Pensieri dell'Est http://www.pdmeda.it/blog/index.asp?pagina=1&ord=desc&archivio=giornale.mdb&tabella=pagina&numero=2 http://www.pdmeda.it/blog/confrontutto.asp?pagina=4&numero=1&ord=desc&archivio=giornale.mdb&tabella=pagina4&public=1 http://www.pdmeda.it/blog/confronto.asp?pagina=4&numero=1&ord=desc&archivio=giornale.mdb&tabella=pagina4&public=1 Massimino jisdi@tin.it Meda 08/01/12 Economia Relazionale Il Sistema Relazionale ed il suo Mercato La personalità e l'equilibrio psichico dell'individuo è laspetto esteriore della propria economia relazionale. Le Relazioni Interpersonali, venute alla ribalta negli ultimi decenni del Secolo Ventesimo, hanno un ruolo determinante nella formazione delle personalità e quindi nella formazione del Corpo Sociale e della Cultura di un Popolo. Esse non sono delle novità ma hanno assunto rilevanza a seguito delle mutazioni socio-economiche del Mondo negli ultimi decenni del Secolo scorso. Le Relazioni Interpersonali sono i componenti del Rapporto di Scambio che si instaura tra gli individui che si incontrano nelle relative attività ed esperienze di Vita. Approfondendo la riflessione sulla natura dei nostri rapporti con gli altri rileviamo che ogniuno di noi intrattiene rapporti con persone simpatiche, gioviali, dinamiche, costruttive e concludenti nel senso che i loro "comportamenti" gli procurano un evidente "benessere". Queste preferenze dimostrano la tendenza ad acquisire dagli altri, senza dichiararlo (evasione fiscale), "competenze" utili alla nostra crescita complessiva, particolare od emotiva. Anche gli altri, legittimamente, applicano la stessa tecnica relazionale e quindi tendono a coltivare relazioni utili alla loro crescita. Coniugando il nostro Sistema Relazionale con quello degli altri, rileviamo che il rapporto di scambio di "competenze" è tendenzialmente volto al vantaggio e quindi con la stessa caratteristica dell'economia. Un rapporto dare-avere, che dovrà essere mediato, volendo intrattenere il rapporto nel tempo. Un Sistema Relazionale così concepito evoca la ricerca di personalità "appetibili", rispetto alle nostre aspettative di Vita. In quest'ottica il "panorama sociale" assume le caratteristiche di un mercato e quindi il nostro "orizonte sociale" diventa il Nostro Mercato Relazionale. Dando per assodato l'esistenza di un Mercato occorre che ogniuno sviluppi le Competenze valutarie per stabilire quali possano essere le personalità congeniali con le nostre aspettativa di Vita. La costruzione delle competenze è un lavoro che impegna molte nostre risorse e quindi sede di di molti vizi di "forma" che portano alla eccessiva semplifificazione dei metodi di valutazione, che possono essere carenti di fattori importanti rispetto alla tipologia della "merce". Un'altra importante considerazione va fatta per la rilevanza assunta dalla Mediazione nelle attività relazionali nei mercati. Questa considerazione è importante perchè la costruzione (acquisto) di una relazione necessita di una corrispondente attenzione da parte della personalità ambita e quindi di una offerta adeguata al valore della personalità. Molto spesso accade che, per scarsità di risorse, si offrono le intenzioni (pagerò). Ebbene esse possono essere considerate come le esche nella pesca e quindi avere effetti sgradevoli. Un categoria importante è quella delle "immagini" delle offerte (ganzìe), che in alcune categorie di scambi sono inevitabili e quindi occorre un catalogo ben fornito ed ordinato, in base alle varie proprietà, come, ad esempio, le proprietà degli Oggetti in informatica. Massimino jisdi@tin.it Meda 18/01/12 Meditazione Attiva Modalità di aproccio alle Questioni Difronte a Problemi nuovi, apparentemente insolubili e solitamente spaventosi, si va nel panico: l'inrazionalità si autoalimenta all'infinito. Solitamente ci si avvede di una carenza d'informazioni necessarie all'analisi che induce l'imponderabilità e quindi il timore che il problema possa nuocere inreparabilmente. Di fronte a quest'ordine di Questioni bisogna inquadrare prima di tutto le nature tecnologiche delle questioni stesse, oltre alle nature non catalogabili per carenza di conoscienze. Fare la ricognizione dei vari fattori che compongono il problema, la loro coerenza, specialmente con la realtà nota a prescindere dal problema stesso. In altre parole significa capire i "luoghi" matematici delle Questioni (funzioni) a cui ci si trova di fronte. Procedere ordinatamente e per gradi nell'analisi, con l'obiettivo di stabilire le possibilità di influenza del Problema sulla realtà e quindi sull'oggettività dei fattori che lo compongono. Può capitare, spesso, di trovarsi di fronte a fattori non ben catalogabili e che quindi vanificano le analisi fatte o tentate ma comunque, in tal caso, si ha il risultato di aver sfrondato il problema e quindi ristretto il"luogo di esistenza" della sola parte non catalogabile. La restrizione dei luoghi di esistenza contribuisce ad evidenziare i reali contorni del problema, ripulito da riflessi impropri derivanti da altri fattori diversamente catalogati. Massimino jisdi@tin.it Meda 23/01/12 Esercizio N.8 Equilibrio Da ragazzi abbiamo fatto un mare di esercizi di equilibrio ma come tutto ciò che abbiamo imparato da piccoli resta nell'Empirico, per giunta inconsio. Con l'Istruzione noi rielaboriamo le nostre Cognizioni "Naturali" ed impiriche per farle affiorare nell'area coscente e razionale della Mente e quindi renderle fruibili "a Comando": quando le circostanze le richiedono. L'Istruzione ha una serie di tecniche pedagogiche per aiutare gli allievi ad effettuare la rielaborazione di molte cognizioni acquisite, esimendosi dalla responsabilità per molte altre cognizioni che non rientrano nel campo degli interessi economici sociali. Gli esercizi di rielaborazione, appresi dagli aglievi, diventando patrimonio cognitivo dell'individuo, vengono utilizzati, in autonomia, in tutte le situazioni che ognuno di noi si trova casualmente ad affrontare quotidianamente, e generalmente aiuta il singolo individuo a risolvere molte situazioni ma casualmente, prova ne è la serie di disavventure, specialmente mediche, che tutti abbiamo. Tornando indietro con la memoria delle esperienze scolastiche, ricordiamo le raccomandazioni degli insegnanti a prestare molta attenzione ai Teoremi, le logiche, anzichè imparare l'esercizio a memoria per superare l'interrogazione e prendere un buon voto. Chi riesce a praticare il consiglio della Maestra trarrà più profitto di altri dalle Tecniche di Rielaborazione, conseguendo una moltiplicazione delle cognizioni derivate dalla principale, fatta adottare dalla Maestra. Questo esercizio va svolto in coscienza di quanto appena descritto, facendosi aiutare dalle tecniche di rielaborazione consigliate da alcune filosofie orientali molto orientate alle cognizioni biologiche dell'Uomo. Quella che ci interessa in questo frangente è la percezione delle varie parti del nostro corpo, la Visualizzazione tipica dello Yoga, che ci permette di percepire la relazione tra azione e contrasto determinante per il conseguimento dell'equilibrio. La visualizzazione ci fa acquisire l'esperienza necessaria a percepire l'attivazione di tutti i muscoli della colonna vertebrale e delle gambe, che presiedono all'Equilibrio della nostra Persona. Riusciamo a realizzare detta condizione quando l'attenzione della nostra mente è presa da un pensiero insignificante e quindi è libera di occuparsi di altro: in questo caso di mantenere attivi tutti i muscoli dell'equilibrio, dei piedi, delle gambe, le anche, la colonna vertebrale fino alla testa. Fissare un punto, visualizzare i muscoli del'equilibrio, sollevare una gamba mantenendo la percezione dei muscoli attivi. Da questa posizione si parte per ogni movimento desiderato. Gli esercizi di equilibrio, con l'allenamento alla calibrazione dei muscoli di azione e di contrasto, sono anche una valida prevenzione dei "colpi della strega" che sono frutto di un'errato comando, che eccita sproporzionatamente uno dei due muscoli. Massimino jisdi@tin.it Meda 23/01/12 Esercizio N.7 Gargarismi Pulizia delle vie respiratorie superiori con acqua di rubinetto o colluttorio. Con la testa reclinata all'indietro, trattenere un piccolo sorso d'acqua nella cavità faringea facendola gorgogliare per inondare anche la faringe. Dopo qualche gorgoglio, abbassando l'epiglottide che separa la cavità faringea dalla bocca, si genera una spinta dell'acqua su per il canale aereo verso il naso. Il processo provoca un colpo di tosse ed un rilevante fastidio le prime volte e quando le parti sono infiammate. Il flusso di acqua umidifica la faringe ed il condotto nasale, che si seccano facilmente, oltre a rimuovere il muco deteriorato ivi presente. Le vie respiratorie superiori si puliscono anche con le irrigazioni