignoranza e della inciviltà, sinonimo di diseducazione L'evento spartiacque, secondo la mia storia generazionale, può essere collocato all'elezione di una professionista del sesso, in virtù della professione, al Parlamento della Repubblica, nel 1976. La virtù della professione è prorpio il'aspetto scandaloso del fatto. Quella professione si basa sullo sfruttamento dell'Emozione umana, per fini lucrosi e privati, senza neanche la scusante di beneficio pubblico, che comunque non toglie nulla di scandaloso al fatto, vedi il monopolio sul fumo. Se non ci fosse stata la Cicciolina non avremmo Berlusconi, ad esempio, altra elezione dovuta alla professione, anch'essa basata sullo sfruttamento dell'emozione: il marketing. Tra le prime conoscenze, raccolte, del "pensiero leghista" ho l'affermazione, di un leghista, che ognuno ha diritto di pensare ciò che vuole, in risposta alla mia accusa di immoralità a molte idee leghiste. Il fatto è che il pensiero si trasforma in fatto, prima o poi ed il fatto che ne scaturisce è della stessa qualità del pensiero motivante. Ciò è la causa dell'equivoco. Questo equivoco, dagli anni settanta in poi, è alla base della civiltà del mondo, in quello occidentale per scelta politica e nel cosiddetto Terzo Mondo per inciviltà da repressione. Non solo. Il guaio peggiore per l'Umanità deriva dal fatto che l'equivoco ha colpito il Mondo dell'Informazione. In una discussione circa campagna sull'AIDS, del 1984-85, all'accusa di istigatori al suicidio, un giornalista mi rispose che non bisogna credere che il cittadino sia stupido. Lui è più intelligente di quanto crediamo: sa discernere tra il vero, "normale" e l'allarme preventivo. Realizzo ora che quanto detto è della stessa natura del pensiero berlusconiano. Questa filosofia, invece, non è un equivoco: è una strategia di sfruttamento e vessazione dell'Umanità. Il cittadino è indotto a credre, come il bimbo, che sia cosa lecita, visto che lo fanno i "grandi". Qusto meccanismo psicologico lo si ritrova in tutti gli atteggiamenti tenuti da una moltitudine, di giovani ed adulti, oggi, mutuato dal giovane gallo che canta imitando il gallo vecchio. Quando il galletto canta vuol dire che il vecchio si è stufato. Proveniete dall'altro "nel pollaio dove cantano in troppi non sorge mai il sole", a meno che siano in coro, aggiungerei. La motivazione sta in un altro meccanismo secondo cui nel mare bisogna nuotare, se puzza basta tapparsi il naso. Un altro equivoco è in queste teorie. Di questo passo non si cresce! È sbagliato credere che con la repressione si insegna l'educazione. Solo l'educato impara dalla repressione ma si carica di risentimento, semprer per la teoria fisica della reazione uguale e contraria all'azione. Questo è un altro capitolo. Dal 1978 in poi è entrata in vigore la strategia sociale del "neorealismo" basata sul fatto che, ormai, il servo non serve più. Gli unici che hanno le "badanti" sono i poveri. Il servo non serve giacché ci sono i "Servo". Unaltra grande menzogna di oggi è nel non dire la chiare verità: che l'automazione ha aperto una nuova Era, basata sullo stesso principio del Medio Evo. È stupido dire le bugie, basta non dire tutta la verità. Cosi facendo forse sifa la figura del approssimativo ma mai quella del falso. Si provoca pena non odio, nell'interlocutore. Questo è il guaio della Medicina Occidentale: essa è solo curativa. Per questa ragione il medico, spesso, è costretto a non dire i particolari delle verità, per garantire il rispetto della cura da parte del paziente. Per il bene del paziente. Il primo aspetto dell'automazione sta nell'aver eliminata la necissità di manodopera, intesa come lavoro petotico, riprtitivo e di natura automatica. Specialmente nell'ultima pratica dell'era industriale la manodopera, appena descritta, era la quasi totale consistenza delle maestranze dell'industria. L'automazione ha sostituito queste maestranze, rimandandole nel serbatoio di manodopera di cara memoria marxista e quindi di grande valore nelle formule economiche del capitalismo. L'utilizzo dell'automazione poneva il problema della vendita di questa grande quantità di beni, prodotti dall'automazione, in presenza di una piccola quota di mercato ricettivo, visto che la grande massa sarebbe stata disoccupata. Siamo ai tempi dell'ascesa di Craxi e della Questione Morale di Enrico Berlinguer, il 1979-80. In questi tempi nacque l'idea della Ristrutturazione Industriale, che ha bisogno di un libro per descriverla. Comunque questo progetto programmava la formazione di nuove figure nel 'mondo del lavoro', dette professionali: altro grande bugia, nuovi lavori e nuovi usi e costumi: una grande trsfigurazione sociale. I termini di questo dibattito, che si svolgeva allora, erano maldestri, approssimativi, insensati ... deprimenti, forse perché il progetto non poteva essere descritto chiaramente (da qui anche l'ermeticità di Brlinguer) e la stampa, i "formatori" delle maestranze, come tutti gli altri coinvolti, che la dovevano promuovere non riuscivano a trovare i termini più appropriati. La trasformazione è proseguita nell'ambiguità fino alla metà degli anni 90, all'alba del terzo millennio, con il riconoscimento giuridico delle "trasformazioni" già avvenute. Dopo il quinquennio del primo governo dell'Ulivo è stato come la caduta di una diga o di un Muro, come l'acqua dilaga così i Popoli. I responsabili di questa "stura" sono stati messi all'indice, in primis Massimo D'Alema: Comunista, presuntuoso, troppo intelligente, pieno di se, non laureato, possessore di barche costosissime, ... è proprio come dicevano quando ero bambino: chi fa del bene merita il castigo. In fabrica l'Operaio, usato dal Fordismo, parlava di Crumiri. Il medico cura i malanni del fisico i Comunisti hanno curato i malanni del capitalismo: non erano bugiardi o menzogneri. Aiutavano a superare le nottate industriali, aiutando la razionalizzazione dello stato vissuto dal Proletariato. Oggi ci ripetiamo parlando di Consumatori. E' questo il motivo per cui in TV vediamo il Presidente della FederConsumatori al posto del Segretario nazionale della C.G.I.L.. I G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) saranno le Leghe del futuro perché come esse realizzano il Muto Soccrso, come anche le Case del Popolo di cara memoria Comunista. Nulla di nuovo sotto il sole! Le soluzioni adottate in occasioni emergenti cadono di attualità. e con esse le filosofie che l'anno ideate, mano mano che le emergenze trovano gestioni istituzionali. Cadute le filosofie ideatrici, cadono anche gli usi ed i costumi, dichiarati desueti, le istituzioni gestionali e le mergenze risorgono con le stesse problematiche: che fare? A questo punto entrano in ballo gli inventori dell'Acqua Calda o aria rifritta che dir si voglia. Dato che le emrgenze, solitamante, risorgono per le giovani generazioni, che non sono avvezze a vecchi usi e costumi, le soluzioni sono di difficile adozione giacché le soluzioni di emergenza richedono le maniche tirate sui gomiti. Qui si inserisce l'altro problema generato dall'automazione: la produzione di beni a bassi costi che richiede bassi costi di produzione che si ottengono facilmente agendo sulla manodopera, senza potere contrattuale, imponendo alti ritmi produttivi, basse renumerazioni, elevati orari di lavoro e poco tempo libero da poter dedicare ai G.A.S.. Ecco chiuso il circolo, vizioso, del vortice sociale in cui siamo caduti. E' pazzesco! Al tempo delle Leghe il Proletario aveva sempre le maniche sui gomiti e quindi dopo le 48 ore di lavoro era già pronto ad occuparsi del Mutuo Soccorso. Oggi quant'è che il giovane si tira su le maniche è già sommerso dall'emergenza. Ma quel che incide di più è il comune senso della vita in base al quale che vita è quella dei trisavoli, ormai, dell'Albero degli Zoccoli? Questo è la soluzione al che fare. Riconquistare senso civico, riappropiarsi del capitale regalato dalla riconversione industriale, agli 'imprenditorirampanti' per riattuare l'autogestione senza rifare gli errori della Motta negli anni settanta. E' comunismo? No! E' Ra_zio_na_li_zza_zio_ne! Impariamo dai rampanti! Tiriamoci su le maniche! Non credo che sia utopia. Specialmente se consideriamo i frutti che sarebbero dovuti nascere nelle menti grazie alle conoscenze tencologiche. Noi ci profumiamo di saper usare i mezzi tecnologici ma li usiamo per fare ciò che i rampanti ci ordinano. Dobbiamo solo avere l'ardire e la volontà di usarli per l'Uomo: in favore di tutti. Questo è comunismo! Diciamo allora per se stessi. Per fare questo dovremo individuare il ragionevole Massimino jisdi@tin.it Meda, 01/01/2010 la grazia l'incidente organizzato a favore del berlusca Berlusconi è un ingrato. Ha ringraziato tuti per la loro solidarietà ma non ha ringraziato S.Lucia, dopo l'aggressione goduta il 13 dicembre 2009, in cui non è stato colpito nell'occhio ma solo nelle vicinanze. E già! Ma perché avrebbe dovuto? S.Lucia non è che una sua collaboratrice! È lì per proteggerlo! Non ha fatto che il suo dovere! Sbaglio? O è così? I santi devono proteggere il dio. Massimino jisdi@tin.it Meda, 01/01/2010 Le opportunità della Vita La Fortuna di Macchiavelli la devi vedere Ho sempre immaginato che dietro ad un certo tenore di vita ci fosse una sapienza considerevole che conferiva le competenze necessarie a conseguire un risultato economico tale, che rendeva possibile quel modo di vivere. Ebbene, quando ho conosciuto il resto del mondo, oltre il mio paesino di origine sulle colline abruzzesi, ho scoperto che generalmente non era così. La gente viveva come viveva grazie alla "bontà" altrui. Le proprie competenze erano ininfluenti per il loro tenore di vita. Il caso o l'abbandono a certe volontà altrui, dava loro l'opportunità di trovarsi o di inserirsi in situazioni migliorative. Il fatto era molto dibattuto in casa, tra i miei genitori, mia madre che spronava mio padre a fare come facevano altri contadini abbandonavano l'agricoltura accettando le offerte dell'industrializzazione seguita alla Seconda Guerra Mondiale dal 1950 in poi. Mio padre ribatteva che gli altri , ed era vero, non erano proprietari della Terra e quindi avevano tutto da guadagnare ma lui, che aveva la "competenza della proprietà", non aveva vantaggio ad abbandonare la Terra per l'iandustria. Non è che sbagliasse, mio padre, non aveva la competenza della lungimiranza. Non riusciva a tradurre in scelte le informazioni che pure gli arrivavano per varie vie. Nel 1956 all'icirca quando in quarta elementare in classe le maestre vendevano dei francobolli per raccogliere fondi da mandare in Ungheria per aiutarla a vincere contro la repressione sovietica del 1955 ed io, sentendomi menomato protestavo per avere i soldi e quindi comprare quel francobollo, sentivo parlare di televisione: lo zio Silvestro che raccontava a mio padre di un "mobile simile alla radio in cui si vedevano le figure". Da quando partii dal mio paesino ad oggi la situazione è peggiorata. I miei concittadini meridionali, insediatisi nel norditalia durante il Boom industriale, hanno contaminato tutta la società italiana, grazie specialmente agli immigrati dell'estremo meridione. In effetti oggi, a terzo millennio inoltrato, si può affermare che la cultura mafiosa, propria del meridione d'Italia, è diventata italiana, a tutti gli effetti. Si è compiuta l'Unità d'Italia solo centocinquant'anni dopo la Spedizione dei Mille. Per realizzarla sono stati neccessari gli ultimi trent'anni di governi neoliberisti, iniziati dal Preambolo concordato tra la DemocraziaCristiana Piccoli ed il P.S.I. di Craxi, nel 1978 appena dopo l'elezione di Papa PaoloGiovanni secondo. In effetti la tendenza dell'individuo alla dipendenza, il rifugio in ambiti protetti e protettivi, è propedeutica all'insediamento di culture mafiose nelle società. Il meccanismo è presto spiegato. L'insicurezza, comune alla maggioranza degli uomini, apre le porte alle promesse di protezione che conquistano deleghe a tutto vantaggio dei protettori. Affinchè duri la protezione occorre che il protettore mantenga la capacità protettiva e quindi anche il protetto si mette a disposizione per mantenere alta la capacità protettiva del protettore. Di qui tutti gli atteggiamenti sociali titpici delle società pervase dalla mafia. Anche l'atteggiamento sociale dell'italiano medio è simile a quello descritto sopra e anche dalle letterature sulle mafie: adeguamento, accondiscendenza, silenzio assenso (omertà), avversione per le idee critiche, supina a accettazione delle regole del superiore, delega ad altri per ogni competenza impegnativa, l'unica responsabilità accettata resta la protezione del protettore. Così si chiude il circolo del meccanismo, che diventa simile al moto perpetuo: si autoalimenta. È un po' come la questione della madre degli stupidi: è sempre gravida! Come si interrompe un circolo pressochè perpetuo? Non è semplice. Il moto perpetuo, in sostanza, è un processo equilibrato e per questo blindato, inattaccabile. La storia delle lotte alle mafie dimostrano le suddette teorie ma la storia degli U.S.A. dimostra che ogni sistema può essere reso innoquo, ininfluente. Basta metterlo a confronto con un altro antitetico. Ammesso e non concesso, ma gli U.S.A., in realtà hanno sconfitto l'impero inglese da cui nascono, solo perché è più aggrssivo. Sarà anche vero ma l'innoquità dell'impero inglese, dissolto, è un fatto. Massimino jisdi@tin.it Meda, 01/01/2010 Le opportunità della Vita La Fortuna di Macchiavelli Tornando con la memoria a quando sono partito dalla casa paterna, per girare il mondo, mi chiedo come sia stato possibile arrivare ad oggi. Credo che alla base di tutto ci sia stata la cultura contadina e lo stretto rapporto con la nutura da cui scaturisce. L'abitudine, inconscia, a fare i conti con la realtà naturale può aver determinato un atteggiamento cautelativo, dubioso, guardingo, insicuro, sperimentale o come meglio si crede, che mi ha protetto nelle attività intraprese, senza dover avere quell'attenzione cosciente necessaria nella Vita in seno alle società moderne. Solo oggi me ne rendo conto, forse grazie alla meditazione concessa dalla posizione di pensionato disimpegnato da attività pressanti. Questa posizione da il tempo richiesto dalle riflessioni indotte dalla domanda: "ma quanta fortuna c'è stata?". Stante il vero significato del termine e quanto già ragionato da Macchiavelli sulla fortuna, alla base della fortuna deve esserci qualcosa sconosciuta, ignorata ma esistente e partecipante alle attività umane e che ne determina il successo o l'insuccesso. Queste situazioni, a ben vedere, non sono nuove: le scopriamo tardi o non puntualmente, come ci aspetteremmo da menti avvedute. Massimino jisdi@tin.it Meda, 01/01/2010 Le opportunità La filosofia del Contadino La filosofia del Contadino si basa sulle opportunità, concesse dalla natura, per soddisfare le proprie esigenze. La filosofia del Contadino, a ben vedere, è alla base di ogni attività umana. Dalla storia abbiamo: "La Storia serve a conoscere il Passato per progettare il Futuro". Dal Mare abbiamo il Punto di Navigazione, molti altri concetti provenienti dalle altre attività umane ci possono essere di aiuto. Prima di essere contadino l'Uomo era cacciatore, egli, osservando la Natura, ha scoperto che essa poteva essere aiutata a favorire le esigenze umane e quindi ha provato coltivare le attività/caratteristiche naturali più utili all'umanità. Mangiando viene l'appetito. Dopo essersi specializzato nella caccia, o raccolta dei beni necessari, l'Uomo si è specializzato nella coltivazione dei beni desiderati e già prodotti dalla natura. Il passaggio dalla caccia all'agricoltura è un meccanismo fondamentale, presto scoperto dall'Uomo e quindi applicato alle varie nuove esigenze che gli sono derivate dal diverso rapporto con la Natura, che si è venuto a creare con l'aumento delle coltivazioni via via attivate per le varie soddisfazioni. Il troppo storpia. Le capacità-caratteristiche, che distinguono un cuoco da un grande Chef, sono quelle che lo portano a calibrare gli ingredienti per conseguire il migliore equilibrio che conferisce il miglior gusto al Piatto. L'eccesso di un qualsiasi ingrediente squilibra il gusto, che diventa gradito ad una particolare aggregazione sociale, che, essendo particolare, può anche essere poco sociale. Non solo, l'eccesso di alcuni ingredienti può essere nocivo alla salute umana, fisica o psichica che sia. Con i suoi tempi, la Natura reagisce alle coltivazioni eccessive e, tanto più lunghi sono i tempi di reazione tanto maggiori sono le forze accumulate e poi sprigionate, al momento della reazione. All'inizio del primo millennio, dell'era cristiana, giunsero al limite una serie di eccessi delle Coltivazioni, della Natura umana, che portarono alla reazione che va, per noi, sotto la denominazione di Feudalesimo. Una fase, dello sviluppo sociale, che passa per la più oscura mai registrata dallo sviluppo dell'Umanità. A mali estremi, rimedi estremi. Una pubblicità di metà anni ottanta, del secolo scorso, mostrava un bambino che apriva con molta forza una lattina di aranciata, dicendo: "e_sa_ge_ria_mo_!", scandendo le sillabe. Ebbene, oggi stiamo esagerando. In tutto e per tutto. Come ci ricordava già Carlo Marx, maggiore è l'oppressione delle masse, maggiore sarà la reazione con cui esse si ribelleranno. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: prima legge della fisica. Il buon Berlusconi ci sta caricando per darci la forza necessaria alla reazione prossima? Si deve rispondere negativamente, altrimenti si vanifica l'azione benefica, dell'era Berlusconi, sullo sviluppo dell'umanità. Queste situazioni non sono nuove, come il Feudalesimo portò al Rinascimento, il Fascismo portò alla Repubblica, anche il Neo-Liberismo dell'era berlusconiana sfocerà in qualcosa di positivo per l'umanità. L'unico rammarico è che si dovrà vivere un momento, non quantificabile, di sacrifici indescrivibili come il feudalesimo, le repressioni, le guerre e chi più ha più ne dica. Le vicende tribali sono sempre uguali: ogni tribù cerca di sfruttare i beni delle altre appropriandosene con ogni mezzo, per il proprio vantaggio, proprio come fanno gli uomini individualmente e ipocritamente. Negare. Negare. Negare. Negare perché l'Ego si infastidisce a conoscere gli atti immorali. Anche i bambini si vergognano delle malefatte per ottenere vantaggi insperati. Nelle società organizzate, gli "organizzatori", si occupano di nascondere le malefatte agli occhi dei cittadini organizzati. È ciò che succede in tutte le fasi di sviluppo (febbri infantili) delle società: si fa avvenire tutto all'oscuro dei meno attenti, che sono i più. Si potrebbe dire che, oggi, lo schieramento di opposizione a quello berlusconiano sia d'accordo con la "medicina" che Berlusconi, in Italia ed altri nel mondo, sta propinando agli italiani, per indurli ad adeguare il proprio atteggiamento nei confronti dei frutti prodotti dalle nuove coltivazioni introdotte con le nuove tecnologie. La situazione si sviluppa da questo concetto: una coltivazione tira l'altra, le coltivazioni sviluppano tecnologie, le tecnologie incrementano le tecnologie che incrementano le coltivazioni le quali incrementano i frutti che sviluppano i consumi, i quali richiedono consumatori che sviluppano le fantasie ... che caos? È meglio un momento di "repressione" per chiarire la situazione. Gustavo Zagrebelschi, docente costituzionalista. Il satellite artificiale, per le telecomunicazioni, che ritrasmette in Italia le trasmissioni radio ha un nome molto significativo: " Hot Bird (birth) 2 " che tradotto in italiano diventa "doppio cazzo in culo". È proprio il senso che ha l'utilizzazione dei mezzi di informazione nel mondo, oggi. Massimino jisdi@tin.it Meda, 21/12-09 la legittimazione sfruttamento della stupidità La legittimazione di qualsiasi comportasmento, anche stupido, dell'individuo conduce alla mala educazione ed alla convinzione che tutto sia lecito. L'individuo male educato sfrutta anche la stupidità umana e quindi rafforza la legittimazione per qualsiasi comportamento dell'individuo, specialmente se stupido. Questo è il meccanismo che ha reso possibile la situazione culturale dell'attuale società. E' vero che la natura del mondo è in continua evoluzione, specialmente a causa dell'azione dell'Uomo, e l'individuo deve essere messo a confronto crudele con i nuovi meccanismi relazionali che si determinano ma questa teoria non deve essere l'alibi per per "il reato di circonvenzione d'incapaci". Paradossalmente, questa situazione culturale pone un grave interrogativo circa il concetto di Democrazia, nel senso che essendo il cittadino in stato di mala educazione può non essere democratico o in possesso di capacità democratiche. Massimino jisdi@tin.it Rocca 19-12-09 il rapporto maschio femmina 09 Alcuni maschi impollinano la femmina, altri si prestano alla femmina che vuole impollinarsi. A volte, la femmina, vuole essere impollinata, a volte vuole farsi impollinare. È la natura dell'Uomo! Egli spesso ama farsi portare per mano: non ama assumersi le responsabilità. Il mondo è di chi frega. Chi non frega resta fregato! Massimino jisdi@tin.it Rocca 19-12-09 il senso della vita 09 Vivere vuol dire partecipare alla vita della Natura. Inserirsi nel proceso naturale della Vita: nascere, crescere, relazionarsi con gli altri, rigenerarsi, rimanere a disposizione della Natura. Massimino jisdi@tin.it Meda 5/10/09 Psicologia l'uso dei meccanismi psicologigi Se asserisci di conoscere certi meccanismi psicologici e non mostri di sapere che essi possono generare altri comportamenti, magari contrapposti a quelli che citi, fai la figura dell'approfittatore se non quella dello stupido. Massimino jisdi@tin.it Meda 1/10/09 Libertà il neonato è libero? Le conoscenze dei primi anni di vita, dell'Umo, costituiscono "il bagaglio di risorse di base" ritenute Risorse Naturali, cioè inalienabili giacché non si è dovuto faticare per ottenerle. (oggi non più) Dal "boom economico" italiano, degli anni 50 e 60, in poi non è più vero perché il neonato cresce in un ambiente artificiale e dipendente dalle risorse accumulate e stratificate nelle culture umane. In particolare la seconda metà del Secolo Ventesimo è stato un periodo in cui le conoscenze umane hanno avuto un accrescimento così elevato che può essere paragonato a quello avuto durante molti secoli passati. Il tempo intercorso tra una conoscenza e la successiva è stato praticamente zero rispetto al tempo necessario all'Uomo per metabolizzare le conoscenze e quindi acquisire le capacità per conviverci. Non avendo il tempo per metabolizzare le conoscenze, lo stesso scopritore, che ha concepito la conoscenza, non ha avuto il tempo di "impadronirsene" per essere in grado di controllarlo e di conseguenza è rimasto travolto, insieme agli altri, dalla conoscenza stessa, finita nelle mani che l'anno usata come un arma nei confronti del resto del mondo. La constatazione è confermata dall'analisi di tutte le conoscenze umane, non solo qualcuna in particolare come la dinamite o la bomba atomica. Anche la non nuova psicologia umana, ingnota ai più, viene usata come una bomba atomica (avendo gli stessi effetti), alla luce delle nuove possibilità offerte dalle moderne tecnologie telematiche. Il peggio, tra laltro, è che anche il singolo individuo cerca di sfruttare le nuove conoscenze, credendosi competente, facendo spsso e volentieri il favore degli altri. In proposito viene in mente un motto attribuito, nei tempi giovanili, a Maohtze Thung , secondo cui quando sei in trappola non agitarti, faresti il favore del nemico. Conseguentemente concludo che non bisogna mai accettare il campo di battaglia del nemico bensi costringerlo a scendere nel tuo campo, persino il calcio usa il fattore campo. Oggi la nostra società vive le contraddizioni e le conseguenze derivanti dalla mancata padronaza, da parte dei singoli, delle conoscenze acquisite dall'umanità e messe in esercizio proprio perché è palese la disparità di padronanza tra il singolo e le organizzazioni, di qualsiasi grado, dal bene al malaffare. Massimino jisdi@tin.it Meda 1/10/09 libertà o acqua calda il neonato è libero? L'uomo nasce libero ma ben presto incomincia a sentirsi stretto nell'ambiente in cui cresce. Convinto di conoscere tutto, cerca o si inventa cose nuove. Solitamente scopre l'Acqua Calda correndo sempre il rischio di annegarci, ignorando che gli altri hanno capito la sua svista. Massimino jisdi@tin.it Meda 25/09/09 la donna e la politica la politica nel rapporto Uomo Donna L'arte del medico di tenere il paziente all'oscuro dei meccanismi bioligici delle cure mediche è, ed era, propedeutica alla guarigione del malato perché l'organismo umano "sereno", benchè ignaro, è più libero di attivare le funzioni biologiche che governano il suo stato. Questa teoria è propria dell'umanità, dalla notte dei tempi, e la ritroviamo maggiormente nell'indole femminile, in tutti i suoi atteggiamenti. La Maternità. Anche nel maschio è presente questa forma liberatoria dell'"organismo" umano ma applicata per un fine meno naturale della Donna: la Politica delle Relazioni. Con il dilagare dell'"informazione", specialmente in Italia nel Dopo Seconda Guerra Mondiale, le persone hanno incominciato a pensare che il "vivi e lascia vivere" fosse una pratica vecchia ed oscurantista e quindi si è voluto "svelare" i retroscena dei pensieri umani di ogni natura, svelando i dogmi e mettendo al bando le "inibizioni". Altro risultato deleterio di questa informazione caotica è stato il credere, da parte di ogni individuo, di essere onniscenti ed onnipotenti, abbandonandosi ad ogni decisione, indipendentemente dalle reali competenze possedute. Naturmente, come è nella natura delle cose del mondo, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale è contraria, di contrasto e neutralizzazione. Così è avvenuto al culmine dell'atteggiamento onnipotente del cittadino italiano, e non solo: è stato riadattato il vecchio atteggiamento dell'arte del medico per porre rimedio alla pratica diffusa della presunta onnipotenza dell'individuo, in ogni campo dello scibile umano. Tutto ciò che succede oggi, nel campo dei rapporti umani, è frutto di questo meccanismo di rincorsa dell'azione e della reazione conseguente. Confidando nella completa assenza di onnipotenza nell'individuo umano, l'intraprendente applica il saggio cinese dell'attesa del cadevere del nemico, lungo il fiume. La tecnica dell'intraprendente mi fu insegnata da mio padre mentre imparavo ad arare con l'aratro tirato dai buoi: sfruttare la dinamica dell'aratro sottoposto alla trazione. Anziché sollevare di peso l'aratro per manovrarlo: basta imporgli i limiti adeguati per farlo finire dove si vuole. Con il crescere, nel tempo dell'informazione caotica degli anni Sessanta, questi insegnamenti sono stati messi da parte come inadeguati alla modernità e quindi desueti. Ma questa soluzione non è stata adottata dagli intraprendenti che avevano imparato la pratica del cinese lontano dagli aratri. Loro l'anno rivalutata e riadattata alla nuova situazione, negli anni Settanta. Ed eccoci giunti al vecchio metodo di far dormire il cane! Oggi il successo si coglie nel mare delle negligenze individuali degli uomini che lasciano una infinità di occasioni da sfruttare a proprio vantaggio e, qualche volta, per indirizzare il corso dell'evoluzione umana. Questa presunzione di onnipotenza, già presente in una indagine del CorSera nel 2001 a proposito del voto dei giovani, è pericolosa per la Democrazia, che si basa sulla volontà del Popolo. Se questo popolo esprime una volontà derivante da una presunta competenza, come l'onnipotenza, rende la Democrazia nociva per il benessere delle società e quindi va, quantomeno, accontonata momentaneamente. (Dittatura) Naturalmente, sempre come in tutte le cose del mondo, si fa ma non si dice: bisogna praticare l'arte del medico che "seda" il malato per condurlo alla guarigione. Il politico seda la popolazione per evitargli di nuocere a se ed agli altri. Massimino jisdi@tin.it Meda 19/09/09 L'utopia della emancipazione L'emancipazione: la contraddizione nella speranzal'Utopia L'emancipazione consiste nell'attribuzione di competenze a chi non le ha ancora acquisite dando per certo che l'acquisizione avvenga. L'emancipazione, per certi versi, è come la patente: un riconoscimento ufficiale nella convinzione che possa diventare sostanziale. Quando l'emancipazione si applica ad ogni competenza diventa una Utopia perché non sempre si realizza la competenza sostanziale, a seguito del riconoscimento ufficiale. La speranza nel giovane Uomo si basa sullo stesso proincipio. Si presume che il giovane Uomo sia pieno di voglia di vivere e quindi di Vita, ecco perché si confida nelle sue possibilità concedendogli parecchie "emancipazioni". Giunti ad una certa età si chiede il conto al giovane Uomo e lo si carica di responsabilità. L'emancipazione, evidentemente, è la prima fase di un processo di crescita che necessita di una verifica approfondita. Massimino jisdi@tin.it Meda 16/09/09 il Pensiero emotivo il Pensiero emotivo e l'Istinto L'atto istintivo è un atto incosciente nel senso che non è frutto di una elaborazione di informazioni coscienti. La "Elaborazione BioChimica" è un processo chimico che produce modificazioni a livello dei neuroni inducendo una conclusione finale costituita da un atto del tutto equivalente a quello derivante da una elaborazione razionale e cosciente. In altre parole uno stesso atto può derivare sia da una "Elaborazione BioChimica" che da una elaborazione razionale. La "Elaborazione BioChimica" è un processo equivalente alla Elaborazione Analogica di vecchia memoria scolastica: una elaborazione dei fenomeni elettrici (da elettroni) attraverso i relativi parametri fisici, in tempo reale e che si concluda con la produzione di un altro fenomeno elettrico come effetto finale. L'Elaborazione Analogica consiste nella valorizzazione dei fenomeni elettrici, prodotti dai processi elettrici, sfruttando le risposte che i vari corpi elettrici hanno se sottoposti a sollecitazioni elettriche. Le cellule organiche sono come i "materiali elettrici": hanno proprie risposte alle sollecitazioni ambientali e quindi producono varie valorizzazioni chimiche che inducono ulteriori processi che sfociano in atti comandati dal sistema nervoso. Massimino jisdi@tin.it Meda 16/09/09 le Paure e oltre le Paure e le capacità mentali Avevo percepito il tuo pensiero ma mentre lo assecondavo ho bubitato della mia percezione. Scusami per averti pensata così terrena. Scusami per essermi sentito così vicino da poterti toccare. Ho pensato che il tuo sogno fosse diverso. Più alto. Più adeguato alla tua statura meritevole, maestosa e accogliente. Un surrogato sarebbe stato inadeguato, offensivo. Massimino jisdi@tin.it Meda 15/09/09 le verità La "forza" Rotondi (ministro della Repubblica Italiana) non è solo deleteria per il Sistema Mondo ma anche inutile. È un riempitivo. Il quanto basta nelle medicine. Tale Rotondi (ministro della Repubblica Italiana): un lupo che bela, un serpente che ti lecca la mano. Descrive la natura, del mondo, come un contenitore di entità che convivono e concorrono coscentemente un unico scopo. Una pretesa di per se offensiva ma ancora peggiore se si considera che lui pensa di essere convincente. Insomma, il principe rappresentante della teoria secondo cui Cristo è morto di freddo. Ogni cosa del mondo è una forza che concorre alla costituzione del Mondo. Le forze costituenti un sistema sono tali se e solo se sono indipendenti le une dalle altre, in ogni loro parametro oltre l'origine. Le loro risultanze sono ignote alle forze stesse. Nel