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<news>
	<post>
		<titolo>Serrone</titolo>
		<data>07/03/2002</data>
		<testo>
<p align="center"><font size="5">Il significato di Serrone si perde nella notte dei tempi. Le notizie sono fantasiose e confuse.</font>
<link href="http://www.massimino.it/public/matteo.xml">matteo
<img src="/images/ddmodb9.gif" width="125" height="95" alt="DDmodb9 image" /></link></p>
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	<post>
		<titolo>Il "torrone"</titolo>
		<data>07/03/2002</data>
		<testo>
<a name="primo">Il "torrone"</a><link href="#primo">vai a Il "torrone"</link>
<font size="5">Il &quot;torrone&quot;, che dialettizzato diventa &quot;terraune&quot;, vorrebbe essere tra le origini di questo soprannome per via della novita' che assumeva, ai tempi per Roccascalegna, questo dolce cremonese, allorche' venne regalato alla propria fidanzata da un nostro avo.</font>
<font size="5">Da &quot;torrone&quot;: "terraune": "serraune". Che ritradotto in italiano ridiventa Serrone.</font>
<font size="5">Guarda caso e' anche il nome di un paesino della Ciociaria: comunita' di qualche centinaio di anime.</font>
    </testo>
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	<post>
		<titolo>Scior 'a Vardine</titolo>
		<data>06/03/2002</data>
		<testo>
<p align="center">&quot;<a name="Sciore">Scior 'a</a> Vardine&quot; cioe' nonno Berardino pare sia stato un antenato irrequieto. Si raccontava (sono deceduti i narratori) che sia stato oggetto di un tentativo di furto per via del gruzzolo che aveva accumulato per l&#146;acquisto di un appezzamento di terra di proprieta' di un medico ( ancora attualmente qualcuno indica l'appezzamento come "quello del medico" anziche' Capriglia). Data l&#146;appetibilita' dell&#146;appezzamento, era piantumato ad ulivi e viti e tutt&#146;ora ottimo terreno, c&#146;erano altri pretendenti, che organizzarono il furto con la complicita' di un certo Carmine, di Matteo, pare, per sottrarre il gruzzolo a Berardino in modo da eliminare un concorrente nella contrattazione per l&#146;acquisto.</p>
<p align="center">Il colpo pero' non riusci'. Berardino, che era ritenuto &quot;timido&quot;, si accorse in tempo del pericolo che correva e nascose in modo introvabile il gruzzolo contenuto in una borsa: la famosa borsa delle  piastre.
Al tempo Roccascalegna era ancora sotto il dominio del Regno Delle Due Sicilie retto da Francesco di Borbone. Piastra era, forse, la denominazione popolare della moneta borbonica del tempo. 
Berardino, quando senti bussare alla porta, si rifiuto' di aprire adducendo l'ora tardi ed il fatto che non riconosceva nella voce nessuna persona a lui nota ma i ladri, per farsi aprire, dissero di essere in compagnia di Carmine di Matteo (detto Giacchenielle) ben noto a Berardino giacche' era suo lontano parente, dell'altro ramo della discendenza di "Cane Bianco".
Era molto divertito mio nonno quando raccontava il dialogo che intercorse fra i ladri che erano penetrati in casa e quelli rimasti fuori (in particolare Carmine di Matteo) e che suggerivano il luogo in cui avrebbe dovuto trovarsi la borsa.
Carmine forse aveva visto la borsa frequentando la casa di Berardino e quindi diceva: "dovrebbe essere li, sopra la cassapanca (cash), forse sotto a qualche straccio!". Qui' non c'e' nulla rispondeva l&#146;altro da dentro.</p>
Stufi di cercare, i ladri se ne andarono a mani vuote.
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	<post>
		<titolo>La stalla delle pecore</titolo>
		<data>05/03/2002</data>
		<testo>
La stanza da letto frugata dai ladri era situata sopra alla stalla delle pecore e con essa comunicante mediante una botola (cataratta). il gesto sara' stato facile e veloce. Alzare il cpperchi e lasciar cadere la borsa di sotto fu un solo gesto.
<p align="center">Poi (ai tempi nostri era gia' noto) si seppe che la borsa delle piastre era finita nella stalla tra le pecore: i soldi sporchi! L&#146;appezzamento fini' nelle mani del &quot;timido&quot; Berardino. Ancora oggi i discendenti ne godono i pregi. Nonno Vincenzo lo chiamava &quot;quello del medico&quot;.</p>
<p align="center">Berardino sarebbe l'estroso giovane che a Natale regalo' alla fidanzata un torrone. Dolce sconosciuto, allora, ai piu' di quei luoghi e che suscito' in loro lo stupore al punto che Berardino divento' &quot;quello del torrone&quot; che in seguito dovrebbe essere diventato &quot;Serrone&quot;.</p>
    </testo>
  </post>

	<post>
		<titolo><a name="Nanna">Nanna</a> Lucia</titolo>
		<data>04/03/2002</data>
		<testo>
&quot;<a name="Nanna">Nanna</a> Lucia&quot; era la moglie di Berardino. 
Il giorno del loro matrimonio, qualche buon tempone, penso di  indurre 
il prete ufficiante a mettere in difficolta' Berardino, stante la nomea di 
timido di cui era vittima. Non si sa' quanto dovuto al torrone.
Sicche' al momento delle formalita' legali il prete chiese a Berardino cosa facesse 
"al suo cospetto" ed il timido con la dovuta irritazione rispose: 
"che sei cecato? Non vedi che sono insieme a Scutti Lucia? 
... Ci vogliamo sposare!"
il fatto naturalmente ebbe la conseguente risonanza visto che il timido tiro' fuori 
la grinta al momento debito.
Nicola, il padre di Berardino detto Serrone, abitava nella
casa al centro di finocchieto, che costituisce un po' il centro storico della 
contrada, tutt&#146;ora abitata da un altro Nicola discendente del Primo.


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    <link>
<h1 align="center"><a href="/associazioni/jidid/index.htm"><font color="#0000FF">Home Page</font></a></h1>
    </link>
    <link>
<h1 align="center"><a href="/associazioni/jidid/serrone/serrone0.htm"><font color="#0000FF"><u>indietro</u></font></a></h1>
    </link>

<p align="center"></p>
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