nasali che si fanno con appositi strumenti, come la teiera dello Yogi, con la quale si immette acqua, a cascata, in una narice che, arrivata alla fine del setto nasale (dove i due condotti si riunificano) ricade indietro attraverso l'altra narice. Massimino jisdi@tin.it Meda 21/01/12 Esercizio N.6 Addome Massaggio rilassante giornaliero (mattutino) dei muscoli addominali. Sempre in coordinamento con la Respirazione: Da supino, esercitare leggere pressioni su tutto l'addome, come voler stimolare delle sensazioni o percepirle, (se esistono, specialmente se sgradevoli o dolorose), con le dita unite e gli addominali rilassati, durante la fase espiratoria oppure inibendo la parte diaframmatica della respirazione. Come tutte le pratiche di visualizzazione, anche questa, permette di rilevare le condizioni intestinali e quindi provvedere, se il caso, con adeguate terapie mediche. La coscienza di Sè! Massimino jisdi@tin.it Meda 21/01/12 Esercizio N.5 Massaggio arti inferiori Sempre in coordinamento con la Respirazione: Massaggio rilassante giornaliero (mattutino) dei muscoli delle cosce, dei polpacci e del piede. Questo esercizio può essere composto al massaggio lombare, sfruttando la posizione relativa. Sdraiato sulla pancia, leggermente girato verso il fianco sinistro, massaggiare, a volontà, col calcagno del piede sinistro il muscolo peroneo destro. Sdraiato sulla pancia, leggermente girato verso il fianco destro, massaggiare, a volontà, col calcagno del piede destro il muscolo peroneo sinistro. Da supino, leggermente girato verso il fianco destro, massaggiare, a volontà, con il collo ed il dorso del piede destro il polpaccio sinistro. Da supino, leggermente girato verso il fianco sinistro, massaggiare, a volontà, con il collo ed il dorso del piede sinistro il polpaccio destro. Da supino, con le gambe "contratte a rana" e facendo combaciare le palme dei piedi, massaggiare, a volontà, con le mani le coscia esercitando leggere pressioni sui muscoli come per rilevarne le condizioni. Da supino, con le gambe "contratte a rana" e facendo combaciare le palme dei piedi, massaggiarsi, a volontà, i piedi, come stropicciarsi le mani: accarezzandosi con un piede l'altro anche con leggere pressioni con l'alluce. Nella stessa posizione tamburellare, con le dita di un piede, sulle corrispondenti dita dell'altro piede. Massimino jisdi@tin.it Meda 21/01/12 Esercizio N.4 Massaggio Lombare Sempre in coordinamento con la Respirazione: Rilassamento giornaliero (mattutino) dei muscoli nella regione lombare e del bacino. A questo esercizio può essere composto il massaggio degli arti inferiori, sfruttando la posizione relativa. Sdraiato sulla pancia, la testa girata di fianco a sinistra, inspirare lentamente mentre si solleva la testa in alto e rivolta verso il basso. Al culmine alto della testa trattenere il respiro mentre si avvicinano le scapole arcuando le spalle allindietro e sollevando le gambe tenendole tese. Espirare lentamente girando la testa verso destra e riabbassarla sul materasso mentre si riabbassano anche le gambe, tese, e ci si rilassa per passare alla compressione del pube sul materasso, prima di ricominciare il ciclo in senso contrario. Ripetere l'esercizio a volontà ma finchè si esegue correttamente. Disteso supino, inspirare lentamente arcuando la schiena verso l'alto e premendo il bacino sul materasso, al culmine dell'inspirazione espirare lentamente riabbassando la schiena per poi premere le lombari sul materasso, sollevando il bacino e facendo seguire il movimento verso l'alto del pube, ricominciare il ciclo riabbassando il bacino. Ripetere l'esercizio a volontà ma finchè si esegue correttamente. Massimino jisdi@tin.it Meda 21/01/12 Esercizio N.3 Cervicale Sempre in coordinamento con la Respirazione: Dopo un riposo con la testa appoggiata su un cuscino anatomico: con azzeramento del sotegno centrale, per di circa 10 cm di larghezza, e sostegni laterali a misura degli òmeri, di circa 10 cm di altezza. Rilassamento giornaliero (mattutino) dei muscoli nella regione cervicale e spalle. Seduto su uno sgabello, gomiti appoggiati sulle ginocchia e testa abbassata, inspirare lentamente mentre si alza lentamente la testa, facendo coincidere il culmine dell'inspirazione con il punto più alto della testa. Trattenere brevemente il respiro e poi espirare lentamente riabbassando la testa e facendo coincidere il culmine dell'espirazione con il punto più basso della testa. Ripetere l'esercizio a volontà ma finchè si esegue correttamente. Dopo qualche ciclo in cui non si riscontrano fastidi implementare il sollevamento e l'abbassamento della testa con l'inclinazione laterale come voler toccare la spalla con l'orecchio ma tenendo la spalla abbassata. Dopo qualche ciclo in cui non si riscontrano fastidi implementare il sollevamento e l'abbassamento della testa, già implementati, con la rotazione laterale ed il successivo riposizionamento per procedere con l'inclinazione laterale come voler toccare la spalla con l'orecchio ma tenendo la spalla abbassata. Riepilogando: alzare la testa ruotandola a sinistra, al culmine alto inclinarla a sinistra, portarla al centro in coincidenza con il culmine dell'inspirazione, inclinarla a destra, ruotarla verso destra, riabbassarla con lo sguardo verso il basso, facendo coincidere il punto più basso con il culmine dell'espirazione. Ripetere il ciclo al contrario: alzare la testa ruotandola a destra, al culmine alto inclinarla a destra, portarla al centro in coincidenza con il culmine dell'inspirazione, inclinarla a sinistra, ruotarla verso sinistra, riabbassarla con lo sguardo verso il basso. Ripetere l'esercizio a volontà, alernando il verso da Sx a DX e viceversa, ma finchè si esegue correttamente. La cervicale beneficia molto anche dal massaggio dei muscoli che la collegano alle spalle ed alle scapole. Da sdraiati sul fianco DX, con la mano DX, massaggiare la spalla e la scapola sinistra. Ripetere il massaggio dal fianco SX. Durante quest'esercizio, in caso di importanti compromissioni delle vertebre cervicali, si possono avvertire momentanei annebbiamenti della vista, dei fremiti o sensazioni di perdita di equilibrio, tipiche nella cervicale contratta o compromessa. In questo caso bisogna fare questo esercizio facendo particolare attenzione all'attivazione dei vari muscoli interessati, con la loro visualizzazione, per cui occorre rallentare oltremodo i movimenti, in modo da potersi soffermare il tempo necessario alla registrazione dello stato muscolare rilevato. In proposito è propedeutico ricordare che un movimento continuo è costituito da infinite posizioni, che devono essere realizzate dai muscoli, grazie ad appropriati comandi, inviati dal cervello. Percepire tutti questi eventi (Visualizzare) coscientemente richiede tempo e quindi le infinite posizioni devono succedersi lentamente. Inoltre va sempre considerata la partecipazione della coppia di muscoli (azione e contrasto) in ogni posizione per ottenere l'equilibrio stabile, come in ogni movimento, Tenendo presente queste considerazioni sipassa alla loro applicazione eseguendo la roteazione della testa, registrando la visualizzazione dei vari muscoli attivi e anticipando la visualizzazione di quelli successivi, in ordine al movimento. Massimino jisdi@tin.it Meda 15/01/12 Esercizio N.2 attivazione muscolare L'attivazione muscolare si esegue lentamente per dare modo alla mente di seguire l'azione dei muscoli che si susseguono nel atto complessivo. Mentre si rotea la testa bisogna riuscire a percepire e registrare l'attivazione dei vari muscoli del "collo" che, a turno, si attivano come in una "staffetta", per realizzare la roteazione o qualsiasi altro movimento. La roteazione della testa è esemplare perchè in essa intervengono i muscoli di una grande regione, quale è quella della gervicale unita alle spalle, le scapole ele vertebre toraciche. I lenti movimenti consigliati dal Taj Chi vengono realizzati proprio riuscendo a controllare con la "visualizzazione" tutte le attivazioni dei muscoli che si succedono nei vari movimenti. Il controllo con la "visualizzazione" permette di stabilire la corretta sincronizzazione tra i muscoli che si succedono nel movimento e quindi evitare il contrasto vicendevole tra i muscoli "adiacenti" nella successione. Massimino jisdi@tin.it Meda 15/01/12 Esercizio N.1 Respirazione La respirazione è l'azione più naturale che conosciamo fin dalla nascita ma non tutte le persone la eseguono alla stessa maniera o correttamente. Un gran numero di persone non respirano in modo appropriato e rischiano di ammalarsi più frequentemente degli altri. Possiamo esercitarci continuamente ed in qualsiasi condizione ma è bene fare gli esercizi stando sdraiati sulla schiena e con le braccia adagiate sui fianchi, anche per imparare a meditare sul