momento che una forza fosse cosciente dell'effetto della sua azione, coscienza di se, la governerebbe, modificando la sua entità e quindi l'obiettivo del sistema. Il risultato di questo meccanismo, esteso a più forze, è il Caos. L'evoluzione del Sistema è una risultanza delle azioni impresse dalle forze, secondo le loro nature, al sistema stesso. C'è una continua interazione tra le forze che determina una evoluzione delle stesse forze a causa dell'influsso delle une rispetto alle altre e che porta all'esaurimento di talune a vantaggio di altre all'interno del sistema, ed infine alla costituzione di un'ultima forza che determina l'evoluzione del sistema, percettibile al suo esterno. La Coscienza di Se è deleteria per il sistema perché non non è un dato logico. Sarebbe la barzelletta del tizio che si accovaccia sul muretto per defecare per poi saltar giù per vedere l'ano nell'atto di chiudersi. E' il colmo della velocità ma anche dell'essenza delle cose. Il meccanismo sarebbe come se il palo, messo a sotegno e guida della piantina, seguisse l'azione del vento o della crescita della stessa piantina. Non sarebbe più un palo! Il pulcino, che vuole essere più grande dell'uovo, finisce col romperlo. La presenza del DNA nella celula non e Coscienza di Se, anche se si dice che il suo futuro è scritto nel DNA. Ma anche se fosse sarebbe l'eccezione che conferma la regola visto che l'evoluzione del sistema uovo è l'estinzione dell'uovo stesso. E poi, la celula non sa di avere il DNA. La "forza" Rotondi (ministro della Repubblica Italiana) non è solo deleteria per il Sistema Mondo ma anche inutile. È un riempitivo. Il quanto basta nelle medicine. Massimino jisdi@tin.it Meda 15/09/09 le Paure Tutti abbiamo avuto paura del buio , da piccoli. Tornando con la memoria a quelle sensazioni paurose possiamo ritrovarne le nature, insensate, ragionevoli o irreali che siano. Racogliamole e cataloghiamole. Anche se non ci sembrano proprio quelle che percepivamo al momento. Riflettiamo sul catalogo delle ragioni, che ricordiamo, delle nostre paure: tutte generano dalla nostra incapacità di gestirle. Ma quante cose o idee non riusciamo a gestire? Tante! Una fra tutte le religioni. Gli adulti, i nostri genitori, a cui chiedevamo aiuto ci "curavano" convincendoci che quelle sensazioni erano infondate ed irreali. Noi così abbiamo fatto, in una maniera o in un'altra. Quella pratica, a lungo andare, ci faceva perdere la sensibilità nella percezione dell'ambiente e quindi, evento non percepito equivale ad evento inesistente. Ma siamo sicuri che quegli eventi che stimolavano il nostro cervello fossero inesistenti? Quale era il meccanismo biochimico che produceva quei pensieri paurosi? Un errore del nostro sistema nervoso? Non credo, anche se il nostro sistema nervoso l'abbiamo educato o formato, in un certo senso. La formazione e l'educazione del nostro sistema nervoso, in generale, consiste nel costruire dei ragionamenti, coerenti con la realtà, per ogni sensazione. La trascuratezza della sensazione è una scappatoia che usiamo visto che non troviamo il ragionamento per gestire la sensazione. Di sensazioni difficili da gestire ne conosciamo tante e bene o male tutti abbiamo trovato un ragionamento (programma) per gestirle. Chi ha trovato il raggionamento gestionale più valido si trova meglio in quelle circostanza rispetto a chi ha trovato un ragionamento meno valido. Quante sensazioni abbiamo trattato come le paure infantili? Quante sensazioni abbiamo perso, come quelle che generavano le paure infantili? Quanti comportamenti o metodi di riflessione abbiamo imparato prima di nascere? Quali sono, eventualmente, i meccanismi che che ci hanno fatto apprendere i metodi di riflessione cosiddetti innati? A queste ed altre domande possiamo e dobbiamo rispondere! Massimino jisdi@tin.it Meda 05/08/09 il tempo Libero l'Uomo alle prese con l'assenza di necessità Primarie Le necessità primarie, come tutti le abbiamo conosciute fino alla metà circa del Ventesimo Secolo, sono quelle necessità che attengono alla "vita" biologica dell'Uomo: il mangiare e bere, ripararsi dalle intemperie atmosferiche e qualche altra necessità relativa ai mezzi per il soddisfacimento dei primi due. Fino alla metà del Ventesimo Secolo queste necessità assorbivano la maggior parte delle risorse individuali dell'Uomo, lasciando poco spazio per eventuali ulteriori soddisfacimenti, detti del tempo libero. La differenza delle risorse proprie, tra gli individui, fa si che alcuni abbiano un rendimento produttivo superiore agli altri e quindi un maggiore residuo di risorse utilizzabile nella risorsa "tempo libero", anch'essa maggiore. Questa circostanza ha fatto si che il Tempo Libero sia diventato sinonimo e simbolo di ricchezza, potere, successo, capacità ed altro che comportava una rincorsa sfrenata alla ricerca delle risorse che aiutavano ad accrescere il Tempo Libero, inteso come residuo di risorse dopo il soddisfacimento delle esigenze primarie. Le esigenze primarie non sono uguali per tutti: c'è chi si accontenta di mangiare, bere e vestirsi, chi vuole anche la casa e chi la vuole più bella delle altre. Anche in questo c'è La Misura. C'è il parsimonioso e lo spendaccione, il tirchio e lo sprecone, il "barbone" ed il dignitoso e tanti altri termini di confronto, tutti miranti a gestire i diversi metodi di reperimento delle risorse per il conseguimento del Tempo Libero che resta pu sempre una risorsa rara come l'oro. Massimino jisdi@tin.it Meda 05/08/09 l'Alzeimer L'Alzeimer è tutto ciò che la medicina ha diagnosticato ma anche ciò che attiene alla prevenzione di questa malattia. Se solo si medita sulla natura e la dinamica delle cellule nervose non è difficile concludere che la riduzione del numero delle cellule nervose nel cervello, natura dell'Alzeimer, è dovuta alla mancata generazione delle nuove cellule nervose in sostituzione di quelle che muoiono, come avviene per tutte le cellule del nostro organismo. Se ci chiediamo cosa stimola la generazione delle nuove cellule nervose finiamo dritti sulla natura del pensiero: che cos'è? Che rapporto ha con la ragione e l'emozione? Massimino jisdi@tin.it Meda 03/08/09 il Fumo il sale della vita!? Mi manca qualcosa, sono insoddisfatto, incompleto ... ci manca solo una sigaretta! Il fumatore è quello insoddisfatto di ciò che la Vita gli da, è critico di se stesso e comunque insoddisfatto di quanto fa per tanto o poco che sia. La ripetizione del "si può fare di più" nonostante il massimo che si può chiedere alla Vita. Il segno che qualsiasi cosa tu abbia realizzato è sempre meno di quanto tu possa realizzare. Simbolicamente è sintetizzato dalla sigaretta. Massimino jisdi@tin.it Meda 25/07/09 il bar del Parlamento Quante storie raccorta!? Non lontano dal ristorante, ma neanche troppo vicino, c'è il Parlamento della Repubblica. I parlamentari trovano accogliente, comodo ma poco affollato quel ristorante e quindi discreto. Il lavoro non manca nel ristorante di Via S.Maria al 16. Il Caposala nella sua eleganza accoglie i clienti scambia qualche convenevole per carpire le loro aspettative ed offre loro il tavolo migliore per loro intrattenimento. I camerieri in elegante divisa ed istruiti a dovere svolgono il resto del servizio alla clientela. Sempre pronti, a distanza di rispetto, a cogliere e soddisfare i desideri dei clienti. Sono personalità importanti i loro clienti: politici molto in vista che richiedono la massima riservatezza negli intermezzi dei lavori parlamentari. Pur coscienti della delicatezza delle vite che si svolgono intorno a quei tavoli non riescono a dimenticare tutto dopo il lavoro. Si arrovellano a cercar di capire ciò che sentono e vedono ma finiscono quasi sempre col concludere che quelle persone sono come minimo strane. Un giorno capita lì il Cavaliere stranamente da solo. Non ha particolari esigenze e si accomoda ad un tavolo non prorpio nascosto. Di lì a poco tempo ecco entrare il Baffetto. C'è con lui un amico ma lo saluta prima di entrare: è solo oggi? Domanda il maetre. Si. Mi voglio rilassare un po'. Risponde vago il Baffetto. Mentre si guarda intorno scorge il Cavaliere, solo al tavolo, e gli si avvicina per salutarlo. Con chi sei? Domanda il Cavaliere. No. Sono solo. Risponde il Baffetto. Se non ti da noia puoi farmi compagnia. Dice il Cavaliere. Ma che dici? Riprende il baffetto, mentre si accomoda. I due si mettono a parlare in attesa del cameriere per l'ordinazione. Il cameriere si avvicina a loro aggiustando le sedie ai tavoli che trova lungo il tragitto, per dar modo ai clienti di accorgersi del suo arrivo. Ma i due non si avvedono dell'arrivo del cameriere che, suo malgrado, li interrompe con la sua presenza, mentre il Baffetto sta dicendo al Cavaliere: "ti farò parlare con il compagno che si occupa di Comunicazione, da noi". I due ordinano degli assaggi consigliati dallo Cheff, anche lui con baffi e pizzo, e riprendono il dialogo, mentre il cameriere si allontana. Entrano insieme il Cavaliere e l'esperto di comunicazione della colizione avversa. Il maetre li saluta cordialmente e, rivolto al Cavaliere chiede: in cosa posso servirla? Il Cavaliere, premuroso, risponde no grazie: era giunto il Signore prima di me. Indicando l'esperto di comunicazione della colizione avversa. Sentitosi oggetto della discussione, l'esperto di comunicazione della colizione avversa, si intromette invitando il Cavaliere a fargli compagnia visto che erano entrambi soli. Il cavaliere accetta esi avviano al tavolo seguendo il maetre. ... ma cavaliere era in compagnia di ... Non ci crederai ma mi ha dato un sacco di suggerimenti. Devo modificare il mio programma. ... cosa faceva il Cavaliere conte? Abbiamo concordato di avere un atteggiamento rigoroso in tutta la campagna elettorale. Massimino jisdi@tin.it Meda 19/06/09 l'inquinamento elettromagnetico che cos'è? In un esercitazione di fisica, al terzo anno di frequenza della scola di Avviamento al Lavoro: l'equivalente della scuola media inferiore attuale, sperimentammo praticamente il magnetismo osservando il fenomeno prodotto da una elettrocalamita, fornita dal padre del mio compagno di banco Fiorucci Sergio che faceva l'operatore di proiezione in un cinema. Il dispositivo era composto anche da un trasformatore elettrico che ci fu spiegato dal Fiorucci ma solo qualche anno dopo scoprii che ci aveva detto il vero, anche se il minimo necessario. Questo aneddoto contiene gli elementi fisici che sono alla base dei presupposti per accampare le teorie sull'inquinamento elettromagnetico. Per la cronaca, al tempo conobbi anche il "forno a microonde" che era usato per il raffinamento degli acciai speciali, era un forno elettrico a radiofrequenza denominato Forno Thompson. Successivamente ho ritrovato lo stesso forno per il raffinamento delle barre di silicio nella produzione dei semiconduttori. Adesso uso il forno a microonde per scaldare il latte per lla colazione. La meditazione su queste conoscienze e le mie esperienze nel campo delle trsmissioni radio, mi porta all'interrogativo su che cos'è l'inquinamento elettromagnetico. In particolare le tribolazioni agli strumenti di laboratorio e sui tetti con le dimensioni, le forme e le direzioni delle antenne mi mettono in notevoli confusioni sull'entità dell'inquinamento. Ma l'idea che quel segnale, che era sempre troppo debole per la mia radio o che la faceva frusciare quando passavo sotto le linee elettriche ad alta tensione, sia cancerogena mi intriga moltissimo. E' vero che in zone densamente popolate i radiotrasmettitori sono numerosi ma è anche vero che le alte frequenze di lavoro dei trasmettitori della rete dei celulari è dell'ordine di milione di volte superiore di quella a cui lavorava il trasmettitore della mia radio ad onde medie, che mi ha fatto tanto tribolare. Se è vero che alle alte frequenze le trasmissioni migliranoin rendimento è desumibile che il millione di volte, che separa le trasmissioni dei celulari da quelle delle radio ad onde medie, sia anche il rapporto tra le potenze dei due segnali trasmessi. Se alla mia radio ad onde medie occorreva qualche millivolt per ricevere le trasmissioni, al mio celulare ne dovrebbero bastare pochi nanovolt. A tutto ciò bisogna aggiungere le tribolazioni per ,le dimensioni e le forme delle antenne che diventano sempre più critiche al crescere della frequenza. Più ci rifletto più vado in confusione! Massimino jisdi@tin.it Meda 19/06/09 l'Amore coniugale cosa l'ha reso così grande? Ad un certo punto della mia vita sentimentale ho trovato che il sentimento amoroso che mi legava alla Donna, che amavo, era qualcosa di più che la solita attrazione sessuale. Il sentimento sessuale era diventato il pilastro di supporto di un insieme di fattori che, alla fine delle riflessioni che inducevano, risultava esserre il senso della Vita. Il legame tra noi era costituito dalla comunanza di quei fattori sentimentali percepiti come pienezza del sentimento amoroso, costituendo un Progetto di Vita in comune: la Famiglia. Oggi all'esaurimento di quel Progetto di Vita sembrano svaniti nel nulla tutti quei fattori, come se fossero delle illusioni per persone in cerca di motivazioni. Una sensazione sgradevole che induce vari comportamenti: dalla negazione della realtà alla surroga con altri progetti, che, però, risultano essere precari e fittizi a causa della loro natura artificiale ed il loro scopo supplettivo. L'unica consolazione viene alla fedeltà, al progetto esaurito, per le eventuali rifiniture ed aggiustamenti, che comunque non bastano per riempire il vuoto. Massimino jisdi@tin.it 24/03/2009 14.34.18 la questione giovanile La storia che che bisogna dare spazio ai giovani è una favola ad esclusivo vantaggio dei truffatori deglli anni Sessanta e di oggi. Massimino Massimino jisdi@tin.it 21/03/2009 9.27.56 La ginnastica delle Elementari La ginnastica che ci facevano fare alle Elementari (1953 - 1959) era, in ultima analisi, di derivazione Joga. A chi pensa che sia una affermazione strampalata, dico che basta cercare un senso all'attività ginnica fatta tra i banchi di scuola e si scopre che è possibile muoversi in quelle condizioni, solo se si fa molta attenzione ai movimenti: si medita su ciò che si sta facendo. Non è solo una battuta scherzosa sulle ristrettezze di mezzi dei nostri genitori bensì un esempio del "fare di necessità Virtù". Certo, oggi chi "va a Joga" ha il tappetino, uno spazio maggiore del necessario (solitamente), la musica che favorisce la meditazione ed una maestra, specializzata, a pagamento. I nostri genitori non avevano tutti questi mezzi e non gli dissero che gli orientali praticavano qualcosa di simile forse per non sminuire "lo Spirito Italico" ma analizzando i fatti non si riesce a smentire la mia tesi. Massimino jisdi@tin.it >Meda 06/03/09 il Fumo Che Piacere!? Che piacere! Mela godo, tutto e tutta, come voglio. Non osserva, non critica ne si lamenta, la scuoto, la rigodo. Me lo godo. Ha un sapore strano, nuovo, originale. Un sapore ... da grande, sono di loro. Con le stesse prerogative, gli stessi diritti. Il fumo. Mi tocco, mi pizzico ... esisto. Sono. Lo assaporo, lo "respiro", sono! Da solo, con esso. Gli altri non contano, non servono, esistono ... e basta. Li sento, li ascolto, gli rispondo ma quel sapore, di più, conta. Me la rigiro, la scuoto, la riassaporo, ... finchè ho voglia. Io, posso. Non devo conquistare nulla, le ho comprate. Sono mie. Me le fumo. L'oggetto inanimato del piacere, inconscio ed inconfessato. Perché inconfessato? Non mi piace? Me ne vergogno? Massimino jisdi@tin.it Meda 20/02/09 L'attualità I Pensieri emotivi Mi ossessionano i fatti, politici, accaduti negli ultimi vent'anni e riconfermati dagli ultimi eventi nel Partito Democratico, con le dimissioni di Veltroni e la sostituzione con il suo vice Franceschini. Mi risuona nella mente la frase del capo della coalizione avversa, Berlusconi, che dice di aver sconfitto 7 Capi della su opposizione. Cerco di fare i conti e scopro che in questi vent'anni solo Prodi e Rutelli hanno concorso con lui nelle Elezioni Politiche. Però se aggiungo ai due i segretari del principale partito della coalizione del CentroSinistra si arriva a sette con la sconfitta del neoeletto Franceschini. A Berlusconi è stato detto di tutto. Dal ladro all'imbroglione al falso in quasi tutti gli atti umani. In risposta lui ha dato del demente ai magistrati italiani, a cui tra l'altro ha chiesto la medaglia come riconoscimento per aver fatto il bene della Patria. Si è tentato di condannare Berlusconi in molte circostanza ma nessun giudice è riuscito a proclamare la condanna anzi, successivamente sono finiti in galera molti di quelli che lo accusavano. Mi sembra di vivere in un romanzo di Cafka. Non c'è verso di sottrarsi alla cattiva sorte: ogni tentativo per sfuggirgli si ritorce contro il perseguitato. Sembra tutto un incubo! Sorge un dubbio: il centrosinistra stà agendo contronatura, in una impresa impossibile, sbagliando anche azioni, oppure i dirigenti della coalizione sono alleati della malasorte? Sembra che non si riesca ad uscire dal circolo vizioso in cui si continua a rimediare con errori agli errori commessi, per mantenere fede ad un principio assurdo per le circostanze reali: se le regole per il trasbordo di capra e cavoli all'altra sponda obbligano ad una serie infinita di traversate cambiamo le regole! Se mantenere un certo stile di formazione dei Quadri Dirigenti non rende cambiamo stile. Da diversi decenni, parlando di organizzazione del lavoro, si ragiona per Obbiettivi. È possibile eleggere un dirigente a Tempo Determinato? Se fosse possibile, si deve redigere un capitolato di obbiettivi da raggiungere, si fa la gara di appalto, congresso, e si affida l'appalto al vincitore. Ottobre 2007 viene eletto Veltroni con le Primarie. Il programma prevedeva il Congresso Fondativo in ottobre 2008. Nulla di fatto? Si rescinde il contratto di appalto con il Segretario! Non si deve aspettare che le circostanze gli cancellino le colpe e le mancanze. Se ciò avviene vuol dire che c'è complicità all'interno dell'organizzazione nel boicottare i programmi di sviluppo! Massimino jisdi@tin.it Meda 7/2//09 l'emotività I Pensieri emotivi Le conclusioni di un qualsiasi ragionamento vengono assunte come affidabili perché tratte dall'elaborazione di una serie di dati coerenti con la questione posta. I dati sono forniti dalla realtà delle cose e le logiche di elaborazione sono matematicamente valide e incontrovertibili. Sia i dati che le logiche sono concetti verificabili perché derivano da fatti reali e ripetibili e ben chiari nella nostra coscienza. Le sensazioni sono conclusioni derivanti da dati che non conosciamo distintamente ne riusciamo a quantificare. Inoltre le logiche di elaborazione sono completamente ignote perché sono quelle del nostro sistema sensoriale che ci è oscuro. Difronte ad una sensazione abbiamo sempre il dubbio se è affidabile oppure no. I fatti che la seguono ci diranno se la sensazione era "logica" oppure infondata. Con l'esperienza, qualcuno, riesce a catalogare le sue sensazioni e quindi quantifica, sempre a sensazione, il rischio. Ritenendolo sopportabile, o gestibile, assume la sensazione come affidabile, e corre il rischio. Se noi cerchiamo di determinare l'affidabilità di una sensazione scopriamo che bisogna considerare una serie infinita di ipotesi, da queste desumere quelle coerenti, di queste prendere quelle coerenti con le circostanze di applicazione della sensazione e quindi concludere che si possa "correre il rischio". In questo esercizio, l'umanità, si è sempre scontrato con le seguenti questioni. - La mole di dati - L'affidabilità, del nostro sistema sensoriale è ineguagliabile. Il nostro sistema sensoriale lo usiamo fin dal concepimento ed alla nascita ci permette di superare ogni difficoltà, o quasi. Esso si è sbagliato talmente poco che noi riteniamo ragionevole seguire le indicazioni del Cuore, anche perché a lunga scadenza risultano le più valide, molto spesso e in questioni basilari, importanti. Tutto questo però deriva dalla nostra esperienza di vita che solitamente, per la gran parte, risiede nel livello inconscio del nostro sistema nervoso e perciò indisponibile nella sfera razionale, se non in pochissime circostanze, quando ci si "accende la lampadina", ci viene l'Idea determinante. Cos'è successo? Il nostro sistema razionale si è liberato dalle costrizioni della ragione ed ha elaborato con ordine biologico molto simile a quello del sistema sensoriale, per cui i livelli di elaborazione si sono uniformati e sincronizzati rendendo possibile il passaggio delle risorse possedute da un ambito all'altro. Ecco la Lampadina! Purtroppo le ragioni e le circostanze in cui si determina la sintonia tra i due livelli del sistema nervoso non sono molto osservate e quindi quasi ignote. Inoltre il nostro sistema sensoriale è capace di affrontare le questioni "serie", quelle connesse all'essenzialità della natura: molto stabili, ripetitive e con coerenza certa in "ogni tempo e luogo". Le questioni razionali sono cambiano rispetto al tempo ed ai luoghi in cui si pongono, per cui occorre applicare logiche e metodi appropriati e quindi diversificati per la loro analisi. La razionalità e l'unica comunanza tra questi metodi. - La velocità di elaborazione, del nostro sistema sensoriale è inaudita. Tenendo presente le argomentazioni dell'affidabilità si può indagare il meccanismo di elaborazione del nostro sistema sensoriale. Il primo aspetto che è la natura dei dati: essi sono stabili e di semplice catalogazione. I più noti sono quelli raccolti dai nostri cinque sensi ma se ipotizziamo delle combinazioni tra essi desumiamo comunque dati stabili per categorie certe, derivanti dal numero finito dei sensi. Viene in mente la stenografia. Stante la stabilità e la catalogazione di questi dati è possibile attivare una sorta di "compressione dati" che permette di limitare il numero di operazioni necessarie per trarre le conclusioni. I nostri modi dire: è intuitivo, istintivo, è logico!, è evidente!, naturale!, immediato ecc.. Sono tutti aggettivi per indicare la istantaneità, la certezza e l'affidabilità delle conclusioni a cui si arriva. La catalogazione dei dati sarebbe la chiave per renderli utilizzabili dal "nostro sistema sensoriale" e quindi velocizzare l'elaborazione e migliorane l'affidabilità potendo utilizzare le "Biologie" di elaborazione. - L'affidabilità delle logiche di elaborazione - I termini, le tabelle, di riferimento L'esercizio ha subito sempre un gran numero di sconfitte che hanno consigliato sempre di evitare l'affidamento alle sensazioni, se non in casi marginali o di evidente assenza di altre conclusioni.. Le tecnologie odierne aiutano a superare le difficoltà appena esposte e quindi, con le dovute attenzioni, è divenuto possibile "razionalizzare" le sensazioni. Massimino jisdi@tin.it Meda 7/2//09 l'emotività pretende comprensione Emotività è anche pretendere comprensione dagli altri senza chiederla. Il carattere emotivo è spesso taciturno e con convinzioni inviolabili ma volutamente taciute. Allo stesso tempo pretende che tali convinzioni siano conosciute perché ritenute naturali e quindi ben note. Da per scontato che le proprie sensazioni siano universali. Si arrabbia quando, ascoltando una notizia alla TV, qualcuno gli cambia canale e tarda a ripristinarlo. Può diventare improvvisamente ed inspiegabilmente violento. Massimino jisdi@tin.it 05/02/2009 0.10.39 le Certezze Ognuno ha le proprie certezze. Esse sono acquisite nei primi momenti di Vita, siano essi giorni mesi o anni. Successivamente ci sono verifiche ed aggiustamenti che caratterizzano l'intera esistenza e si riassumono nella continua ricerca di conferme, e negazioni. E' il travaglio della Vita che va vissuta senza timori, coraggiosamente e con ragionevole e vigile determinazione. Gli altri e l'ambiente sono gli alleati ed al tempo stesso i mezzi tramite i quali si realizza il travaglio, che, tra l'altro, è l'unica Vita. Massimino Massimino jisdi@tin.it Meda 24/01/09 l'emotività diminuisce al crescere della razionalizzazione dei comportamenti L'uso di espedienti estremi è praticato dagli individui a corto di argomentazioni, è l'atteggiamento tipico del bambino che, quando non viene accontentato, dice "allora io non gioco più" che pio significa anche non rispetto più le regole su cui ci si è accordati. Questi comportamenti sono molto deprimenti per le persone che li subiscono, provocando una crescente mancanza di stima verso chi li usa, sia perché denotano la carenza di argomanti (piccolezza d'Animo) sia perchè dimostrano la facilità con cui si ricorre ad espedienti estremi, offendendo l'intelligenza altrui. La sfera emozionale dell'Uomo è quella serie di Stati d'Animo che hanno origine da condizioni psicofisiche ed ambientali inconscie o comunque non compiutamente individuati dalla ragione. Questi Stati d'Animo però, se assecondati, producono quella serie di Conferme nacessarie all'Io per la sua naturale armonia esistenziale. Gli atteggiamenti emotivi, generalmente, sono sopportate solo da pochissime altre persone, quelle che trovano nella stessa persona altre emozioni apprezzabili o piacevoli che gli fanno perdonare quelle meno gradite. Generalmente le altre persone mal sopportano le emozioni altrui, per cui queste vanno limitate nei rapporti interpersonali, in genere. Al crescere delle relazioni interpersonali le persone sono indotte alla limitazione, sempre maggiore, delle proprie emozioni, sostituendole con atti ed argomentazioni sempre più razionali. Ciò produce una crescente carenza di Conferme-soddisfazioni che sviluppa frustrazione nell'individuo e molte forme di squilibrio mentale come la paranoia od altre, che attualmente ricomprendiamo nel concetto anglosassone di stress. Massimino jisdi@tin.it Meda 04/01/09 meditazioni > Il piacere produce Salute I fatti piacevoli della Vita confermano la validità della stessa, per cui inducono quei processi biochimici atti a determinarla nella sua naturale armonia, in quanto attivano il sistema neurovegetativo nel ruolo di controllo e cura del corpo umano. Quando, invece, si verificano fatti spiacevoli viene messa in dubbio la validità della vita e quindi mortificata, annullando le motivazioni, inconsce, a determinare i processi biochimici necessari per il naturale ed armonioso sviluppo della vita. La natura umana è naturalmente incline alla ricerca ed all'apprezzamento dei fatti che gli procurano piaceri, come il gatto sornione che cerca le carezze che gli fanno fare le famose Fusa. Questa maturale inclinazione per il piacere è risultata in contrasto con le molteplici attività che l'Omo Sapiens si è dato, nel corso del suo sviluppo, e quidi egli ha teso a reprimerle, per ovvi motivi di interesse economico, nel senso più ampio del termine. Questo meccanismo è alla base delle inibizioni che gli umani hanno, in particolare nei confronti delle attività piacevoli. Questa repressione, prolungata nel tempo, provoca il cosidetto "stres" perché limita i processi biochimici necessari alla naturale ed armoniosa crescita del corpo ed al mantenimento delle funzionalità nel tempo. Tutte quelle funzionalità che il sistema nervoso non riesce ad alimentare perché fuorviato dallo "stres" si manifestano come malessere ed addirittura con le classiche malattie. Le cosiddette "disintossicazioni" hanno valore proprio in quanto riescono a ripristinare il giusto controllo del corpo, da parte del sistema nervoso neurovegetativo. La medicina (classica ed "occidentale") interviene con l'immissione, nel corpo umano, delle sostanze chimiche carenti sopperendo alla disfunzione del Sistema Neurovegetativo ma nel contempo "normalizza" le disfunzioni e quindi atrofizza le funzioni di cura e controllo, che verranno a mancare anche per tutte le altre parti del corpo, controllate da quella particolare funzione, e che non si erano ancora ammalate: i cosiddetti effetti collaterali. Tutte queste complicanze si possono evitere con una attenzione razionale prodotta da uno stile di vita atto a contrastare un particoalre "stres" ma non sempre riesce a sopperire con completezza alla mancanza dei piaceri autentici e quindi spesso si trascurano gli stili virtuosi. Esistono molte pratiche umane capaci di limitare i danni provocati dall'assenza dei piaceri e la più importante sembrerebbe la religione ma l'applicazione individuale necessaria, per ottenere buoni risultati, le rendono dubbie e quindi non considerate dovutamente. Massimino jisdi@tin.it Meda 04/01/09 meditazioni la base dell'amore eterosessuale Uno degli aspetti importanti dell'innamoramento tra due persone consiste nel fatto che reciprocamente si provocano lo stimolo a fare. Entrambi gradiscono l'azione dell'altro, confermando la validità dell'intendo con cui l'altro aveva intrapreso l'azione. Il gradimento reciproco incoraggia l'intraprendenza, di entrambi nel fare, determinando un circolo virtuoso di crescita del gradimento e dell'intraprendenza, di cui giova il rapporto complessivo. Alla base di questo meccanismo c'è la gratificazione per l'apprezzamento, da parte degli altri, delle proprie azioni. Ll'Intelligenza diventa determinante, per non frustrare l'altro, quando l'apprezzamento reciproco è limitato a poche categorie del fare, oppure l'azione dell'altro è decisamente fuori luogo o maldestro. In questo caso si crea un pericoloso primo evento, di una serie, che conduce allo sfaldamento del Castello Dorato costruito nella prima fase dell'innamoramento. La limitatezza nell'apprezzamento delle categorie del fare fa da contraltare alla limitatezza dei desideri riposti nell'altro. Il rapporto interpersonale è sempre guidato dal rapporto dare-avere, che è un rapporto di interdipendenza. Più è alto l'offerta di soddisfazioni, dell'uno, più cresce l'apprezzamento dell'altro, che viene sospinto ad aumentare la propria offeta di soddisfazioni per ripagare le soddisfazioni ricevute. Più è alto il valore delle soddisfazioni ricevute più sarà alto lo stimolo ad offrire soddisfazioni all'altro. Di per se, questo meccanismo è stressante. Può finire di essere un circolo vizioso anziché virtuoso. Il pensiero più pericoloso è il rammarico per il costo, ritenuto elevato, di una soddisfazione ottenuta. Esso provoca la frustrazione per l'essere sproporzionatamente generosi nei confronti degli immeritevoli. La frustrazione per non essersi accorti di perseguire un desiderio ingannevole: per l'essersi ingannati. Il dubbio di aver perseguito un desiderio ingannevole, tra l'altro, è nella natura delle cose: dopo aver mangiato non si ha più appetito. Non è naturale, anzi è isterico, pensare ingannevole l'appetito: di aver avuto una soddisfazione di poca importanza, superflua. Il problema risiede nelle conseguenze, sgradite, di una soddisfazione. Il problema risiede nella separazione dei vari aspetti delle soddisfazioni: nell'errata interpretazione delle soddisfazioni. Quando si persegue un desiderio in base ad un particolare suo aspetto si corre dritto verso l'insoddisfazione perché le conseguenze previste ed attese sono limitate all'aspeto considerato. Non prevedendo le conseguenze, derivanti dagli aspetti sconosciuti e quindi non previsti, esse giungono sorprendendi e quindi sgradite. Altra cosa è l'indifferenza per un desiderio soddisfatto. Un desiderio può essere soddisfatto per varie ragioni: perchè è soddisfatta una esigenza in particolare o perché, non percependo nuove particolari esigenze, si ritiene il desiderio soddisfatto in tutti i suoi aspetti. Si ripresenta ancora una volta la limitatezza di una visione ristretta della cosa. Massimino jisdi@tin.it 28/12/2008 9.36.46 Intelligenza Tra i pochi meriti della stupidità umana c'e la capacità