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		<titolo>Sogno agrituristico</titolo>
		<data>07/03/2002</data>
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I giorni precedenti la festa c'era sempre qualcosa da fare. Dolci, macellare polli e conigli per gli invitati, adobbare la casa per il ricevimento e tante altre cose che venivano in mente agli astanti per meglio completare la festa.

Quella mattina alcuni si svegliarono tardi rispetto al programma della giornata ma questo non generò problemi, risolvemmo andando a comprare i ravioli da un artigiano che li prepara con metodi tradizionali.

In quel periodo, gennaio inoltrato, la campagna dorme, non si prevedono molte attività agricole, a parte quelle domestiche, che si possono dividere in due grandi gruppi: uno tradizionalmente maschile e l'altro tradizionalmente femminile.

Le donne tessono, realizzano indumenti, maglia per i vari usi. Gli uomini oltre ad accudire le varie stalle realizzano o riparano gli attrezzi di lavoro, dai cesti di vimini o altri vegetali come le canne variamente spaccate, germogli di varie piante più elastiche. Fra queste spicca l'ulivo che è la più resistente all'usura: con i germogli radicali dell'ulivo, opprtunamente ammollati in acqua, si realizzano cesti resistenti persino al trasporto dei sassi.

Il 17 gennaio festa di S.Antonio Abate inizia il periodo di carnevale. Al mattino si ricevette il prete per la rituale benedizione delle stalle ed al pomeriggio partimmo per il giro dei "Sant'Antoni", per cui ci eravamo organizzati, e che consiste nel girare le case del circondario inscenando una battaglia tra S.Antonio ed il diavolo con un pubblico che partecipa anche, come comparse, seguendo le rappresentazioni. Tutti vestiti in costume secondo la tradizione tramandata nei secoli.

Durante il giro si invitava gli astanti alla festa organizzata per la sera. Chiunque era invitato alla festa, che secondo la tradizione locale, smplice come le condizioni socio economiche del locale mondo agricolo. Oggi tali condizioni sono, naturalmente, diverse dal passato e quindi anche la festa si adegua pur rimanendo fedele alle filosofie tradizionali del luogo, specialmente dal punto di vista culinario.

La festa, stante la grande quantità di invitati previsti, fu svolta presso un locale ristorante, affittato per l'occasione. al posto del tradizionale fisarmonicista c'era un orchestra ed il tradizionale bicchiere di vino della casa era accompagnato da una gran numero di bevande di ogni genere. Solo i dolci e gli stuzzichini erano rimasti rigorosamente tradizionali: nessuno li voleva diversi.

Le feste si ripetevano ogni giorno in case diverse ed erano immancabilmente visitate da compagnie di mascherati. Ogni sera veniva raccolto una votazione popolare, per le varie compagnie, che venivano premiati il giorno di Carnevale nella festa finale.

Il periodo pasquale, dopo la Quaresima, e l'inverno lascia il posto al senso del risveglio, le campagne si riempiono di verde e di fiori, ed invitano a lunghe passeggiate. Cera chi amava andare a cavallo, chi preferiva andare per i boschi a conoscere le varie piante selvatiche e commestibili come funghi ed asparagi e chi preferiva dilettarsi nei lavori dei campi. In primavera, da quelle parti, si seminano i legumi, il granturco, le patate, si trapiantano gli ortaggi e si curano i vigneti. Spesso sono attività faticose simili a quelle intense che si praticano in palestra ma con la variante che nelle pause si possono raccogliere varie verdure selvatiche da fare in insalata o cotte per il conteorno. A sera, generalmente soddisfatti e realizzati, spesso non si sente neanche la necessità di altro, si è pronti per lunghe dormite ristoratrici.

E' stato piacevole quando, 5 o 6 mesi dopo che ero tornato a casa, andai a ritirare nei sotterranei della Stazione Centrale un pacco, spedito la sera prima, che conteneva le pannocchie fresche da arrostire sul barbecù di casa. Avevano una fragranza che non avevo mai gustato prima. Anche il gusto della fatica che avevo fatto per seminarle diventò più intenso. Sapere che quelle pannocchie c'erano perchè le avevo volute: avevo fatto il necessario perchè potessero essere disponibili e che la cosa poteva ripetersi quando avrei voluto.

Quella vacanza aveva qualcosa in più dell'altra trascorsa alle maldive. Mi dava un senso di sicurezza: so come fare!
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