nostro modo di respirare e trarne maggiori benefici. Eseguendo quest'esercizio la sera, mentre ci si addormenta, si riesce ad avere il riscontro di una valida pratica giacchè ci conferisce la serenità per addormentarci. Sincronizzarsi con il proprio ciclo respiratorio e cercare di entrarvi in sintonia per percepirne la dinamica: ogni sensazione va catalogata ed analizzata per capire se è naturale o viziata rispetto ad una corretta dinamica della Respirazione. Questo esercizio viene aggevolato mediante la sua associazione a tutti gli altri esercizi, che non avranno la dovuta efficacia se dissociati dalla respirazione. Il metro di valutazione della correttezza è dato dalla naturalezza del controllo e dalla armoniosa coesistenza del ciclo respiratorio con l'esercizio in atto: bisogna ricercare l'assenza di fastidio e la ricerca della migliore associazione delle due fasi del ciclo respiratorio, con il movimento in atto. Ad esempio: l'estensione delle spalle va associato all'inspirazione e la loro contrazione con l'espirazione. Massimino jisdi@tin.it Meda 02/01/12 Ricognizioni PsicoFisiche I concetti basilari del Rilassamento Quello che gli americani chiamano straching possiamo chiamarlo rilassamento, completando il concetto con la partecipazione mentale al processo, che di conseguenza diventa una ricognizione delle varie parti del corpo, per rileverne le condizioni e quindi ricalibrare gli stimoli nervosi per renderli più adeguati. Questa attività dovrebbe essere svolta ogni sera per rilevare i danneggiamenti subiti dal corpo durante il giorno ed ogni mattina per rilevare le condizioni delle varie risorse fisiche che andremo ad utilizzare durante il giorno, che inizia. Con queste pratiche si realizza una crescita psicofisica che sintonizza sempre più la nostra Mente con il nostro Corpo. La sintonia tra la mente ed il corpo riduce l'insorgenza dello "stress" che si può descrivere come i danni prodotti dal continuo utilizzo di un motore a scoppio a temprerature troppo basse o troppo alte e, magari, senza librificante: si bruciano le guarnizioni delle testate, si sbiellano i motori o si rompono i giunti degli alberi di trasmissione. Massimino jisdi@tin.it Meda 31/12/11 Il percorso cognitivo La coscienza dei percorsi cognitivi è proporzionale alle fatiche fatte nelle varie fasi Le cognizioni acquisite dai bambini, dalla nascita in poi, sono del tutto incoscienti all'inizio per divenire sempre più coscienti, specialmente dall'età scolare in poi. L'esperienza vissuta con la scrittura del "diario Cisti" è stato un esempio di presa di coscienza di una cognizione molto simile a quelle che acquisiscie il bambino appena nato, cercando di capire, convivere e controllare i fenomeni che vive cresendo. Le esperienze fatte durante gli studi di elettronica e le progettazioni successive sono dense di eventi in cui la coscienza cognitiva risulta proporzionale alle fatiche fatte sia durante gli studi delle nuove conoscenze che nella risoluzione dei problemi nei progetti e le relative prove di funzionamento. In proposito mi torna alla mente una ragazza, incontrata al Liceo M. Curie di Meda (dove era tornata per salutare le amiche che dovevano ancora diplomarsi), che intendeva insegnare matematica agli studenti del Liceo perchè all'università aveva capito i limiti che gli avevano impedito di capire la matematica durante gli studi liceali. In effetti i ragazzi che comprendono facilmente le nuove conoscienza ritengono naturale il fatto e non si chiedono il perchè riescono a comprendere le novità. Di conseguenza ignorano i meccanismi mentali per cui comprendono le novità. Le menti più problematiche devono impegnarsi oltremodo nella ricerca degli algoritmi mentali necessari per concepire determinate novità, e di conseguenza ne memorizzano le logiche, prendendone coscienza. In effetti anche prima di Newton le persone sapevano che le cose cadono dall'alto verso il basso ma non si erano mai chiesto il perchè e quindi non sapevano spiegarlo! La ragazza del Liceo aveva dovuto chiedersi il perchè, l'aveva capito e quindi poteva spiegarlo agli altri. Massimino jisdi@tin.it Meda 29/12/11 Le competenze giuste all'atto giusto Dotare ogni azione delle dovute competenze All'età di 55 anni ho scoperto che quando a 11, 12 anni, a scuola, dovevo camminare sull'asse di equilibrio, pretendevo di non usare i muscoli della gamba: tenevo il corpo rilassato come se camminassi sul piano. Dopo qualche tempo (1, 2 anni) che facevo esercizi di equilibrio ho scoperto che bisogna attivare e coordinare tutti i muscoli della colonna vertebrale e quelli dalla gamba, per mantenersi in equilibrio su una gamba. Occorre percepire e controllare la tensione dei muscoli interessati, come sopra, contemporaneamente: avere una "visione" unica di tutto il complesso gamba-colonna vertebrale. Si ottiene questo risultato focalizzando lo sguardo su un punto e mantenedolo per tutto il tempo che si vuole stare in equilibrio. Ogni volta che si distrae lo sguardo si compromette l'equilibrio e quindi si cade se non si riesce a ripristinare il controllo, in tempo. Questa tecnica è consigliata da da tutti gli istruttori di Yoga, ai principianti perchè gli esperti hanno acquisito la stessa esperienza dei ballerini, che riescono a roteare tutto il corpo, stando in punta di piede. Queste elaborazioni avremmo dovuto farle da piccoli, quando imparammo a camminare, ma forse ci sono sfuggite, probabilmente, per la facilità con cui risolvemmo i problemi di equilibrio. In assenza di emozione derivante dalla "fatica", per l'acquisizione di una nuova competenza, non si produce la sostanza necessaria alla memorizzazione del processo che ha condotto alla nuova competenza. Questo meccanismo l'avevo conosciuto negli studi di Elettronica: quando un nuovo progetto funzionava alle prime "accensioni", si avevano problemi nella ricerca dei guasti, in esercizio, perchè le ponderazioni, in fase di progettazione, passavano nel dimenticatoio. E' questa la legge "della compensazione"? Massimino jisdi@tin.it Meda 25/12/11 L'Intelligenza Che cos'è l'Intelligenza Stante la predisposizione del cervello, alla nascita, ad ogni sorta di adattamento all'Ambiente, può essere assunta questa Predisposizione come il massimo dell'Intelligenza individuale. Dallo Stato Originario del cervello, alla nascita, esso si plasma in funzione degli stimoli ricevuti dall'Ambiente che determinano le prime modificazioni dello stato Orinario e quindi dell'Intelligenza. Le plasmazioni subite dal cervellonei primi anni di Vita dell'individuo determinano, in buona misura, La Forma Mentale e quindi il grado di Intelligenza dell'individuo adulto. Massimino jisdi@tin.it Meda 24/12/11 La similitudine! L'amore a tutto tondo La gemma sul ramo / Il bocciolo di rosa / Il mio amore per Te Ma che c'azzecca? Proviamo a descrivere l'evoluzione dei tre concetti. Massimino jisdi@tin.it Meda 23/12/11 L'Obbiettivo La ricerca delle Capacità Perdute e la riconquista di un comportamento in sintonia conla Biologia Umana Stante l'Intelligenza che permette all'Essere Umano di adattarsi all'ambiente in cui nasce c'è da chiedersi come mai perde, nel corso della vita, la maggior parte dei "dati" e delle "funzioni" che gli hanno permesso di adattarsi così bene, da prendere il sopravvento sulla Natura. Può sembrare contradditorio l'interrogativo. In realtà è coerente perchè la quasi totalità delle conquiste umane sono di carattre razionale mentre l'Intelligenza del Neonato è emotiva. E' come se l'Uomo, stanco delle fatiche infantili, abbandonasse, durante la crescita, i metodi faticosi che gli hanno permesso di crescere: che abbia ritenuto così faticose le attività di crescita, che abbia deciso di escogitarne altri più comodi per continuare la sua vita. Così facendo è giunto ai nostri tempi cosretto a fare i conti con la "lontananza" da quei metodi faticosi, che gli comporta scompensi che non riesce più a metabolizzare: lo stress della Vita Moderna! A furia di sostituire i faticosi metodi "primordiali" con suoi artifici sostitutivi (protesi, "servitori") di comodo, l'Uomo ha perso progressivamente Competenze, e quindi Capacità, al punto che non è più in grado di avere un rapporto corretto e salutare con la Natura. E' come se le sue protesi sono sempre meno efficaci, nella sostituzione delle "primordiali" capacità, oltre a produrre sempre maggiori effetti collaterali. La ricerca delle Capacità Perdute, però, è possibile solo nell'ambito in cui si possono essere perse, cioè l'ambito emozionale della natura umana perchè è li che si possono riconoscere e quindi recuperare. Nell'Ambito razionale non è possibile trovarle perchè il quell'ambito ci sono solo le immagini codificate, delle Competenze perse. Massimino jisdi@tin.it Meda 8/12/11 La Donna Dirige! Il Ruolo Dirigente della Donna Nella Storia umana la Donna ha sempre avuto un ruolo determinante delle attività dell'Uomo: qualsiasi cosa abbia fatto l'Uomo è riconducibile alla Donna come Fine. La Donna Madre, Moglie, sorella ... amante. Coscentemente o involontariamente la femmina ha sempre indotto il maschio a perseguire il suo obiettivo, qualunque esso fosse, economico, sociale, famigliare, pubblico, culturale, razionale, emotivo, sensazionale, pratico, edonistico, non c'è una attività umana in cui la Donna non sia coinvolta, se non direttamente determinante. L'evoluzione della Storia umana ha un Filo Conduttore in ogni sua marrazione: La conservazione della Specie! Stante l'accusa di maschilismo nei confronti del maschio, nonostante l'attribuzione a se stesso dei risultati conseguiti, rimane unica la motivazione Ultima: La Missione! Ad ulteriore conferma si può analizzare il rapporto Uomo-Donna, dove emerge il ruolo Obiettivo della donna e quello inseguitore del maschio, prevalentemente nell'approccio, giacchè nel prosieguo la loro interazione è confusa nella lunga catena stimolo-soddisfazione che ne deriva. Perchè nessuno si sogna di caricare la Donna di tutte queste responsabilità? Massimino jisdi@tin.it Rocca 13/11/11 Le Sinergie 2 Lo sfruttamento degli effetti secondari delle nostre azioni. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Le reazioni alle nostre azioni possono essere sfruttate a nostro vantaggio, sia cogliendone le caratteristiche che modificando opportunamente l'azione per ottenere una reazione conveniente, ad esempio manovrando opportunamente l'abbacchiatore per ottenere una reazione dei ramoscelli di ulivo tale che siano aumentate le occasioni di incontro tra i bastoncini dell'abbacchiatore e le olive. Massimino jisdi@tin.it Rocca 13/11/11 Le Sinergie Il recupero "energetico" nelle attività quotidiane. respirare adeguatamente durante le nostre attività quotidiane. Massimino jisdi@tin.it Rocca 8/11/11 L'Energia vitale 2 dell'organismo Umano Occorre trovare un nesso tra il Pensiero e le Ghiandole endocrine. Gli ormoni sessuali e l'adrenalina sono i prodotti più conosciuti delle ghiandole dell'orgnaismo umano. I primi garantiscono la continuità della specie e la seconda una serie di funzioni vitali: La Forza di Volontà! Con l'avanzare degli anni, entrambi i prodotti citati degradano evidenziando la vecchiaia dell'organismo, nel suo complesso. Anche il Pensiero dell'Uomo muta, con l'avanzare degli anni, manifestando un'attenuazione dell'influenza dei due prodotti suddetti: l'attività sessuale e La Forza di Volontà si attenuano mostrando più "saggezza" e minore prontezza, o prestanza. La domanda è: "che relazione c'è tra gli ormoni l'adrelanina ed il pensiero?" Il Pensiero può influenzare la produzione di ormoni o di adrenalina? Esistono forme di pensiero in grado di unfluenzare gli ormoni o l'adrenalina? Quali sono ed in quali misure agiscono? Le risposte a queste domande possono rivoluzionare i rapporti tra gli esseri umani, aumentando La Sovranità dell'Individuo. Massimino jisdi@tin.it Rocca 31/10/11 Il Livello di Ansia Come valutare il livello di ansia e come gestirlo. L'ansia è tra le condizioni personali da tenere sotto controllo perchè è tra le principali cause di vasocostrizione. Le mani frede ed il "respiro corto" sono i sintomi principali di ansia eccessiva. Esercitandosi ad allungare il ciclo respiratorio si riesce ad abbassare il livello di ansia e quindi migliorare la circolazione del sangue che induce benessere generale. Quando il livello di ansia scende a valori ottimali il respiro diventa spontaneamente lento e lieve, percependo le vie respiratorie libere e gradevoli. In questa condizione si percepisce anche una gradevole temperatura corporea, forse dovuta ad una migliore circolazione sagnuigna, forse dovuta alla maggiore vasodilatazione. Praticando gli esercizi respiratori quando ci addormentiamo favoriamo il sonno, abbassando il livello di ansia. Praticando gli esercizi respiratori al risveglio si favorisce la ripresa delle attività diurne migliorando l'irrorazione, sanguigna, delle varie parti del corpo. Con l'esperienza si riesce a trovare le pratiche più adatte alle proprie percezioni, che possono essere verificate con il conseguimento degli obbiettivi prefissati: il calo dell'ansia, il respiro lieve, spontaneo e favorente il sonno, congiuntamente alla gradevole temperatura corporea e di sereno benessere generale. Questo è l'inizio di una strada che porta alla costruzione della propria Coscenza, senza la quale non si riesce a rilevare i vari cambiamenti che si susseguono nel nostro organismo. Massimino jisdi@tin.it Rocca 30/10/11 L'Energia vitale dell'organismo Umano Il Sistema delle ghiandole endocrine produce il necessario per indurre La Forza Vitale. Non butto via le conoscienze farmaceutiche sui medicinali ma cerco una giustificazione empirica derivata dalla conoscienza sensazionale del corpo umano. Un esempio è dato dalla conservazione dell'Umanità, affidata all'apparato riproduttivo umano, come il resto della natura. Senza l'Energia "propulsiva" derivante dagli ormoni sessuali l'Uomo non avrebbe l'ambizione che lo induce a Fare tutto ciò che fa. E' questa Energia? Cos'è il Senso della Vita? Queste risposte non saranno mai fornite dall'industria farmaceutica, che ama tagliare il ramo su cui è seduta. Solo la ricerca delle sensazioni prodotte dal nostro corpo ci daranno le risposte che ci possono aiutare a mantenere la Salute di cui la Natura ci dota alla nascita. Solo le nostre Emozioni possono descrivere il Senso della Vita ma dobbiamo imparare a considerarle: qualsiasi cosa facciamo è debilitante se non e emozionante, cioè dettata dall'Emozione. Meda 1/10/11 La Coscienza Che cosa è? Nelle mie meditazioni assume fondamentale importanza la Coscienza: la consapevolezza costante di ogni atto, movimento fisico, percezione o pensiero. E possibile descrivere più praticamente la Coscienza? Massimino jisdi@tin.it Meda 12/7/11 Respirazione La Salute della Mucosa Fin dall'Uomo delle caverne l'Umanità è stata spesso in situazioni atmosferiche inquinate da vari agenti, polveri terrestri, pollini, polveri delle vegetazioni derivanti anche da malattie dei vegetali etc. L'aria così mescolata è nociva, a lungo andare, per i polmoni e per ciò il nostro organismo si è dotato di una mucosa abbastanza ricca di muco per le prime vie respiratorie, in particolare il naso, la faringe e la laringe. Queste ultime assumono notevole importanza quando si respira con la bocca. A questo proposito va notato che la respirazione prolungata con la bocca provoca l'irritazione di Faringe e Laringe oltre che dei polmoni perchè, Faringe e Laringe non sono sufficienti per la completa pulizzia dell'aria, che defluisce nei polmoni ancora sporca, irritando anche i polmoni ad iniziare dai bronchi. Gli esseri viventi, nel corso della loro vita, acquisiscono vari vizi. In particolare, l'Uomo dotato di fantasia, si inventa i vizi più impensabili per poi correre ai ripari escogitando atteggiamenti che dovrebbero lenire i danni provocati dai vizi. Il muco delle prime vie respiratorie è tale che si immola assorbendo le impurità dell'aria e quindi viene espulsa per lasciare il posto al muco integro, prodotto in grande quantità dalla mucosa. Va inoltre considerato che il muco, oltre a trattenere le polveri, è un ambiente "ricercato" dai microbi e dai microrganismi infettivi e quindi la maggior parte di essi si annidano nel muco che li fagocita, infettandosi e deteriorandosi, ma essendo un organo rimovibile e rinnovabile è lo strumento di protezione dell'intero organismo umano. L'espulsione avviene per caduta meccanica e quindi il forte soffio del naso, con la tosse, per il muco di Faringe e Laringe e, in estremo, con lo starnuto, quando il deterioramento del muco è estremamente irritante. Queste azioni naturali, però, non sono sufficienti ad evitare le irritazioni provocate dai vizi e quindi bisogna porre in essere delle terapie mirate: le Irrigazioni nasali ed i gargarismi per Laringe e Faringe. Il tutto sempre associato ad una respirazione sana: lenta specialmente nella fase di inspirazione, espandendo completamente i polmoni e svuotandoli completamente in fase di espirazione, trattenendo brevemente il respiro e solo alla fine della fase di inspirazione (profonda) e continua. Massimino jisdi@tin.it Meda 7/7/11 L'ape Regina le ragioni del polline Amore! Se l'ape si chiedesse perchè quel fiore potrebbe consentire una sua sosta fa fatica a trovare una risposta. Se il fiore si chiedesse perchè l'ape potrebbe desiderare di posarsi tra i suoi petali trova mille ed una motivazione. ... il mare in cui sopire gli ardori della passione, il nido in cui rigenerarsi di nuove energie. Il sogno della Vita: il progetto che da senso alla Vita, La Casa, che soddisfa