di alimentare la fantasia. Ciò è dovuto alle scarse cognizioni logiche che, tra gli effetti collaterali, spesso limitano i ragionamenti in ambiti strettamente coerenti. Questo è uno dei tanti motivi che rendono, la Stupidità, sopportabile per l'Umanità. Massimino jisdi@tin.it 28/04/2008 9.35.51 L'abilitazione e la riabilitazione. Il bambino, fin dalla nascita, gioca ad abilitare il proprio corpo a tutti i movimenti che trova piacevoli o interessanti. Riesce nell'intento in misura personale e proporzionale all'ambizione ed alla propria coscienza di se. Se per un qualsiasi motivo si è perso qualcosa dell'abilitazione giovanile occorre ri-abilitare la parte carente. La causa più pericolosa di perdita delle abilità è la disattenzione ad una di loro. Può capitare di prestare particolare attenzione ad un'abilità, dimenticando alcune altre. Ebbene, per la parte di corpo adibita a quell'abilità la dimenticanza suona come: "non mi interessi più". per questa ragione la parte tende all'atrofizzazione. E' per questo meccanismo che dopo qualche decennio di vita può capitare di scoprire una parte del proprio corpo che non risponde come si desidera alle sollecitazioni. E' a questo punto che bisogna intervenire con riabilitazione. Nel caso che non si è persa la capacità di percepire il proprio corpo basta rieducare, gradatamente, la parte e in un tempo più o meno lungo si riesce a riottenere quanto desiderato. Nel caso che, al contrario, si sia persa la percezione della parte occorre prima riacquisire la percezione della parte e poi procedere alla riabilitazione. Il problema principale risiede nel fatto che la percezione del corpo posseduta dal bambino, generalmente, non viene razionalizzata dall'uomo adulto, perciò in tutte le circostanze di perdita delle abilità, l'individuo non è in grado di procedere alle riabilitazioni, e si rivolge al medico che interviene dall'esterno del corpo, con i mezzi che ha a disposizione, ma sempre in maniera coercitiva. L'azione del medico può essere la più eccellente ma il suo effetto finisce con l'azione stessa. La percezione del proprio corpo, invece, conferisce capacità intrinseche, autonome e durature di governo e controllo dell'organismo Massimino jisdi@tin.it 28/04/2008 9.35.51 La percezione delle membra. Alla base di ogni esercizio fisico deve esserci la piena corrispondenza tra la mente ed il corpo. Nella meditazione Yoga ci si esercita nel fare "mente locale" sulle varie parti del corpo. Questo esercizio mira proprio a stabilire la corrispondenza tra la mente, la volontà, ed il corpo. Ho trovato notevole difficoltà in questo esercizio, nel senso che indipendentemente dalla parte che pensavo ottenevo la stessa percezione. Vale a dire nulla. Ho provato qualche percezione aiutandomi con il tatto. Toccando la parte del corpo, a cui intendevo rivolgere la mia attenzione, percepivo qualcosa di diverso tra le varie parti toccate. La conferma mi è venuta allorquanto toccando un tendine del braccio, con una legera pressione del pollice, ho sentito una leggera fitta. Questo esrcizio mi permette, in una certa misura, di rilevare la condizione delle varie parti pensate, con cui entro in contatto. Un risultato analogo si ottiene con il movimento, in particolare per l'articolazione impegnata. Se si pensa all'articolazione che si sta sollecitando, in quel preciso momento, si riesce a percepire, con il prosieguo dell'esercizio, tutte le componenti che partecipano al movimento, i muscoli, i tendini e l'accoppiamento tra le ossa dell'articolazione, che in ultima analisi si risolve nell'accoppiamento tra due sole ossa, di volta in volta. In particolare, se l'articolazione non è integra, si percepisce la difficoltà generata dalla formazione di cartilagine, alla base dell'attaccatura dei tendini, quando questa ostacola la completa escursione dell'articolazione. Per esprimere meglio il concetto bisogna fare mente locale al processo che si sviluppa quando si ingessa un arto, a seguito di una frattura ossea. Il blocco del movimento favorisce l'accrescimento della cartilagine verso la parte di osso preposta all'accoppiamento con l'altro osso dell'articolazione. Ciò impedisce, una volta tolto il gesso, il completo movimento, che l'articolazione aveva in precedenza. Chi ha fatto questa esperienza conosce benissimo questo disagio ed il processo di ripristino della condizione precedente all'ingessatura, prodotto dalla rieducazione, che tutte le strutture ortopediche prevedono nell trattamento delle articolazioni. Lo stesso meccanismo si instaura in tutte le articolazioni: esse si organizzano, e si stabilizzano, in base al movimeto proprio della persona, della sua postura ed alle sue abitudini. Il meccanismo fa parte della natura dell'articolazione: la cartilagine è come il finecorsa nei Sistemi di Controllo. Un portamento con spalle ricurve in avanti produce il processo di accrescimento della cartilagine nell'articolazione delle vertebre interessate da questa postura, quelle cervicali, procurando gravi disagi alle persone che persistono in questa postura. Come nella cura delle fratture, queste malformazioni si possono contrastare con la "rieducazione" della parte. Le malformazioni si generano per vari motivi: dalla postura e dal movimento dovuto da un particolare lavoro svolto dalle persone ma principalmente dalla propria postura, che è determinata dalla Coscienza di Se, che ognuno di noi ha. La nostra società ha sviluppato varie tecniche di contrasto di queste malformazioni, prima di tutte la Ginnastica e l'educazione fisica che ci insegnano le maestre fin dalle elementari. Purtroppo questa pratica non ci viene insegnata dai genitori che sono i nostri primi maestri di Vita, da cui impariamo il novanta per cento delle nostre conoscienze e della nostra Coscienza di Se. massimino jisdi@tin.it 26/04/2008 10.35.51 La fiducia nelle persone. riflettendo con lella dei nostri uffici di bologna, nel lontano 1982, arrivai a dire che quando la gente è in fondo al pozzo occorre scendere fino a loro per ripotorla sù. Oggi, 2008, siamo ancora a quel punto: la gente è ancora in fondo al pozzo qualcuno è sceso da loro ma non per riportarla sù, bensì per sfruttre la loro posizione. Cosa significa 'scendere fino a loro'? Forse significa essere solidali? Comprendere le loro ragioni? Un pò di tutto questo. Aderire a loro, amarla. Riuscire a percepire le loro ansie, i loro disagi, i loro problemi. Si può dire loro che non è necessario scendere in fondo al pozzo per risolvere eventuali problemi? Si è possibile ma usando il loro linguaggio, i loro concetti. La forma mentale delle persone discende dalle loro esperienze vissute: un termine o un concetto non derivato dalle loro esperienze di vita non sono compresi, se non addirittura rifiutati. Sarebbe utile poter catalogare la diffusione delle esperienze tra le persone e quindi i concetti derivati. Il rapporto tra l'esperienza ed i concetti che ne derivano è biunivoco: dal concetto si può risalire all'esperienza e dall'esperienza si può desumere un determinato concetto. Un determinato concetto non può che derivare da una certa esperienza ed una certa esperienza fa acquisire determinati concetti. massimino jisdi@tin.it 21/04/2008 9.35.51 la falsità dell'informazione in una discussione con un giornalista, in mensa aziendale, dove sostenevo che bisogna misurare le notizie sui mezzi di informazione, lui obbiettò che era sbagliato, perchè è offensivo per il lettore trattarlo come un bambino da tutelare. Ribattei che era troppo comodo nascondersi dietro un falso rispetto per approfittarsi dell'orgoglio del lettore, che viene onorato da questa tesi, per vessarlo con un sistema mediatico che sfugge alle sue competenze ed al suo controllo. Oggi sono ancora più convinto della mia tesi secondo cui i mezzi di informazione si approfittano dei cittadini, sempre più pressati da tutt'altri impegni, come un professionista si approfitta del cliente, naturalmente ignorante in materia altrimenti non sarebbe al suo cospetto, per interessi suoi o della categoria. Proprio come quell'infermiere che, in ascensore, abusò sessualmente dell'ammalata, ancora sotto anestesia. A supporto di questa tesi ci sono una serie di teoremi di marketing che fanno leva sulle emzioni recondite dell'animo umano. In effetti la fortuna di berlusconi, in politica, deriva proprio dallo sfruttamento di questi teoremi. La grande trovata di mitterant, in francia nel lontano 1977, consiste proprio nel trattare "l'idea politica" come un qualsiasi prodotto commerciale. Da allora sono stati fatti molti progressi e berlusconi, nel 1994, usò prorpio tutta l'esperienza fatta fino ad allora, specialmente nella sua attività commerciale in televisione, per vincere le elezioni. La sinistra, come me nei confronti del giornalista, è restia ad usare certi metodi proprio perchè ritiene che la politica debba essere al servizio del cittadino e non mezzo al servizio di una fazione partitica per conquistare le leve del potere ed usarlo per i propri interessi oltre che contro quelli della cittadinanza. Il passo necessario sarebbe, per il partito democratico, prprio questo: sfruttare tutti i teoremi del marketing, per portare il cittadino dalla sua parte, ma senza abbandonarsi allo sfruttamento di questo immane potere per fini propri. Mi rendo conto che sia un arma a doppio taglio ma è noto che gli estremi mali si curano con gli estremi rimedi! Bisogna correre questo rischio con l'avvertenza di mantenere le competenze, sulla direzione del partito, anche nelle sedi locali. A questo deve servire l'impegno di ogni cittadino, simpatizzante o attivista del Partito Democratico Italiano. massimino jisdi@tin.it 18/04/2008 9.35.51 il governo e il partito democratico il dado è tratto! Nella storia politica dell'umanità la sinistra (intesa come il quarto stato) non ha mai governato. Per marx l'infantilismo politico è questo: il bambino che chiede insistentemente la caramella al padre, senza se e senza ma. Per sua natura il governo è del capitale, in tutte le sue accezioni. Se non c'è il capitale, non c'è nulla da governare. Ma il capitale è conosciuto solo dai capitalisti: senza amore per il capitale esso non si accumula. È un cane che si morde la coda! Anche la storia recente, secolo ventesimo, descrive bene questo meccanismo. In tutte le circostanze, in cui si è registrato un governo di sinistra, ci si è ingannati: è stato il capitale a usare la sinistra come leva per superare un momento di crisi capitalistica. massimino jisdi@tin.it 05/01/2008 21.44.19 l'italia di oggi 01/01/2008 l'italia che noi viviamo oggi è quella che abbiamo determinato inconsapevolmente alla fine degli anni '70, dopo la morte di aldo moro, per mano delle br (comandate dalla cia), con il varo del governo deciso dal famoso "preambolo" tra democrazia cristiana di de mita e piccoli ed il partito socialista italiano di bettino craxi (e berlusconi). Fu quella la stagione di avvio della spregiudicatezza e dell'immoralita della vita italiana, e non solo politica. massimino jisdi@tin.it meda, 19-02-2007 il passatempo estremo , da accompagnare l'oggetto esposto, dell'unico oggetto esponibile prodotto dai miei passatempi. L'esposizione dell'oggetto necessita di una presa di corrente. Ti passo una ipotesi di descrizione, da accompagnare l'oggetto esposto, dell'unico oggetto esponibile prodotto dai miei passatempi. L'esposizione dell'oggetto necessita di una presa di corrente. Il girasole è puramente casuale o di esempio e deriva dal gioco infantile di molti di noi che magari ricordano il meccano, che, dicevano, sviluppa la fantasia. Un po' come i lego di qualche tempo fa. L'oggetto è realizzato con materiale di risulta. Un pezzo di legno da buttare, qualche lamina di alluminio recuperata da cose non più utilizzate, qualche vite trovata nel fondo di una valigia degli attrezzi, il motorino di uno specchietto retrovisore rotto, di un automobile, la vecchia batteria di una telecamera obsoleta e dei componenti elettronici residui di un passatempo collaterale. Il tutto forgiato ed assemblato opportunamente per realizzare l'idea. In particolare il girasole realizza l'orientamento automatico ed autonomo di una cella solare fotovoltaica rispetto al sole dall'alba al tramonto. Massimino. massimino jisdi@tin.it meda, 19-09-2006 quando l'uomo si levò in piedi era, come tutti gli altri animali, un essere emotivo: tutte le sue azioni erano dettate dall'istinto e dalle emozioni. Probabilmente le nuove esperienze rese possibili specialmente dalla disponibilità degli arti anteriori, diventati superiori e non più necessari al movimento sul terreno, per altre attività diverse dalla deambulazione. Tutto ciò che ha diversificato l'homo erectus dal resto del mondo animale nel corso dei millenni ha costituito, stratificandosi nel tempo, quello che oggi chiamiamo civiltà. La civiltà, dunque, è una modalità di convivenza dell'uomo con il resto della natura, una tecnica. Oggi la tecnica di convivenza civile ha assunto aspetti notevolmente diversi dal passato perché le tecniche di convivenza si basano più sulla ragione che sui sentimenti, che poi derivano dalla natura biologica ed animale dell'uomo. Potrà sembrare banale ma questo aspetto della convivenza civile fa fare uno scatto allo sviluppo della tecnica di convivenza civile. Uno scatto che fa apparire l'uomo un essere puramente razionale come è stato già descritto da molta letteratura che ha denominato ominide l'essere simile all'uomo, rappresentato dai personaggi letterari. Conseguenza di ciò è che anche la civiltà è una tecnologia al servizio dell'uomo. Uno scatto avvenuto nella consapevolezza di pochi rappresentanti culturali, politici, imprenditoriali, e nell'incoscienza dei più. La quasi totalità dell'umanità non vede lo scatto di civiltà, percepisce solo un grave disagio che comporta irrequietezza, ansia, insoddisfazione e quindi pochissimo amore per la vita, che nelle cosiddette civiltà avanzate sfocia nella scarsa propensione alla riproduzione. L'umanità non nuova a queste esperienze. Nelle sacre scritture si parla di diluvio universale, peccato originale, sodoma e gomorra, mosè e tante altre storie ancora. Ciò che rende maggiormente importante questo scatto che stiamo vivendo è la conoscenza acquisita sulla procreazione. I rappresentanti della nostra società, nelle sue diverse componenti, oggi parlano di procreazione assistita ma la realtà è ben altra. La realtà è che l'uomo oggi è ad un passo dalla sintesi chimica della cellula con tutte le caratteristiche necessarie per addivenire ad una procreazione dell'uomo. Siamo al peccato originale, nel paradiso terrestre, con l'aggravante che mancano adamo ed eva. C'è solo un dio: il genio malefico dell'uomo. massimino jisdi@tin.it meda, 13-09-2006 il 1989, con la caduta del muro di berlino , viene ricordata come la fine del comunismo, la fine della guerra fredda, la fine dell'impero sovietico, la fine dei blocchi contrapposti e tutto ciò che ne consegue. Nessuno ricorda quella data, il 1989, come l'inizio del predominio degli usa nel mondo. Ma tutti i predominii si reggono sulla contrapposizione a qualcosa ed in soccorso agli usa è intervenuto al qaeda (o come si scrive lo spauracchio terroristico odierno). Come il capitale, secondo la filosofia marxista, contiene in se il germe del contrasto a se stesso così la contrapposizione a qualcosa, necessaria al potere, contiene il seme per la riscossa dei dominati. Non sono certo che gli usa abbiano individuato il seme giusto ma è certo che ci hanno indicato la strada da percorrere. In natura non esiste equilibrio che non sia il risultato di due forze uguali e contrapposte, controllate sapientemente da meccanismi che tecnicamente si catalogano come retroazionati. Massimino massimino jisdi@tin.it meda, 7-09-2006 l'autocoscienza della vita eterna e' l'attuale maggiore aspirazione dell'uomo. massimino jisdi@tin.it meda, 7-9-2006 l'ultima fase liberista della storia recente finì il 17 ottobre del 19917 a stalingrado (già sanpietroburgo), in russia. I liberisti si presero la rivincita con la seconda guerra mondiale e nel 1977, dopo soli 60 anni, riuscirono a ristabilire le sorti per ripristinare l'ordine di inizio secolo ventesimo. Ad un secolo di distanza siamo di nuovo nella condizione di lavorare di nuovo per una fine simile. Ma siamo anche all'inizio del millennio ed il timore è che si ripeta un'altra circostanza: il medioevo di inizio secondo millennio. Se i ricorsi storici e la velocità della vita avessero un senso, combinandoli con le accresciute competenze dell'uomo, si può asserire che siamo al determinarsi una catastrofe sociale di dimensioni inaudite. Intorno all'anno mille san benedetto ritenne opportuno formare un gruppo di uomini di buona volontà per salvare il salvabile di quanto l'uomo aveva testimoniato fino ad allora. Azimov immagina un certo seldom che realizza una nuova società in una nuova galassia per salvare e tramandare le conoscenze e le competenze della società di cui lo stesso seldom era uno dei dirigenti supremi. massimino jisdi@tin.it meda, 31-08-2006 chi dice: io non mi interesso di politica è un falso , un imbroglione, un nemico della società umana o, bene che vada, un vile che nuoce alla società. Nella storia della umanità, dalle tribù alle attuali forme organizzative delle società, si è sempre teso ad evitare i soprusi e le prevaricazioni dei singoli verso il prossimo. Dagli sciamani tribali ai monarchi ai capi degli attuali stati democratici hanno in comune la caratteristica di essere riconosciuti tali dalla comunità che rappresentano. Anche se le varie forme di rappresentanza presentano gradi di democrazia e dittatoriali in misure diverse. Tutte queste forme sono state ricercate con l'intento di rendere sempre maggiore il rispetto ed i diritti dei singoli componenti fino al concepimento del termine cittadino che riassume in sé tutti i diritti inalienabili dell'essere umano. Il disinteresse politico sempre crescente rende possibile i rigurgiti di forme più o meno dittatoriali o di rinascita di prepotenze private di singoli su quote più o meno grandi di società. Il liberismo, ad esempio, è una forma di sfruttamento e di prevaricazione di singoli privati, organizzati in gruppi di potere, sulla società ridotta ad un terreno da sfruttare a vantaggio dei componenti del gruppo di potere ed a danno di tutti gli altri e prima di tutto lo stato che rappresenta l'ostacolo ai predomini dei privati su quote più o meno grandi di società. Uno dei ritrovati prevaricatori è il liberismo. Il liberismo è il ritrovato che si contrappone allo stato senza suscitare sospetti se non in pochi ma ininfluenti cittadini, giacchè in democrazia vince la maggioranza. Grazie al liberismo le sette sorelle del petrolio governano il mondo intero sostituendosi, di fatto, agli stati sovrani. Berlusconi diventa il "cittadino" più ricco d'italia e gli italiani tutti "coglioni". Le presunte prevaricazioni dello stato nei confronti dei, cittadini inetti, inducono i cittadini, in democrazia, a ritenere che maggiori libertà del cittadino producano più progresso e migliori condizioni di vita che non le restrizioni imposte dai canoni di "comune convivenza". massimino jisdi@tin.it meda, 18- 7-2006 di fronte alle difficoltà lo scoramento è infantile specialmente se si considera che nella ruota della vita, prima o poi, arriva il nostro turno di responsabilità. Arriva il momento di farci carico delle cose da fare per il raggiungimento dei nostri obbiettivi. Se non si vede il "gruppo sociale" come un gruppo di lavoro dove ognuno ha il suo ruolo e le sue responsabilità, non c'è partito che possa risolvere i problemi che ci poniamo. La partecipazione con la continua presenza attiva nei processi sociali e politici, è l'unica soluzione. Attivismo politico! L'idea che i dirigenti politici gestiscono il "negozio" delle idee e gli elettori comprano in base all'attrazione della "vetrina" e' una idea fasulla! Massimino massimino jisdi@tin.it meda, 30- 3-2006 il 28 marzo 06 mi sono alzato in fretta e furia perché già in ritardo per un appuntamento. Mi preparo ed esco, tutto di fretta, e mentre esco mi accorgo di un disturbo al muscolo dell'anca sinistra. A mezzogiorno il fastidio era diventato dolore, crescendo per tutta la mattinata. Nel pomeriggio il dolore ha incominciato a scendere alla coscia ed in serata si era diffuso anche al polpaccio. Il dolore era acuto, con fitte, quando cercavo di chinarmi piegando la schiena. Come se fosse uno strappo ai muscoli lombari sinistro. A busto eretto il dolore era assente e restavo un leggero indolenzimento di tutta la gamba. La sera non era più possibile muoversi, riuscivo a stare solo sdraiato, supino e gambe tese oppure sul fianco destro con la gamba sinistra leggermente piegata. Sono riuscito a dormire, facendo i miei soliti esercizi di respirazione, e all'alba mi sono svegliato quasi sudato ma senza dolore se stavo fermo. Mi sono riaddormentato. Al successivo risveglio, nell'atto di piegare il busto per alzarmi, la fitta all'anca era insopportabile, anche se solo tentavo di piegare l'anca, restando sdraiato. Le fitte mi impedivano anche di girarmi nel letto. Infine sono riuscito ad alzarmi girandomi a fatica sul fianco destro e poi sulla pancia e quindi facendo penzolare le gambe giù dal letto. A questo punto mi sono messo prima in ginocchio e poi lentamente, tenendo il busto eretto, sono riuscito a sollevarmi con le gambe che non facevano male. Una volta in piedi sono riuscito a camminare con molta attenzione perché una piccola piegatura della schiena mi provocava una fitta che mi faceva perdere l'equilibrio. Non riuscivo a sedermi sul water. Nel lavarmi ho dovuto piegare le gambe per abbassarmi al livello del lavandino, perché anche solo piegare la testa mi provocava le fitte e quindi mi sono solo rinfrescato la faccia.. Ho incominciato a vestirmi stando eretto e comunque notavo che riuscivo a fare movimenti di schiena sempre più ampi. Nonostante ciò solo dopo circa un ora sono riuscito a mettermi la calze ma sdraiato sul letto ed a più riprese, per il dolore provocato dalla piegatura dell'anca. Col passare del tempo il dolore diventava sempre meno intenso, alternando i periodi di movimento con periodi sdraiato sul divano, in cui era quasi assente anche l'indolenzimento. Alla sera del 29 la situazione era come al mattino del 28: mi permetteva ampi movimenti. Ho dormito tranquillamente ed al mattino del 30 mi sono alzato senza problemi eccessivi. Solo mettendomi le calze ho sentito le fitte all'anca ma ci sono riuscito stando in piedi. A mezzogiorno l'indolenzimento era leggero. Cercando di capire l'origine del male ho ipotizzato prima uno strappo mattutino ma non ricordando situazioni stressanti ho scartato l'ipotesi. Poi ho pensato ad una infiammazione del nervo sciatico, ernia del disco, scartato anche quello. Resta l'ipotesi di una "trombo flebite". Già qualche mese prima mi era capitato un indolenzimento, un pomeriggio, simile che era partito dallo stomaco, passato poi alla coscia ed al polpaccio e poi sparito all'indomani. massimino jisdi@tin.it meda, 26- 3-2006 il marketing è come l'avvelenamento dei pozzi, di vecchia memoria. Come l'avvelenamento dei pozzi determina nuove e diverse esigenze così il marketing mira all'insorgere di nuove e diverse esigenze da soddisfare. Sia l'avvelenamento dei pozzi, come anche il marketing si pratica all'insaputa delle vittime. Sia l'avvelenamento dei pozzi, come anche il marketing è reato contro la persona ed il patrimonio alla stregua dell'aggiotaggio, dello strozzinaggio, e della mafia. Tutti questi reati si determinano a danno dl più debole. Basta meditare sul parallelismo, che esso, assume tutte le sue caratteristiche. Bisogna proporre una legge di iniziativa popolare per regolamentare il marketing. massimino jisdi@tin.it meda, 21- 2-2006 la fantasia, l'immaginazione. l'immaginazione, chiamata anche fantasia, è il motore del pensiero umano. La sua natura è un vero rompicapo. Una origine potrebbe essere la versatilità della cellula: la nuova cellula, con tutte le sue caratteristiche, che entra a far parte del neurone conferisce ad esso anche le sue caratteristiche, che determinano le caratteristiche del prodotto del neurone stesso, che viene trasmesso al sistema nervoso centrale. Il sistema nervoso centrale, che elabora il prodotto del neurone, determina il risultato finale che è il pensiero. Sono innumerevoli difficilmente catalogabili, le caratteristiche della cellula e conseguentemente del neurone, ma è molto probabile che esse possano essere colte meglio se vengono interpretate con logiche elementari e naturalmente biologiche. Le esperienze umane ci dicono che la civiltà tende a 'snaturare' i comportamenti umani, consci ed inconsci, allontanandoli dal loro carattere naturalmente biologico. Questo fenomeno comporta una artificiale elaborazione del 'prodotto neurotico' che tende alla interpretazione 'civile' dello stesso, con conseguente perdita di caratteristiche, a causa della diversa attribuzione d'importanza dettata dalle logiche 'civili'. Si può asserire ciò perché, alle attività civili sono state attribuite importanza, per altri versi, in molte circostanze attinenti ai modi di vivere ed alla salute. A dimostrazione di ciò basti citare i modi di dire, le credenze popolari e le statistiche mediche che hanno assunto sempre più importanza nel corso dello sviluppo delle scienze mediche. Ultimamente stanno assumendo sempre più importanza le teorie secondo cui a fronte dell'intensificarsi delle attività umane, sempre più artificiose, cioè sempre più distanti dal naturalmente biologico, bisogna inframmezzare le varie attività con pratiche che favoriscono il naturalmente biologico per la personalità umana. massimino jisdi@tin.it meda, 1- 2-2006 i segreti sono il sale della vita ma quando se ne abusa fa diventare amaro il cibo e la vita. Proviamo ad immaginare un segreto. Lo si mantiene per evitare piccole e grandi complicanze, della vita. Ci sono piccoli e grandi segreti. I piccoli sono relativi a piccole complicanze, i grandi servono ad evitare grandi complicanze. Ad esempio il segreto di un reato: se scoperto sarà punito con gravi sanzioni fino anche alla pena di morte, in alcune comunità. Proviamo ad allineare i segreti, dal più piccolo al più grande e poi osserviamoli. Scopriamo che prima che un segreto diventi reato si passa per arie categorie di segreti. Queste categorie attengono ai vari momenti della vita: la sfera affettiva, quella sessuale, quella lavorativa, quella economica, quella amicale, sociale, politica, affaristica, eccet. Poi ci sono i 'segreti' che gli altri non vogliono svelarsi, ad esempio 'babbo natale'. Quando si dice la verità fa male! Anche solo nella ricerca delle categorie, di segreti, scopriamo che mano mano che immaginiamo quali segreti si possano nascondere bisogna immaginare una tipologia di vita: ad ogni tipo di vita attiene una categoria di segreti. Di conseguenza se ripercorriamo la storia scopriamo che in momenti storici, con modi di vivere relativamente semplici, alcune categorie di segreti erano inimmaginabili o insensati, giacchè quel tipo di vita non generava circostanze tali da determinare occasioni inconfessabili.. massimino jisdi@tin.it meda, 2- 2-2006 keynes e haiek si contrastano sul ruolo dello stato nell'economia dei popoli. In sostanza è come un dialogo fra sordi! Dicono la stessa cosa ma non se ne accorgono perché non considerano i tempi in cui le azioni si debbano attuare. In effetti keynes qualcosa lo dice: in tempi di vacche grasse lo stato deve ridurre l'intervento riducendo la spesa pubblica. In tempi di vacche magre invece bisogna che lo stato impedisca la recessione intervenendo, con l'aumento della spesa pubblica, nel ridare impulso all'economia. La teoria fu fortunata per la coincidenza con la grande recessione americana del 29, fornendo a roosvelt l'idea per il 'newdeel' che risollevò l'america degli anni trenta. Il fatto acquistò maggior valore dopo l'ascesa di hitler e la sua guerra giacchè keynes aveva criticato la pace di versaille, con cui si impose una grande punizione economica alla germania, perché, diceva, il popolo tedesco si ribellerà ad una simile oppressione. Così fu dopo appena 15 anni. Oggi, 2006, le idee di haiek sono attuate già da un quarto di secolo, 25 anni. Il via lo diede il primo ministro inglese sig.Ra Thacher che fu eletta nel 1979. E' stata sempre l'america a determinarlo con le linee di governo di ronald regan che con due mandati presidenziali determinò il reganismo in america. Da allora si mise mano alla modifica delle linee di roosvelt ancora in vigore. Le linee di programma reganiane hanno portato l'america, con bush figlio, definitivamente nel liberismo dichiarato con la guerra preventiva contro tutti quelli che la pensano diversamente dall'america. In sostanza le teorie keynesiane vanno modulate a tutti i livelli, nazionali ed internazionali, ed in maniera opportuna nei tempi brevi e lunghi, completandosi con quelle haiekiane, per un certo verso. I tempi di vacche grasse, nell'ambito statale, equivale ai tempi di boom economico che si verificano nei vari paesi a seguito dell'esportazione degli impulsi economici. Vedi gli aiuti americani all'italia dopo la seconda guerra mondiale. Si potrebbe spiegare che il mercato, realizzato prevalentemente dai consumi di massa, non ha la capacità di spaziare , col punto di vista, nell'universo dell'economia. Allo stesso modo del 'sciur brambilla' milanese che non vede la situazione del resto d'italia che dovrebbe comprare i suoi prodotti. Se non interviene un organo più capace, attento e lungimirante, 'sciur brambilla' dovrà chiudere bottega quando i suoi clienti finiranno i soldi. Comunque tutto ciò presuppone uno sviluppo senza fine, infinito, ma ciò è vero? massimino jisdi@tin.it meda, 16- 1-2006 l'immagine, direi più bella perché mi sembra che sia stata inibita profondamente dall'educazione, più nostalgica di massimo è quella in cui lui, ancora incapace di camminare, sdraiato su di un seggiolino, ad un certo punto mentre lo intrattenevamo, facendo le solite faccende domestiche, scoppia in una risata a squarciagola, con notevoli gorgoglii, assumendo una posizione simile a quella di un ballerino di flamenco nell'atto di suonare le nacchere, con un braccio alzato ed uno abbassato, e battere i piedi per terra. Naturalmente la posizione era stata assunta restando sdraiato sul seggiolino. meda, 12- 1-2006 la frase 'so che ti arrabbi ma te lo dico lo steso , in tutto il tempo che sei stato via non ho avuto il bruciore agli occhi, contrariamente a quando stai in casa' detta come prima cosa al mio ritorno dimostra la maniacale ed istintiva volontà dispettosa perché, come hai anticipato, l'hai detta sapendo che la cosa mi irritava. Ciò non facilita la convivenza! massimino jisdi@tin.it meda, 17-12-2005 la tolleranza il concetto è del tutto relativo, esso presuppone, è rivolto a, qualcosa di negativo per cui, però, non si impone una reazione per annullare, vanificare o comunque rendere innocua la cosa stessa. Un qualcosa per cui non ci si deve necessariamente allarmare. Alla luce della storia umana è possibile dire che la tolleranza è un concetto 'negativo' giacchè induce all'assuefazione: la sua relatività comporta un fenomeno di sommatoria degli atti di tolleranza. Cioè: ieri ho tollerato lo zingarello che faceva finta di essere storpio per suscitare la carità altrui, oggi ne tollero un altro perché uno più, uno meno, non fa differenza. Di questo passo si finisce con l'accettare che gli zingari facciano gli storpi per procacciarsi le elemosine. Chi vede in questo fenomeno un'ottima pratica per guadagnarsi ciò che desidera, lo applica, anche se non è uno zingaro. Una volta passato, dagli zingari all'ambito della 'comunità civile', questa pratica si estende a tutte le attività umane della comunità. Questa è la via per la quale si sono sviluppate tutte le pratiche 'politiche' dell'umanità. Chi è a conoscenza del fenomeno predica la tolleranza perché lo rivela come la strada per far passare inosservate le sue 'marachelle' necessarie alla realizzazione di affari altrimenti impossibili. Generalmente la tolleranza viene predicata anche per non dover condannare e perseguire tutti gli errori, inavvertiti, che gli individui commettono. Bisogna stare molto attenti a non confondere gli errori accidentali con quelli voluti. L'imbonitore usa spesso questo metodo, per confondere l'interlocutore, e quindi trarlo in inganno. La pratica giusta sarebbe la contestazione di tutti gli errori ed il rigetto dell'accusa di voler polemizzare su tutto, al punto di troncare i rapporti finchè l'individuo 'imbonitore' non smette di usare tali metodi. Ho conosciuti alcuni sardi, con cui mi sono trovato bene, da cui ho percepito l'uso della tolleranza al minimo accettabile per una convivenza leale. E' molto diffusa l'opinione che i sardi siano facilmente irritabili, poco 'socievoli' credo si debba rivedere la misura della tolleranza. massimino jisdi@tin.it meda, 3-11-2005 ultimamente, in occasione della costituzione europea , è stato affrontata la questione della religione nella costituzione di uno stato o di una istituzione politica o economica. Se la discussione no era strumentale significa che era una cosa seria. Tanto e vero che si è anche detto che bisogna tenere ben distinte le questioni politiche, devono essere laiche, da quelle religiose che vertono su ben altre nature. Parallelamente è attuale la questione degli 'stati religiosi', che sono tipici delle culture islamiche, specialmente riferite alla congiuntura terroristica con cui si sta affliggendo la comunità internazionale. Se due più due fanno quattro, quando il risultato non è quattro ci sarà sicuramente qualcuno che porrà delle obiezioni. Perché lo stato iraniano, come tanti altri di natura religiosa, sarebbe uno stato religioso e quello di israele non lo sarebbe? Perché le ragioni di israele sono legittime e quelle iraniane no? Sarò ignorante ma se governo uno stato ho con me tutto il popolo iraniano. Il popolo è digiuno di 'ragion di stato' e conseguentemente fa due più due, e se non viene quattro decide contro la proposta! Mi appello alla 'ragionevolezza occidentale' per evitare di finire nel classico culo di sacco come è sempre capitato al popolo ignaro delle 'ragion di stato'. O si trova una nuova giustificazione all'esistenza di israele o ci vorrà un'altra guerra preventiva! Massimino di donato -meda- massimino jisdi@tin.it meda, 3-11-2005 la motivazione. Finché si tira avanti, si va bene! I problemi cominciano quando non si tira più avanti. Bisogna distinguere le attività durature da quelle stabili. Mentre ci si può affidare a supporti unici per attività estemporanee, di breve durata, non si può basare una attività, che si vuole stabile per lungo tempo, su di un unico supporto: se manca quello crolla l'attività! Ad esempio, iniziando un rapporto con una persona dell'altro sesso, si dice che ci si vuole conoscere meglio. Ma non capiamo l'importanza di questo modo di dire. Il 'conoscersi meglio' serve ad acquisire risorse, supporti, per il sostegno del rapporto in tutte quelle circostanze in cui vengono a mancare, sia pure temporaneamente, i supporti 'primari'. Quando finisce una 'storia' si dice che è finito l'amore che lo sosteneva. L'amore finisce perché non era tale: era una esigenza (sesso) ammantata di amore. L'amore è molto complesso. Ognuno, per amore, dona ciò che ha. L'amore viene ricambiato quando ci si incontra con chi è alla ricerca della cosa donata. Ma le esigenze umane evolvono, e le richieste, come le offerte, cambiano e ricambiano continuamente. Se l'amore non evolve con le esigenze il rapporto non ha più motivazione e finisce. Il dialogo, nel rapporto, è fondamentale. Conferisce 'conferme' al partner. Ma anche il dialogo si instaura se ci sono due interlocutori interessati, reciprocamente, ai messaggi trasmessi: che vogliono scambiarsi messaggi. Un espediente può essere quello di scoprire l'interesse dell'altro e trasmettere i messaggi richiesti. Ma questa tecnica ha breve durata perché si basa sulle esigenze dell'altro: i messaggi proficui sono quelli che soddisfano sia l'esigenza di lanciare un messaggio che l'esigenza di ricevere un messaggio. Questa è sintonia! La produzione dei messaggi, le idee, è frutto di ricerca interiore di ognuno. Le idee prodotte derivano dal tipo di ricerca. Il dialogo, spesso, si interrompe perché un interlocutore reputa ovvietà i messaggi dell'altro. Non intende 'perdere tempo' nella propria ricerca, manifesta il suo disinteresse e blocca (uccide) l'interesse dell'altro nel lancio dei messaggi, negandogli la soddisfazione. E' difficile intervenire in queste situazioni perché l'intervento è sempre razionale e quindi esclude a priori le logiche dei sentimenti. I sentimenti sono tali perché derivano da logiche derivanti dai processi chimici che producono idee, da cui si ha la biologia: logica derivante dalla natura intrinseca della materia, viva chimicamente, che quindi evolve alimentandosi solo col processo chimico 'sommato' e non con idee già confezionate come fa la ragione. La condizione fisica dell'ambiente in cui è immerso l'organismo vivente, chimicamente, determina uno sviluppo biologico. La ragione, in modo diretto, può solo influire sull'ambiente ma solo raramente riesce a stabilire un rapporto causa effetto tra la modifica dell'ambiente ed il conseguente riflesso biologico. E comunque è la precisione, la misura, nei cambiamenti ambientali che rende incerto l'azione della ragione nei confronti della biologia. I sentimenti assumono importanza per il fatto che hanno una azione diretta sulla biologia dell'organismo e quindi anche diretta, sulla sua vitalità. E' per questo motivo che i sentimenti arrivano dove la ragione no può, se non per puro caso. Naturalmente l'effetto diretto dei sentimenti sulla biologia dell'organismo può avere esiti piacevoli o spiacevoli: positivi o negativi. Gli effetti positivi passano inosservati perché non disturbano la vita, che evolve armoniosamente. Quelli negativi minacciano il corso della vita attivando processi incoerenti rispetto alla storia evolutiva dell'organismo in questione. Comunque l'essere vivente è una sola cosa composta dalla propria biologia e dalla ragione che deriva dal 'mondo esterno' dell'organismo vivente. massimino jisdi@tin.it meda, 3-11-2005 i modi di dire popolari fanno parte delle poche verità dell'umanità. Il semplice fatto che si tramandano, vive, da una generazione all'altra senza una letteratura, come gli altri pensieri, dimostra che sono verità riconfermate nelle esperienze di vita delle generazioni che ne rinnovano l'attualità. Prendiamo ad esempio il "ci va di culo!", E le sue varianti, per intendere che si sta avendo fortuna. A ben rifletterci deriva dal comportamento che abbiamo nei confronti del nostro apparato digerente. L'unica attenzione, solo per certi aspetti, l'abbiamo per la bocca, ma ignoriamo completamente tutto ciò che c'è dalla gola in poi fino all'orifizio anale. Quest'ultimo, poi ... . Lo ignoriamo volutamente. Anzi, ci fa schifo. Se potessimo lo elimineremmo. Ebbene! Nonostante tutto ciò l'apparato digerente funziona perfettamente per una intera vita, come il resto del corpo. Generalmente si intende. Ecco perché ci va di culo! Massimino massimino jisdi@tin.it meda, 3-11-2005 comunque, il teatro prospera grazie al pubblico! e' sempre il pubblico che da valore a qualsiasi rappresentazione. E il pubblico oggi è consumatore: non ha nessuna competenza della 'qualità' del prodotto, è imbecille! Anche perché la situazione, più che al teatro, mi fa pensare alle circostanze sociali che ho visto descrivere per spiegare i fenomeni mafiosi nella nostra storia conosciamo la 'rivoluzione borghese' che sostituisce il potere della nobiltà. Una rivoluzione lenta e incruenta, se intendiamo tale la rivoluzione francese. Oggi stiamo vivendo la 'rivoluzione mafiosa'! Il fenomeno è iniziato in america, che è diventata la prima potenza mondiale proprio grazie a questa novità: una nuova filosofia di 'governo' che ha colto tutti di sorpresa ed ha vinto. Quante volte abbiamo detto che gli usa governano tramite i 'gangster' l'italia? Gli abbiamo regalato una 'cosa' che volevamo buttare e loro l'anno 'ristrutturato' e rivenduto proprio come avevamo fatto (con colombo) con gli indiani scambiando fondi di bottiglie con gli ori. La diatriba tra la provincia di milano ed il comune di milano è un esempio abbastanza chiaro. I berlusconiani hanno svuotato la scala (la provincia governata da ombretta colli non partecipa alla fondazione scala), l'hanno acquisita approfittando del prezzo basso e adesso la vogliono rivendere alla provincia facendo cassa. In questa operazione si vede chiaramente la strategia mafiosa di questa banda di mafiosi che gli italiani hanno voluto votare ed eleggere al governo del paese. Un altro esempio l'abbiamo avuto quando negli anni ottanta la mafia riciclato i soldi a milano, alla luce del sole, acquistando tutto ciò che poteva acquistare (solitamente esercizi commerciali, bar e ristoranti) e rivendendo dagli anni novanta in poi approfittando dell'acuirsi della disoccupazione e lo sviluppo del franchising. Questi meccanismi sono mafiosi, anche se possono sembrare 'normali' affari, perché caratterizzati dalla spregiudicatezza. Caratteristica principale della filosofia mafiosa. Altro che teatro! Come vuole farci credere 'berlunella'. Massimino massimino jisdi@tin.it meda, 12- 6-2005 la nostra società è quella postindustriale, in cui le attività tradizionali dell'uomo sono state "passate" alle macchine automatiche: i robot. Attualmente la nostra società sta evolvendo verso la società "robotizzata", ne è dimostrazione la quantità di macchine automatiche che stanno invadendo i vari settori sia produttivi che di servizio. Non è più il tempo in cui la fantasia poteva scherzare con i robot, come faceva alberto sordi al cinema con la cameriera-robot. Adesso le "cameriere-robot" sono realmente in commercio, sono state presentate in varie fiere mondiali del settore. Tutto questo ci ha "regalato" tanto tempo libero che un gran numero di attività umane sono basate sulla produzione del "futile": oggi è diventato "vitale" l'animale di compagnia. Intorno all'"animale di compagnia" si è fondata un'industria che occupa parecchie migliaia di lavoratori: nei supermercati ci sono i settori del mondo animale, i parrucchieri per animali, i veterinari sono cresciuti di numero superando i dentisti, in televisione ci sono le "stelle della comunicazione" che intrattengono il pubblico parlando di animali da compagnia. E ciò nonostante il mondo della insoddisfazione cresce sempre di più. Da ciò è comprensibile come e perché le varie organizzazioni sociali tradizionali come il sindacato sono diventate inadeguate alla nuova situazione socioeconomica. E' per questa ragione che sempre più spesso noi sentiamo dire dalla gente che il sindacato non fa più l'interesse dei lavoratori, i partiti non svolgono più il loro ruolo: la politica è assente ed ha lasciato il "campo" ai fantasiosi "berlusconi". Va riconsiderato tutto, o forse è meglio dire che vanno ricreate quelle strutture di aggregazione ed organizzative della società, che fino a ieri ci hanno aiutato ad affrontare le varie problematiche sociali e politiche. Su questo piano siamo in una fase di ricerca, ancora, e di conseguenza si vedono un gran numero di "stregonerie", vecchie e nuove, che popolano il mondo politico ed il nostro modo di essere. Naturalmente anche i modi di interpretare i comportamenti umani non valgono più. Non è più sufficiente il modo superficiale di analisi della società, adottato fino a qualche decennio fa. In questo tipo di società occorre considerare molti più parametri per tracciare un'immagine della società. Occorre affinare "l'ascolto", o il modo di "confessare" l'uomo. I desideri e le aspettative sono molto nascosti nell'inconscio delle persone, al punto che spesso, quando si indovina una aspettativa le persone restano sbalordite nel apprendere di avere simili tendenze. Non credono a tali affermazioni, che comunque, vengono confermate dalla realtà: "comprano" ciò che gli viene proposto, acriticamente. Questi risultati vengono ottenuti con il cosiddetto "marketing", la scienza del proporre il consumo. La tecnica di costruzione di un mercato di consumo per grandi masse di consumatori. Anche il "marketing" è frutto dell'industrializzazione matura. Di conseguenza dalla fase postindustriale in poi, con lo sviluppo dei consumi, diventa insostituibile la pratica del creare le quote di mercato per riuscire a tenere adeguatamente alto il livello dei consumi a sostegno dell'economia. massimino jisdi@tin.it meda, 1-05-2005 la società è in una fase di confusione di ruoli. Vittima delle proprie conoscenze con cui sta trasformando l'ambiente terrestre in cui era ormai abituato a vivere, costruendo ed attribuendosi dei ruoli precipui ad ogni esigenza. La donna, da qualche decennio a questa parte, sta subendo questo disturbo che la induce a pretendere dall'umanità un comportamento al femminile. Senza rendersi conto che così facendo distrugge la diversità da cui era appagata e quindi se ne lamenta. Non ci sono più gli uomini di una volta. Si sente ripetere spesso dalle donne. I maschi pensano lo stesso ma non lo dicono. Il tutto si evidenzia con un dissolvimento della società che non riesce a sopperire alla perdita delle regole dettate dalle esigenze con altre confacenti alla nuova situazione da "paradiso terrestre". massimino jisdi@tin.it meda, 11- 4-2005 ho vissuto una infanzia ed un'adolescenza come la media dei cattolici, una gioventù di ribellione nei confronti della chiesa e del clero, come la media dei comunisti. Un po' scettici un po' anticlericali e con tutti i problemi che la gioventù viveva negli anni sessanta e settanta. A furia di dibattere sulla questione del "credere" e forse avendo risolti alcuni problemi più intimamente pressanti, ho vissuto vari momenti di meditazione che mi hanno indotto a concludere che non ho mai trovato, a tempo debito, chi poteva spiegarmi nella maniera a me consona l'aspetto religioso dell'uomo. Una volta, avevo 12 o 13 anni, in occasione di un precetto pasquale ebbi l'idea di essere in grazia di dio. La sensazione l'ebbi mentre dopo la comunione attraversai il "sagrato" davanti all'altare per tornare al posto dove ero seduto. Eravamo andati alla cerimonia con tutta la scuola. Credo che in quei tempi iniziava il concilio vaticano ii. Credo che, come dimostrato dall'esistenza di più religioni monoteiste, ognuno di noi ha il suo dio. Più o meno somigliante a quello proposto dalla chiesa, di qualsivoglia fede. Quello proposto dalla chiesa è una proposta. Credo anche che l'eccessiva superiorità dell'intelligenza del bambino rispetto all'educatore o meglio la sottovalutazione dell'intelligenza del bambino, induce il bambino a svuotare di fondatezza ciò che l'educatore propone. Ciò capita troppo spesso al catechismo. Il catechista appare come il bigotto per eccellenza. Credo che la problematica sia della stessa specie di quella attenente alla sfera sessuale. Sono entrambi questioni intime e spesso gelosamente segrete. Si esterna solo il risaputo, il comune. Ma il bambino ha solo quello gelosamente segreto. Non è disposto, spesso, ad impegnare luoghi così preziosi come l'intimo per questioni che fa fatica a far quadrare. In effetti scherzano spesso su talune questioni religiose. massimino jisdi@tin.it meda, 26 -3-2005 come il "religioso" scoraggiato bestemmia, il cittadino vittima della "politica" clientelare, "bestemmia" protesta contro lo stato. La dimostrazione lo troviamo nei nostri atteggiamenti quotidiani. Il terremotato che si lamenta per il ritardo o l'assenza degli aiuti, il disoccupato cronico che si lamenta dello stato che "non fa niente", il pensionato con integrazione al minimo della pensione che chiede, rabbioso, come si possa vivere con quei pochi soldi e via dicendo. Chi vuole ed e capace di sfruttare questi atteggiamenti li alimenta presentandosi come "altro" rispetto ai governanti, facendo leva sulla stessa ignoranza, che induce alla bestemmia in tutti i sensi. Chi non e capace o non vuole sfruttare l'ignoranza è combattuto tra la speranza del rinsavimento del cittadino e la certezza che ciò è utopistico. Vedere il caso della mafia in sicilia. Ad esempio la carenza di acqua. Sembra vero che i siciliani sino divisi in quelli che sanno e quelli che non sanno. Quelli che sanno non intervengono perché il loro lavoro consiste nel rifornire di acqua chi ne ha bisogno. Quelli che non sanno non sanno neanche come aver voglia di fare qualcosa per garantire il buon funzionamento degli acquedotti. L'esempio dell'acqua in sicilia è molto eloquente ma esistono molti altri atteggiamenti "italiani" nella nostra cultura. Ad esempio la pretesa, molto diffusa in italia, di avere tutto dallo stato. Il paradosso è che i pretendenti, nella protesta, decidono ad esempio di votare i berlusconi o i fascisti o comunque evocare le dittature, credendo che esse risolvano i loro problemi. E se si riesce a fargli capire che quelle soluzioni non servono al loro caso, rispondono che comunque tolgono il potere agli altri che non gli hanno dato ciò che sperava. Come si vede è proprio un problema lascia le armi in mano agli esasperati o, per convesso, è pericoloso esasperare chi ha le armi in pugno. Non serve a nulla dire, poi, che è un pericolo o che sono atti inconsulti. Un po' come lamentarsi degli antifascisti che, a guerra finita, continuavano a vendicarsi nei confronti dei fascisti. Massimino massimino jisdi@tin.it meda, 15 -3-2005 al mio collega dotato di spirito gli basta, quasi, dir buongiorno entrando in ufficio per divertire i colleghi. A me non basta neanche la barzelletta più formidabile per strappare il sorriso di un collega amico. Non solo la simpatia del mio collega gli frutta il benvolere del capoufficio, fin'anco a fruttargli una bassa attribuzione di lavoro a danno di noialtri colleghi che siamo quindi costretti a fare anche il suo lavoro. Come se ciò non bastasse lui, il simpatico, ha anche lo stipendio più alto rispetto a tutti gli altri. Come se non bastasse, siccome il capoufficio ha limitato lo spettacolo in ufficio, il simpatico ha organizzato delle serate, a pagamento, per soddisfare le richieste di divertimento che gli provengono da più parte, compreso i colleghi. Il simpatico è senz'altro quello che si dice un uomo di successo! Quest'uomo di successo, in realtà mi priva della simpatia dei colleghi catalizzandola tutta per se. Mi condiziona a fare parte del suo lavoro, si accaparra gli aumenti di stipendio esaurendo le risorse disponibili per tale scopo e mi sottrae ulteriore denaro facendomi pagare il biglietto ai suoi spettacoli. Stante questo quadro, anche se un po' al limite, è masochistico ed autolesionistico nutrire ammirazione per lui. Non si può considerare invidia l'indifferenza per un tale personaggio, e forse neanche una certa irritazione per un certo stato di cose. Ora proviamo a modificare le caratteristiche di un uomo di successo. Prendiamo un imprenditore che dal niente costruisce una fortuna. A parte che basterebbero le leggi economiche a dimostrare che c'è uno spregiudicato sfruttamento del plusvalore alla base della sua fortuna, ma il semplice fatto che lui si accaparra ingenti risorse per se a scapito di tanti altri dovrebbe indurre gli altri almeno a diffidare di un tale personaggio. Invece no. Un tale uomo di successo viene ammirato, riverito, favorito, aiutato, persino venerato. Quale rispetto si merita una umanità del genere? Non dico di invidiarlo o osteggiarlo ma almeno non tributargli nient'altro sarebbe rispettabile. Massimino. massimino jisdi@tin.it meda, 24 -2-2005 nessuno ha mostrato di avere la soluzione e la volontà di fermare la scure che continua a taglieggiare diritti e status acquisiti dagli italiani. Piuttosto sembra aleggiare sempre più apertamente la tesi di montanelli: "gli italiani hanno bisogno di essere 'vaccinati'". In queste situazioni non è facile frenare le spinte all'egoismo ed all'individualismo. Si può ottenere qualcosa, ma non molto, solo scendendo dai piedistalli per coinvolgere pazientemente gli altri nelle decisioni. Ma con chiarezza e crudezza di espressioni. Usando i motivi reali, veri, per cui occorre 'resistere'. Invece di farsi affascinare dagli eufemismi per indorare le pillole o usare i fraintesi per strappare i consensi. massimino jisdi@tin.it meda, 4 -2-2005 il grande talk educational @rai.It guardando "il grande talk" con piero angela, come ospite, mi è stato evidente la differenza tra le trasmissioni di piero angela e le altre, come la vostra, è nella serietà. Guardando, ad esempio, la vostra trasmissione è chiaro che l'unico vostro scopo è di mantenere la confusione nella gente parche nella confusione c'è preda per tutti: per voi tutto ed il contrario di tutto è uguale se fa odiens. Si da l'idea che non ci sia nulla di serio nel mondo: tutto è plausibile se produce denaro. L'unica soddisfazione resta la vostra! Guardando i programmi di piero angela ci si soddisfa di conoscenze, come dice lui. Anche nella consapevolezze che non si ha gli strumenti di verifica di ciò che angela racconta. Si prende come ipotesi molto verosimile, non stride con i pochi elementi "testuali" di storia che abbiamo e ciò basta. Angela non chiede, dà. Ha vinto anche nei confronti di berlusconi: i miei figli cresciuti con le tv private non hanno subìto deviazioni grazie a piero angela ed a quark. È per questo che gli rendo meriti, per quel che posso. Voi, invece, chiedete! In mano non ci resta nulla perché sarà demolito nella puntata successiva. Non so se angela sia sincero, buono o onesto, a me basta che nel tempo non mi ha mai deluso. Pur in questo mondo di lupi. Massimino di donato - meda - milano massimino jisdi@tin.it meda, 2 -2-2005 quando il bimbo nasce percepisce la vita ed il mondo come il "paradiso terrestre", anche perché i genitori (anche nel mondo selvaggio) fanno di tutto per farglielo apparire tale. Con la crescita crescono le conoscenze, sia pure elementari, ma anche le esigenze, per cui si scontra con la cruda natura ambientale che gli impone limiti e doveri. Da qui cominciano le demolizioni del "paradiso terrestre" e, conseguentemente le demonizzazioni dell'ambiante, di cui si registrano solo le ostilità sorvolando e sottintendendo le benignità, che vengono inconsciamente registrate come cose dovute. Al manifestarsi dei primi sintomi di conflittualità, i genitori intervengono con la scuola che istruisce dovutamente il giovane sulle varie discipline che sono necessarie per continuare nel cammino della vita. Per scarsità di tempo e di risorse, però, si è costretti a considerare delle priorità tra le discipline per insegnare quelle più importanti ed impellenti per la formazione e rese possibili dalle risorse "scolastiche". Sulle carenze scolastiche della nostra società se ne sono dette di tutti i colori: la prima che rilevai, nella mia gioventù, è quella sulla conoscenza del corpo umano per poter stabilire il giusto rapporto tra la nostra mente ed il nostro corpo. Ma ce ne sono molte altre. Tutte queste discipline sono state considerate "specialistiche" e quindi inserite nel gruppo che si insegna nelle varie formazioni specialistiche e collaterali. Le discipline del campo dei "saperi" sono molte. E mano mano che l'uomo le ha scoperte o le ha ritenute notevoli di attenzione, specialmente a causa dell'aumento della complessità sociale, sono state inserite nell'elenco delle discipline prescrivibili. Nel gruppo delle discipline "specialistiche" c'è anche quella, non proprio classica, delle scienze politiche. Negli ultimi tempi, tutto il secolo scorso, questa disciplina ha ricevuto una notevole attenzione ed ha avuto un notevole sviluppo a causa di un grande sviluppo tecnologico che ha inflitto alla società una enorme crescita di pensiero ed un conseguente sviluppo culturale che è ancora tutto da valutare. Tra le filosofie prescritte da scienze politiche c'è quella dei rapporti interpersonali. Il giovane impara queste filosofie vivendo e la storia ci ha dato ad intendere che quelle apprese autonomamente siano sufficienti per condurre una vita corretta in seno alla società. La velocità di sviluppo della società, però, ci ha fatto capire che il tempo necessario per apprendere una filosofia solo basandosi sulle esperienze è troppo lungo per rendere queste filosofie fruibili dallo stesso individuo che le ha apprese con l'esperienza. E' da questa considerazione che nasce l'esigenza di "prescrivere" le filosofie delle scienze politiche a tutti quelli che vivono intensi e frequenti rapporti con grandi moltitudini di persone. Considerando che lo sviluppo sociale si riflette sulle vite private con le stesse velocità diventa chiaro come l'acquisizione delle filosofie relazionali siano importanti per ogni individuo, anche nella vita famigliare. Non solo la diffusione di queste filosofie potrebbe portare ad un rapporto meno conflittuale anche tra i popoli e le nazioni con una conseguente riduzione delle guerre e specialmente delle guerre economiche. massimino jisdi@tin.it meda, 8 -1-2005 l'arte di piacere: essere simpatico e/o interessante. Ispirare e dare fiducia. L'arte di "donare", agli altri, l'organizzazione di cui hanno bisogno o credono di averne necessità l'arte di avvalersi dei "doni" che gli altri "amano" fare. Dai semplici consigli alla capacità di fare: la manodopera. L'arte di ripagare le aspettative di quanti "amano donare": scambiare i doni. L'arte di fare marketing. Il governo degli "animali domestici". massimino jisdi@tin.it meda, 8 -1-2005 per attivare una campagna promozionale occorre: - individuare il "target" di mercato. Berlusconi è come il tsunami: la seconda ondata è la più disastrosa! ... Ma noi eravamo stati avvisati! Rai: "nessuno vi conosce come noi". ... E' per questo che ci propinate la tv spazzatura? B: "la cultura degli italiani è appena della media inferiore". ... Ha ragione. Solo dagli anni 60 l'italia cerca di elevarsi dalla cultura 'elementare' e già negli anni 70 craxi e berlusconi gli sbarrarono la strada. Con mille "stratagemmi", nuove false promesse e grandi illusioni. Con la scolarizzazione diffusa si pensò essa bastasse per scalare la "società". Comunque che bastasse un "titolo", anche senza concreta coscienza sociale. Non si capì che la competizione sociale si portava, con la scolarizzazione, a livelli più alti piuttosto che divenire più "facile" o più a portata di mano. In sostanza: la scolarizzazione non modifica la struttura piramidale dell'organizzazione sociale, bensì acutizza la competizione per la conquista dei "posti". Va considerato però, che la scolarizzazione ha sempre un effetto diverso sull'individuo in funzione della cultura familiare. Il cittadino "politico" nasce in famiglia, cresce in cortile e si forma ed informa nella scuola. L'assenza, sempre crescente, della famiglia peggiora sempre di più la cultura di una società, anziché migliorarla, perché senza la famiglia la cultura diventa una conoscenza senza coscienza. L'attuale "cultura" è il frutto della reazione del potere alla scolarizzazione di massa. Alla fine degli anni 70 qualcuno si accorse del frutto della prima scolarizzazione e riuscì a far intendere al potere di allora quale doveva essere la mossa vincente. Si chiamava craxi. La mossa consisteva nel tacere sull'assenza della famiglia (in modi subdoli) e lasciando credere che la scolarizzazione non fosse risolutiva dei propri problemi. Il risultato: oggi l'abbandono scolastico è tornato a crescere. Conseguenza: la scuola "produce" operai per ogni attività manuale o intellettuale che sia. Se si vuole altro bisogna scegliere oculatamente ed a caro prezzo la scuola giusta. massimino jisdi@tin.it meda, 3 -1-2005 l'indole umana è descritta bene dalla storia. dalla storia dell'uomo si evince che il "diavolo" esiste come esiste "l'angelo del signore" fintanto che non si è capito ciò non si è capita la storia. Quando non si è convinti bisogna considerare che la storia è stata raccontata da più parti ideologiche di fondo ed in epoche diverse. Basterebbe leggere qualcosa delle storie scritte in epoche diverse e da ideologie diverse per trarre delle conclusioni abbastanza veritiere. Ad esempio: i religiosi di varie idee sono convinti dell'esistenza del "diavolo" e "dell'angelo del signore". Ciò deve farci dedurre che probabilmente essi esistono. Ad esempio: la storia ci racconta i fatti e la religione racconta le parabole. Ma entrambi riferiscono di vicende umane presunte vere. Quindi! Come dicono le religioni, stiamo molto attenti, rifugiamo le occasioni, e liberiamoci dal male: non lasciamoci colpire, perchè se tutti ci riescono, anche noi saremo impossibilitati a fare del male. Certo è che se non ci armiamo saremo deboli, ma non sempre indifesi! Perderemo varie battaglie ma, facendo il bilancio, l'umanità ha vinto più con la pace che con le guerre. Anche se le guerre ci hanno aguzzato l'ingegno. Ma i periodi di pace sono stati sempre più proficui. C'e' una progressione nel miglioramento dei periodi di pace. Ciò deve farci riflettere. Bisogna accrescere, sempre, le capacità di combattere il male. La storia ci insegna che ci sono delle battaglie da perdere per poter vincere la guerra. Se veramente vogliamo la democrazia (ammesso che gli uomini di oggi la meritino) bisogna vincere le guerre contro gli antidemocratici e forse perdendo varie battaglie. Per vincere, però, non bisogna mai perdere di vista l'obiettivo che la guerra si prefigge. Non confondere la guerra con la battaglia. Nel contempo bisogna dotarsi di comandanti maestri di tali attenzioni. Molto spesso la democrazia ci obbliga a sottostare a condizioni sgradite. Quelle condizioni si superano considerando che l'equilibrio è una circostanza rara in un sistema vivo e quindi dinamico: l'equilibrio è sempre frutto della contrapposizione tra due forze contrastanti. Un copista, se non è stupido, ci mette del suo nella copia. Ma noi abbiamo bisogno di una copia autentica! massimino jisdi@tin.it meda, 21-12-2004 la specializzazione del perito in elettronica industriale consiste nell'acquisizione di una serie di conoscenze necessarie per l'applicazione in campo industriale delle tecniche elettroniche. Questa applicazione era ed è richiesta dalle tecniche industriali poste in essere dalle filosofie produttive sviluppate dall'uomo nel suo cammino evolutivo fin dalla realizzazione della ruota, dopo essersi svincolato dal tabù del fuoco, che rimane alla base dello sviluppo tecnico e scientifico dell'umanità. Al tempo, gli anni 1960, l'elettronica era limitata alle trasmissioni radio (comprendenti anche la tv), per il cosiddetto mondo civile: quello militare, comprendente anche quello segreto, era già avanti di qualche decennio,. Lo sviluppo delle tecnologie elettroniche, inteso come conseguente all'ampliamento delle conoscenze fisiche e chimiche della materia, ha reso possibile l'idea di realizzare i complessi circuiti elettronici, necessari ai dispositivi di controllo, per attuare il controllo dei vari processi. In questa fase era necessario, come nelle fasi precedenti dello sviluppo industriale, una ampia diffusione delle conoscenze per garantire un agevole gestione degli impianti produttivi. L'esercizio, nell'applicazione