ogni tuo desiderio. Massimino jisdi@tin.it Meda 6/6/11 La spiegazione logica La spiegazione logica per gli effetti della meditazione Gli effetti della "meditazione 'Yoga'" si possono spiegare con gli effetti della PranoTerapia, che a sua volta si spiegano con l'abitudine, appresa da quando eravamo in fasce, a trasformare in benessere le coccole e le carezze ricevute dlla mamma. Da quelle coccole abbiamo acquisito istintivamente l'abitudine, ad esempio, di tenere in mano il dito schiacciato o ferito. Perchè da sollievo il tenere in mano il dito schiacciato o ferito? Probabilmente perchè il pensiero intenso dell'atto istintivo induce una maggiore circolazione del sangue nella marte tenuta sotto stretta osservazione. Questo meccanismo si estende a tutte le "strette osservazioni" comunque realizzate. La mamma ce lo faceva tenendoci stretti tra le sue braccia, noi tenendoci il dito schiacciato, la Pranoterapia con l'imposizione delle mani, la Meditazione Yoga con la Visualizzazione della parte del corpo. Equivalentemente, in qualche altro articolo, ho descritto l'apprendimento della tecnica di visualizzazione che passa attraverso la localizzazione della parte desiderata con l'imposizione della mano perchè così il cervello riesce a rilevare le coordinate precise del punto da tenere sotto "stretta osservazione". Perchè la "stretta osservazione" migliora la circolazione saguigna? Probabilmente perchè l'eccitazione, che osserviamo nel bambino oggetto di attenzione o accarezzato, è fonte di Vita: induce nel bambino un senso di Vita attivando tutte le funzioni organiche, compreso la circolazione del sangue che interessa noi in questo frangente. Per completare l'azione salutare occorre che il sangue sia nel pieno delle sue proprietà, in particolare sia ricco di ossigeno che è il comburente essenziale al processo di combustione celulare, che, tra l'altro è la fonte di calore del nostro corpo. E' per queste ragioni che la meditazione deve essere associata ad una corretta respirazione. Senza una corretta respirazione non si ha una completa combustione celulare, le celule restano sofferenti e quindi anche la parte da loro costituita, estendendosi a tutto il resto del corpo, anch'esso composto di celule, sofferenti, prevalentemente, per mancanza di ossigeno. Massimino jisdi@tin.it Meda 30/3/11 Considerazione primaria Il meccanismo di filtraggio La Considerazione di primaria importanza che non bisogna perdere mai di vista è la conseguenza dell'attività filtrante della mucosa nelle Vie Aeree Superiori del nostro sistema respiratorio. Tutte le impurità, dell'aria respirata, sono trattenute dalla Mucosa delle narici, della Faringe e della laringe. La risposta chiarificatrice consiste nella descrizione delle conseguenze dovute all'intrappolamento di polvere, microbi e germi vari da parte della mucosa delle prime vie respiratorie. Germi, microbi e batteri intrappolati nella mucosa cercano di sopravvivere mentre la mucosa cerca di distruggerli quale è il risultato di questa battaglia? Il muco espulso quando ci soffiamo il naso o starnutiamo. Germi, microbi e batteri producono solo muco? Evidentemente no visto che ripetutamente soffriamo di raffreddore, mal di gola, sinusiti ed altre infezioni. Evidentemente non basta la produzione di muco a proteggere la mucosa. Probabilmente occorono altre cure come suggeriscono le stazioni termali specializzate in terapie inalatorie di vario genere. Ebbene, soffiarsi il naso non è sufficente; occorre periodicamente fare delle pulizie più accurate delle vie respiratorie, come irrigazioni nasali e gargarismi per rimuovere meccanicamente con il flusso di colluttorio che può essere costituito anche solo da acqua di rubinetto, solo saltuariamente è necessario usare un colluttorio vero e proprio. Quando usare il Colluttorio? Con la pratica delle irrigazioni nasali e dei gargarismi si acquisisce la sensibilità necessaria per percepire le prime irritazioni delle vie respiratorie, ai vari livelli, e quindi il momento di intervenire con un colluttorio disinfettante per ripristinare la normalità. In caso che non riusciamo a sviluppare la necessaria sensibilità e la tempestività d'azione, restiamo vittime delle varie malattie delle prime vie rispiratorie, che con il loro progredire si diffondono progressivamente anche al resto del sistema respiratorio. Massimino jisdi@tin.it Meda 30/3/11 L'Emozione Autentica Cause ed effetti dell'Emozione La condizione biochimica dell'organismo determina il sentimento, che quindi è autentico ed irrefrenabile: refrattario alla ragione. Tra le proprietà dell'Emozione troviamo la contaggiosità, che la rende riconoscibile, specialmente dalla parte in causa. L'Emozione è irrefrenabile e se ostacolato espone al tradimento, conosciuto come "tradire l'emozione". Secondo gli studiosi ogni emozione è l'effetto di una condizione biochimica che produce fenomeni ed effetti collaterali non catalogati dai comuni 5 sensi, come i "feromoni" prodotti dalle condizioni biochimiche di una culminante fase sessuale negli animali. Massimino jisdi@tin.it Meda 9/3/11 La Teiera La Teiera degli Yogi è un valido strumento per le irrigazioni nasali Le attrezzature dei Centri Termali non sono riproducibili in misura domestica ma è riproducibile la qualità dei risultati. Dalle marici, procedendo verso l'interno, si arriva al culmine del Setto Nasale, dove i due condotti si uniscono fino allo sbocco nella Faringe. Immettendo un fluido, Acqua, in una narice, essa fluisce fino al culmine del Setto per rifluire verso l'esterno attraverso l'altra narice, se la rotazione della testa è favorevole a tale flusso e, interessante, Tu precludi il flusso verso la Faringe. Nell'esperienza di utilizzo della Teiera dello Yogi ho avuto l'impressione di poter comandare il flusso dell'acqua nelle prime vie raspiratorie. Esiste un Comando, usato spesso, per chiudere il passaggio dell'aria dal naso verso i polmoni, che è diverso dalla chiusura della bocca perchè non si ha la percezione di attivare un muscolo o fare un movimento: è simile ad una idea. Come si dice? L'uso sviluppa l'Organo! Si! E Lui diventa sempre più grande e Suona meglio! La Teiera dello Yogi è una teiera con il becco adatto all'anatomia della narice (con una ogiva di 2 cm di diametro nel punto massimo ed una lunghezza di circa 9 cm) con cui si immette, per caduta, un liquido in una narice in maniera da obbligarlo a fluire nell'altra narice come sopra descritto. Massimino jisdi@tin.it Meda 7/3/11 La Coscienza Fisica La Visualizzazione alla base della presa di Coscienza Per evitare la deriva verso l'autosugestione, autosugestiva, occorre sviluppare una sapienza di analisi del proprio corpo sulla base degli studi anatomici fatti dalla Scienza Medica. Con i continui e metodici rifrimenti alle conoscienze anatomiche è possibile effettuare, con la Visualizzazione, una costante e sapiente ricognizione del nostro corpo al fine di rilevare ogni insorgenza di nuove condizioni determinatesi per svariati e casuali motivi. Verificando costantemente le sensazioni, ottenute con la Visualizzazione, con le conoscienze anatomiche si sviluppa un crescente miglioramento delle capacità sensoriali che porta ad ulteriori Punti di Vista sulle varie parti in osservazione. L'aumento dei Punti di vista forma una immagine sempre più completa delle varie parti, oltre ad una coscienza sempre più piena di sensazioni che descrivono compiutamente le varie parti. Questo dovrebbe essere un ulteriore passo verso la descrizione della Coscienza di Se. Massimino jisdi@tin.it Meda 2/3/11 Il Massaggio Rapporto fra Massaggio, Zen e Visualizzazione Più di una volta, aiutandomi con l'imposizione della mano, nel visualizzare la parte verso cui rivolgevo l'attenzione ho rilevato un fastidio della parte che poteva arivare fino alla fitta di dolore. Il piacevole sta nel fatto che dopo "L'Imposizione" la parte, oltre ad assumere maggiore evidenza mostrava sempre meno sofferenze. Non so cosa sia la Pranoterapia, lo Zen o altre filosofie ma ho incominciato a credere che l'attenzione benevola al proprio corpo migliora la propria salute. No è una banalità perchè e frutto della ragione scentifica in quanto segue le leggi scientifiche della riproducibiltà, del fenomeno, giacché sono tante le parti che non hanno più sofferenze grazie a lle mie attenzioni. In proposito è importante annotare che non si può equiparare la medicina Occidentale con gli effetti, anche curativi, delle altre filosofie, anche orientali: queste ultime necessitano dell'azione del malato, anche rasente l'autosugestione, la Medicina Occidentale, invece, cura "obTortocollo" modificando principalmente le condizioni chimiche e fisiche del malato, senza richiere, quasi, la sua partecipazione. La differenza tra Scienza e Filosofia. Massimino jisdi@tin.it Meda 27/02/11 La Cervicale Verifica quotidiana delle vertebre cervicali Una "Cervicale" compromessa comporta gravi disagi alla persona ospitante, in presenza di movimenti non permessi dall'articolazione compromessa delle vertebre cervicali. I disagi vanno dall'annebbiamento della vista alla leggera perdita di equilibrio fino a forti sensi di nausea o la perdita dei sensi. Grazie ad una buona capacità respiratoria ed un discreto allenamento nella visualizzazione delle parti del corpo, è possibile ovviare ai disagi provocati dalla "cervicale" compromessa perchè si è in grado di percepire i punti limite dei movimenti permessi dalla propria "cervicale". Col prosieguo degli esercizi si avrà modo di apprezzare i miglioramenti, anche perché i tempi dei miglioramenti sono lunghi al punto che ci si abitua ai movimenti limitati e ci si stupisce alla scoperta della scomparsa dei limiti. Sempre restando nell'ambito della visualizzazione del proprio corpo, si può pensare anche ad un esercizio, non solo, di mantenimento della salute della Cervicale bensi anche di recupero dei movimenti cervicali. In sostanza si tratta di massaggiare i muscoli attinenti alle vertebre cervicali mediante il loro stesso esercizio. E' possibile parlare di massaggio perché l'esercizio viene svolto mentre è in atto una circolazione di sangue molto ossigenato attraverso la fase di respirazione entro la quale si effettua la Visualizzazione delle parti del corpo. Questa modalità permette, col tempo, di rendere capaci, anche i muscoli relativamente compromessi dalle posture scorrette, di effettuare movimenti e controlli delle articolazioni. Si tratta di una riabilitazione di muscolature ed articolazioni compromesse o un mantenimento di muscoli ed articolazioni in buona salute. In sintesi l'esercizio consiste nel roteare la testa inclinata radialmente all'asse di rotazione, che è quello delineato dalle posizioni delle vertebre cervicali in quel momento, mantenendo lo sguardo in una direzione programmata. La programmazione dello sguardo deriva dalle variazioni che possono essere attuate per particolari problematiche generate dai "torci collo". I movimenti devono essere programmati perché solo con il rispetto del metodo è possibile visualizzare e quindi tenere sotto controllo la parte esercitata. Seduto sul primo posto a disposizione, stiro i muscoli della schiena piegandola fino a toccare le ginocchia con la testa, svuotando completamente i polmoni. Sempre limitando l'esursione dei movimenti ai primi fastidi, inizio ad inspirare mantenendo la schiena curvata e risollevando la testa, piegata da un lato, all'indietro e al di sopra delle spalle. Mantenendo le spalle il più lontano possibile dalle orecchie, riporto la testa diritta, in coincidenza del completo riempimento dei polmoni. Un attimo di mente locale ed inizio l'espirazione piegando la testa dal lato opposto di prima, spalle il più lontano possibile dalle orecchie, per riabbassarla fino a toccare il petto con il mento. A questo punto anche i polmoni sono svuotati e quindi inizia un nuovo ciclo di respirazione ripetendo, in senso opposto il movimento appena finito: risollevo la testa, inclinata dallo stesso lato della discesa, all'indietro e al di sopra delle spalle, riportandola diritta, in coincidenza del completo riempimento dei polmoni, per inclinarla dal lato opposto e poi ripiegarla giù con lo svuotamento dei polmoni. massimino jisdi@tin.it Meda, 25/2/2011 I gargarismi E' stato detto che l'aria, prima di essere immessa nella trachea subisce un ultima purificazione sulla parete della faringe. In effetti tutti i mal di gola sono causati dalla primaria infiammazione della faringe che innesca un circolo vizioso dalla perdita di efficacia alla maggiore infiammazione che diminuisce ulteriormente l'efficacia e quindi finisce che l'infiammazione si estende, prima a tutta la gola e poi alla trachea ed i bronchi, per finire in ultimo ai polmoni con la polmonite. L'inizio dell'infiammazione della faringe si avverte con un senso di fastidio in un punto dietro la lingua, in realtà dietro l'epiglottide o ugola, e che si vorrebbe inumidire con la lingua come si fa con il palato asciutto. A volte questo fastidio induce una "tosse secca" e stizzosa. Ebbene, questo è il momento di diluire un pò di colluttorio in un paio di cucchiai di acqua dentro un bicchiere, versarlo in bocca, farla gorgogliare dietro la lingua, con la testa reclinata all'indietro, e mentre il colluttorio gorgoglia allentare la tenuta dell'epiglottide che separa la bocca dalla faringe, in modo che il colluttorio, finendo nella faringe provoca un colpo di tosse che irrora la faringe, inumidendola e disinfettandola. Per esperienza un gargarismo fatto alla prima sensazione di secchezza della faringe, dietro la lingua, salva dal raffreddore che è la causa di tutti imali invernali. massimino jisdi@tin.it Meda, 23/2/2011 La rilevazione dell'aria La verifica del sistema di rilevazione dell'aria nei polmoni è di primaria importanza. L'assenza di aria nei polmoni non permette l'ossigenazione del sangue mettendo in serio pericolo prima di tutto il cervello che dopo una circolazione completa del sangue, due minuti circa, fa perdere coscienza: fa svenire. Allenare il sistema di rilevazione dell'aria, nei polmoni, di conseguenza, è salutare. Per questa ragione è bene svuotare completamente i polmoni, nella fase di espirazione. Il completo svuotamento dei polmoni serve anche a ripulire i polmoni dell'aria esausta: priva di ossigeno. Nella fase di espirazione, che deve essere fatta con la stessa lentezza con cui si inspira, si può accelerare l'espirazione quando si arriva al completo rilassamento del torace e dell'addome, comprimendo l'addome ed il torace. Altrettando, ma in senso inverso, si può fare durante l'inspirazione: si può assecondare l'inspirazione veloce all'inizio del ciclo, specialmente se ci si è attardati nello svuotamento dei polmoni, per poi rallentare l'inspirazione fino al fermo totale, con un breve trattenimento del respiro prima di iniziare lentamente la fase di espirazione. La lentezza dell'inspirazione aiuta l'eliminazione dell'ansia e la rilevazione del pieno dei polmoni da parte del sistema di rilevamento. In effetti arrivando lentamente al pieno dei polmoni si ottiene un gravevole senso di sazietà dei polmoni, che favorisce anche il trattenimento del respiro. La lentezza dell'inspirazione è richiesto anche dall'opportunità di mantenere in continuo movimento l'aria nei polmoni così da rinnovare continuamente l'aria ricca di ossigeno a ridosso delle membrane degli alveoli, preposti allo scambio dell'ossigeno contro anidrite carbionica con il sangue. Comunque non bisogna mai dimenticare che la respirazione è l'unica via efficace per l'eliminazione dell'ansia e quindi il conseguimento del rilassamento necessario per la presa di coscienza di tutto il nostro corpo. In effetti le migliori sensazioni derivanti dalla respirazione si ottengono solo dopo un discreto rilassamento: quando si respira con cicli oltre i venti secondi. Prima di tale periodo si è sempre in ansia e non si ottiene il dovuto dalla Buona Respirazione. massimino jisdi@tin.it Meda, 23/2/2011 le Posture rilassanti Il nostro Corpo ha l'esigenza di rilassarsi, di tanto in tanto, per rigenerare le energie, perciò ricerca delle posizioni congeniali che gli conferiscono rilassamento. Queste Posture sono anche dette di Riposo, in opposizione a quelle di Attenti. Una volta trovate le Posture "congeniali", queste, vengono assunte come prioritarie e quindi tendenzialmente inamovibili. Ecco perchè le Posture sono difficili da modificare. Fintanto che il Corpo è giovane non risente degli effetti negativi derivanti da posture nocive, grazie alla sua grande elasticità, ma con l'avanzare degli anni gli effetti delle posture nocive divengono sempre più pesanti e debilitanti. Altre fonti di nocività sono le attività stazionarie, che prucono tensioni muscolari fisse e troppo prolungate nel tempo, perchè inducono alla ricerca di posture con alta rilassatezza muscolare e conseguente utilizzo delle articolazioni come sostegno, che determina un'alta usura delle stesse. massimino jisdi@tin.it Meda, 23/2/2011 le protesi nocive Le attività meditative sono valide per rilevare le funzionalità delle varie parti del corpo per scoprirne lo stato di salute. Non è salutare l'utilizzo di accorgimenti per sopperire ad eventuali carenze della parte specifica: bisogna scoprire le ragioni del malessere cercando di capire i segnali provenienti dalla parte del corpo e verificando l'interpretazione del segnale. massimino jisdi@tin.it Meda, 23/2/2011 Il Saluto quotidiano del Corpo La sera mentre ci si addormenta e la mattina mentre ci si sveglia, è buona abitudine Salutare le varie parti del nostro corpo, per augurargli Buon