delle tecniche elettroniche, ha fatto divulgare una capacità di analisi e di sintesi senza la quale non era e non è possibile realizzare un controllo di processo. Non è possibile realizzare neanche una palla di creta senza aver acquisito almeno la cognizione manuale per farlo. E' per questo motivo che il tecnico elettronico è costretto ad acquisire tutte le cognizioni, almeno manuali, del professionista per realizzare un controllo (elettronico) soddisfacente del processo che si vuole eseguire meccanicamente o automatizzare. E' da questa necessità che scaturisce il "furto" di competenze, perpetrato dall'automazione, a danno di molti e a vantaggio di pochi. E' facile intuire il vantaggio avuto dai tecnici elettronici in questa fase dello sviluppo industriale. La grande necessità di tecnici elettronici e la relativa scarsità tecnici capaci ha generato uno squilibrio fra domanda ed offerta che ha fatto crescere le retribuzioni dei tecnici elettronici. Una fortuna relativamente breve, durata poco più di un decennio, a metà degli anni 1980 si può stabilire l'inizio della rapida discesa del potere contrattuale di questa attività, non ha fatto in tempo neanche a diventare una professione: a metà degli anni 1990 non esisteva più, praticamente. E' rimasta la vecchia professione dell'elettricista, in grado di usare, insieme ai componenti elettrici classici, anche i nuovi componenti realizzati con la microelettronica ed entrati a far parte della già grande famiglia dei componenti elettrici. Va annotato che il tecnico elettronico ha avuto anche il vantaggio assistere la crescita dell'informatica. L'occasione gli ha dato la possibilità di acquisirne una discreta conoscenza che si è tramutata in risorsa al momento della decadenza dell'attività "hardwearistica" come detta in gergo. L'esperienza derivata dall'esercizio nel creare circuiti elettronici di controllo è risultata equivalente alle risorse necessarie per l'applicazione delle complesse apparecchiature, tra cui i personal computer, nelle varie attività. Applicazioni "elettroniche" massimino jisdi@tin.it meda, 21-12-2004 il ruolo del programmatore-sistemista nelle attività umane l'amministrazione di condominio tra i problemi dell'amministratore di condominio c'è la redazione delle conclusioni amministrative come il rendicontamento e la ripartizione delle spese in maniera chiara, intelligibile e coerente alla realtà dell'economia condominiale. La laboriosità e la ripetitività di tali operazioni hanno indirizzato gli amministratori verso l'automazione di tali lavori, visto che lo sviluppo dei p.C. Lo rendeva molto accessibile. In sostanza l'amministratore chiede al programmatore un programma per redigere i vari elaborati. Il programmatore raccoglie, dall'amministratore, le informazioni necessarie alle tecniche di programmazione per realizzare il lavoro e scrive il programma. Il programma viene provato, verificato nelle varie operazioni, commentato dall'utilizzatore e se necessario (generalmente si) aggiornato in base alle nuove richieste. Ad ogni nuova necessità, per un nuovo tipo di condominio o per una diversa organizzazione del vecchio condominio, l'amministratore chiede un implementazione del programma per soddisfare le nuove esigenze. In tutte queste fasi, che iniziano con le operazioni più semplici per passare a quelle via via più complesse, si finisce con il trasferire alla macchina tutte o quasi le attività del "lavoratore" che ha richiesto l'automazione. Alla fine tute le competenze, escluse quelle politiche, del lavoratore sono perse a vantaggio del programmatore, che diventa persino più competente del "lavoratore", e della macchina. L'ufficio dell'amministratore di condominio si trasforma: da un ufficio pieno di ragionieri o equiparati che fanno i conti e redigono opportunamente gli elaborati, e poche persone che si occupano dei problemi relazionali che esistono nel condominio e che si possono raccogliere sotto la categoria "politica", esso diventa un nuovo ufficio in cui restano solo i "politici" che continuano la loro attività, aggiornando la parte relativa alla stesura del piano dei conti, che adesso consiste nella personalizzazione del programma, per i vari condomini. Quanti lavoratori si sono persi? ... Sono sempre troppi. Non solo. Il servizio non è più fornito con la trasparenza è l'onestà richiesta dalla presenza di testimoni (poco importa il potere professionale) che inducono l'incaricato dell'amministrazione ad un minimo di decoro (ciò che il gruppo esprime) ma viene offerto in piena discrezionalità dell'incaricato dell'amministrazione che a parte il cosiddetto lavoro di segreteria può riunire in se tutte le funzioni "amministrative". Questo aspetto, apparentemente marginale, se lo spostiamo in altri settori di attività umane può assumere aspetti preoccupanti per l'organizzazione sociale. E' ciò che solitamente chiamiamo accentramento! Ho conosciuto questa problematica quando mi sono occupato della informatizzazione delle redazioni dei quotidiani: i giornalisti lamentavano proprio questo aspetto della fattura del giornale. Ma si tese a confondere queste preoccupazioni con il corporativismo accusando i giornalisti di opportunismo. L'operazione fu facile. La funzione dell'informazione nella società non è stata mai una cognizione delle masse, che invece vedevano i giornalisti come facenti parte del potere. Mussolini aveva addirittura elevato i tipografi a rango superiore, dando loro lo "spadino" di cadetto militare. Queste situazioni hanno già invaso molti aspetti della vita umana, e dilagano sempre più. Porre un freno sembra "buddistico" ma considerare il problema è essenziale. La società che conosciamo meglio, quella basata sull'economia agricola ed industriale originaria, aveva bisogno di "braccia", e quindi testimoni. Oggi no. Si va verso una società che crede di poter soddisfare le proprie esigenze ordinando qua e là ciò che vuole, approfittando della macchina che a comando rispondono senza porre obiezioni. Niente più dipendenza dalle "braccia". Ecco perché il proletariato non ha più potere, la famiglia per crescere la prole non è più una risorsa essenziale per la società. E dove la macchina non è ancora arrivata ci sono ancora gli "schiavi" nuovi, che assomigliano a quelli già conosciuti nella storia. Gli schiavi d'egitto, quelli romani, i servi della gleba che sono stati trasformati in "lavoratori" dall'era industriale. Marx gli diede un ruolo, una dignità. Oggi l'hanno persa o la stanno perdendo gradualmente con l'avanzare delle automazioni. Questo complesso di fatti ha indotto il lavoratore a pensare che le organizzazioni nate per conquistare migliori condizioni di vita avessero tradito o quantomeno ridotto le loro attenzioni ai problemi dei meno abbienti. La realtà è che le nuove condizioni sociali hanno reso vane le attività di dette organizzazioni perché non più incidenti sulle nuove attività umane. Da un lato perché non comprese a pieno. Dall'altro perché le persone che si aspettano benefici dai risultati, delle attività delle organizzazioni, sono loro stessi, inconsapevolmente, che determinano le condizioni che si vogliono combattere. Infatti il meccanismo dei consumi, alla base delle conquiste socioeconomiche delle persone, coinvolge tutti, dal vassallo al servitore della gleba, in un'unica condizione. Che risulta, a ben vedere, proprio l'obiettivo prefissato: pari dignità tra gli uomini. Probabilmente la pari dignità non era stata raggiunta anche perché non si è capito che essa dipende sostanzialmente dalla cultura, che non si compra nei supermercati, ma si forma con la presa di coscienza tanto amata da marx quanto faticosa da conseguire. massimino jisdi@tin.it meda, 20-12-2004 ho appena finito di guardare, alla tv, uno sceneggiato che racconta la storia di una coppia. Lui ingegnere figlio di un armatore che lavora nei cantieri del padre. Lei un'architetto, mai accettata dalla suocera, che non ha mai esercitato, neanche nell'azienda cantieristica, sempre per l'avversione con la suocera. Hanno un figlio laureato che in comincia a lavorare nell'azienda del nonno, che è il capo dell'azienda, nella filiale oltre oceano, in america. Proprio in occasione di questa partenza scoppiano i problemi. Il tutto pare un accanimento gratuito. Uno sciacallaggio sulle macerie del rapporto uomo-donna allo sfacelo, in questi tempi. Sceneggiato malamente e realizzato peggio: situazioni improbabili, al limite del realismo forzati e miracolosi. Da bambino, queste situazioni le chiamavamo, fatte a forza. Forse per descrivere scenari ipotetici per dimostrare non si sa che cosa. Su una questione importante per il futuro delle persone. E rispetto alla quale si è praticamente impotenti: qualsiasi cosa si faccia potrebbe deteriorare la situazione già grave. Rispetto al rapporto uomo-donna, se non si è certi di operare per bene, è meglio lasciar stare. Basti la raccomandazione: fra moglie e marito non mettere il dito! E' meglio lasciar stare se non si ha il coraggio di dire le cose come stanno. Se non si ha il coraggio di affrontare il nuovo assetto economico che si sta dando alla società, per cui è congeniale un nuovo rapporto uomo-donna si fa solo sciacallaggio. Altrettanto se non si è coscienti di quanto stà avvenendo, e perché, nella società, oggi. Si finisce per essere vigliacchi come tanto giornalismo d'oggi a corte dei governanti. Non si da nessun aiuto. Anzi si peggiora la situazione sapendo di farlo dato che la fantasia degli autori e dei registi è lungimirante, come dimostrano tanti films di fantascienza. A chi dire ciò? Alle vittime? No. Non capirebbero. Agli aggressori? No. Ti renderebbero muto. A chi interessa ciò? Alle vittime. Ma sono soggiogate al punto che non capirebbero. Mi sembra di vivere in un cartone animato intitolato "conad". Lo guardava mio figlio. Descriveva una società di alieni intendi a sopprimere la società umana mano mano che gli carpiva le conoscenze. Colpa del grande fratello. Nostra! Giacchè il grande fratello siamo noi. Nel suo "ripensamento", in cui si svincola dal maschio cercando un ruolo autonomo, la donna si sta comportando come l'emigrante che nell'imparare la nuova lingua impara prima le parolacce. Speriamo che l'apprendimento non si fermi alle parolacce, come per molti emigranti! Massimino di donato -meda- massimino jisdi@tin.it meda, 14-12-2004 nello studio dei sistemi, nel senso più ampio del termine, è importantissimo l'osservazione della logica di relazione fra i vari sottosistemi. Questa logica è anche conosciuta come logica dei blocchi. Essa fissa delle regole basilari di relazione fra i blocchi di un sistema le quali garantiscono l'integrità del sistema al mutare del blocco o sottosistema al suo interno. In realtà le mutazioni del blocco sono possibili solo se non modificano i caratteri di interfacciamento del blocco con il resto del sistema. Queste teorie hanno valenza scientifica perché sono applicabili in ogni disciplina di studio, sia essa di carattere scientifico o filosofico. La validità di queste teorie deriva dalla possibilità di stabilire un ordine, anche gerarchico, tra le cose trattate nello studio. In particolare la catalogazione delle cose. Indispensabile sia in fase di progetto di sistemi nuovi che in fase di studio conoscitivo dei sistemi in uso. Ad esempio, il sistema economico: si può intendere il sistema di uno stato, di una regione di una comunità minima come quella di una famiglia o quello internazionale. E' naturale che ognuno di questi sistemi diventa sottosistema di quello di grado superiore, secondo l'organizzazione sociale. Sottosistema del sistema economico è il cosiddetto mondo del lavoro. Anch'esso sottostà alle stesse regole dei blocchi. Se qualvolta pare che un'azienda sia un mondo a se stante stiamo prendendo un abbaglio. Tutti i blocchi facenti parte di un sistema più grande sono inquadrati in un ordine preciso e gerarchico. L'esistenza di blocchi di pari livello all'interno di un qualsiasi sottosistema è una anomalia rispetto al sistema teorico e perfetto. Questa anomalia è anche detta "concorrenziale": nel sistema economico è tenuto sotto controllo dalle cosiddette regole di mercato. Il sistema economico, oggi, è tale che rende possibile una organizzazione del mondo del lavoro di carattere schiavistico. Genera tanti "caporali" che devono rendere conto solo di un aspetto: la fornitura di un servizio. Intendendo per servizio una serie di prodotti ritenuti utili e necessari dal sistema economico vigente. Ciò ci impone di avere un quadro molto preciso e circostanziato del mondo del lavoro per poterci accedere senza diventarne schiavo e cioè nel rispetto di doveri e diritti già stabiliti negli altri sistemi di convivenza come lo stato, nella sua storia, e l'ordine degli stati, come ad esempio l'europa, l'onu ed altri sistemi, in vero sempre in via di riprogettazione e sviluppo. Attenzione a non dichiarare mai queste riflessioni oziose ed inconcludenti. Se mai incomplete, meritevoli di miglioramenti ma vanno sempre fatte. massimino jisdi@tin.it meda, 18-11-2004 lo sfruttamento dell'"imbecillità" umana da parte del potere, in tutti i sensi, è una cosa vecchia come il mondo. La novità odierna sta nella sfacciataggine, nella spregiudicatezza con cui viene esercitato questo sfruttamento. E' possibile far risalire questo utilizzo al concetto di "gestione delle risorse umane". Un concetto molto in uso tra i popoli arretrati culturalmente reimportato dall'america e fatto tornare, prepotentemente, in voga alla fine degli anni settanta. Ricordo che allora schernivamo, nelle attività sindacali, chi lo utilizzava accusandolo di confusione malefica tra i mezzi di produzione ed il personale, le maestranze. Ebbene il nostro timore era fondato! Hanno perseguito pervicacemente l'obiettivo di assimilare le macchine agli uomini e trattarli quindi allo stesso modo spregiudicatamente. Senza pudore. Senza vergognarsene. Come fosse una cosa normale. E' come se tornassimo indietro ai tempi de "i miserabili". Ma se per "i miserabili" si può invocare i l'attenuante dell'arretratezza socio economica, oggi ciò non è ammissibile. Un cittadino, oggi, no può permettersi di rifiutare la coscienza del vivere in una società con ampie conoscenze e possibilità: non si può pretendere di usare il telefonino (come tutti gli strumenti di cui ci siamo dotati) senza meditare sulla loro potenza. Che influisce in misure talmente spaventose sulla nostra indole che non le crediamo possibili e le deridiamo. Forse la "vaccinazione" di cui parlava indro montanelli è piuttosto una cura omeopatica. Sperando che l'inoculazione del veleno possa sviluppare la capacità dell'organismo a difendersi dal male. massimino jisdi@tin.it meda 16-7-2004 mi ha sempre destato interrogativi il "motto popolare". Mi sono sempre chiesto perché la gente ripete, quasi involontariamente, quelle "frasi" che classifichiamo come "motti". Nelle riflessioni, mi è subito venuto in mente un motto: "voce di polo voce di dio". Che poi assomiglia a "dove sputa un popolo sorge un lago!". Non so quanto sono comuni questi motti ma ne sono stato interessato. Tra le varie riflessioni, religiose e filosofiche, mi fermo su quelle filosofiche. La chiave è: se un modo di dire viene ripreso da più generazioni avrà pure qualche significato. Ciò è importante per dire che non serve il "marketing" che è una trovata affaristica: l'uomo ha sempre colto il senso delle cose! Chi propone le cose con vesti "nuove" vuole fuorviare! Come si dice: "non c'è nulla di nuovo sotto il sole!". Si può fare un elenco di motti e analizzarli con calma ed "intelligenza". Tenendo sempre presente che l'intelligenza non è mai disgiunta dalla meditazione. massimino jisdi@tin.it meda 10-5-2004 dai notiziari si capisce che la discussione sulla "guerra in iraq" diventa sempre più accesa. Cercando di capire le varie posizioni si arriva a concludere che ci sono posizioni estremistiche e posizioni meno drastiche: che ho imparato a catalogare come posizioni di "governo" che considerano i fatti in prospettiva. Se noi cercassimo di rappresentare sul piano cartesiano, l'andamento dello sviluppo delle questioni sociali, in sostanza, potremmo descrivere la visione estremistica come un andamento a scatti, con variazioni repentine tra un massimo positivo ed un massimo negativo, nel diagramma complessivo della rappresentazione. Invece una visione "in prospettiva" avrebbe una rappresentazione con andamento graduale e continua: detta pure analogica. Mentre l'andamento a scatti viene anche detto "logico", cioè con variazioni in tempo zero, da un minimo ad un massimo e viceversa. A me non dispiace che l'estremismo possa essere "logico" bensì che lo si voglia applicare, alla lettera, alle vicende umane. Il problema sta nel tempo zero. L'umanità non riesce ad agire in tempo zero e tantomeno ad alta velocità perché è costituita da una massa rilevantissima. E' tutto qui! Maggiore è la massa, maggiore è l'inerzia del "corpo", indipendentemente dal punto di vista. Se poi il punto di vista è culturale, un parametro complesso e ampio, l'inerzia cresce con andamento esponenziale in rapporto alla massa: pensate solo alla resistenza che l'ampiezza oppone all'aria. ... Gli aerei ci restano sospesi! Voglio dire: se dall'opposizione lanciamo proposte insostenibili, agli interlocutori internazionali, saremo in grado poi di confermarle? Non è una questione di opportunismo è una questione di coerenza, di rispetto dei cittadini che sono la forza di una nazione. Non si può ridurla ad una forza teleguidata, con andamento incoerente seppur "logico". La coerenza è importante perché conferma la "logica naturale" delle cose, che è essenziale per l'uomo se poi cerchiamo di leggere il diagramma sul piano cartesiano scopriamo che esso è dipendente anche da altre funzioni che evolvono parallelamente, il cui sviluppo non è ne di facile determinazione ne affidabile, quand'anche lo si potesse prevedere. Ne consegue che da una posizione di responsabilità di governo si gestisce le sorti di intere popolazioni che dipendono da interi sistemi economici che sono sostenuti da lavoratori e aziende che sono la base delle culture di cui si vuole leggere l'andamento sul piano cartesiano. massimino jisdi@tin.it meda 19-3-2004 oggi le persone, i giovani in particolare, sono in uno stato di disagio per cui possono essere indotti a fare qualunque cosa. Vediamo certi programmi tv in cui si fanno seppellire per gioco, ad esempio. Ma non solo lo stesso lavoro spregiudicato che fanno le "veline" o personaggi similari come i partecipanti a trasmissioni come quella di de filippi dove inscenano situazioni fra le più offensive per l'animo umano. Insomma sono disposti a tutto pur di avere qualche soldo. Siamo diventati tutti soldati? Forse si! Visto che anche lo stato arruola uomini e donne negli eserciti. Eppure, da giovani, negli anni settanta chiedevamo l'industrializzazione del sud come arma contro la mafia. Dicevamo che togliendo i giovani dallo stato di necessità si toglieva manodopera alla mafia. Sognavamo? Eravamo fuori dal mondo? Forse! In effetti proprio in quegli anni con l'elettronica si stava preparando la grande operazione di politica del lavoro. Associata allo sviluppo del femminismo. Le grandi industrie, proprio durante gli anni settanta misero appunto le macchine utensili per sferrare l'attacco che portò il capitale a vincere la guerra contro i lavoratori. Possiamo fissare la data al 79. La marcia dei quarantamila colletti bianchi di torino. Anche a loro avevamo sempre detto che erano strumenti in mano ai padroni. E non ci credono ancora adesso. Furono usati per far indurre gli altri lavoratori a smettere la lotta ad oltranza. E invece dissero che loro ci avevano visto giusto. Che avevano intuito la voglia dei lavoratori, di smettere la assurda lotta, e gli diedero la mano per esprimerla. Il frangente delle lotte alla fiat è il momento di svolta, ufficiale, nella guerra tra padroni ed operai. In quella fase furono inseriti le nuove macchine utensili che dimezzavano la richiesta di manodopera ad ogni nuova installazione. Così si andava ad occupazione zero nel giro di poche installazioni. O generazioni tecnologiche. La cosa divenne più evidente nei primi anni ottanta quando partì la produzione microelettronica. Con essa le macchine, chiamiamoli robot ormai, potevano fornire prestazioni non solo qualitativamente migliori ma anche innovative dal punto di vista funzionale. Da allora, infatti, anche le automobili di classe economiche furono dotate di funzioni sempre più sofisticate. Tanto che oggi anche le utilitarie hanno ritrovati antinfortunistici e confortevoli che solo le auto di lusso potevano permettersi, fino agli anni ottanta. E' da queste considerazione che sorge, logicamente, la domanda: la mafia ha vinto? Non basta dire che la domanda è estrema. Serve solo alla mafia. Quella dei nuovi padroni che non vengono accettati da agnelli in confindustria. Già, perché agnelli non si è fatto mai confondere con la mafia. Lui aveva dalla sua parte lo stato! Avevamo forse ragione quando dicevamo, sempre da giovani negli anni settanta, che la mafia aveva una sola cosa buona: l'onore! Oggi i padroni non hanno onore, a parte qualche imprenditore tutti gli altri padroni sono dei veri avventurieri che sfruttano lo stato di necessità vissuto dalle masse. Mi sono spesso trovato a dire che il luddismo è una filosofia che non muore mai. Ho conosciuto l'avversione alla tecnica nell'inserimento delle centrali elettroniche che sostituivano le operatrici telefoniche. Quando si volle sostituire la penna d'oca ai giornalisti, si inventarono persino che i personal computer si mangiavano i dischetti. Li buttavano per dimostrare che il pc era una modalità affatto funzionale. Insomma i donchisciotte si trovano a tutti i livelli di istruzione. Tra i malavoglia. La malavoglia che oggi ci rende deboli nei confronti dell'america che non crede nelle affermazione di non belligeranza degli altri perché hanno voglia di fare. Fosse anche la guerra, se necessario! Noi non abbiamo avuto neanche la voglia di fare i contratti di solidarietà per dividerci quel poco lavoro che ci era rimasto dopo l'introduzione dei robot. E' vero! Non risolveva il problema disoccupazionale. Ci avrebbe dato però una grande coscienza di solidarietà sociale che ci aiuterebbe a combattere l'attacco quotidiano del padrone. Oggi che proprio l'assenza di solidarietà da forza a chi vuole riprendersi tutto il potere perso negli anni sessanta e settanta con le battaglie per i diritti umani e sociali. La coscienza che solo con l'unione i più deboli possono confrontarsi con i forti. La coscienza che lo stato organizzato e sociale serve ai più deboli. I forti sono autonomi da soli. E' per questo che sono d'accordo con la lega nella disgregazione dello stato. Questo particolare è di grande importanza possiamo buttare via tutto ma non questo concetto. Questo concetto vale più delle trentacinque ore, dell'inumana vittoria sulla fecondazione artificiale eterologa. Bisogna salvare il salvabile! Il nemico ci attacca anche con questi metodi: cerca di sviarci con argomenti devianti. Dobbiamo fissare saldamente i nostri ideali. Primo l'organizzazione, in tutti i sensi: dalla famiglia al condominio al quartiere il comune e via dicendo fino allo stato ed i rapporti internazionali. Chi nuoce all'integrità di queste istituzioni vuole indebolirci per poi sconfiggerci definitivamente. Non dobbiamo credere ai vitelli d'oro. Sono solo soddisfazioni brevi ed effimere. massimino jisdi@tin.it meda 16-3-2004 chissà perché la fuga degli ebrei dall'egitto conserva valore ancora oggi? Forse perché significa liberazione dalla schiavitù? Quale dio liberò gli ebrei dalla schiavitù? Un dio che, forse, vive ancora dopo cinquemila anni. Non ostante l'oblio. Un dio che, per fortuna, resta latente quando viene dimenticato. Quando viene sostituito con altro. Come accadde agli ebrei poco tempo dopo la liberazione e mosè dovette ricorrere alle tavole dei dieci comandamenti. Una storia di oblio, di apatia, di inedia, di scarsa voglia di vita. L'egiziano, al risveglio, la mattina, ha voglia di fare sfruttando l'ebreo che vorrebbe oziare come, crede che faccia, il faraone. E' come se l'egiziano pensasse che l'ebreo stia lì ad aspettarlo per essere comandato. Che senza di lui l'ebreo si dissolverebbe con l'inedia. Quando questo pensiero egiziano si sviluppa fino a conseguire la consistenza conseguita in egitto, allora, avviene il fatto culminante secondo la natura delle cose: maturano una serie di fattori che determinano l'evento come, ad esempio la liberazione degli ebrei. Secondo gli astrologi ciò avviene per gli astri nell'universo: accumulo di energia nel buco nero fino alla concentrazione massima che lo fa esplodere generando i pianeti che ruoteranno intorno al fuoco che continua a bruciare dopo l'esplosione. Per tempi immemorabili, a memoria d'uomo. L'impero romano impiegò mille anni per raggiungere il momento di scoppio. Circa mille anni dopo nacque l'impero americano. Ma l'effetto "smorzamento" non è una favola: esiste veramente. L'impero egiziano duro meno di quello dei sumeri e più a lungo di quello romano. Quello americano ha vita breve! Non è nuova idea. È la brutta copia di uno scolaro inetto, che non sa neanche copiare. D'altra parte è stato cacciato da scuola. Si rifugiò, o fu messo in castigo, nel "nuovo mondo" dove ripercorre selvaggiamente l'iter di sviluppo dell'uomo. Lo ha fatto troppo in fretta, probabilmente, visto i risultati che ottiene. Non medita agisce senza riflettere. E' come il matematico che risolve le formule operando troppe semplificazione: finisce per ottenere una formula magari opposta a quella originaria. Una sorta di apprendista stregone che non conosce, ne vuole conoscere, le formule magiche. Come se non si chiedesse come mai le maghe ed i maghi sono rappresentati in abbigliamenti perlomeno originali se non stravaganti o addirittura affatto abbiglianti. Dai loro intrugli ottengono draghi al posto di conigli e mostri maligni al posto di geni da conservare nelle lampade magiche. In questa fase gli americani stanno vivendo il momento dello scontro fisico tra gli uomini. Non capiscono ancora l'uso della ragione nel confronto umano. Hanno paura di tutto tranne che della ruota con cui trovato un buon rapporto perché lo fanno rotolare facilmente contro l'avversario. La sfida sta nel trovare la capacità di sfruttare la loro "forza vitale" a vantaggio dell'umanità. Il genitore europeo non mostra buona capacità educativa nei confronti del giovane americano, esuberante, forte, di giovane aspetto (bello) ma ancora profondamente ignorante, inesperto e poco socievole. La fantasia è tanta. Fa nuove scoperte, sospinto dalla grande semplificazione operata sulle formule ma non sa capire a quali effetti collaterali va incontro con questa metodica. Crede che qualche istante sia sufficiente per consolidare un risultato. massimino jisdi@tin.it meda 10-3-2004 l'ansia , dopo il risveglio, Probabilmente è grande. Un voglia di vita che si materializza col desiderio di accendere la sigaretta. E' come se l'uso della sigaretta, accesa, mi desse tutto quello che, incoscientemente, cerco e di cui non conosco ne forma ne sostanza: ansia indistinta di vivere ma senza sapere ne come ne cosa. Una sensazione appagante, senza la fatica di sapere cosa, e come, vivere. Come se la sigaretta racchiudesse in se tutto ciò che si desidera o si potrebbe desiderare. Cosi si potrebbe spiegare l'atto di compiacimento nell'accendere la sigaretta dopo un rapporto intimo, come si è visto spesso descrivere nei films. Ansia che potrebbe nascere dalla convinzione di un potere senza limiti e di cui si ha consapevolezza incoscia di non poter esercitare, per vari e innumerevoli motivi. E allora accendo la sigaretta ed è come se l'avessi esercitato! Il vizio è frutto della meditazione: in questo momento ho voglia di fumare, come se credessi in ciò che ho scritto, e che ciò che ho scritto fosse di grande valore e quindi avessi un grande potere, inestrinsecabile, e quindi tanto vale accendersi una sigaretta! Mentre scrivo, la tv sta trasmettendo un servizio sulla vita dell'ex presidente degli stati uniti d'A. Nixon, E delle sue turbe psichiche raccolte da alcuni psicologi da cui si è curato. Vorrei ma non posso = potrei ma non voglio. Il compiacimento che spesso, soddisfacendo, riduce l'estrinsecazione del potere nel semplice atto del fumare la sigaretta. Come atto di superiorità a tutto ciò che invece si potrebbe fare al posto del fumare. Credo che debba esserci un nesso fra l'atto vizioso e l'alibi. L'atto vizioso, posto a sostituzione del potere potenziale finisce per sostituirsi ad esso: col tempo si arriva a confondere il potere, di far qualcosa, con l'atto vizioso, del fumo. Come se fumare equivalesse all'aver estrinsecato il potere: l'aver fatto qualcosa o aver assolto al dovere. La connessione con il dovere porta a credere che il vizio sia inteso, intimamente, come l'esorcismo del dovere: la bacchetta magica che lo fa dissolvere come se fosse assolto. Ho adempiuto ad alcuni doveri percepiti come ossessivi; ed alla fine la voglia "irrefrenabile" di accendere la sigaretta. Come giusta e meritata ricompensa per quanto fatto. E' come se il mio lavoro sia sacro e quindi possibile solo dietro lautissima ricompensa. Come ad esempio la concessione del vizio. "Mazze è panelle fa' les fille belle". Per noi questo è il tempo delle "mazze". Berlusconi non è l'unto dal signore, è il destino. Il destino, si usa dire, è cinico e baro. massimino jisdi@tin.it meda 10-2-2004 e' deprimente vedere, in un confronto televisivo, un esponente politico, insulso e illegittimo perché consociato ad altri esponenti indagati dalla magistratura, inveire ed interrompere, con argomenti infantili prima che pretestuosi, il proprio rappresentante politico e quest'ultimo replicare timidamente e confusamente. E' quanto ho patito guardando "ballarò" la sera del 10 febbraio 2004. Ora mi domando: perché andare in televisione, quelle poche volte, a dare occasione agli avversari politici di consolidare il loro seguito? Sono quasi sicuro che quei pochi che hanno visto la trasmissione si sono rafforzati nelle loro convinzioni se erano di centrodestra e hanno perso quella poca convinzione se erano di centrosinistra. Dove finisce la boria, contro quei pochi "leader" di centrosinistra, quando ci si confronta con gli avversari politici che ti deridono e turlupinano in pubblico? Abbiate un po' di orgoglio nel riconoscere quanto di meglio c'è in vostra compagnia! Senza di loro siete distrutti come a ballarò. Sarebbe stato così semplice, secondo me, attaccare bondi e castelli sull'offensività, dei lei loro discorsi viscerali, oltre che nei confronti degli elettori anche nei loro stessi confronti, e non l'hanno fatto. Perché? Penso che la motivazione sia nella frase: "il governo berlusconi è stato eletto dagli italiani e quindi deve governare!". E' come dire l'avete voluto? Adesso ve lo tenete! Cos'hanno gli italiani di così osceno che può essere rimosso massimino massimino jisdi@tin.it meda 27-1-2004 tv e radio private nella prima metà degli anni 70 la le conoscenze in materia di tecnologia elettronica rese e la sua evoluzione possibile l'accesso di più operatori al campo delle trasmissioni radio. Erano gli anni in cui la telefonia concludeva la sua espansione in fatto di commutazione automatica. Questo fatto faceva pensare che la comunicazione era a portata di mano, per tutti. In quegli anni si era realizzata anche la piena occupazione: chi aveva cercato un'occupazione l'aveva trovata. La capacità di spesa si era sviluppata enormemente e quindi ci fu chi pensò a come attivarla, dato