Riposo o Buona Giornata. Il Saluto può essere fatto con la visualizzazione delle varie parti del nostro corpo, mentre gli si chiede di farsi sentire inviandogli un invito al movimento, senza chiedergli un ampio movimento. massimino jisdi@tin.it Meda, 22/2/2011 Pulizia del naso La pulizia del naso è alla base di una respirazione efficace e salutare. La prima pulizia del naso consisteva nell'irrigare la faringe e quindi la via respiratoria che porta al naso, comprimendo l'acqua del grgarismo nella faringe, con conseguente colpo di tosse che spinge l'acqua verso il naso e quindi all'esterno. Quando questo tipo di pulizia non evolveva più è intervenuta la irrigazione nasale dall'esterno. Questa irrigazione si opera mediante una apposita "teiera", consigliata da alcuni maestri di Yoga, con cui si immette, per caduta, acqua in una narice per farla uscire dall'altra, inclinando la testa da un lato e respirando con la bocca. In questa operazione, con naso pressoché pulito, si percepisce il fluire dell'acqua intorno al setto nasale, tra gli occhi, a livello delle otempia, delle orecchie ed in gola. Regolando la rotazione della testa si può fermare il flusso dell'acqua al livello delle tempia o poco dopo il culmine del setto nasale, obbligando l'acqua a fluire verso l'altra narice e quindi fuoriuscire, dalla narice. Questa operazione, naturalmente, è simile all'entrata dell'acqua nel naso quando, in piscina o al mare, si sbaglia respirazione e si inspira con il naso immerso nell'acqua. Anche il fastidio e l'irritazione è uguale ma con il prosieguo della terapia di irrigazione e la conseguente disinfiammazione della mucusa nasale, diminuisce gradualmente l'irritazione, fino a scomparire. Con il prosieguo della terapia si perde quasi tutta l'irritazione iniziale, forse grazie all'eliminazione dell'infiammazione locale, e si riesce a percepire il "disegno" delle vie respiratorie, cosiddette alte, a livello del naso. Ad esempio il ricongiungimento delle vie delle narici, dopo il culmine del setto nasale, in un unica via fino alla faringe, dove l'aria, obbligata a fluire contro la parete faringea, perde le ultime impurità e quindi può prendere la strada per i polmoni passando per la laringe. E dimostrabile che una buona e costante pulizia del naso vanificherebbe l'azione nociva dello smog e delle polveri sottili, nelle città altamente popolate e dense di attività, specialmente quelle industriali. Probabilmente, per il conseguimento di questo obbiettivo, dopo aver azzerate tutte le cattive abitudini in fatto di pulizia del naso, occorre ridisegnare l'attrezzatura di pulizia per il naso aggiungendo al fazzoletto le pratiche di irrigazione nasale "portatili" ma della stessa potenzialità di quelle effettuate nelle stazioni termali. massimino jisdi@tin.it Meda, 22/2/2011 Colonna vertebrale 1 Nell'intento di visualizzare il Primo Chakra mi son trovato fare esercizi con gli arti inferiori. Dalle sensazioni ottenute ho concluso di implementare gli esercizi per comprendere sempre più componenti, degli arti e progressimante di quasi tutto lo scheletro. Da sdraiato sulla schiena, per me la posizione ottimale giacché permette di rilassarsi bene, piego le gambe per far combaciare tra loro le dita dei piedi e quindi tamburellare con le dita di un piede sulle corrispondenti dita dell'altro piede, inspiro profondamente mentre divarico al massimo le ginocchia, sollevo la schiena dal materasso e premo i gomiti sul materasso tenendo le braccia incrociate sulla testa. Espirando, si sollevano i gomiti scambiando l'incrocio delle braccia, si preme la zona lombare sul materasso sollevando leggermente il bacino e si "tamburelleggia" con le dita dei piedi reciprocamente. Sempre senza cuscino e sdraiato a pancia in giù con la testa girata da un lato inspiro sollevando il bacino e le spalle e la testa, riempio completamente i polmoni e trattengo il respiro per percepire il pieno dei polmoni. Ruotando la testa, dal lato opposto, inizio lentamente la fase di espirazione appoggiando la testa e le spalle sul materasso. A torace svuotato premo anche il bacino sul materasso, aiutando anche lo svuotamento dell'addome, per esercitare i muscoli delle vertebre lombari. Naturalmente anche questo esercizio si esegue fermando l'escursione dei movimenti al primo sintomo di fastidio. massimino jisdi@tin.it Meda, 22/2/2011 La respirazione attuale Dopo qualche anno di esperienza il ciclo respiratorio ha raggiunto il minuto. La diminuzione dell'ansia ha permesso l'aumento della fase di inspirazione fino a 40 secondi. L'espirazione risente ancora della soddisfazione, per la fase di inspirazione, e non riesce nell'impegno per il rallentamento. Comunque la speranza è buona. anche se bisogna evitare di lasciare i polmoni con poca aria dentro. La regola è sempre quella di mantenere l'aria in movimento, nei polmoni, e garantirla a tutti i comparti dei polmoni. Ne consegue che, per una buona ossigenazione, conviene mantenere i polmoni espansi e con l'aria in movimento. L'aspetto più soddisfacente consiste nell'acquisiszione della facilità di riempimento dei polmoni, senza sforzo, ed il conseguimento di un senso di sazietà dei polmoni insieme ad una rilassatezza che non fa sentire la necessità di svuotare i polmoni per un successivo riempimento. Va considerato che questi risultati sono possibili anche grazie ad una migliore pulizia del naso che permette di respirare senza nessun impedimento dovuto alle vie respiratorie, di naso e gola. massimino jisdi@tin.it Roccascalegna 13-11-10 Visualizzazione Yoga Le Emorroidi Nel trattamento delle emorroidi è necessario prima la visualizzazione dell'orifizio anale per conoscerne l'anatomia. Successivamente si procede con la visualizzazione delle emorroidi per conoscerne la conformazione. A questo punto si può iniziare con il massaggio anale, usando delle creme lubrificanti appropriate. Con la pratica del massagio anale si acquisiscie il rilassamento dell'orifizio, ncessario per la riassunzione delle emorroidi al suo interno e la convivenza con le proprie emorroidi senza provocarne l'irritazione. Una volta lubrificate le emorroidi e successivamente al rilassamento dell'orifizio anale, anch'esso lubrificato, si può procedere con il tentativo di reinserimento delle emorroidi all'interno dello sfintere. Le emorroidi sono come delle sacchette, molli simili a dei palloncini, che possono essere singole o multipli, che orlano l'orifizio anale. Nel tentativo di reinserimento bisogna fare attenzione alla tensione che si può creare tra i vari palloncini reinseriti e quelli rimasti ancora all'esterno. In proposito è importante il rilassamento dell'orifizio anale perchè a maggiore rilassamento corrisponde una maggiore quantità di palloncini reinseribili. L'operazione è tanto più difficoltosa quanto maggiore è l'infiammazione delle emorroidi. Le emorridi molto infiammate, durante il reinserimento, provocano la sensazione di riempimento dello sfintere, specialmente se non si è ottenuto il dovuto rilassamento dell'orifizio anale. quando tutto è andato alla perfezione si ottiene una piacevole sensazione di benessere e libertà di azione. Massimino jisdi@tin.it Sirmione 20/02/09 cronaca meditazione Sono disteso, guardo il soffitto mentre inspiro fino alla massima distensione, di cui sono capace, dell'addome e del torace. Fermo l'inspirazione per un attimo e poi lo riprendo, ho la sensazione di sazietà di aria. Una sensazione appagante. E' come se il torace e l'addome si espandessero autonomamente, senza necessitare della mia volontà, fornendomi il riempimento completo dei polmoni. Come un sospiro di soglievo. A questo punto posso trattenere il respiro, senza sforzo, per qualche secondo, per poi espirare con tutta calma, lentamente. Un ciclo completo apprezzabile dura circa 20 secondi, con un buon rilassamento si arriva tranquillamente a 30 secondi. Quando la respirazione avviene senza nessuna attenzione da parte mia, automaticamente, mi posso abbandonare alla visualizzazione delle vrie parti del mio corpo. Penso all'alluce, il piede, la gamba in tutte le sue parti ed all'altra gamba, alle anche, all'inguine, l'addome, la spina dorsale, il torace, le spalle, le baraccia, il collo e la testa. Ora mi soffermo sui muscoli della spalla destra e la scapola. Lo tendo e poi lo rilasso per percepirene la condizione: percepire eventuali disagi nelle varie posizioni di attività del muscolo. Per una megliore percezione ci appoggio sopra la mano, ove è possibile. Intanto le respirazioni continuano, autonomamente, lente e profonde. L'elenco delle parti può essere più o meno lungo in base alla durata della meditazione, che può essere anche limitata o concentrata su una precisa regione o parte del corpo. Ci si nasconde dietro la proprietà Divina della Vita per nascondere, offuscare, i