che i modi di spendere degli italiani erano rimasti quelli degli anni sessanta. I beni di consumo erano limitati alle esigenze domestiche: della famiglia. I consumi individuali erano sconosciuti. Si doveva aprire un nuovo mercato dei consumi, spostare il concetto di "status simbol" su altri consumi e magari a "tempo determinato": esaurito un prodotto occorreva cambiare di nuovo. Erano intuizioni. Le indagini sociologiche no si erano ancora sviluppate. Le prime attività, in senso di creazione sfruttamento dei nuovi mercati, furono proprie le radio private. Si prefiggevano di consolidare gli ascolti per poi offrire queste capacità di contatto a quanti avevano bisogno di comunicare con altri: plubicizzare. Al momento ci fu grande confusione. Il concetto di marketing era deriso: che, ci mettiamo a fare i muratori, adesso? Questi operatori però non demordevano. Si incominciò a parlare di "juppys": ci fu anche un film di celentano, nel 74, "juppy-dù". Occorre notare che a metà anni 70 ci furono le prime avvisaglie di diminuzione delle opportunità di lavoro. Per i giovani in cerca di lavoro le opportunità offerte erano di nuove attività, generalmente commerciali: fu tra le prime esigenze che si vollero sviluppare. Le capacità relazionali e di collocazione dei prodotti. Si vedevano in giro giovani con giacca e cravatta e con grandi borsoni da "viaggiatori" allora si chiamavano così i venditori. In quel tempo ci fu un riflesso anche nel campo dell'abbigliamento. Questi giovani si rifornivano dai fondi di magazzino, dato che i vestiti che indossavano erano modelli di metà anni 60. Nacque il "casual". Furono necessari 10 anni affinchè il terreno fosse stato pronto per avere i primi raccolti. A ciò contribuì in maniera determinante lo sviluppo ulteriore delle "tecnologie elettroniche" che diedero impulso alle tecnologie informatiche e telematiche: era incominciata l'era della microelettronica. Essa aveva reso possibile lo sviluppo dei cervelli elettronici e quindi la diffusione dei personal computers, metà anni 80. Dopo le prime "prove tecniche" e gli affinamenti della seconda metà degli anni 70, lo sviluppo delle tecnologie rese possibile confidare nel futuro e quindi fare gli investimenti necessari per l'attuazione dei propositi nati nella prima meta degli anni 70. Gli juppys e la persuasione degli ambienti politici, che dovevano garantire il governo delle situazioni che si andavano a creare, furono le basi di dello sviluppo del nuovo consumismo consentito dallo sviluppo del boom degli anni 60 completato nei primi anni 70. Nacque così "il preambolo" e quindi il governo craxi, che aveva sviluppato un giro di amicizie nell'ambiente dell'imprenditoria milanese: berlusconi. Per seguire questi modi di pensare occorreva molta fantasia. La fantasia, si sa, non sempre si trasforma in realtà. È il caso dei fantasiosi seguaci delle nuove teorie nascenti sulle mode di attualità. Una serie di stereotipi che emersero in quegli anni, per via delle esigenze primarie che diminuivano, fecero da base di consumo per il nuovo mercato che si andava costruendo. Furono i nuovi progressisti. Tutti gli altri divennero conservatori. Li possiamo ritrovare oggi nell'ulivo. E' come se intendessero dire: "cari potenti d'italia (leggi democristiani) se voi credete di poter spadroneggiare confidando nel pudore degli altri che gli impedisce di reagire alla vostra ipocrisia avete finito di comandare!". massimino jisdi@tin.it 2-2-04 le fondamenta, in effetti negli anni 70 si ebbe l'ultima dimostrazione del "pudore" ipocrita in ambito politico. Veniva definito "onestà intellettuale". Essa prevedeva che la personalità politica mantenesse una certa coerenza nel discorso politico che faceva. Ciò comportava non dire "pane al pane e vino al vino", in maniera che si potesse sempre ribattere, in caso di contestazioni, che le scelte politiche devono essere di ampio respiro (larghe vedute) e non limitarsi al contingente, per avere carattere generale e di equità. Ne discende che le libertà individuali possono generare delle controindicazioni, alla scelta fatta, ma questo è nella logica delle cose: non è pensabile che uno fa le cose segrete alla luce del sole e che gli altri non debbano vedere. Un esempio è la lotta all'evasione fiscale sorta nella seconda metà degli anni 70.Tutti pensarono che gli altri avrebbero pagato più tasse. Gli altri erano i cosiddetti autonomi, gli esercenti, i commercianti, gli artigiani, i professionisti ecc... Ecc... . All'obiezione che questi non avrebbero accettato di pagare le tasse e quindi si sarebbero risarcito aumentando i prezzi si rispondeva che la concorrenza avrebbe evitato questo meccanismo. Non si voleva rendere palese una filosofia arcinota, ma nascosta, per cui il lavoratore non subordinato (oggi diremmo) ha aspettative maggiori degli altri: non si accontenta del "salario stabilito". Il dirigente politico sapeva bene tutto questo ma evitava di dare rilevanza al discorso per non cadere nell'incoerenza. Con il senno del poi si può comprendere come tutto ciò fosse giustificato dalla ridistribuzione del reddito che si era determinato negli anni del boom economico, gli anni sessanta e settanta. Questa filosofia machiavellica ed intrigata si contrapponeva alla nuova proposta di cui si fece caposcuola craxi: "basta con l'ipocrisia. Bisogna essere chiari con la gente". Sembrava che dicesse. Non faceva mistero nel dire che i salari erano eccessivi in rapporto al p.I.L., Tanto che da primo ministro tagliò la "scala mobile". Anche la nuova filosofia nascondeva qualcosa: si prefiggeva di sfruttare il "torpore" della gente. Quello che viene anche definito buona fede. In effetti il concetto di marketing era ignoto ai più, dava l'idea di una strategia da piazzista. Non si immaginava quanto fosse vera, e disastrosa per come si intendeva applicarla. Il piazzista era un bonaccione che si arrabattava con gli espedienti. Nessuno immaginava quanto fosse rincitrullita la gente. Loro l'avevano intuito. Ma nulla fecero trapelare. Anche perché la gente, così rincitrullita, non era in grado di capire. Non era più come il "paesanotto diffidente" che aborriva gli affari facili, a parte qualche vero "paesanotto non diffidente", e che rendeva la vita difficile al piazzista. Ve lo ricordate quello che arrivava in piazza del paese e dichiarava di volersi "rovinare" svendendo la sua mercanzia? Ne per 10 ne 5 mila lire, diceva, ve lo regalo. Oggi mi voglio rovinare 30 mila lire e la "confezione" e vostra. Si tentavano anche queste diavolerie, così assurde che gli davano buon gioco se qualcuno si avvedeva. Li ho ascoltati di persona. Avrebbero potuto dire che era uno scherzo. Il "paesanotto diffidente" nell'emigrazione dalla campagna alla città aveva abbandonato la diffidenza, di cui si vergognava, e non l'aveva sostituita con l'avvedutezza, facendosi distrarre dal cittadino, avveduto, che mostrava gentilezza, inusuale per lui, che lui aveva conosciuta solo nei confronti dei "signori" del paese. Ciò gli è stato fatale. Proviamo ad immaginare le masse arrivate al nord dal sud. Come si sono trasformate le grandi città del nord industriale. Aggiungiamoci un po' di osmosi sociali e la frittata è stata fatta. Via il pudore e l'onestà intellettuale. Altro che chiarezza con la gente! Ci si stava incamminando verso un modo di vivere alla "farwest": il mondo è dei furbi! Guai agli ingenui! Neanche gli stereotipi descritti, più contestatori, l'avevano capita così. A parte qualche ambizioso vero, cosciente di dover fare se si vuole ambire. Le conseguenze. Come anzidetto lo sviluppo tecnologico e sociale hanno reso e dimostrata giusta la tesi della nuova filosofia. Il fattore sorpresa l'ha favorita ed ha reso ricchi tutti quelli che l'hanno applicata, in maniera quasi proporzionale. Difatti gli anni 80 sono stati il "pozzo di sanpatrizio" dei "rampanti", gli ex juppys. I più giovani hanno conosciuto i piazzisti delle tv private dette commerciali, poi, usavano gli stessi metodi, gli stessi espedienti, lo stesso imbonimento. Hanno fatto fortuna. Ciò dimostra che avevano il "merkato". Il "merkato" costruito dal marketing. Non tutti, però, si erano rincitrulliti. Quei pochi che resistevano al "virus" si arrabattavano, si affannavano alla ricerca di un antidoto, ma contro la forza la ragion non vale. E' proprio vero! La perseveranza però, premia: chi la dura, la vince! Ad un certo punto, quando il gioco sembrava fatto e si era allargato per necessità naturale, arriva l'errore. Qualcuno si cogliere in fallo e viene punito. L'esperienza insegna: il nuovo giuoco ha bisogno di nuove regole! E qualcuno poi ha preso i dovuti provvedimenti. Quando la nuova filosofia aveva combinato già i disastri noti e il crak finanziario era alle porte fu reso noto l'antidoto: tangentopoli e la stagione di mani pulite. Ma un organismo debilitato è facile preda di conseguenze. L'assuefazione, l'indisponibilità a riconoscere gli errori, l'orgoglio, hanno ridato vigore al virus che nel frattempo ha subito le naturali mutazioni. E' a questo punto che i duri si mettono a giocare: quando il gioco si fa duro! Rinaldo scende in campo. Sfoggia tutte le piazzate più impensate. Forte del fatto che non solo i sondaggi gli davano ragione. Anche le prove in campo. Vedi i piazzisti delle tv commerciali, che lui conosce bene. Non solo: l'esperienza e le riprove avute nell'uso delle tv, gli garantiscono che nella "confezione" ci si può mettere quel si vuole e si può vendere per qualsiasi altra cosa! Attacca e demolisce tutte le teorie legate alla vecchia "onestà intellettuale". La situazione sociale ed economica gli spazio: la disoccupazione aumenta, la fiducia nel futuro diminuisce. Il rimedio? La lotta al comunismo. Era andata bene mc artur negli anni trenta, in america, perché non doveva andare bene a lui? Ma perché il muro di berlino è caduto, con il comunismo, nel 1989! Chi se ne frega! La gente non lo ricorda più (siamo nel 1993 4 anni dopo). E poi credono alle streghe! L'ho letto in un sondaggio! Aveva ragione. Nelle tv commerciali riscuotevano successo una infinità di maghi e maghe (streghe e stregoni). E lui così fa. E gli va bene: vince persino le elezioni politiche. Diventa capo del governo del paese delle banane. Ma come uno che si rialza da un poderoso pugno, quello sferratogli da mani pulite, è un po' barcollante e spaesato. Inciampa in un lega-ccio e cade. Sembra la fine. Tutti lo piangono soddisfatti (quelli onesti intellettualmente e col senso del pudore). Si mette in piedi un discorso decoroso, si argomenta dovutamente la situazione, si fa il punto e si decide di passare all'azione. La speranza e la fiducia deve essere il nostro credo. Siamo capaci, in buona misura onesti intellettualmente, i guasti sociali ed economici sono gravi quindi dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Governiamo noi. Rigore, rispetto delle regole, tentativo di farne più adeguate ai tempi, risultati accettabili anche se insoddisfacenti per i soliti insoddisfabili, ma la serenità sembra aleggiare nel paese e la fiducia negli animi sembra non mancare. Un lavoro spossante. La stanchezza prende il sopravvento, con la stanchezza si perde lucidità, si vedono i fantasmi ad ogni angolo di strada, si addossa loro le colpe per gli insuccessi supposti e si rifà la frittata. Il piazzista, che comunque non si perde mai d'animo, si cura, mette a punto nuove strategie immunitarie, lavora instancabilmente e si stanca. Alla vista della frittata si siede subito a mangiare un boccone, deciso però a riprendere subito il lavoro. Questa volta però facciamo le cose per bene: niente confusione nei luoghi di lavoro! Ogni cosa al suo posto per evitare incidenti sul lavoro. I lega-cci in cassaforte e gli altri nelle gabbie, come i polli d'allevamento con il loro becchime a portata di mano e poco spazio a disposizione. Occorre convinzione profonda della realtà che si vuole vivere: il paese produce banane e deve essere considerato tale. Un preciso programma di intervento una sorprendente "nuova confezione" ed il gioco è fatto. Basta crederci nelle cose! Questa volta ognuno deve imparare la lezione a dovere, gli forniremo un bel "kit" di strumenti di lavoro e guai a chi non li usa: non li faremo "eletti". I migliori piazzisti saranno disposti nelle posizioni strategiche, qualche compare qua e là per darsi una parvenza di signori per bene e ... A lavoro! Già gli stereotipi non sono cambiati quindi bisogna mantenere ferma la nuova filosofia. Il "target" è sempre lo stesso. Nel frattempo lo stato delle cose, che si era consolidato, nessuno è riuscito modificarlo: tutti hanno paura di essere tacciati di comunismo e quindi non si iscrivono neanche al sindacato per paura di essere licenziati. Qualsiasi contratto di lavoro "va bene" basta portare a casa, momentaneamente, quanto basta per comprare il telefonino, fare qualche puntatina in discoteca, ritrovarsi in qualche centro commerciale a far finta di comprare qualcosa mentre ci riscalda d'inverno e ci si rinfresca d'estate. Tanto l'affitto e le spese condominiali li pagano i miei genitori, la cena c'è tutti i giorni, anzi qualche volta posso passare a "fare l'aperitivo" in quei centri nuovi o di nuova gestione che fanno promozione: si spende meno di una pizza ... Quasi. Se qualcuno si dovesse lamentare attiviamo qualche lega-ccio per dirgli che la colpa e degli extracomunitari clandestini e non che rubano il posto di lavoro a "gente onesta come noi", che per colpa dei comunisti che hanno governato il secolo scorso si è formato "il buco" che dobbiamo riempire, con i soldi che vi faccio tirar fuori dalle tasche dagli altri (perché a me fa schifo mettergli le mani nelle tasche), e saranno tutti contenti. Oh! ... Naturalmente non bisogna perdere di vista la "cultura": la gente deve essere dovutamente in formata. I giornali e le televisioni devono funzionare alla perfezione: niente fantasie da giornalismo d'indagine. Via tutti! Chi cerca di svegliare i cani che dormono bisogna cacciarli via: ce ne sono tanti che aspettano di avere "successo"! Li accusiamo di essere comunisti: tanto nessuno avrà il coraggio e la forza di far capire l'imbroglio ideologico che stà dietro a questa trovata. Pensate che lavorio è necessario per smontare la favola dei sovietici, detti "comunisti", che mangiano i bambini. Far capire che il comunismo non significa "sovietismo", che è una filosofia che karl marx aveva descritta come sbocco della sua analisi sociale e che i sovietici l'hanno interpretata a loro modo, nella loro rivoluzione del 1917, applicandola frettolosamente e ottenendo il disastro evidenziatosi negli anni 80, perché la gestione di tale società è difficile e stalin non aveva i computer, e pilo, che li sapeva usare per fare le indagini sociologiche, ma che i comunisti italiani sono stati tra i liberatori dalla dittatura e fondatori dello stato repubblicano. Ci avete capito qualcosa? Nooo...? E cosa volete che ci capiscano gli stereotipi su cui si fonda la nostra nuova filosofia? La gente che, immersa nei problemi quotidiani, dal posto di lavoro ai soldi che non bastano per arrivare a fine mese, confusi dagli extracomunitari che gli rubano il lavoro, (e non solo: forse anche le donne) i marziani che sbarcano sulla terra e distruggono i nostri grattaceli, bin laden che mette le burka alle donne, gli irakeni che usano le loro fogne a cielo aperto, che sono vere e proprie bombe ecologiche, come armi di distruzione di massa. Che bisogna colpire per primi: così si colpisce due volte. Bisogna fare la guerra per prima. Prevenire è meglio che curare. Vi dico che è fatta! E poi la scuola. Niente formazione! Chi la vuole si paghi le scuole private. Lo stato non deve chiedere le tasse per pagare tutti quegli insegnanti che lavorano solo 24 ore alla settimana, contro le 48 dei lavoratori "normali" oggi, ed hanno tre mesi di ferie all'anno. Le scuole pubbliche devono essere sobrie: non tediare i giovani con tutte quelle storie di letteratura, filosofia, logiche matematiche (che poi fanno ragionare) che tediano i ragazzi, gli studi scientifici che deprimono le menti rendendogli impossibile il piacere della vita. Pensate a quanti italiani sono d'accordo! E poi pensate a quelli della sinistra: credono persino che con un giro-tondo si possa cambiare il mondo! Il giro-tondo è facile da capire: ci si vuole solo guadagnare la poltrona! Il giro è complicato: bisogna farlo secondo le situazione reali! Se la gente lo vede rotondo tu lo devi fare quadrato altrimenti ti scoprono! Non si può credere di poter consumare alla maniera occidentale e fare i pacifisti! "George" non vuole! E poi i nostri stereotipi non si fidano: sanno che il petrolio, i diamanti, la coca, i palloni da calcio, le magliette a basso costo, i telefonini, i computer e molte altre cose vengono da quei paesi che vanno bombardati altrimenti si ribellano. E poi non trovate divertente giocare come il gatto col topo? La sinistra si da un gran da fare per mettere insieme uno straccio di proposta ed alla fine basta una mia battuta senza ne capo ne coda e loro ci si azzuffano come degli allocchi. Mentre i nostri stereotipi sono sempre fermi nelle loro posizioni. Forza_italiaaaa...! Bisogna capire il concetto di libertà. In esso è sottinteso che nella propria libertà è compresa la propria responsabilità: si è liberi di agire e nel contempo ci si deve assumere le proprie responsabilità. Nessun altro si può far carico delle proprie responsabilità all'infuori di se stessi. Anche se si cercherà sempre di scaricare le responsabilità sugli altri. Questo è il cardine del liberalismo imperante e su cui si basa la nuova filosofia: sul fatto che l'orgoglio proibisce di scaricare, finchè è possibile, le responsabilità sugli altri. L'io grande e magnifico. L'orgoglio e la pienezza do se è alla base di tutte le dittature conosciute dalla storia dell'uomo. Nerone, mussolini, hitler e persino napoleone, stalin e lo stesso presidente degli stati uniti d'america hanno usato ed usano per spronare la gente nel perseguire gli obiettivi "nazionali". Il fenomeno è alquanto naturale e quindi logico che le guidi dei popoli, di diverse ispirazione l'abbiano utilizzato. L'incomprensibile è come mai dopo tanta storia della cultura italiana la gente non si avveda dell'equivoco in cui viene indotto. Vuoi per spirito di gruppo, vuoi per avversione al diverso, di tanto in tanto l'uomo ricade nell'errore. Sembra che il singolo non creda nel fenomeno dell'apprendimento: non crede che l'altro possa capire le lezioni subite. Eppure tante esperienze confermano la veridicità del fenomeno dell'apprendimento. Forse perché si pensa che prima che l'altro impari la lezione si faccia in tempo ad acquisire i vantaggi che deriverebbero dal plagio. Questa teoria non è infondata ma deve tener presente il risentimento eventuale provocato nella vittima. Non è possibile garantire una previsione nelle reazioni delle vittime che conservano le possibilità di azione, singole o collettive, si è nel campo delle imprevisioni. La filosofia della onestà intellettuale è la meno peggio proprio perché rifugia l'arroganza, la superbia e l'onnipotenza. Accetta la povertà umana e le relative debolezze. La caratteristica umiltà della onestà intellettuale, che può apparire ipocrita, è frutto della storia millenaria dell'uomo. Oggi massimino jisdi@tin.it meda 27-1-2004 i maestri nel mondo del lavoro ognuno di noi ha avuto i maestri. Due spiccano di più nel mio caso. Il rapporto con i maestri è stato ed è sempre conflittuale. I maestri sono quelli che ti fanno fare gli esercizi faticosi, risolvere i problemi impossibili e ti giudicano severamente. Come sono odiosi! Sono anche bravi quando riescono a non darti la scappatoia dell'abbandono del lavoro. Non ti fanno perdere l'orgoglio. Stimolano la tua reazione alla sfida, anche se per avversione: per sconfiggerlo. massimino jisdi@tin.it meda 27-1-2004 tra gli anni 60 e 70 ho conosciuto una serie, la mia, di stereotipi umani. Va ricordato che in quegli anni "i giovani" stavano attuando la loro rivoluzione culturale, in italia, a seguito della spinta che veniva un po' da tutto il mondo, dalla cina all'america latina. Io la conobbi nel 70 allorchè venni a lavorare a milano. Nel mondo industriale l'attività era molto più intensa che nel paesino rurale di mia provenienza. Al mio paesino il movimento culturale era mosso da qualche studente che tornava dall'università di roma, la più vicina, o da altre città. Di conseguenza le idee risultavano un po' confuse e parziali se non incoerenti. Alla base di tutto il movimento c'era l'insoddisfazione dei giovani per quella società che secondo loro era repressiva ed oppressiva. Alla luce di una vita vissuta non è che ci si possa vedere grande novità. La novità, per vederla, si sarebbe dovuta cercare nel fatto che in quei tempi lo sviluppo economico diede, per la prima volta nella storia che conosco, la possibilità ai giovani di parlare ed agire alla pari dei più anziani, i loro genitori. Sta di fatto che quel "crogiolo" mantenne in vita molte delle idee infantili degli uomini facendo sviluppare una serie di stereotipi nuovi per l'epoca. Oggi io li divido in due gruppi anche se in alcuni casi essi si intersecano. Un gruppo era costituito da quelli che volevano introdurre le loro idee nella società sulla base del loro punto di vista e l'altro gruppo di cui facevano parte quelli che, pensando che quella società non era valida, volevano disfarla per reimpostarla di sana pianta. Nel primo gruppo vedo tutti quelli che si opponevano all'idea "dell'anziano", di origine militare: il più anziano ha più conoscenze e quindi comanda. Questi giovani, pur consapevoli della complessità della storia umana, volevano comunque renderla più paritaria mantenendo fermi alcuni capisaldi che possiamo definire di convivenza civile: il rispetto reciproco e ciò che ne consegue, spesso, secondo alcune regole fondamentali come la costituzione dello stato, come se di fronte a cose non ben comprensibili fosse meglio non agire. Questi giovani raramente li trovavi a fare "l'autostop", pratica molto diffusa allora, anche se si ispiravano alle idee illuministe del 700 ed a quelle del 1848 e seguito. Raramente si trovavano tra gruppi che praticavano le droghe. Dal punto di vista artistico erano "essenziali" quasi con scarso entusiasmo: mi viene in mente la canzone di morandi "c'era un ragazzo ..." Sul vietnam. "La via gluc" di celentano. E' come se dessero per scontato alcune debolezze di fondo dell'uomo su cui occorresse riflettere un po' prima di agire. La letteratura prediletta era quella della prima metà del 1900: tra gli altri, moravia, primo levi, pavese, montaldo ed altri. In seguito ameranno pasolini. Questi giovani, politicamente, si riconoscevano in partiti che erano rappresentati nel parlamento nazionale. Nel secondo gruppo inserisco gli "hippys" che professavano l'idea del vivere selvaggio, aborrivano la società "borghese" e consumistica, ipocrita e bacchettona, non amavano le regole imposte. Come se ci potessero essere le regole non imposte. Queste idee le possiamo ritrovare in molte espressioni artistiche dell'epoca. Facevano parte di questo gruppo anche i gruppi politici "extra parlamentari", dato che non avevano i loro rappresentanti nel parlamento nazionale. Questi avevano fatto loro le idee più rivoluzionarie che dal 1848 si erano diffuse in europa ed ebbero il loro culmine nella rivoluzione russa. Questi esprimevano con parole e fatti anche violenti (contrariamente agli ippys) la loro obbiezione alla società ed al potere. A questi due gruppi si affiancavano quelli che, da terzo incomodo, vedevano di buon occhio una società scarsamente regolata potevano attuare i loro propositi spesso ai limiti della legge e della decenza. Probabilmente questo terzo stereotipo era il più numeroso visto che se rapportiamo il totale dei giovani al numero dei contestatori che si manifestavano, questi ultimi erano relativamente minoritari. Anche nel primo gruppo c'erano i "terzi incomodi" ma avevano vita dura a causa della base culturale ed una certa precostituzione del gruppo in generale verso la parte conservatrice della società a cui i "terzi incomodi" si riferivano. Resta fermo il fatto che esistevano anche i giovani soddisfatti della società esistente e che si opponevano a questi movimenti di cambiamento. Seppur consistente era, però, nettamente inferiore agli altri due insieme. Queste classificazioni le ho conosciute anche da emigrante, in svizzera, dove trovavo "lavoratori" emigranti che usavano il contratto di lavoro come paravento alle loro pratiche "fantasiose" che erano invise agli abitanti del luogo ospitante. Oggi, vedendo come evolve la società, credo di poter dire che il tutto ha origine da quelle filosofie "rivoluzionarie". Il potere è conteso fra i due gruppi. Il terzo, quello conservatore è marginale. Il secondo gruppo però mi pare in crescita per via dell'opinione che il rapporto tra gli uomini debba essere libero e poco controllato: il concetto del "mercato" che regola la società. Questa direzione però mi pare involutiva dato che ci riporta a ciò che esisteva prima degli anni sessanta. Allora esisteva, praticamente, la stessa situazione anche se non la si ostentava come si fa oggi. Vigeva la regola del "si fa ma non si dice". Fa ciò che prete dice, e non ciò che prete fa. E via di questo passo. Berlusconi può stare tranquillo! Massimino massimino jisdi@tin.it meda 27-1-2004 il capò di f.I. Ci vuole trascinare con sé. ci sprona ad imparare come fare il "lifting". Dice che a noi non ci riesce bene. Invece a lui da buoni risultati. Avete visto a quante insensatezze sono accondiscendenti gli italiani, secondo lui? Loro, gli italiani, si devono trattare così, dice lui. E loro pare che gli diano ragione. Non solo, purtroppo: anche noi, stando a come si comportano i nostri dirigenti, dimostriamo che lui abbia ragione. Speriamo che mi sbagli! Massimino massimino jisdi@tin.it meda 16-1-2004 la vista di una tavola rotonda (in tv) sul caso parmalat mi ha fatto concludere che gli interlocutori, di opposte fazioni politiche, si siano accordati di affrontare l'argomento dal punto di vista non politico. Che si dice tecnico. La cosa mi ha allarmato perché il punto di vista concordato, comunque ha perseguito l'obbiettivo di non dare indicazioni precise, ovvero comprensibili ai telespettatori. Dico ciò perché gli interlocutori, per soddisfare l'accordo di non fare propaganda politica, hanno usato termini affatto noti ai telespettatori. Il risultato è stato che le conclusioni dei loro discorsi possono portare solo alla protezione degli "operatori economici" di alto livello e cioè le banche. Gli operatori economici bassi cioè i risparmiatori non si beneficeranno dei provvedimenti che loro hanno proposto. L'unica frase utile ai risparmiatori l'ha data quello che ha detto che i controlli sulle operazioni finanziarie non possono rassicurare i risparmiatori altrimenti si avrebbe il blocco delle attività finanziarie. I chi? Conclusione ognuno deve darsi un metodo sicuro o un limite di rischio sopportabile, visto che sta facendo un investimento con il suo "plusvalore". Che significa far fruttare il credito ottenuto con una attività fortunata. Sfidando ulteriormente la fortuna. Se io lavorando 8 ore al giorno come il re ottengo un reddito inferiore vuol dire che il re è stato più furbo o fortunato di me. Questo è il meccanismo della magia: il successo è nel segreto del trucco ovvero la furbizia. Qualche anno fa penso quando il parma-calcio si elevò al rango della serie a e parmalat divenne il venditore del latte a livello nazionale mi sentii offeso perché il consumatore del mio paese comprava il latte da parmalat anziché dalla centrale del latte del suo paese. Ciò mi indusse a non preferire, prima il latte della parmalat e poi a non considerare interessanti, per me, le proposte parmalat. Oggi alla luce dello scandalo parmalat concludo che chi ha comprato le sue obbligazioni ha voluto essere più furbo di me e quindi ben gli stà. Come quelli che hanno voluto votare per berlusconi che è il capofila della filosofia del marketing in italia. È probabile che anziché inventare i nuovi lavori si dovrebbe limitare la fantasia degli inventori dell'acqua calda. Questi inventori però possono essere scoperti solo da chi dovrebbe proteggere gli irresponsabili che offendono i protettori credendo negli inventori dell'acqua calda. Di nuovo gli elettori di berlusconi. massimino jisdi@tin.it meda 16-1-2004 quando vedo i documentari televisivi naturalistici il mio pensiero corre all'uomo di neanderthal e lo vedo mentre torna alla caverna (rincaverna) con la cacciagione sulle spalle, e nella caverna vedo la sua donna intenta a curare i figli, di varie età compreso l'ultimo che è appeso alla sua mammella, mentre attizza il fuoco sotto alla pentola appoggiata sui sassi. Allora mi interrogo sui loro pensieri. Lui pensa alle gratificazioni che gli tributerà la compagna per la buona caccia e sarà rinfrancato per la fatica fatta, ed apprezzerà la vita. Così pure lei è gratificata della capacità di fare ciò che gli è più soddisfacente, naturalmente. Da allora ad oggi le occasioni gratificanti si sono moltiplicate. Dalla maggiore frequentazione fra le persone alla nascita di più pratiche di gratificazioni. La prima, forse, pratica ulteriore nata per avere maggiore gratificazione dalla vita è stata la cosiddetta prostituzione delle donne. Tanto che passa per il "mestiere" più antico. L'ultima pratica di gratificazione nata, forse, è lo "show" in tutte le sue accezioni, ad esempio il "talk-show". Oggi l'attività di intrattenimento, specialmente televisivo, è addirittura totalizzante: ogni attività umana è appoggiata ad una attività di gratificazione per essere promossa. Questa situazione dovrebbe farci riflettere molto. Il rapporto fra le attività di sopravvivenza e quelle gratificanti, se ai tempi di neanderthal era 1, oggi è 100, forse un milione. Le vecchie categorie delle attività umane individuavano i settori delle attività primarie, quelle estrattive e di trasformazione, ed il settore terziario con le attività commerciali e di servizio, che, escludendo l'amministrazione pubblica, riguardavano un numero limitato di addetti. Oggi, con l'esplosione delle attività commerciali, dedite alla creazione dei mercati (marketing), abbiamo il ribaltamento del rapporto: le attività primarie sono diventate marginali ed il settore terziario, da solo, supera la metà delle attività umane. Un esempio: le attività di "servizio alla persona" non possono diventare una merce di scambio come i prodotti industriali. La cura della persona trasformata in merce di scambio è una aberrazione sociale. Occorre trovare una soluzione! Mi chiedo se ciò non sia la stessa situazione che vivevano, o vivono, gli abitanti di babele o quelli sodoma e di gomorra. massimino jisdi@tin.it meda 16-12-2003 il mio primo computer lo programmavo con "zeri"" ed "uno". Poi usai "l'assembler", mentre i "grandi elaboratori" si programmavano già con linguaggi "evoluti" di "quarta generazione": il fortrand già in fase evoluta. Pensa un po'. Il moderno computer, quello che abbiamo in casa oggi, è sostanzialmente identico a quello che studiai qualche decennio fa, però si programma con "ideogrammi": gli attuali linguaggi di programmazione. Senza offesa per quelli degli egizi. Dal mio primo programma ad oggi c'è un elenco di modalità che conviene sottintendere per ragione di spazio. Ma sono tante. Ciò nonostante il funzionamento del meccanismo della pensione è sempre lo stesso! Ognuno di noi deve farsi pagare per vivere oggi, che lavora, e domani, che sarà in pensione! Questo è il meccanismo di "solidarietà generazionale"! Abbandonando