propri rimorsi, i propri timori, di incapacità di comprendere il Senso della Vita. Questa è la descrizione della posizione dei Cattolici Praticanti difronte ai casi di eutanasia presunta o dimostrata. Massimino jisdi@tin.it meda, 16- 8-2006 la regola principale, per una respirazione ottimale , è la tranquillità e la semplicità dell'azione unita alla completezza del ciclo respiratorio. Il ciclo respiratorio si compone di due fasi: l'inspirazione che immette l'aria nuova nei polmoni e l'espirazione che espelle l'aria esausta dai polmoni. L'aria nuova deve essere la più naturale e pulita possibile e quindi si deve usare il naso, nella fase di inspirazione, perché è la via più capace di filtrare e purificare l'aria da immettere nei polmoni. L'espirazione può essere fatta indifferentemente attraverso il naso o la bocca, secondo la comodità, specialmente in caso di fastidio nell'uso della via nasale. L'obiettivo della respirazione è l'ossigenazione del sangue da parete dei polmoni, mediante gli alveoli polmonari. Per l'importanza della respirazione occorre esercitarsi nella ricerca continua del migliore risultato dell'atto respiratorio. Ogni esercizio, per principio, è l'atto mirante ad ottenere i migliori risultati dall'atto stesso, considerando tutte le componenti qualitative della qualità totale. Partendo dalle proprietà basilari della respirazione ottimale, catalogate dalla medicina, si deve prestare attenzione alle varie sensazioni che si possono percepire durante i vari momenti del ciclo respiratorio. Ciò è necessario perché solo le nostre sensazioni possono indicarci le proprietà, della nostra respirazione, da confrontare con le proprietà della respirazione ottimale. La natura "involontaria" della respirazione viene percepita come un atto che non spende energie: non necessita di alcuno sforzo, per piccolo che possa essere. Prestando attenzione ai vari momenti dell'atto respiratorio si percepisce subito la fatica, per ogni atto volontario, per piccola che sia la fatica, come prima sensazione. Questa prima sensazione è scoraggiante, quando non convince che l'attenzione particolareggiata alla respirazione sia un atto improprio e nocivo se non addirittura pericoloso. Di fronte a queste conclusioni bisogna soffermarsi a riflettere compiutamente, magari con l'aiuto del medico per farci consigliare per il meglio. Se ci si arrende a questi primi disagi si perde una battaglia importante per dotare il nostro organismo di ingenti risorse per mantenere funzionalità ed integrità biologiche. Dal momento che si intraprende l'impresa di implementare il nostro stile di vita anche con la respirazione "volontaria" si avranno momenti alti e bassi nel conseguimento dell'implementazione dello stile di vita. Bisogna capire l'importanza dei risultati conseguiti, se pur piccoli, e pazientare nella ricerca di ulteriori motivazioni. Il conseguimento dello stato dei polmoni, come altri stati, passa per una miriade di sensazioni, a volte contrastanti, che possono viziare l'atto respiratorio. Per questo motivo bisogna attuare continue verifiche degli atteggiamenti assunti nelle varie fasi della respirazione, al fine di migliorarli per renderli più semplici e naturali possibili. Un termine di confronto può essere la condizione di "addormentamento", situazione nella quale si può verificare la validità nel tranquillizzare e rilassare, del metodo applicato. Naturalmente prima di scartare un metodo bisogna tenere conto del tempo necessario al nostro sistema neurovegetativo per naturalizzare ed integrare un nuovo atteggiamento. È risaputo, ad esempio, che il nostro portamento, per viziato che sia, viene sempre considerato naturale dal nostro sistema neurovegetativo. Una volta accertata la correttezza scientifica di un nostro nuovo atteggiamento occorre favorire e motivare il nostro subconscio ad assumerlo come naturale e salutare per il nostro organismo. La considerazione dei due metodi respiratori, quello toracico e quello diaframmale, è una consapevolezza che bisogna prendere, con la conseguente applicazione di entrambi i metodi respiratori nel modo più naturale ed involontario possibile. L'assunzione, fin dalla nascita, di un metodo respiratorio, per scorretto che sia, viene acquisito dal nostro sistema neurovegetativo come naturale, semplice e armonioso con il nostro organismo. Questo stato è difficile da modificare una volta acquisito. Nell'applicazione del "progetto di acquisizione" di un nuovo atteggiamento comportamentale bisogna sempre tenere presente tutte le variabili ed i termini del progetto senza un progetto, un programma, non si riesce in nessun intento, di qualsiasi natura esso sia. I programmi si compongono di piani generali e piani particolareggiati. La scomposizione dei programmi in più parti, fino alle più elementari consente di perseguire le loro attuazioni perché consente di focalizzare le attenzioni e le risorse per far emergere e chiarire eventuali ostacoli o errori. Le percezioni delle sensazioni avute durante l'espansione dell'addome, a causa dell'inspirazione dell'aria, permette di acquisire al sistema neurovegetativo il controllo e l'accettazione "critica" dell'atto, lasciandolo presente anche nell'ambito cosciente del sistema nervoso. La convivenza dei due metodi respiratori, quello diaframmale e quello toracico, è possibile solo con la "naturalizzazione" dei due metodi separatamente. Solo dopo l'acquisizione separata è possibile l'integrazione dei due metodi. Previo forte volontà ed applicazione. massimino jisdi@tin.it meda, 15 -3-2005 meditazione polmonare tutto inizia con la verifica della teoria yoga sulla "lunghezza del respiro". Va' subito detto che non si tratta della durata, nel tempo, del ciclo respiratorio, bensì della pressione /depressione dell'aria in entrata ed in uscita dalle vie respiratorie, naso e bocca. Secondo il "pranaiama - dinamica del respiro" la lunghezza del respiro è data dalla distanza, tra il naso ed una piuma, alla quale la piuma non viene mossa dall'aria che fuoriesce dal naso. Per ottenere distanze minime occorre controllare l'entrata e l'uscita dell'aria nelle prime vie respiratorie: inspirare ed espirare lentamente. Il più possibile. Riflessioni. Nel fare questo esercizio ho riscontrato una notevole fatica, che diminuisce man mano che aumenta l'esperienza, nel controllare la veemenza con cui la cassa toracica ed il diaframma si contraggono o si espandono nell'atto del respiro. La prima sensazione è quella del mancamento d'aria: si percepisce un sintomo di soffocamento come quando, nuotando, si tira fuori dall'acqua la testa e l'inspirazione da il senso di liberazione e di appagamento della necessità di immettere aria nei polmoni. Senza particolari sforzi, continuando l'esercizio, dopo qualche giorno, si perde quel timore di "restare senz'aria". Dapprima si riesce ad espirare lentamente e in seguito si riesce anche ad inspirare con tutta calma. In tutto questo lavorio, nell'esercizio, si è portati a prestare attenzione a cosa succede nei polmoni durante la respirazione. Sembra di percepire l'espansione e la contrazione degli alveoli e contemporaneamente il continuo movimento vorticoso dell'aria al loro interno. Ho anche pensato che esista una notevole diversità tra il trattenimento del respiro ed il rallentamento, della dinamica, del respiro. Nel semplice trattenimento si ottiene una staticità dell'aria nei polmoni e quindi l'aria a contatto delle cellule predisposte al prelievo dell'ossigeno si esaurisce e non è più utile. Nel rallentamento si mantiene il movimento, continuo, dell'aria e quindi un continuo rinnovamento di quella che finisce a contatto delle cellule che devono acquisire l'ossigeno. Così facendo si ottiene una migliore ossigenazione del sangue. Inoltre si ottiene la completa escursione del movimento dei polmoni che comporta l'uso di maggior numero di alveoli e sempre crescente, fino al massimo, anche nei comparti solitamente meno partecipi al respiro. Questa sensazione la si ottiene specialmente all'inizio della pratica, forse perché si parte da situazioni compromesse dal prolungato uso parziale dell'organo polmonare, in cui alcune parti non erano dovutamente sollecitate all'azione. La sensazione evoca il fenomeno avvertito nell'atto di gonfiare una camera d'aria di bicicletta, aggrovigliata, che sotto la spinta della pressione si espande fornendo nuovo spazio all'aria contenuta. Considerevoli sono le conseguenze "secondarie" di questa pratica. Durante gli esercizi ci si trova in varie situazioni che evocano sensazioni disparate e soggettive che portano a nuove riflessioni e considerazioni. Innescando una serie di scoperte conseguenti al meccanismo: sensazione - verifica - conferma o smentita. Meditazione può essere anche questa. massimino jisdi@tin.it meda, 15 -3-2005 Fine