i nostri figli ai nuovi meccanismi pensionistici spezziamo la catena di "solidarietà generazionale"! Di cui, col senno del poi e quindi a ragion veduta, abbiamo fruito noi, grazie ai nostri genitori. L'acqua calda fu inventata da un ominide appena eretto. Chi dice di averla scoperta è un imbroglione! Castighiamolo subito! Altrimenti genera figli imbroglioni. Il computer funziona con "zeri" ed "uno" come la pensione! Non crediamo alle chiacchiere! Il "costo del lavoro" è un valore che dobbiamo difendere! Se vogliamo ridurre una delle sue componenti riduciamo quella consumistica e non la componente previdenziale. Tenendo presente che quella consumistica (ciò che spendiamo oggi) è a ribasso già dagli anni ottanta. Riduciamo i consumi e vedrete gli "inventori di acqua calda" gridare allo scandalo. Massimino massimino jisdi@tin.it meda 16-12-2003 "chi poco sa lesto parla". gli operatori dell'informazione sono molto loquaci. Essi sono, spesso, degli involontari "picciotti". E' noto il concetto di "overflow". La nostra società ne è vittima. Massimino meda 16-12-2003 creazione di un cd di avvio co windows completo creare un disco di ripristino o un floppy di avvio - son partito con il disco di ripristino. Modificarlo per lanciare windows completo - ho sostituito i files config.Sys e autoexec.Bat e autoexec.Dos ma non funzionava. - Ha funzionato quando ho aggiunto il file msdos.Sys prelevato dal disco fisso da cui voglio prelevare il systema. Modificare le righe di config.Sys e autoexec.Bat per path generico - le righe di istruzione dei files config.Sys e autoexec.Bat sono scritte con precisi percorsi di ricerca e quindi fissi. - Vedi capitolo "realizzazione di cd-rom avviabili" del file leggimi di easy cd creator e relativo suggerimento: quando si aggiungono le righe ai file config.Sys ed/o autoexec.Bat non si devono utilizzare percorsi di ricerca fissi. Ad esempio: riga consigliata: device=aspicd.Sys /d:aspicd0 riga sconsigliata: device=a:\aspicd.Sys /d:aspicd0 cioè togliere tutti i riferimenti di driver ai comandi. Far importare il dischetto da easy cd creator in un nuovo layout ed aggiungerci le directorys necessarie creare il cd avviabile massimino jisdi@tin.it meda 3-12-2003 zio aurelio è quell'"uomo" che costruiva la casa di zio carmine! Cosi conobbi zio aurelio. All'epoca, probabilmente, avevo avuto ottimi rapporti con zio aurelio, visto che fu usato come riferimento. Avevo in mente un uomo "molto grande", direi anziano, con capelli e baffi chiari, vestito diversamente dagli altri "uomini" che conoscevo della contrada,. Non aveva pezze nei pantaloni, una immagine ordinata, per me. Faceva il muratore, non era contadino. Forse da lì nasce il mio obiettivo di diventare qualcosa di diverso dal contadino. C'è anche un altro muratore che mi ha consolidato in questo proposito: antonio di ambrogio. Il figlio di zio aurelio, pietro, lo conobbi molto tempo dopo. Era inverno. In casa c'era una agitazione particolare, secondo me. Credendo che l'oggetto dell'agitazione fosse li per presentarsi, uscii di casa e corsi verso la strada di arrivo per casa nostra. Sull'angolo del caseggiato di casa nostra mi trovai di fronte un signore elegante con su un giubbotto di pelle beje con bavero di pelle di pecora: il giubbotto di montone per la cronaca. Nevicava e in terra c'era più che una scarpa di neve. Più di dieci centimetri. La visita, seppi dopo, era per coinvolgere mio padre in una tornata elettorale per l'amministrazione del nostro piccolo comune. Il simbolo del partito era la torre in onore al torrazzo che sta in cima al "castello": il nostro sasso che ospita il castello del barone corvo, capo-padrone di roccascalegna. Dal centro abitato si vede solo la torre sul culmine del sasso. Una seconda volta fu in occasione delle ferie di agosto, per loro io non noi non sapevamo delle ferie, in cui passò da casa nostra in visita con i suoi due figli. Aveva appena comprato una "taunus" della ford. Ne era orgoglioso, tanto che mi disse: "devi vederla lanciata sull'autostrada!". I figli, due soliti bambini, avevano le scarpe da tennis. Pensai saranno le loro "cioce": scarpe "giornaliere", non da "festa". Il terzo incontro con zio pietro fu drammatico. Ero militare a roma. Un giorno mi decisi a contattarlo e stabilimmo di vederci la sera stessa nel suo studio di via nomentana, 60, credo. Al numero indicatomi trovai un cancello, suonai e mi rispose la moglie nina, credo. Si apri il cancello, entrai titubante, non si vedeva dove andasse la strada. Forse era dovuto al bagliore dei lampioni della strada ma una volta dentro scorsi la casa in mezzo a questo parco. Era piccola rispetto al parco. In prossimità della casa fui ricevuto non ricordo bene se lui o lei ed entrammo in casa. In questa casa pietro ci lavorava. Faceva lo scultore. Era laureato in architettura. La sala dove fui ricevuto era ampia, piena di statue finite e appena abbozzate. Il dialogo fu straziante. Lo ricordo malvolentieri. Pieno di rimproveri per tutti, della mia famiglia. Perchè quando ci si ferisce un dito fa male tutta la mano. Ebbi anche schiaffi personali. (Tuo fratello è stato un gran maleducato con la concessionaria wolkswagen, tuo padre è un maleducato che cerca di trarre profitto dal lavoro dei figli, tu non fai il cuoco: fai lo sguattero, avevo omesso di descrivergli le attività lavorative) fu allora che pensai che la "forma" ha la sua "sostanza". La sostanza dei loro discorsi erano legittimi e persino logici se non addirittura giusti. La forma era fuori da ogni decoro umano: in due, "genitori" che si accaniscono su un ragazzo, di 22 anni, campagnolo, rimproverandolo di essere campagnolo. Non ho mai indagato sul perché fossero così arrabbiati, tanto mi sembro inumana la loro rabbia. Non ho più rivisto pietro. Adesso è in pace. Sua moglie l'ho rivista in occasione di una mostra dei lavori di pietro e non sono riuscito ad insegnargli un po' di "buona educazione": mi comportai con indifferenza, anch'io, nei sui confronti. massimino jisdi@tin.it meda 3-12-2003 probabilmente il passaggio di un pensiero, dalla sfera inconscia a quella razionale del cervello, occupa molto tempo e notevole perdita di caratteristiche: attributi importanti per la su a definizione completa. Ciò giustifica la grande differenza tra le "intuizioni" del "sesto senso" ed i pensieri razionali equivalenti. Il fenomeno è riscontrato di tecnici elettronici che si sono occupati delle trasposizioni in chiave automatica delle attività umane, allorchè hanno avuto la possibilità di risolvere lo stesso problema per via analogica e per via programmata (softwear). Il softwear, razionalità artificiale, necessita di una scomposizione ai minimi termini dei vari passaggi logici di un fenomeno o di un evento. Questa scomposizione costa, in termini di tempo, una moltiplicazione: più sono gli elementi derivanti dalla scomposizione maggiore è il tempo di realizzazione della funzione con modalità programmata, o softwear, perché l'unità di tempo va moltiplicato per gli elementi derivati dalla scomposizione. In termini qualitativi interviene un altro meccanismo, quello della trasposizione della qualità in termini numerici. Questa trasposizione introduce, per problemi di "spazio" delle limitazioni nella quantità di in formazioni trasferibili dal evento fisico, analogico, al suo modello matematico, razionale-softwear: in questi passaggi si trascurano molte variabili ritenute marginali. La rilevazione istintiva, "sesto senso", rilascia l'aspetto puro dell'evento, senza riferimenti relazionali. Questa caratteristica induce uno stato di grande incertezza nel cervello umano, che ha bisogno di riferimenti per inquadrare una informazione. Quando l'informazione è completa, nella sua semplicità, può essere utilizzata così com'è e si ottiene la classica situazione dell'intuito da sesto senso. Quando l'informazione è incompleta crea dubbio, insicurezza e richiama l'intervento della "ragione" che si mette a fare confronti e ricercare relazioni. Se si trovano si ha il fenomeno della "lampadina che si accende", se non si trovano si accantona l'intuito. Alcune volte va bene, la storia da ragione all'intuito altre volte va male e l'intuito viene castigato. Le colpe, però, sono sempre della "ragione" che non sempre è in grado di valutare a pieno il valore della cosa intuita. Le menti meno meticolose, e forse meno succubi della ragione o più pigre, si accontentano e si adagiano ai risultati istintivi. Queste sono spesso "vittime" delle magie. Le magie le danno il necessario per assolverle dalle loro responsabilità. Quando, invece, la ragione riesce a giustificare la gran parte delle intuizioni si ha la mente eccelsa. Il "grand'uomo" che abbiamo conosciuto nelle mitologie, nelle favole e nelle leggende: i soliti eroi o "salvatori delle patrie". Non sono fuori, però, gli "scienziati" o grandi personaggi anche se devono aspettare più tempo per essere riconosciuti. In un ramo parallelo si snoda tutto lo sviluppo del mondo extrasensoriale che può andare dal ciarlatano al monaco indù. La consapevolezza di ciò è bene non avercela, dato che può essere fonte di disturbi esistenziali. Non avere una capacità così naturale spesso appare come una grave menomazione. Spesso non si vede nella diversità la diversa funzione che ogni individuo ha nell'insieme degli uomini. Ognuno vorrebbe essere l'altro. Spesso nei bambini, l'interrogativo sulla diversità tra maschio e femmina porta all'esaltazione dell'altro che viene visto come novità, diversità in meglio che si smonta a seguito delle ulteriori analisi. In caso contrario, spesso, sfocia in omosessualità, forse. massimino jisdi@tin.it meda 2-12-2003 la "pensione " i giovani nell'occasione della "fumata" fuori dalla sala di commutazione gli operai montatori si abbandonavano in mille discorsi. Una volta, parlando dei problemi del "mondo del lavoro" finirono sulla questione pensione. Qui si accavallarono una infinità di ipotesi e di sogni. Bucci diceva che avrebbe collezionato amanti. Max avrebbe riattivato la sua fattoria. Colombo si sarebbe soddisfatto, finalmente, nel giocare a carte nel suo bar preferito. Sergio turconi, che aveva ascoltato in silenzio, disse: "ma all'età che si è in pensione cosa vuoi fare? Sarebbe meglio godersi un periodo di pensione da giovani e poi, finito quel tempo, si lavora finchè la salute lo consente." Turconi! Sei il solito scansafatiche disse bucci: chi vuoi che lavori, poi. A quel punto, un po' spiazzati dalla balordagine della proposta e la fine della sigaretta fece sciogliere il roccolo, che si era raccolto sulle scale della centrale, e tutti tornarono al loro lavoro. Chissà dove finirono quei discorsi? Forse nel dimenticatoi? A distanza di tempo max si ritrovò a parlare dei giovani delle scuole, nel solito comitato genitori, del loro futuro, della vita adolescenziale dei giovani del tempo. L'opinione diffusa era che l'adolescenza si fosse allungata: i giovani rimanevano in famiglia finanche a trenta anni, senza sposarsi, spesso purtroppo, anche senza lavoro. Alcuni, il figlio del mio amico che studiava medicina, in verità un lavoro l'avevano: studiavano. Altri oziavano in cerca di un impiego altri badavano alle loro spesuccie, anche se grosse. Ai miei tempi solo i "figli di papà" si potevano permettere di "bighellonare" fini a "tarda età". I giovani "normali" dovevano guadagnarsi da vivere appena avevano le forze per reggersi sulle gambe: l'economia prevalentemente agricola suggeriva ai genitori di far "crescere" in fretta i bambini. L'ozio andava centellinato perché il troppo storpia. Nella fattoria cera lavoro per tutti. In quella di max i bambini pascolavano le pecore, le nidiate di tacchini, pulivano le stalle, mettevano il fieno davanti alle bestie legate alla mangiatoia ed altre attività di aiuto ai grandi. I figli di papà si godevano la "pensione anticipata", come diceva turconi! Agli occhi, semplici, del bambino che guarda per le prime volte il "mondo", mentre è intento a "guardare" le pecore, i datori di lavoro sono dei ricchi che, non sapendo cosa farne dei soldi, impiantano una attività dove sia possibile far lavorare tanta gente per avere tanto profitto. Per poter garantire la "pensione anticipata" ai loro figli? Forse. Ciò è possibile, però, solo se ci sono tanti operai da impiegare. Operai che "sappiano fare" quel tipo di lavoro! Oggi non c'è più quella "professionalità" di un tempo. Si è cercato di rimediare con l'allargamento della "base produttiva" portando in "fabbrica" anche le donne ma non è stato sufficiente. Si è dovuto ricercare la "professionalità" in giro per il mondo, tutto il mondo in senso "globale". Sono quindi giunti, dai paesi meno industrializzati, lavoratori di ogni genere. Vengono chiamati "extracomunitari". Forse prece quei paesi non fanno parte della comunità "occidentale industrializzata". O forse per altri motivi. Non so! Sta di fatti che i bambini degli "extracomunitari" hanno gli occhi come se "guardassero" le pecore: occhi ingenui. Guardano gli altri bambini, seduti a scuola con loro, come "figli di papà" che si stanno godendo "la pensione anticipata". Li vedono tutti "firmati". Non hanno venerazione per la vita. La vedono in maniera sobria, leggera dissacrata. Sembra che si siano estraniati da loro stessi e, dal di fuori, si trattano come trattano i loro giocattoli. Si smontano, si truccano, si modificano, si rimettono nel "cestone" per una futura sessione di giochi. Quando loro decideranno di lavorare sarà perché non sanno che altro fare e quindi sicuramente lavoreranno finchè la loro salute glie lo consentirà. Chissà cosa fa adesso turconi? Si goderà la pensione posticipata? massimino jisdi@tin.it meda 2-12-2003 visione dell'umanità dall'alto una quadretto che sembra provenire da una sfera di cristallo. Il centro ben a fuoco, nitido si distinguono le persone intente a varie faccende, gli alberi mossi dal vento. Intorno le immagini sono un po' distorte arrotondate come in una fotografia fatta con l'obiettivo grandangolare, un po' sferiche. Oltre questa zona le immagini diventano confuse, mosse indistinguibili anche perché si accavallano le une alle altre. Deve essere il mese di giugno della zona temperata del globo terrestre, quella a nord dell'equatore. Una donna con un bambino è ferma davanti ad una casa la con una targa vicina alla porta, sopra al campanello. Sulla targa, in ottone lucido, c'è scritto "studio medico" ... Dr. ..., Medico di famiglia. Poco distane, un uomo, parla concitatamente con un altro, poi entrano da una porta che si apre come per magia. La porta si richiude. Sulla targa di ottone c'è scritto avv. Azzeccagarbugli, civilista. massimino jisdi@tin.it Meda 28-02-03 Idee e concetti adiacenti Idee e concetti adiacenti. Massimino jisdi@tin.it meda 9-2-2003 ho incomiciato a guardare il mondo, responsabilmente, a 18 anni circa. Questo mondo mi è parso subito strano per molti versi infantile, presuntuoso. Il punto di partenza è stato la svizzera. Il mio primo atteggiamento fu timido. Ero convinto che di essere fuori norma. Di aver dato per scontato un modo di vivere, dell'uomo, che non corrispondeva alla realtà e che quindi fosse infondato. Mentre facevo il militare conclusi che per sopperire alla mia deficienza mi occorreva un po' di istruzione in più. Decisi di trasferirmi a milano dove, avevo saputo, avrei potuto andare a scuola in maniera agevole. La mia sensazione di inadeguatezza al mondo si acuì a milano: l'essere avvicinato con motivazioni varie che spesso mi apparivano ingenue mi disorientava. Mi si ponevano due domande: sono io ad istigare la loro ingenuità, o loro sono proprio così? La risposta non è ancora completa. Nel 1970 era ancora forte la diversificazione tra meridionali, genericamente, e settentrionali. Forse era questa opinione diffusa che mi faceva assumere un atteggiamento di studio, di verifica continua delle vicende che mi trovavo a vivere. Generalmente il meridionale che ho conosciuto "al nord" o assumeva per oro colato il pensiero lombardo oppure si rifiutava aprioristicamente. Ciò generava da un lato il meridionale "del tacco" che parlava napoletano con termini milanesi, fraintendendo spesso i vari concetti di vita e dall'altro il meridionale del nord che appariva più schizofrenico dell'altro cambiando continuamente personalità. Avendo notato subito questi atteggiamenti mi sono messo in guardia verso questi rischi, forse aggiungendo qualche accento in più ai suddetti sbocchi. Mi sono raccomandato di tenere un atteggiamento "obbiettivo" di fronte alle due culture che si mostravano: la mia acquisita in 18 anni di vita contadina e quella con cui entravo in contatto, attraverso milano che forse in quegli anni ha subito, anch'essa, una rivoluzione culturale di cui anch'io ero causa, forse. La mia cultura di origine mi pare molto piena di umanità, di emotività meritevole di rispetto, l'altra è razionale, metodica, efficientissima ('i danne): l'importante era "la michetta". Onorevole certo, senza esigenze spropositate si sarebbe detto onesto. L'equivalente nella mia di origine sarebbe: meglio il digiuno che la michetta sporca o avanzata. La "dignità" è un carattere della mia cultura. Ho cercato di ridurla ma con effetti spesso negativi, forse sbagliavo tempi e modi. A tutt'oggi non ne ho trovato ancora una per rimpiazzarla: tutte hanno i loro lati negativi. La caratteristica, definita infantile, che più mi ha irritato, oggi ancora di più, è stata la "spregiudicatezza". Va messa tra virgolette perché con l'evolvere della società ha assunto ulteriori caratteristiche. L'atto spregiudicato è quello che prescinde dal giudizio degli altri, e dal riflesso morale nei riguardi di chi lo commette. Sfruttare metodicamente la distrazione momentanea del prossimo per trarne vantaggio è spregiudicatezza. Anche infantilismo. Il saggio non lo fa perché è cosciente dell'esistenza del dopo. Non per timore ma proprio per onestà morale verso se stesso. La dignità. Dicevo che questo atteggiamento mi è subito balzato all'occhio, oggi però è opprimente e deprimente. Con l'aggiunta della tecnologia fortemente sviluppata, ha diffuso, specie nei giovani, sfiducia, disillusione e forte carenza di valori. Ha fatto perdere a tutti le motivazioni, facendo risaltare maggiormente l'infantilismo: la rincorsa di obiettivi immediati, tangibili, personali e quant'altro di egoistico possa esistere. Questa consapevolezza mi fa perdere l'impegno in molte attività, generalmente impegnative o ardue, che non sono intimamente sentite. Nel bel mezzo del lavoro vengo assalito dal dubbio se ciò che stò facendo abbia senso, valore anche per gli altri oppure è solo una mia fantasia. Spesso prevale il secondo aspetto e desisto dall'impegno. Spesso mi chiedo se questo meccanismo non sia determinato dalla "paga" morale, troppo alta, che mi aspetto. massimino jisdi@tin.it meda 9-2-2003 caro ambrogio, so anch'io del tuo stesso avviso tanto che quando ne parlo dico anche che mi vergogno un po' dato che il nostro modello di vita è un tantino sopra la decenza: è più che decente. Al mondo ci sono tanti terroristi. A quali ti riferisci? Non è giusto metterlo sullo scherzo ma sento tante barzellette tipo quella della cia che non trova "bean laden" perché è impegnata a scovare le cellule a milano. Ascoltando le varie notizie pro e contro l'intervento, concludo che i governanti hanno un bel coraggio a dissentire da bush, quelli che lo fanno. Se questi (i terroristi) sono arrivati ad inventarsi "bean laden" penso che siano proprio pericolosi. Ma noi dobbiamo affidarci all'america per combatterli. Non abbiamo una capacità nostra, e non siamo neanche capaci di costruirla. L'altro giorno un amico mi faceva leggere una lettera di un suo parente ad un altro che viveva in america, durante il ventennio. Che ricordi! Comunque a tutti spetta una parte. Speriamo di svolgerla bene, e soprattutto loro: i governanti. Un saluto a tutti voi. Massimino www.Didonato.It però mi dico che non ci si può inventare un "bean laden" per giustificare le proprie manie cavernicole di violenza. Ho visto un film dove il protagonista si flagellava per poi andare dalla polizia per denunciare il presunto aggressore. Mi sembra di vivere in quel film. Perché non si trova "bean laden"? Dove è la potenza della cia che scopre le cellule di "bean laden" a milano? Un signore mi ha chiesto: E mi da subito la risposta: . Così è chiaro perché non hanno scoperto in tempo "bean laden" che assaliva le "torri"! Chi sa a cosa stava facendo la cia allora? Un altro mi spiegava che le prove circa le armi di saddam consistono in bolle di consegna. I conti son presto fatti: ho consegnato 100 ha speso 40 deve avere ancora 60. Ma non cannelloni! Cosa hai capito! massimino jisdi@tin.it meda 16-1-2003 cara Zia Carmela ti sottopongo la visione di questa fotografia. Io l'ho conosciuta come fotografia di nonno vincenzo, tu cosa ne pensi? Quando ho conosciuto il nonno era già avanti negli anni. Era piegato e andava col bastone. Era bello quel bastone! Con i suoi bei nodi, liscio, caldo e inconfondibile. Vedere il bastone era come vedere il nonno: erano inseparabili. Vederli separati dava un senso di disagio, di confusione. Forse perché le poche volte che li ricordo separati erano quelle in cui il nonno era malato al letto. Il nonno aveva il volto marcato, con parecchie rughe e magro, naturalmente molto abbronzato. Le mani, anch'esse, ossute, magre, grandi e forti (quando ti pigliava era difficile divincolarsi). Insomma, devo essere molto attento per ritrovare il nonno, vecchio contadino, in questo giovane di aspetto nobile: è difficile, a prima vista, immaginare un contadino, sia pure giovane, con un aspetto simile. Bisogna riconoscere che il nonno era molto diverso dagli altri nonni che ho conosciuto dalle nostre parti. Quindi anche la nobiltà che vedo io può starci. Ricordo qualche raro dialogo con lo zio venanzio. Il nonno sembrava quasi infastidito dai discorsi di venanzio. Anche con altri i suoi discorsi erano distaccati, difficilmente espliciti o diretti. Ricordo che i discorsi che mi faceva li sentivo distanti, che un bambino fosse poco interessato a quegli argomenti. Forse ero io troppo distante dal bambino intelligente che credeva lui. Solo oggi capisco il valore filosofico di quei discorsi. Oggi dopo una vita ormai considerevole. Quando si trova troppo spesso il tempo di riflettere, almeno per i miei modi di intendere la vita. Forse rifletto ancora poco. massimino jisdi@tin.it meda 16-1-2003 lui si sentiva completato, legittimato, realizzato da quella sua nuova condizione. La relazione con lei aveva colmato tutti i suoi dubbi esistenziali. Ogni suo pensiero perdeva la visione soltanto personale ed assumeva senso condiviso che dava legittimazione a tutto ciò che faceva. La vita aveva assunto un senso più completo, per cui valeva la pena battersi. Acquistava valore qualsiasi idea di sacrificio. Molte cose per cui non avrebbe mosso un dito acquistavano senso e dignità di vita. Pressoché tutte le sere, andando a letto, si sentiva soddisfatto della giornata vissuta. Anche gli errori commessi mostravano il loro lato positivo fornendo insegnamento anziché depressione come succedeva fino ad allora. Vicino a lei era invaso da una soddisfazione che definiva piena. Si sentiva "grande immenso e magnifico". Eppure lui non era di indole cerimoniosa. Spesso si vergognava di certi atteggiamenti esteriori, in pubblico, di altri innamorati. Li definiva infantili o al massimo giovanili. Il suo era un comportamento "maturo", privo di utopie. Cosciente dei pro e dei contro di quella condizione. Una condizione pratica. Anche se, però, qualche volta veniva colto dal dubbio che il suo comportamento potesse essere inteso distaccato, scettico: avvalorare la tesi che le "utopie" fossero un dovuto completamento del rapporto stava vivendo con lei. Che lei ne sentisse la necessità in modo profondo. A seguito di questi dubbi si ripeteva che comunque i fatti dimostravano che tutto era vero consapevole e quindi duraturo: non occorrevano miraggi utopici per alimentare quella passione, bastava la concretezza che aveva ancora più valore. massimino jisdi@tin.it meda 16-1-2003 da ragazzo, alle elementari o all'avviamento al lavoro, equivalente delle medie, quando aprii il sussidiario alla pagina dove incominciava la storia del rinascimento, fui invaso da un senso di sollievo, che ricordo ancora adesso. Mi resi conto che la storia studiata fino ad allora, il feudalesimo, descriveva una società ottusa e penosa. Mi sentivo depresso e offeso dall'immagine dell'uomo descritta da quella storia. La pagina che iniziava la parte del rinascimento riportava un'immagine a pagina intera che descriveva una scena di vita, dell'epoca rinascimentale, piena di luce, di persone che andavano e venivano serenamente ed orgogliosamente in un centro abitato fatto di case alte, palazzi, che davano un senso di modernità, strade pulite, piastrellate, abiti snelli, attillati (che oggi diremmo di calza maglia), una immagine sobria dell'uomo. Ebbi proprio la sensazione di uscire da un "tunnel" buio da dove non era possibile vedere sbocco. Più tardi da giovane appresi il concetto di oscurantismo medievale ed il concetto mi fu subito chiaro, sintetizzava completamente le sensazioni avute alla vista di quella pagina del sussidiario. La sensazione di un "essere" imbelle, appena descritta, mi torna spesso in mente quando ripenso alla mia vita, a cavallo di tre epoche della società italiana vissuta nel mio tempo, quella rurale non molto distante da quella del medioevo, quella industriale durata due o tre decenni e quella postindustriale che viviamo ancora adesso. Vengo spesso indotto a ripensare ala mia vita da tanti eventi, naturalmente, ma ciò che mi colpisce di più sono le spinte che vengono da fatti esemplari e forti, come tanti fatti di vita che ieri ma ancor di più oggi sono stati registrati prima dal cinema e poi dalla televisione, che, quando riproposti, fanno vedere la differenza tra modi di vivere, tra sensi della vita, successivi ma quasi stridenti fra loro. Forse lo stupore, il disorientamento, .., Derivano dalla coesistenza di modi di vivere nell'"unico" insieme di ricordi di una vita umana: peggio! Un arco di circa cinquanta anni. Questa condizione, che non mi risulta essere stata già vissuta dall'uomo nell'arco della sua vita, mi da un senso di orgoglio e di sollievo, mentre mi infastidisce il contrasto con l'attuale modo di intendere la vita: mi fa sentire quasi medioevale, ingenuo, presuntuoso ed ignorante oltre che ipocrita, perché mentre traspare dall'insieme una certa consapevolezza di non conoscere molti aspetti della vita, ci si comporta come esseri grandi immensi e magnifici. Contemporaneamente ho anche un po' di nostalgia per il "tempo" vissuto da ragazzo, mi sembra persino propedeutico alle esperienze successive. Mi chiedo cosa pensa il giovane, oggi, della mia gioventù. Ho già sentito qualche affermazione, tipo: ma che brutti gli abiti degli anni sessanta e settanta!, E mi preparo a giustificare il mio vissuto. Non sono tranquillo per gli sbocchi aperti da questo modo, disincantato e spesso scettico nei confronti della vita umana, vissuto dai giovani. Che concetto? La vita umana! Che significa? E' forse possibile intendere la vita dell'uomo estrapolata dall'ambiente terrestre? O forse con "la vita umana" si intende questo mondo? Non percepisco gli stati d'animo, i sentimenti, i sogni e le aspettative di un giovane che vive a pieno questa attualità ricordo una volta, avevo circa cinque anni, che era tornato dall'america il marito della zia maria, sorella di mio padre, mio nonno, mio padre ed il cognato (nell'inquadratura non ci sono) davanti alla "stalla dell'asino" (vicino all'uscio della casa come era allora) che discutevano non so di che cosa. In seguito ho associato questa immagine con il ritorno dello zio michele ma nell'immagine la coscienza di ciò non c'è. Il nonno col "bue" ... I momenti di festa in occasione del ritorno, sempre dall'america, del padrino di mio fratello vincenzo ... La foto con i tacchini piccoli ... Mio padre che miete l'erba brandendo la falce per mietere il grano ... La vecchia signora custode che storpiava il mio nome (caiz'emmine).Oggi mi suona come un battesimo indiano (d'america) "pantaloni in mano". Forse, probabilmente, usavo tirarmi su i pantaloni troppo spesso o li avevo spesso cadenti, non so bene. massimino jisdi@tin.it meda 11- 1-2003 Domanda Coniugale Pensa al sabato: io sono indaffarata a rassettare, fare pulizie, e tu sei sempre li, seduto al computer. Ti sembra equo? 1- la domanda viene posta a seguito di riflessioni sui modi di fare. 2- il senso della domanda: ritieni che debba fare io le cose che tu, ritieni di dover fare? 3- perchè ritieni che le cose che fa tuo marito sono senza senso? Al punto che sarebbe meglio che facesse ciò tu che ritieni giusto? 4- perchè ritieni di dover fare le cose che fai? 5- ammesso che si trovi una soluzione agli impegni cui fai fronte al sabato, sei certa che non avresti altre obiezioni alle attività di tuo marito? 6- sei certa di non credere che il marito debba fare solo ciò che ritiene giusto la moglie? 7- interrogati molto nel profondo! Ognuno si da un ruolo nella vita. Per tradizione o per coscienza personale, questo ruolo rappresenta anche il proprio modo di intenderla. Con questo bagaglio si operano scelte che, spesso, sono solo apparentemente derivate dai propri modi di intendere la vita, anche se sono comunque frutto delle proprie esperienze. Basta pensare al matrimonio, che si contrae all'alba della vita adulta. Da qualche decennio (dopo il 68) il giovane affronta la vita adulta, compreso il matrimonio, con molta presunzione: rifiuta e ignora le opinioni dei "maturi" genitori o altri più maturi di lui. Non prevedendo tutti gli aspetti e le conseguenze di una scelta, si pensa di poter operare delle modifiche, al rapporto derivante dalla scelta, per renderlo più consono alle proprie aspettative. Questa tendenza ci viene dall'idea, appresa fin da bambino per via delle tecniche o degli artifici usati dai "grandi", che le cose del mondo siano adeguabili alle proprie esigenze. Tutto ciò non è vero! A meno che, si conoscono le tecniche e gli artifici per renderlo tale. Operare una scelta fraintendendo i termini della questione ci si mette sempre dalla parte del torto. E ci comporta il pagamento delle conseguenze. Lo stesso capita quando, nel vivere le conseguenze di una scelta, aggiorniamo le ragioni per cui la scelta sarebbe stata fatta o si dovrebbe fare. Non è che si debba essere masochisti ma almeno riconsiderare il fatto nel tempo e nel luogo. Senza sfrondare o sminuire il complesso di ragioni che al tempo fecero fare la scelta. massimino jisdi@tin.it Meda 11-01-2003 Tra coniugi Tra coniugi. Berlinguer aveva posto la Questione Morale. Massimino jisdi@tin.it meda 3- 1-2003 idee e concetti adiacenti. inserendo la data, iniziando a scrivere queste riflessioni, mi sono accorto che un altr'anno è passato. Ma che significa? Che siamo diventati più vecchi? E' spiacevole perdere giovinezza, è vero, ma diventare vecchi è la contropartita del fare nuove esperienze. Tutti i giovani, relativamente, sono estasiati dall'idea di fare esperienze nuove: fare come i "grandi", agire da soli senza la supervisione dei genitori, poter prendere le decisioni basandosi sulle proprie "idee" ecc. Tutto ciò è crescita. Con tutte le conseguenze: acquisizione di sovranità e autonomia, assunzione di responsabilità, accusa della fatica, consuntivo pressoché alla pari, perdita relativa di entusiasmo. E' un meccanismo che vedo verificarsi da "soddisfacente" tempo: non si può essere insoddisfatti. E' logico: dopo aver mangiato sparisce l'appetito, dopo l'aver superato il vaiolo si è indifferenti al contagio. L'esperienza è simile alla vaccinazione, naturale o artificiale che sia. E' tutto così, per un verso o per un altro. Quella naturale, però, lascia la consapevolezza, che ha i suoi aspetti piacevoli e quelli spiacevoli. Non c'è rosa senza spine. Quante volte si sente dire che "l'innocenza" è tra le poche porte per la felicità? Il sapere è quasi sempre foriera di responsabilità e di preoccupazioni. E' sbagliato pensare che se non si fosse stato con una certa compagnia si sarebbe evitato il contagio della pertosse. La vaccinazione per la pertosse si ottiene solo con l'aver vissuto la malattia, le sensazioni vissute durante la malattia e le cognizioni che ne scaturiscono non si acquisiscono con la vaccinazione artificiale. Tutte le cose che ci formano sono quelle vissute. Sono poche le possibilità di acquisire cognizioni senza essere coinvolti nei fatti. Solo dopo molte esperienze similari si può pensare di poter fare a meno di viverle: basta avere l'informazione. L'adolescente vive uno stato di crisi (di crescita) dovuto proprio all'acquisizione di, tali e tante, conoscenze che gli sovvertono l'equilibrio "vissuto" fino a quel momento. Le credenze e le coerenze su cui ci si è abituati a basarsi non sono più sufficienti, di conseguenza si diventa insicuri, insoddisfatti, senza più riferimento. Solo l'esternazione ed il confronto di tali stati d'animo aiutano l'adolescente a superare la "discontinuità" che vede davanti a se, nel proprio sviluppo. Un po' tutte le vicende umane sono riconducibili a quando detto fin qui. La vita è una presa di coscienza continua con vantaggi graditi e sgraditi. Anche quelli sgraditi restano vantaggi, sono utili. Si dice che sbagliando si impara. C'è chi impara di più e chi impara di meno o per niente, ma è la vita. Il problema sta nel fatto, positivo, che fin da piccoli ci costruiamo una nostra perfezione: tutto ciò che ci circonda è buono o male in riferimento a noi stessi che siamo la perfezione. Poi, dato che non siamo stupidi, ci accorgiamo di tanto in tanto che la nostra perfezione non regge o addirittura non può esistere: non sta nell'ordine delle cose. Ecco il dramma. Cominciano le paturnie, gli stati d'ansia, le paure, le delusioni e quanto di comodo ci possiamo inventare per ritrovare la nostra "perfezione". Niente da fare. L'essere perfetto è altrove. Non chiedermelo perché il mio computer ha una memoria troppo piccola per contenere tutto il discorso. Diciamo che i bilanci si fanno alla fine: dopo periodi congrui. Essi vanno letti con sapienza e con lo sguardo rivolto in avanti: la vita continua. Quando un bilancio è negativo non giova strapparsi le vesti. Si può cambiare vestito, avendone uno veramente migliore, ma sempre con grande attenzione. Il più delle volte è logico prendere atto della realtà del mondo che è "così" ne bene, ne male. La cosa veramente importante è saperlo fruire (goderselo). Dando per scontato che berlusconi non sia stupido, proviamo a chiederci se non si avvede della stupidità della "gente". Certo che lui se ne rende conto ma, essendo quella la realtà a disposizione sua, si gode quella come meglio può. Da giovani aspiravamo tutti ad avere brigitte bardot (che allora era considerato il top) e contemporaneamente eravamo coscienti che fosse un fatto irrealizzabile. Tutti abbiamo provveduto diversamente, come è nella natura delle cose. Ho goduto delle cose che avevo anziché pretendere e sperare ciò che non avevo. E poi, col senno, era migliore ciò che avevo. Come dice una canzone che ascoltavamo tempo fa: "... Al buio, è molto strano,/ il fuoco di un cerino/ ti sembra il sole che non hai." Il primo dramma per l'adolescente è la perdita di fiducia negli "altri": diventano, all'improvviso, inaffidabili. Spesso ci si costruisce un "interlocutore artificiale" proprio: il diario. Poi, con l'esperienza, si impara un modo di rapportarsi articolato: con termini e concetti generalmente riconosciuti simili. Bisogna usare la tecnica con sapienza e parsimonia. Occorre calibrare bene termini e circostanze per ottenere risultati apprezzabili o addirittura soddisfacenti. E' esplicativa la critica che un conoscente faceva ai romani. Essi hanno un sacco di amici: da quello che fa le brutte figure a quello che ha molto successo. Se quegli amici sapessero l'uso che il romano fa di loro lo impiccherebbero. Il romano ne fa un uso spropositato e "inflativo", tutti si accorgono che sta menando il can' per l'aia. Un'altra canzone diceva che la verità fa male. Chi non riesce ad esimersi dal giudicare può imparare a dare giudizi lievi o convenienti. Per esperienza direi che non è piacevole, a pieno, nascondersi la verità. La migliore condizione è quella in cui si sa di sapere e si tace. La complicità: un concetto usato spesso in senso negativo. Tra persone che si rispettano è una condizione soddisfacente e gratificante. Nessuno è perfetto. Ognuno ha le proprie capacità che possono essere utili agli altri. È bello riconoscerle e sentirsele riconosciute. Continua: 13.01.03 nel nostro "carattere" le cose del mondo, ed anche le persone, sono raccolte in un elenco di categorie. L'elenco è ordinato in una graduatoria dove al primo posto ci sono le cose e le persone più care, e poi via, via le categorie meno importanti. La graduatoria delle categorie è dinamica: viene tenuta continuamente sotto controllo ed aggiornata. Questo lavoro è molto delicato perché i parametri che lo guidano sono tanti ed anch'essi in un elenco dinamico, aggiornato continuamente. Da piccoli il controllo delle graduatorie (o scale di valori) dipendeva da parametri essenziali, elementari, semplici e di numero minimo, i pochi valori di sopravvivenza. Man mano che si cresce aumenta sia il numero dei valori o categorie, sia il numero dei parametri che usiamo per il loro controllo. Qui sta la criticità di questa operazione: nel tipo di parametri che ognuno di noi stabilisce per il controllo e nelle categorie che ognuno di noi si trova a dover controllare. Anche le categorie sono personali: dipendono dalle nostre esperienze. Ognuno di noi conosce cose e persone diverse dagli altri. L'attività di controllo della scala di valori, intesa come descritta, è tra le principali (se non la principale) fonti di benessere o malessere prima spirituale e poi materiale. Una distinzione importante bisogna farla tra la scala di parametri validi nell'età infantile e giovanile e quella necessaria da adulti. Qualunque sia il nostro ruolo, da adulti, resta determinante il fatto che si diventa sempre più autonomi e di riferimento per gli altri, nel bene e nel male. Questo fenomeno ci coglie inevitabilmente impreparati: ogni esperienza è nuova per noi. Possiamo solo disporre di un catalogo più o meno ampio di esperienze similari, niente di più. Questa difficoltà si affronta, e si può superare, con calma e prudenza. Solo raramente, la cosa è ancora più pericolosa, serve o si può usare il coraggio. La tolleranza e l'umiltà, non l'opportunismo o la codardia, è utile il più delle volte. Tutti noi siamo portati a sbagliare. Spesso facciamo errori importanti ma, se li commettiamo con persone umili e tolleranti, riusciamo spesso a correggerli. La correzione degli errori è possibile solo se accettiamo l'aiuto degli altri. Spesso il risentimento, anche nei propri confronti (l'arrabbiatura per qualche errore commesso e a cui non troviamo riparo), ci impedisce di essere sereni ed obiettivi. Sto vivendo una situazione simile con windows98 (il sistema operativo). Sono risentito sia per il carattere da imbecille del sistema operativo che per gli errori che mi ha indotto a commettere (non che ho commesso: è stato esso a farmeli commettere). Comunque o trovo un modo per giustificare la mia sordità al mio risentimento o il pc non funzionerà. Certo che questa è una situazione pratica: non riguarda i sentimenti, il rapporto umano. E' vero ma il meccanismo è lo stesso: la macchina si rompe, l'uomo erra! Credo che il sincero ravvedimento possa essere preso in buona considerazione. Il ravvedimento, come detto poc'anzi, ha bisogno di essere aiutato. Bisogna essere disposto all'aiuto degli altri, per insignificante che sia, e capire quando gli altri hanno bisogno del nostro aiuto per ravvedersi. Se consideriamo la complessità dell'animo umano, per cui noi amiamo l'uomo, ed il suo valore, non possiamo ridurre queste riflessioni al semplice "farsi scivolare le cose addosso". Può essere un primo atto, come la traccia per seguire un discorso. Capiamo benissimo, però, che la traccia non è molto comprensibile. I capoversi vanno riempiti di sostanza, spesso nei particolari, giacché spesso sono i particolari che ci rendono insoddisfatti, irritabili e scettici nei confronti degli altri. La tenerezza dei ricordi dell'infanzia deriva proprio da questi complessi meccanismi. Troviamo sempre una giustificazione ad errori ed ingiustizie fatte o subite. Mi sovviene che in tutto ciò diventa importante l'apprezzamento per il ruolo che riusciamo ad avere nella società. E poi ... Le cose piacevoli sono tali anche perché sono poche, anche se non ci piace ammetterlo. Spesso sono insoddisfacenti. Lo zio carmine che si appoggia alla mia macchina nuova fiammante. massimino jisdi@tin.it meda 14 marzo 2002 fin dai tempi delle caverne, l'uomo, ha imparato ad associarsi per conseguire migliori risultati con le proprie attività: migliori risultati nella caccia, migliori risultati nella difesa delle palafitte ecc. Già da queste primordiali associazioni però vediamo che riescono ad avere l'esito sperato solo se ogni associato contribuisce, sicuramente, con proprie risorse all'associazione e conta di condividere i migliori risultati solo se ci saranno. Non è affatto scontato che l'associazione in una battuta di caccia dia migliori risultati, può addirittura andare peggio, qualche volta ma se si perfeziona il lavoro di gruppo, per esperienza si sa che si ottengono risultati incomparabili. L'unica cosa certa è la contribuzione di ogni associato, l'esito è da conseguire. Chiunque, associato, conta di spartire il 'bottino' finale della caccia, con minore contributo rispetto al caso di battuta singola, abbassa il risultato collettivo finale. Queste logiche stanno alla base anche delle moderne associazioni. Esse danno l'opportunità di maggiori economie, o se si vuole migliore rapporto costo benefici ma sempre a fronte di una contribuzione certa, e mai al di sotto della minima, e risultati ipotetici. Solo mediamente migliori. Generalmente distribuiti e non sempre tangibili per le sensibilità più 'dure'. In sostanza non si deve cadere nell'idea che l'associazione faccia risparmiare risorse. L'associazione può solo migliorare i risultati se tutte le risorse sono messe a disposizione e fatte rendere al massimo. Spesso i migliori risultati sono indiretti o coperti da casi fortuiti di rischio che si avvera. massimino jisdi@tin.it meda 04 marzo 2002 armistizio a causa della sproporzione tra le forze in campo e le prospettive si dichiara la resa. Le conquiste, anche le più ambite, diventano vane se di difficile mantenimento. Anche l'ideale napoleonico accetta questa logica. È la vittoria dell'alleanza, mantenimento del comune interesse. Il mondo degli scambi ha le sue regole. I beni scambiabili devono essere alla portata degli operatori, l'offerta di beni di grande valore potrebbe non avere successo. L'uso della rateazione è un valido compromesso che permette ai meno abbienti la fruizione di beni ad alto valore. Il buon cuore del fornitore è d'obbligo. La trattativa per quanto generosa e sincera può non dare i frutti sperati. Se il bene è fuori portata, i giocatori si arrendono e patteggiano la partita. massimino jisdi@tin.it meda 12 febbraio 2002 quell'atteggiamento non è consono e quindi lo censuro. Siccome non viene rispettata la censura rincaro la dose e accuso di indole disastrosa come dimostrato da altri atti che ritengo simili. Questo meccanismo è senz'altro di carattere autoritario anche se può essere ragionevole svincolandolo dai presupposti che l'hanno ispirato. L'ispirazione di questo ragionamento viene dall'idea che si ha dell'altra persona. Questa idea genera anche quella sensazione che è detta di 'pelle' e che induce a comportamenti spesso automatici. In caso di sensazione + si ha una reazione automaticamente benevola altrimenti si ha l'automatismo malevolo o stizzoso, che dir si voglia. Questa situazione si determina in ogni circostanza di vita. Quando però capita nell'ambiente familiare è disastroso perchè rende invivibile l'unico ambiente disponibile per lo smaltimento degli stress. Quando ciò si verifica, d'altra parte, è anche difficilmente arrestabile perchè è il risultato di una lunga serie di incomprensioni e si è inclini ad accollare ad esse la causa di tutto, concludendo che la questione è congenita al nucleo familiare. La soluzione a questi problemi potrebbe essere l'acquisizione di metodi razionali comportamento che siano condivisi ma il punto è questo: difficilmente si è disposti a condividere metodi accettati dall'avversario. La spirale è praticamente senza fine se non si abbandona il campo di contesa. L'abbandono del campo potrebbe essere favorito dalla consapevolezza che non esiste via di uscita e quindi confrontarsi solo su 'campi meno soggettivi'. È anche il motivo soggetto massimino jisdi@tin.it meda 23 gennaio 2002 gli studiosi dicono che l'uomo, come lo conosciamo oggi, è frutto della selezione naturale della specie. Pur non essendo studiosi si può arguire che la selezione è avvenuta nei secoli e millenni passati, quando le tecnologie non consentivano asservimenti di sorta e quindi la crudeltà naturale faceva da padrona riguardo al destino dell'uomo. Oggi siamo ad un passaggio cruciale nell'evoluzione dell'uomo: si hanno a disposizione mezzi e conoscenza che forniscono asservimenti impensabili solo qualche decennio fa. Si pensi all'ingegneria genetica. L'interrogativo che sorge, facendo queste riflessioni, è quanto influisce sulla capacità selettiva ed evolutiva dell'umanità il vizio prodotto dall'opera della civiltà e inserito nel meccanismo. Sappiamo tutti, per esperienza diretta, che i beni naturali possono essere elementi di riferimento per la loro durevolezza. Si conservano e si riproducono per un meccanismo spontaneo e consolidato, immutabile se non a causa degli sconvolgimenti universali e garantito dal sistema ecologico e planetario. Rispetto a queste garanzie le trovate (vengono chiamate addirittura scoperte) dell'uomo sono veri e propri falsi. Tanto è vero che un terremoto in giappone, qualche anno fa, mise in forse la produzione microelettronica nel mondo, da cui dipende la quasi totalità delle attività umane. Vengono messi a punto sistemi, spacciati come ultra sicuri, che poi vengono resi inservibili da piccole disattenzioni o carenza di solidarietà, provocando disastri sconvolgenti. Il mondo ha già sperimentato questo fenomeno con l'uso della bomba atomica eppure sembra non aver imparato nulla. Si continua con le trovate miracolose, sotto la bandiera della libertà di espressione, in barba a tutte le conoscenze e le esperienze storiche. Ci si affida al mercato asserendo che è l'unico giudice affidabile: se c'è qualcuno che compra significa che il prodotto è valido. Mi sembra l'uso più scellerato della teoria secondo cui il fine giustifica i mezzi. La giustificazione più sfacciata alle filosofie mafiose. Fino a che i mezzi tecnologici non sopperivano alle carenze dell'individuo, la tendenza appena descritta non ha provocato danni gravi, don rodrigo, napoleone, hitler e tanti altri spregiudicati grandi e piccoli. Oggi invece c'è il grande pericolo costituito dai mezzi tecnologici nelle mani di piccoli "pazzi" eletti a grandi uomini da sistemi plebiscitari inauditi. E' probabile che certi timori possono essere gli stessi che avevano, a suo tempo, nei confronti di leonardo da vinci ma non è neanche ragionevole lasciare liberi personaggi che psicopatici che hanno il complesso di inferiorità e l'unico loro intendo è diventato quello di dimostrare di essere onnipotenti, che gli altri sono delle nullità e quindi non vanno considerati che cose usa e getta. Oggi si ha proprio l'impressione che l massimino jisdi@tin.it meda 20 gennaio 2002 l'angustia verso il genitore non mi è nuova. ciò che mi sorprende è la coesistenza dell'angustia con l'istruzione e l'informazione. Solitamente sono i figli poco istruiti e disinformati che vivono questo stato di astio. Quelli più istruiti e informati convivono meglio con questo complesso, dato che riescono a razionalizzare di più. Provare a non considerare la familiarità dell'interlocutore massimino jisdi@tin.it meda 10 gennaio 2002 è proprio buona, mi regala bei momenti bisogna valere qualcosa per suscitare... Speriamo che non sia il giorno che soddisfazione bestiale è proprio selvaggia è il posto più accogliente l'ho presentato bene ... Stavolta gliel'ho fatta credere è sempre la stessa cosa ma ... È l'unico scopo? Non riesco proprio a ficcarglielo in testa stavolta l'ho fregata ... E con questo cos'hai dimostrato? ... Che scivolata! Meda 26-12-2001 indovina indovinello su le ali dell'uccello / non son piume ne capelli vola vola dritto dritto / e s'inpenna a capofitto dentro il turbine infuocato / come preda s'è inpigliato son tenaglie poderose / sono artigli ad ogni cosa nulla ad esse può sfuggire / per potere o per volere soddisfatto ch'è il piacere / e il dovere parimenti or riposa anche la mente / del guerriero prepotente sia il re ma pure uccello / indovina indovinello massimino jisdi@tin.it meda 25-12-2001 il rapporto uomo donna che oggi si pone in maniera forte si può vedere in base ai due aspetti principali: quello biologico e quello sociologico. Dal punto di vista sociologico si può osservare una convivenza basata su una alleanza che col tempo è diventata norma perdendo la caratteristica di consapevolezza da cui ha sempre preso forza. L'alleanza è stata sempre basata su una divisione di compiti determinata dalle inclinazioni naturali dei due sessi. In particolare l'uomo e la donna, impostando una economia di coppia autonoma, si ritagliavano i propri compiti in propri ambiti in modo da potersi gratificare estrinsecando le proprie potenzialità. Solo a consuntivo si verificavano i risultati che elogiavano o no i componenti. Nell'espletamento dei compiti invece ognuno agiva in completa sovranità sul proprio operato. Con l'evoluzione della società l'economia di coppia si è virtualizzata, nel senso che nella coppia non è più necessario che ognuno abbia specifiche e precise competenze in modo da poter soddisfare tutte le esigenze di coppia unendo i due gruppi di competenza, bensì basta avere un totale, in valuta, di potere di acquisto. Ieri era necessario che ognuno sapesse realizzare, costruire il necessario avendo personalmente la capacità di realizzare le cose e prestare servizio, oggi invece basta avere il potere di acquisto per comprare sul mercato il necessario per la vita di coppia. Questa situazione ha svuotato progressivamente l'essere riducendone la consistenza che era fatta proprio di competenze reali. In sostanza la coscienza di se si è ridotta nel fare una singola attività, specialistica, che fornisce una quantità di crediti sufficienti, o addirittura eccessivi, per poter farsi fornire da altri cose e servizi che non si potrebbero avere a causa dell'incapacità di produrli, per mancanza di tempo o di conoscenza. Questo stato di cose provoca negli individui una crescente ed indistinta insoddisfazione che risulta incolmabile perchè è difficile individuare la corrispondenza tra le attività e le gratificazioni che ne derivano. L'impossibilità di individuare le insoddisfazioni induce ad errori facendo credere che certe insoddisfazioni derivino da determinati fatti. Siccome ci si è sbagliati si resta insoddisfatti pur vivendo quei fatti, arrivando a dire che i fatti non sono più come quelli di una volta. Così si generano varie nevrosi che inducono a distribuire colpe a destra e a manca generando antipatie ed inimicizie. Il meccanismo si ripete in tutti gli ambiti in cui si estrinseca la società determinando, quindi, anche i fatti più generali come quelli fra gli stati. E siamo ad oggi con quello che apprendiamo dai telegiornali. massimino jisdi@tin.it meda 2-12-2001 sono intendo a realizzare il programma di gestione condominiale con il linguaggio visual basic 4. Già uso il programma realizzato in clipper/db3 nel'88-89. Il lavoro lo svolgo per dovere: ritengo di dover realizzare il programma in visual basic. Nel corso del lavoro scopro spesso di perdermi in un bicchier d'acqua: mi arrovello sulla risoluzione di alcune routine, per molto tempo senza trovare soluzioni, poi all'improvviso con l'ennesima rilettura delle relative righe di programma vedo l'errore. Banale, conosciuto, generalmente evitato in prima stesura. Mi stupisco, mi chiedo come mai e mi preoccupo: ai primi sintomi del morbo di alzaimer, mia madre aveva comportamenti simili. Ricordo che si era proposto di ricamare con l'uncinetto delle rose su delle salviette. Queste rose erano particolarmente azzeccate e mi piacevano molto perciò gli avevo chiesto di ricamarmi le salviette con quelle rose. Ebbene, ne cominciò parecchie ma non ne finì una. Quando gli chiedevo come mai aveva smesso la precedente mi diceva che non poteva finirla perchè aveva sbagliato e non riusciva più a raccapezzarsi nel conto dei punti che componevano il fiore. La vedevo spesso ricontare i punti, si fermava a riflettere, ricontava di nuovo, ricominciava a ricamare e poi ritornava a ricontare, spesso disfaceva anche quello che aveva fatto. La osservavo spesso. E spesso mi chiedevo se non avesse perso il gusto della vita. L'interesse per le cose del mondo. Da piccoli ricordo molte volte che ci spronava, con buon entusiasmo, a fare. Generalmente si trattava di lavori nei campi. Mi risultava anche convincente nelle motivazioni. Ricordo però anche momenti di distrazione. La vedevi assente, perplessa, con lo sguardo vago: assorta nei suoi pensieri. Così mi appariva, molto spesso, durante i primi sintomi del morbo di alzaimer e con il progredire della malattia sempre di più. Risultava difficile accettare la situazione di mia madre e forse per questo, spesso concludevo che il suo era il comportamento solito, soltanto più accentuato a causa dell'età. Sembrava quasi una scaramanzia. Mia sorella diceva di avere notato delle distrazioni di mia madre in ospedale, mentre accudiva mio padre ricoverato per enfisema polmonare. Noi eravamo una famiglia molto unita: tutti per uno per tutti, come la generalità delle famiglie dei nostri luoghi. Io e mio fratello maggiore ci eravamo trasferiti al nord ed avevamo formato famiglia sposandoci con donne del nord. Mia sorella, la maggiore, ed il fratello più piccolo abitavano poco distante, ad un "getto di voce" come si suol dire da noi, dalla casa paterna e si sono sposati 'sul posto'. Al terzo attacco di enfisema polmonare di mio padre questa era la situazione. Mia sorella racconta che un giorno, in ospedale, era in visita durante il pranzo degli ammalati e mia madre (a cui veniva servito il pranzo in quanto ricoverata a sua volta per degli accertamenti sul diabete visto che comunque doveva essere li ad accudire mio padre), invece di porgere il piatto a mio padre, che non doveva alzarsi, prese il suo piatto e si sedette tranquillamente a mangiare. Mia sorella senza rimarcare il fatto servi mio padre e la cosa non assunse rilevanza, almeno secondo l'impressione di mia sorella. Certo che quando si fanno queste riflessioni si vedono le cose con occhio diverso. Il senno del poi gode di ulteriori informazioni per osservare i fenomeni. Al momento però si sarebbe potuto dire che mio padre e mia madre avessero 'litigato'. Chi sà? I malati spesso sono esigenti se non prepotenti. Mio fratello maggiore racconta che una volta aveva richiamato mio padre per il suo comportamento esigente nei confronti di mia madre. Stà di fatto che cercando di inquadrare questa serie di eventi in questo arco di tempo relativamente lungo ci si pone la domanda di che nesso ci possa essere tra i vari fatti. La motivazione alla vita quanto incide sul modo di vivere? La motivazione alla vita può essere ereditaria? Come l'alzaimer? massimino jisdi@tin.it meda 12-12-2001 la coscienza di una brutta figura induce uno stato di disagio profondo, di profonda disistima che nessuno, sembra, può alleviare. Sembra che nessuno possa capire le motivazioni che stanno alla base dell'azione causa della brutta figura. Quindi non appare possibile risolvere il problema con il dialogo: certe cose o sono note, evidenti, intuite o non ha senso esporle. A volte però , il disagio deriva da circostanze che non si crede possano essere capite dagli altri. In certe circostanze si arriva ad accusare, inconsciamente, proprio gli interlocutori con cui si verifica lo sfogo emotivo, lo scatto di rabbia. Forse perchè si crede, sempre inconsciamente, che solo loro possono sopportare quella reazione, che altrimenti non si saprebbe contro chi dirigere. Come comportarsi in simili circostanze? Continuare il dialogo sembra voler rigirare il dito nella piaga. È logico analizzare, spiegarsi il fatto? Probabilmente, alla base di certi atteggiamenti c'è una richiesta implicita di comprensione, di aiuto. Come se ci si sentisse continuamente (severamente) osservati e giudicati, e non si sia disposti ad accettare oltre l'esame. L'esame, però, è un fatto imposto. Da chi? Da quelli che si vorrebbe, inconsciamente, accusare? La società, gli amici, i parenti, i genitori? O tutti insieme? La cosa butta tutto il gruppo in uno stato di disagio, non si ha più il coraggio di parlare per timore di irritare qualcuno. Divide ogni componente del gruppo dagli altri. Non ho voglia di parlare dopo una giornata di impegno universitario in laboratorio a rompermi i coglioni. Ne ho pieni i coglioni! E via la forchetta, sulla scodella dell'insalata, che rimbalza sul tavolo, mentre si alza dal tavolo. Non ho voglia di continuare a parlarne anche quando sono a tavola. E via uno schiaffo alla bottiglia di plastica dell'acqua, sul tavolo. Non dovete rompermi i coglioni. E preso la scodella, sparge l'insalata sul lavandino. massimino jisdi@tin.it meda 16-10-2001 la proprietà privata resta l'oggetto di maggiore interesse dell'uomo. L'interesse in se non è una novità ma le occasioni offerte dalla tecnologia galoppante hanno reso tale interesse molto più facile da coltivare. L'interesse è diffuso al punto che lo si trova anche in cittadini che non ne comprendono tutte le implicazioni, derivanti dalla stessa tecnologia che l'ha resa così a portata di mano. Molti osservatori dei comportamenti umani hanno scritto le proprie conclusioni in proposito. Dato che le origini di molte regole di gestione della proprietà si perdono nella notte dei tempi, dell'esperienza umana, molte di esse vengono confuse e ritenute inadeguate ai tempi attuali e quindi non rispettate dovutamente. Questo meccanismo fa si che molti neo-proprietari perdano la loro proprietà con la stessa facilità con cui l'hanno conseguita. Un esempio. Molti lavoratori negli ultimi decenni sono stati indotti a gestire autonomamente la loro 'proprietà professionale', con l'illusione di maggiori profitti. Quasi tutti, non conoscendo le implicazioni socio economiche del metodo e fidandosi di falsi consiglieri, non hanno previsto le regole da rispettare ne tantomeno le difficoltà della loro applicazione, fallendo nell'impresa. Questa serie di 'fallimenti' nell'impresa induce la moltitudine a concludere che le regole sono avverse alle loro aspirazioni e quindi vanno eluse prima e poi cambiate. Questa conclusione si ripete per tutte le tipologie di proprietà che si sono diffuse tra i cittadini negli ultimi decenni. Di fronte a questo fenomeno si possono avere due tipologie di atteggiamenti. La prima è costituita dalla serie di sfruttamenti di questi sciagurati, che lasciando sul campo un mucchio di beni forniscono risorse gratuite agli avvoltoi. La seconda tipologia è costituita dalla serie di atteggiamenti, di carattere sociale, miranti a costruire la cultura della conservazione dei beni, in tutti i cittadini che aspirano al loro conseguimento. Credo che questi concetti siano comuni a tutte le tipologie di beni, siano essi di carattere materiale o intellettuale. L'avventura del lavoratore autonomo è un esempio emblematico. Le confusioni che inducono ai 'fallimenti', dei lavoratori autonomi, hanno le stesse origini di quelle che inducono allo sperpero delle libertà quando ci si fida di consiglieri che hanno fatto la loro fortuna raccogliendo i beni dei lavoratori autonomi 'falliti'. E' possibile che nella sinistra ci sia una grande quantità di 'lavoratori autonomi' che non considerano di dover conteggiare tasse, costi di gestione e di rischio nei costi di produzione, finiscono per fallire nelle loro imprese. Naturalmente le fabbriche si svuotano se gran parte dei lavoratori si 'mettono in proprio' illusi di conseguire migliori risultati da soli piuttosto che restare nell'organizzazione sindacale o di partito che nel frattempo, aumentando la quantità di beni da proteggere, deve rivolgere maggiore attenzione alla conservazione del bene conquistato anziché avventurarsi in azzardate nuove conquiste. Sarà proprio questo il virus della proprietà privata? massimino jisdi@tin.it Meda 01/03/11 30-09-01 Da ragazzo Da ragazzo, alle elementari, ho scoperto, per la prima volta, il "razzismo". Veniva praticato da quasi tutti i coetanei, compagni di classe "cittadini" perché abitanti nel capoluogo comunale, a carico di noi "cafoni", ragazzi abitanti nelle contrade dello stesso comune: agglomerati di case di famiglie contadine, di campagna con strade fangose d'inverno e polverose d'estate. Anche le maestre usavano spesso l'attribuzione di "ragazzi della campagna" per riferirsi a noi, che percorravamo chilometri (io due) per raggiungere la scuola. Ma ciò che faceva sostanzialmente la differenza, evidente dopo le prime riflessioni, era il Pensiero. Noi "Cafoni" della campagna nei nostri giochi mantenevamo l'atteggiamento solidale mentre nel capoluogo comunale imparammo che quel comportamento era perdente e quindi ci limitavamo ad essere solidali solo tra noi di "campagna" ma quando si era in squadre, di calcio, diverse la solidarietà era problematica. Col tempo consolidai l'idea che quei ragazzi pensassero a noi "della campagna" con un atteggiamento che richiamava alla memoria l'atteggiamento che noi stessi (delle campagne) avevamo nei confronti delle bestie che accudivamo nelle nostre stalle. Non esternai mai queste mie conclusioni: mi vergognavo di giudicare così dei miei coetanei "cittadini". Dal mio Paesello partii, da adulto a 18 anni, per vivere nel "Triangolo Indutriale" ed all'arrivo ringraziai i miei coetanei del Paesello perchè mi avevano anticipato la realtà del mondo degli uomini. La coscienza di "ignorante" mi indusse ad avere l'atteggiamento dell'allievo, di fronte a queste realtà molto dure, per me. E' passato del tempo. Impegnato ad acquisire molte altre cognizioni necessarie per vivere, persi l'attenzione per quelle questioni che allontanai, forse anche per sentire meno male. Al risveglio, quando mi ero stancato di acquisire cognizioni, mi sono reso conto che quei ragazzacci erano rimasti tali e quali erano ai tempi. Non erano cresciuti per niente: però avevano accumulato, addirittura, ingenti capitali. Mi fanno pena! loro continuano a vivere con le bestie che accudivo nelle mie stalle, Io vivo con uomini e donne che sostanziamlmente mi fanno ben sperare nel futuro dell'Uomo. Massimino jisdi@tin.it Meda 01/03/11 30-09-01